L’impedimento perenne

Se Napolitano avesse sciolto le camere a tempo debito e cioè prima di quel 14 dicembre definito poi “scilipoti day”,  quando a b fu concesso il tempo necessario a ricomprarsi la fiducia persa in parlamento, dunque in modo democratico,  molto di quello che è successo dopo non sarebbe mai accaduto.  Il governo dei professori, ad esempio, ma anche dover  assistere ancora oggi, adesso, alla patetica e miserabile richiesta di legittimo impedimento circa il  processo che vede berlusconi imputato del reato di sfruttamento della prostituzione minorile. 
E’ davvero singolare che quello che si è potuto fare qualche settimana fa con estrema naturalezza anche se le circostanze non lo richiedevano, anche se non c’era stata nessuna regolare sfiducia da parte del parlamento non sia stato possibile poco più  di due anni fa quando si poteva agire con più tranquillità.

E agire secondo Costituzione,  soprattutto, non secondo i desiderata del presidente della repubblica.
A voler essere maliziosi e malpensanti, alla luce di quel che accaduto appunto dopo, sembra quasi che qualcuno abbia voluto che quel tutto dovesse succedere. 
Che non ci sia stata proprio la volontà di riparare il paese da tutto quello che ha dovuto subire in questo ultimo anno.
Corrado Guzzanti è un genio, altroché blasfemo. 
I suoi sketch sulla P2 e licio gelli dovrebbero studiarli i ragazzini a scuola.

Processo Ruby, Ghedini invoca il legittimo e PERENNE impedimento.
Ma il giudice Boccassini lo stoppa: ”B non è candidato premier, non c’è impedimento”

Processo Ruby, no allo stop elettorale
 Giustizia e politica, l’eterna lotta di B.

Dall’impedimento legittimo a quello perenne.
Secondo Ghedini per b ci vorrebbe l’impedimento perenne.
Perché [provo a ragionare come Ghedini  ma è molto complicato] essendo l’Italia un paese perennemente in campagna elettorale anche i dispositivi di legge utili ai numerosi referenti politici che si pongono oltre la legge ma vogliono ugualmente partecipare al gioco della democrazia, quel gioco che ai comuni cittadini sarebbe invece impedito anche con requisiti minori rispetto a quelli che solitamente  appartengono a questi ladri della patria  – si devono logicamente adeguare al numero dei processi, alla gravità dei reati che riguardano onorevoli e senatori della repubblica.
Quindi non sono loro, i personaggi coinvolti in crimini a processi a doversi regolare e restare fuori dai giochi fino al pronunciamento di una regolare sentenza, è la giustizia a dover essere stravolta ogni volta che un processo riguarda il pre-potente delinquente e  criminale di turno. Col risultato che altre riforme non si fanno mai , quelle davvero importanti,  serie, utili e che dovrebbero servire a non mandare in carcere chi non commette reati,  a  non rimettere in libertà camorristi assassini e a non mandare ai domiciliari chi stupra una ragazzina incinta per ridicoli vizi di procedure o per colpa di  leggi che andrebbero realmente modificate non certo per favorire e alleggerire criminali e stupratori ma finalizzate, possibilmente, alla tutela delle  vittime come è accaduto solo qualche giorno fa.
L’inferno da vivi, altroché gl’impedimenti legittimi o perenni.

Le bugie hanno le carriere corte [nei paesi normali]

Sottititolo: Verrebbe voglia di votarlo davvero il movimento, non foss’altro che per fare un dispetto a questi disgraziati disonesti che prima hanno distrutto la politica e adesso vogliono dare la colpa al “buffone dittatore” che, fino a prova contraria, colpi di stato non ne ha ancora fatti. A differenza di un parlamento che spesso ha mascherato veri e propri golpe antidemocratici e anticostituzionali con azioni legittime. schifani che ammette che una legge elettorale non può essere favorevole al movimento di Grillo fa parte di una classe politica indecente che deve andare a casa, non ci può stare gente così nel parlamento di una repubblica, capito presidente Napolitano? perché se questa è la politica tradizionale che piace tanto a lei, che difende tutti i giorni agli italiani no, non piace più;  bisognerebbe che qualcuno ne prendesse atto, e anche con una certa urgenza.

Processo Ruby, le ‘Olgettine’ rivelano
“Berlusconi ci passa 2.500 euro al mese”

Berlusconi continua a pagare le ragazze delle “cene eleganti” di Arcore. Toti, Espinoza, Visan, Polanco e De Vivo confermano: “Ci dava un aiuto allora e ce lo dà anche adesso”. Nella scorsa udienza la notizia degli acquisti immobiliari da Apicella e Mariani (leggi)

Petraeus ad Obama : “Lascio il mio incarico,  ho avuto una storia extraconiugale “.

Panico a Montecitorio: verrebbe a mancare il numero legale. [Enrico Bertolino]

Fa quasi tenerezza David Petraeus che si dimette – ufficialmente perché sembra che i motivi siano altri ma tant’è  [a me comunque va benissimo tutto quel che può essere utile a screditare questa classe politica d’indecenti che ci tocca subire. Poi è chiaro che i motivi delle dimissioni risiedono altrove e non nel tradimento che comunque non è un reato, intanto però le ha date o, per meglio dire lo hanno sollecitato a farlo, e tanto basta per fare la differenza coi fattacci di casa nostra che nessuno ha disturbato per non “violare la privacy” di un satrapo viziato al quale, invece,  nessuno ha chiesto di dimettersi] –  non da presidente del consiglio o di regione in  un paesello  ridicolo nel quale non si dimette mai nessuno per motivi molto più seri e gravi,  ma da capo della CIA perché pensa che avere una relazione extraconiugale sia motivo di disdoro per la carica che ricopre.
Avere una relazione extraconiugale invece rientra perfettamente in quella sfera della vita privata in cui a nessuno dovrebbe essere consentito ficcare il naso, non significa affatto essere persone inaffidabili e gli eventuali rimorsi e sensi di colpa sono  un fatto  altrettanto privato e  personale.
Avere un’amante non è uguale ad essere un vecchio erotomane delinquente che sfrutta ragazzine minorenni per sfogare le sue perversioni e se ne vanta, non vuol dire avere rapporti stretti coi mafiosi, non è lo stesso che rubare soldi dei contribuenti per vacanze, automobili, feste e molto, troppo altro.
Tutte cose che qui sono accadute davvero ma che non hanno provocato purtroppo  quell’effetto tabula rasa che sarebbe stato invece opportuno e assai gradito.
Come c’insegna il celeste ayatollah “la responsabilità è individuale”, e quindi dobbiamo aspettare che ne arrestino uno per volta, la retata finale può attendere.
Diverso è quando una relazione extraconiugale può diventare motivo di ricatto, e se Petraeus ha scelto l’umiliazione della confessione pubblica con conseguenti dimissioni  riguardo ad un fatto personale, significa che il suo senso di responsabilità vale il doppio indipendentemente dal  motivo,  perché vuol dire non aver ceduto ad un ricatto oppure non voler offrire nessun pretesto per essere ricattato.

Questo signore si è dimesso UFFICIALMENTE in rispetto ad un principio MORALE, checché ne pensino i fautori di quella teoria strampalata circa la difesa della vita privata di chiunque, anche di chi ha ruoli istituzionali, che ha fatto in modo che uno sciagurato che di notte faceva le orge con le ragazzine  e il giorno andava a farci fare figure indecenti nazionali e  internazionali sia potuto restare al suo posto senza che nessuno alzasse un sopracciglio  perché tutti invocavano il rispetto per la privacy di un signore che, in fin dei conti aveva solo uno stile di vita un po’ vivace. Ci sono voluti almeno due anni perché più gente capisse che quello di berlusconi era un sistema col quale stava svendendo l’Italia un tanto al pezzo a chi lo ricattava e non una faccenda da  “ognuno nel suo letto ci porta chi gli pare”.
 E non solo non si è dimesso per i fatti di HardCore e dintorni né nessuno gli ha chiesto espressamente di farlo, ma ancora oggi paga tutti – soprattutto tutte – esattamente come faceva da presidente del consiglio  praticamente alla luce del sole e non succede niente: non è meraviglioso?

Obama, l'”abbronzato”, non vede l’ora

La Papi-girl vestita da Obama: la notizia sui siti nel mondo

La solita figura di merda a livello planetario. Chissà che pensa oggi il polillo ridens, se crede ancora che il satrapo depravato pervertito abbia salvato la democrazia e che per questo meriti di soggiornare al quirinale anziché in una clinica per malattie mentali così come aveva suggerito sua moglie già tre anni fa, ben prima delle ultime e squallidissime vicende.

      

Preambolo: sono sempre prevedibili, natale viene sempre il 25 dicembre e il colpevole, valà, è il maggiordomo. Che barba & che noia.

Sottotitolo: Alle cene eleganti dell’ex tizio, le zoccole si travestivano da Obama. Agli incontri ufficiali internazionali, i premier stranieri – minchia di fuori – usavano le zoccole gentilmente offerte dal tizio del Consiglio italiano. Non vedo l’ora che lo facciano presidente della Repubblica. [Rita Pani]

Diventare Presidente della Repubblica non è mia ambizione, ma ci sono responsabilità che non si possono ignorare.
(Silvio Berlusconi, 25 maggio 2012)

Come scrissi tempo fa un giro sulla ruota del quirinale glielo farei fare. Chi, meglio di lui può rappresentare alla perfezione questa Italia? così almeno il mondo intero cucirebbe attorno a questo paese un robusto cordone sanitario così come si fa coi paesi definiti “canaglia” e potremmo finalmente sapere e capire se gli italiani sentono quel boom che avrebbero dovuto già sentire da svariati anni o sono sordi come Napolitano che non si accorge mai di niente, visto che pensa che nei vent’anni trascorsi dalle stragi di mafia qualcuno abbia fatto davvero la lotta alla mafia, oltre a quei magistrati coraggiosi, quelli che vengono accusati poi di eversione, di essere comunisti,  perché si proclamano difensori dello stato e della Costituzione.

E’ inutile che ci si scandalizzi così tanto all’idea; del resto c’è un sottosegretario di QUESTO governo, raccomandato da un piduista, che lo ritiene il salvatore della democrazia, e non mi pare che in questi cinque mesi la sua figura sia stata sminuita ma, al contrario si è  spesso parlato di continuità ‘significative’.

Quelli che avrebbero dovuto buttarlo giù dalla torre continuano a legittimarlo, poi quando un bel mattino quello si alza dal letto e dice che gli piacerebbe soggiornare i prossimi sette anni al quirinale invece che nelle ville dell’ammmòre ci strappiamo i capelli? dice bene Don Paolo nell’articolo che ho postato, Monti avrebbe dovuto fare quello che doveva, e ad ogni impedimento andare in televisione a dire: “signore e signori, non sono io il colpevole ma un parlamento che fa ancora gl’interessi di un malfattore”.

Così avrebbe fatto un figurone, invece coi suoi comportamenti, e anche quelli dei suoi collaboratori sobri l’unico effetto che ha prodotto è stato quello di farsi detestare.

Polillo alla Zanzara: Berlusconi trattato peggio di Al Capone, spero vada al Quirinale

DON PAOLO FARINELLA – Mario D’Azeglio e Massimo Monti

Ai tempi di Cavour, quando le vacche si chiamavano vacche e i maiali, maiali, Massimo D’Azeglio, politico del Regno di Sardegna e dell’unità d’Italia, meglio noto come «sporcaciun» diceva:

«I più pericolosi nemici d’Italia non sono gli Austriaci, sono gl’Italiani. E perché? Per la ragione che gl’Italiani hanno voluto far un’Italia nuova, e loro rimanere gl’Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico il loro retaggio; perché pensano di riformare l’Italia, e nessuno s’accorge che per iuscirci bisogna, prima, che si riformino loro, … Il primo bisogno d’Italia è che si formino Italiani dotati d’alti e forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno più verso l’opposto: pur troppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani» (Massimo Taparelli D’Azeglio, I miei ricordi, Firenze, Barbera 1891, pp. 4-5).

Al tempo di D’Azeglio era l’alba dell’unità d’Italia, al tempo di Monti è il tramonto di una Italia che ha fallito il proprio compito, calpestato da coloro che avrebbero dovuto esaltarlo. La degenerazione dei politicanti ha portato costoro a servirsi dell’Italia, piuttosto che servire il popolo. Un altro sottosegretario di Monti, guarda caso proveniente dall’area del Pdl si è dovuto dimettere per corruzione e istigazione all’evasione fiscale. Ora Monti dice che vuole rifare l’Italia, addirittura che la vuole salvare. E che fa il nostro D’Azeglio «tecnico»? Consulta Berlusconi per nominare i responsabili della Rai e delle Agenzie di garanzia. Sarebbe come dire al lupo: «tienimi l’agnello, mentre mi assento un attimo».

Anche Monti ha perso la sola occasione che poteva dargli lustro e onore: mettere al primo posto il bene della Nazione, fare pagare a tutti, in proporzione delle proprie entrate; fare pagare agli evasori quattro volte quello che hanno rubato; togliere pesi mortali ai poveri; abolire l’abolizione del falso in bilancio; fare una ferrea legge sulla corruzione e sulla concussione; non guardare interessi di parti, invece di cincischiarsi sugli interessi di un singolo e di un malavitoso. Non lo avrebbero votato: poteva fare due cose: andare in Parlamento e dire: “Signore e Signore, voi siete i responsabili dello sfracello, votatemi contro se lo ritenete, ma fatelo davanti a tutto il popolo e che sia certificato”.

Poi andare in Rai e dire: “Italiane e Italiani, questo, quello e costui hanno votato contro per questo motivo e per quest’altro motivo. Sono venuti da me a chiedermi di fare questo e quello. A costoro non gliene frega niente di voi, vogliono portare a casa interessi personali e il signorotto di Arcore vuole solo salvarsi il sedere e le sue aziende. Quando andate a votare, tenete conto. Io non ci sto. Voi, popolo bue, siete liberi di suicidarvi con le vostre stesse mani. Non sarò certo io a tirare lo sciacquone”.

Avremmo avuto un nuovo Massimo D’Azeglio, invece dobbiamo sopportare un Mario Monti qualsiasi di una qualsiasi Bocconi e senza sconti.

Le cene eleganti di b.

 La versione di B. sulle cene eleganti
“Travestimenti? No, gare di burlesque”

Processo Ruby, i funzionari di polizia in servizio la notte del fermo della ragazza: “Sapevamo che Karima non era la nipote di Mubarak”. L’ex premier in aula: “Mantengo ragazze rovinate dai pm”.

E lui magari si mascherava da miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni?

Quindi par di capire che anche al tribunale di Milano fino ad ora abbiano messo in scena il burlesque più sfrenato, visto che ancora nessuno è riuscito a fermare l’imbelle delinquente pervertito né ad assicurare alla giustizia tutta la pattuglia che da anni lo asseconda e gli regge i giochi. Quel poveraccio di Marrazzo è stato messo in croce, costretto alle dimissioni perché gli piacciono i maschi che si travestono da donne, mentre uno che si eccita solo guardando (e pagando con soldi, ruoli politici, assunzioni in aziende statali)  donne che si mascherano da calciatori, da infermiere, da suore con tanto di crocefissi fra le tette (eminenza, abbiamo finito di contestualizzare ?!) è considerato normale, l’interlocutore col quale Monti ha mantenuto un cordiale rapporto di continuità, quello in grado di fare ancora il bello e il cattivo tempo a proposito di politica, di leggi, di informazione, e che addirittura, secondo il parere del raccomandato  polillo si meriterebbe il quirinale; e questa la chiamano democrazia? sono Grillo e il suo movimento a fare antipolitica?  ma andate a fare in culo.

E non tornate più, fatemi il favore.

Accertato ufficialmente mediante confessione che Ruby non è né avrebbe mai potuto essere la nipote di Mubarak, possiamo però confermare, questo sì, che i 314 parlamentari capeggiati dal disonorevole paniz che hanno confermato in parlamento che lo fosse  sono senza ombra di dubbio delle disonestissime teste di cazzo che, se questo fosse un paese normale andrebbero accusate, processate e condannate per alto tradimento insieme ai responsabili della caserma che hanno mentito.

Anche maroni – da ministro dell’interno – aveva detto che era tutto regolare.

Non bisogna dimenticarsene nemmeno uno di questi, nemmeno uno.

Indifesi, presuntuosi (e idioti)

Come dice la mia amica Rita, mi rifiuto.
Non posso partecipare e nemmeno intavolare discussioni politiche, leggere articoli politici, ragionare delle e sulle cose facendo riferimento a un politico che è stato battezzato con l’appellativo di trota.
Il trota, come la padania non esiste.
Tutt’al più si può discutere del figlio scemo di bossi che fra l’altro non è l’unico se si considera la performance del di lui fratello minore condannato per aver lanciato candeggina contro un militante di rifondazione comunista.
Ed, eventualmente si può provare ad andare oltre il compatimento nei confronti  di tutta la gente che è caduta nella trappola di un movimento e dei suoi  rappresentanti ai quali tutto interessava – e lo abbiamo visto e letto  molto bene – fuorché il rinnovamento e la buona politica.

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 – Lega, la patacca e la faccia di bronzo

Lo hanno chiamato il giorno dell’orgoglio padano, cioè il giorno del nulla, perché la Padania non esiste nemmeno geograficamente e dell’orgoglio non si è visto manco il francobollo. Si è vista una sceneggiata all’ora di cena o meglio del dopo cena con pasta e fagioli per digerire le cotiche dal pelo alto con cui hanno condito i fagioli.

L’orgoglio patacca è durato meno di un’ora, il tempo di un alca-selzer perché il rutto bergamasco fosse elaborato come un lutto in famiglia per prendere tutti coscienza che il più pulito di loro aveva non solo la rogna, ma anche il portafogli pieno di soldi rubati. Non c’è che dire: questa gente che una volta fu «vandea bianca» e ora è inevitabilmente «vandea verde», è rimasta democristiana nella struttura di stomaco, fegato, milza e frattaglie. Si sono ubriacati e convinti che la loro ignoranza fosse superiorità razziale e ora hanno imparato a loro spese che anche gli ignoranti per natura e per castigo di dio hanno urgente bisogno di denaro fresco, tanto denaro anche per comprarsi le lauree e i diplomi, all’estero per apparire più celtici, cioè più imbecilli.

Bastava guardarli la sera di martedì 10 aprile 2012, data storica per gli annali della decenza pubblica e privata, per capire che l’Italia non sarà mai una nazione libera e un popolo decente. Maroni, condannato in terzo grado per aggressione a pubblico ufficiale, che grida «chi sbaglia deve pagare – pulizia, qualunque nome porti». Bossi che per la prima volta sopra la canottiera porta un completo stirato, compresa la cravatta, che parla di «complotto» e di «Lega unita» e di «Roma Ladrona». Facce di bronzo, se avessero potuto si sarebbero scannati lì davanti a tutti, ma il popolo beone e beota aveva bisogno della recita e loro gliel’ha danno data. Meno di un’ora in tutto e a spese dei venuti. Le clacques organizzate per Maroni e Bossi per fare apparire che almeno esternamente uno scampolo di unità non si nega a nessuno.

Da tutto questo abbiamo imparato che il Trota «è un esempio» da imitare. Esempio di che? Il Trota è un imbecille, figlio d’arte che ha frequentato la scuola della Madre e si vede il risultato con i soldi del popolo italiano. Se Trota è un esempio, è meglio che l’Italia sprofondi nell’abisso dell’inferno perché vuol dire che anche la speranza è defunta per sempre. Se questa è la novità e la diversità!

Da venti anni costoro rubano più di tutti, fregano più degli altri, si sono alleati con Berlusconi, maestro di furto pubblico e privato, corrotto e corruttore all’ennesima potenza; fino a qualche giorno fa erano insieme al governo che hanno distrutto; le tasse di oggi sono frutto in gran parte delle legge che hanno fatto loro; durante il loro governo le tasse sono aumentate come non mai, la disoccupazione cresciuta più di tutti i governi precedenti; il precariato si è diffuso come una macchia d’olio e ora? Ora costoro hanno la faccia di tolla di venire a gridare che loro sono diversi: sì, forse è vero, sono diversi perché sono famelici e familisti come nessun altro nella storia. Ora sembra che vogliono mettere la regola che i parenti fino alla seconda generazione non possono avere incarichi nella Lega: hanno foraggiato figli, mogli, amanti, amanti degli amanti, prostitute, mafiosi, corrotti, Formigoni e ladri e vogliono fare i puliti… ma mi facciano il piacere!!!

Poveri leghisti di strada che si sono lasciati e si lasciano pervicacemente abbindolare dai loro capi sopraffini. E’ colpa di chi li ha votati, è colpa di chi li sostiene, gonzi sulla cui gonzaggine che si nutre di qualche parola magica come «straniero e moschea» per tacitarli come si fa con un cane a cui si butta l’osso ben rosicchiato e pulito. I leghisti mi sembrano come quel monsignore che mentre i francesi entravano per Porta Pia e passavano di casa in casa negava l’evidenza perché «le porte dell’inferno non prevarranno»: di fronte all’ideologia o alla religiosità irrazionale nemmeno i fatti, nemmeno l’evidenza li fa ragionare. I leghisti sono perduti per sempre e sono destinati a morire nei loro stessi escrementi. Beati loro, se si abituano al tristo fiato!

Di fronte alla Lega Ladrona, Roma Ladrona è un pallido sole primaverile, tisicuccio e malfermo in salute, bisognoso di cure ricostituenti. I Romani infatti rubano alla luce del sole e lo dicono e se ne fottono; i leghisti rubano dicendo però di essere «diversi» e non «come loro». Chi è più perverso? SPQR-L. Sono Pazzi Questi Romano-Leghisti! Eppure li stiamo mantenendo noi con pane, companatico, vino, fave e anche il dolce. Grappa per tutti. Omaggio al grande Boss che ha dato alla luce un Trota, tanti pescecani, armati di ganasce dentate, in nome della «secessiùn». Ecco è la parola giusta, il «secesso», ma senza il «se».

A tutti i Musulmani in Italia bisognerebbe regalare una moschea per ogni città a spese della Lega che dovrebbe ringraziarli perché sono gli africani della Tanzania, senza scarpe, ma cervello finissimo, che odorando fumo di truffa e di soldi di mafia, hanno rifiutato i quattro milioni e mezzo della Lega per non sporcarsi le mani con i soldi della mafia che si riciclava con Belsito. Signori della Lega, bisogna dargli la cittadinanza onoraria perché essi sì che sono il segno di una grande civiltà afro-occidentale. Speriamo che c’invadano presto! Noi siamo pronti ad essere invasi perché invasati lo siamo già.

Don Paolo Farinella per Micromega

(12 aprile 2012)

Nel frattempo:

Caso Ruby, da B.127mila euro a
Minetti e De Vivo

I movimenti bancari, risalenti a qualche mese fa, sono stati segnalati dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif) ai magistrati, che hanno acquisito tutta la documentazione, inserendola nelle “indagini suppletive” notificate ai difensori dell’ex premier (processo Ruby) e di Lele Mora, Emilio Fede e dell’ex igienista dentale del Cavaliere. (Il Fatto Quotidiano)

Anche il più perfetto degl’idioti capirebbe che b., sta tentando (ancora e ancora) di corrompere i testimoni del suo processo, Ghedini, di professione avvocato di b., e nel tempo libero (poco, visto il daffare che gli dà il suo miglior cliente)  parlamentare a nostre spese, no, dice che è tutto lecito e che è giusto aiutare chi si è ritrovato suo malgrado in “evidenti condizioni di difficoltà”, anche quando questo qualcuno risponde al nome di Nicole Minetti, la quale non risulta si sia mai dimessa dal suo incarico politico continuando dunque a percepire un signor stipendio milionario offerto gentilmente da noi contribuenti.

Io non chiedo il riconoscimento di una vergogna qualsiasi, ci mancherebbe che questa gente sappia come si fa, a vergognarsi, però penso che a un certo punto bisognerebbe mettere un punto su certe faccende. Chiaro e definitivo.

Silvio: «Ragazze vittime dei pm»

            Le ragazze che partecipavano alle cosiddette “cene eleganti” sono parti offese dice il tribunale di Milano. Dunque per la legge sono vittime, per il sentire comune, invece, sono corresponsabili in quanto consenzienti, hanno partecipato con una libera volontà di offrire corpo e favori sessuali  in cambio di soldi perché era esattamente questo che cercavano. E’ da moralisti dare un giudizio sui comportamenti sessuali? il corpo è loro, è nostro, delle donne e ne possiamo fare davvero quel che vogliamo? oppure ci sono condizionamenti soprattutto sociali, soprattutto questa corsa al possesso del futile, che non rendono veramente “libera” una donna di prostituirsi?
 Ho pensato fin dall’inizio che quelle ragazze sono un manipolo di furbe arrampicatrici che sapevano e sanno benissimo quello che facevano e fanno, e il perché lo fanno. Però per la legge dello stato, dunque non per i vari “sentire” comuni e personali che non c’entrano niente con la legge è giusto che siano considerate vittime e tutelate dai porci, dai maiali, dai vecchi pervertiti che usano il potere e i soldi per comprarsele un tanto al chilo. Uno che fa queste cose, che approfitta del suo potere immenso, del suo ruolo politico, e trasforma le sue perversioni  in sistema (‘o sistema)  regalando posti di lavoro di prestigio (facendoli pagare ai contribuenti cioè a noi) a quelle donne di cui si circondava   non va invidiato, va schifato e costretto fuori da una società che vuole dirsi civile. berlusconi ieri ha detto che sono stati i PM a rovinare la reputazione delle ragazze: ma alle cene eleganti non sono state mica invitate dai pm, chi le chiamava per conto terzi cioè di berlusconi, la minetti, fede, mora, tarantini e quella solida e squallida compagnia di giro di papponi lo faceva per ingraziarsi i favori di berlusconi, perché da quel do ut des scaturivano poi altri affari dei quali tutti hanno sentito parlare in questi anni.

Le donne che sono andate in piazza trenta e quaranta anni fa non lo hanno fatto certamente per difendere queste libertà. Il discorso è molto più ampio della semplice autogestione del corpo. E in un paese che vuole definirsi civile sarebbe meglio se un presidente del consiglio non abbia a che fare con nessun ricatto e per nessun motivo, minorenni, maggiorenni che siano queste ragazze sono state illuse con la promessa della bella vita, e non si può parlare di responsabilità in un’ epoca in cui le ragazzine si prostituiscono via web per il vestito e la borsa griffati, per la ricarica di un cellulare; dunque chi è che è moralmente colpevole, prim’ancora che legalmente, chi compra o chi vende? basta andarsi a rivedere l’intervista alla terry, una che pensa e dice che per la carriera si deve essere disposte anche a vendere la propria madre per capire che in queste sciagurate non esiste la benché minima idea di quel che significa avere valori e principi, io ci intravvedo addirittura la circonvenzione di incapace in questa storia. Perché fra il ricevere proposte e farle accettare con la lusinga della ricchezza, usando il potere dei soldi c’è molta differenza. Qualsiasi bella donna in vita sua ha ricevuto proposte, queste ragazze non hanno inventato niente, di utilizzatori finali è stato sempre pieno il mondo in tutte le sue fasi storiche, il problema, il dramma è quella subcultura che ha preso il sopravvento in questi ultimi anni, soprattutto grazie alla lobotomia operata dall’ imputato berlusconi attraverso i suoi potenti mezzi mediatici. Violenza non è solo lo stupro ma anche indurre ragazzine (idiote, superficiali quanto si vuole) a regalare i loro favori in cambio della chimera di una bella vita, dei bei vestiti e di una facile carriera.
Bisognerebbe sfatare poi questa leggenda, quella che fa dire da diecimila anni che la prostituzione è un mestiere, il più vecchio del mondo. La prostituzione è un orrore di cui nel terzo millennio non si dovrebbe nemmeno più parlare, figuriamoci esercitarla o usufruirne da clienti, punto e basta. Perché nessuna donna svende se stessa liberamente, qualcuna lo dice, ma non lo pensa affatto.