Scendi_Letta

Preambolo: Per i devastatori di cose e oggetti 15 anni di galera, per quelli dello stato la presidenza del consiglio, i ministeri,  la carica di senatore a vita.
Al massimo, quando fanno cose molto gravi tipo ammazzare ragazzini o massacrare gente innocente che dormiva per terra  una condanna virtuale di pochi anni prontamente perdonati e condonati da apposite leggi confezionate per riparare delinquenti “eccellenti”.
C’è sempre un’ottima ragione per vergognarsi di essere italiani.

Sottotitolo: quando la fantasia surclassa la realtà, insieme al reato di sfruttamento della prostituzione minorile si dovrebbe aggiungere anche l’accusa di circonvenzione di incapace. Evidentemente si è reso conto di aver alzato troppo il target dell’età, visto che alla fine non si è nemmeno presentato, lui alle dentiere continua a preferire le farfalline.

Anziani ignari al comizio, ma B. non c’è

Anziani che vanno alle convention a loro insaputa.

Moody’s declassa i titoli di Stato italiani. Monti: “Siamo virtuosi, ma ci puniscono”

Enrico Letta: “Meglio il Pdl di Grillo”. L’ipotesi di votare Pd non la considera neanche lui (spinoza.it)

La virtuosità non consiste soltanto nel far quadrare i conti ma anche nell’avere gente degna, seria, responsabile a ricoprire ruoli istituzionali, e Moody’s questo ha pensato. “Il clima politico è fonte di rischi”:  non ci fidiamo del ritorno di berlusconi, ed evidentemente neanche dei suoi cortigiani di tutti gli schieramenti, quelli che purtroppo non se ne sono mai nemmeno andati sebbene e purtroppo solo  virtualmente come  b.


Sono davvero gravi le proposte che Grillo [che comunque non essendo un politico non ha nessuna voce in capitolo e può dire quello che gli pare, fino a prova contraria, al massimo si becca due pernacchie e morta lì], non ha mai fatto, come quelle di “non ripagare i debiti, uscire dall’euro e non dare cittadinanza ai bambini nati da immigrati in Italia”.

Specie se confrontate con quelle leggi che il centrosinistra [ops!] non ha mai voluto fare pur potendole fare tipo il conflitto di interessi e la regolamentazione delle coppie di fatto. La prima perché evidentemente non avrebbe disturbato solo gl’interessi di b che comunque non dovevano essere toccati come confermò l’ottimo violante non in pizzeria con gli amici ma in parlamento, e la seconda perché c’è sempre, nel pd, il cosiddetto partito di opposizione, quello democratico e progressista (…) qualche fioroni e qualche binetti di troppo.
Eh sì, ha ragione Scendiletta, meglio berlusconi, che almeno non rompe gli equilibri.

Altrimenti d’alema la bicamerale che l’avrebbe fatta a fare?

Letta a due piazze
 Marco Travaglio, 14 luglio

Dopo anni di relazione clandestina, Enrico Letta ha trovato il coraggio per un liberatorio coming out sul Corriere: “Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo”. Finalmente, era ora: B. è meglio di Grillo perché Grillo propone di “non ripagare i debiti, uscire dall’euro e non dare cittadinanza ai bambini nati da immigrati in Italia”. E pazienza se Grillo, diversamente da B., non ha mai proposto di uscire dall’euro e di non ripagare i debiti: quanto allo “ius soli”, il centrosinistra è talmente favorevole che ha governato 8 anni su 18 e non ha mai fatto la legge. Ieri molti elettori del Pd sono insorti sul web come dinanzi a chissà quale gaffe o novità. Beata ingenuità. Sono 18 anni che sinistra e destra governano insieme, ovviamente sottobanco per non farsi beccare dai rispettivi elettori. Perciò Grillo e Di Pietro li terrorizzano: non fan parte del giro, non inciuciano, non sono trattabili né ricattabili né controllabili, insomma hanno il guinzaglio lungo. Infatti il Letta minor sogna “un’alleanza guidata da Bersani con ai lati Casini e Vendola” e non esclude nemmeno la “grande coalizione” col Pdl anche se ora “non è l’opzione principale”. Una cosa è certa: “Non vorrei che si tornasse alla logica dell’antiberlusconismo e delle ammucchiate contro il Cavaliere”. Ecco, bravo. Le ammucchiate contro il Cavaliere no. Invece quelle col Cavaliere sì: infatti oggi il Pd è in maggioranza con B., per giunta in posizione gregaria. Ma chi si scandalizza non s’è accorto che la Grande Coalizione esiste almeno dal 1994, quando — rivelò Violante alla Camera — “abbiamo garantito all’on. Berlusconi e all’on. Letta (Gianni, ndr) che non avremmo toccato le tv”. Due anni dopo nacque la Bicamerale, che ufficialmente fallì nel ’98, in realtà non ha mai chiuso i battenti. Al di là del teatrino destra-sinistra per gabbare gli elettori, non c’è legge vergogna pro B. su tv e giustizia che Ds, Margherita e poi Pd non abbiano avallato o confermato o addirittura proposto e votato. Resta da capire se l’han fatto gratis o a pagamento. Nel 2006 Enrico Letta, vicepremier del secondo governo Prodi, si diede subito da fare: Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, gli scrisse di cambiare le regole d’ingaggio all’Avvocatura dello Stato affinché smettesse di difendere la legge Gasparri alla Corte di Lussemburgo contro le giuste richieste di Europa7, come aveva fatto col governo Mediaset. Naturalmente Lettino lasciò tutto com’era e l’Avvocatura seguitò a difendere la Gasparri e Mediaset. Del resto lui aveva appena confessato di invidiare al Pdl “gente in gamba” come “zio Gianni e Tremonti”: non potendoli ingaggiare, pensò bene di imitarli. Così tornarono al potere. Nel 2009 B. aveva il solito problema: disfarsi dei suoi processi col “legittimo impedimento”. Scendiletta diede subito il via libera sul Pompiere: “Il Pd non opporrà obiezioni al ricorso al legittimo impedimento: consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo”. All’espressione “come ogni imputato” c’è chi rischiò l’ipossia da risate. Altri sospettarono che si facesse scrivere i testi da zio Gianni. Ma era un’infame calunnia: zio Gianni è intelligente. Enrico invece è talmente astuto che ora è allarmato dal ritorno di B. perché “blocca la trasformazione del Pdl”.

Quale? Ma naturalmente quella avviata dallo statista Alfano, “interlocutore affidabile e credibile” che stava trasformando il Pdl “da movimento carismatico a moderno partito conservatore europeo”, mentre ora “tornerà a essere il partito di Arcore”. Invece Angelino Jolie, com’è noto, con B. non parlava neppure, anzi manco lo conosceva. Altre risate da soffocare. Il fatto è che Scendiletta dice ciò che pensano quasi tutti i papaveri Pd, adusi a mercanteggiare con B. su tutto, anche sulla Costituzione. Con la differenza che gli altri sono più furbi e si limitano a farlo. Lui lo dice pure. Il che fa temere l’ipotesi più agghiacciante: che lui, per B., lavori gratis.

Un imbecille su cinque, a quanto pare sì, lo rifarebbe

  Moody’s abbassa il rating dell’Italia.

“Il clima politico è fonte di rischi”: ovvero, non ci fidiamo del ritorno dello zombie.

Moody’s declassa i titoli di Stato italiani


“Le prossime elezioni fonte di rischio”

“Berlusconi candidato, niente primarie”
In 48 ore il Pdl rinnega il rinnovamento

Frequenze gratis per Mediaset

Il ministero dello Sviluppo Economico di Corrado Passera ha assegnato gratuitamente un pacchetto di frequenze alle principali emittenti. A beneficiarne più di tutti è il Biscione, che conquista quelle più ‘pulite’. E ora è a rischio la banda larga mobile.

Enrico Letta: “Il Popolo della Libertà? E’ meglio di Beppe Grillo”

 

Probabilmente Letta deve aver letto i sondaggi che davano il movimento in calo e ha pensato che gli avrebbe dato il colpo di grazia dicendo che Grillo – che fra l’altro non è candidato a nulla ma vaglielo a far capire a questi imbecilli conclamati che da mesi parlano di Grillo come se fosse candidato a chissà quale carica politica – è peggio di berlusconi, mentre invece la sensazione e la mia speranza personale è che accada proprio il contrario di quello che il nipote dello zio si augura. Se i partiti vogliono rispetto, considerazione e vogliono davvero essere considerati l’unico strumento politico di una democrazia dovrebbero essere composti da rappresentanze altrettanto rispettabili e non da perfetti idioti che dicono qualsiasi cosa passi per i loro cervelli bacati, per le loro menti obnubilate dal terrore di perdere potere e tutto ciò ad esso relativo.

La dichiarazione di Letta (junior) a proposito del pdl e del movimento dei cinque stelle, dunque non Grillo che nulla si appresta a fare politicamente non essendo candidato a niente è la prova provata che avevamo ragione su tutto quel che abbiamo detto e ripetuto in questi ultimi mesi ed anni, anche quando ci insultavano, ci accusavano di populismo antitalianità e qualunquismo perché dicevamo che l’unico vero interesse della politica italiana, tutta, ché tanto la zuppa (il pdl) e il pan bagnato (il pd) pari sono, è la loro esistenza in vita, i loro privilegi e quel che credono essere un loro diritto e cioè avere le mani in pasta sulle e nelle cose di tutti finché morte non li separi. Altrimenti non avrebbero nulla da temere da un movimento popolare composto da gente che probabilmente/sicuramente non è in grado di guidare un paese ma che essendo onesta, finanche incensurata, dunque inadatta e infrequentabile per un politico non dovrebbe essere accostata ad un’associazione perlopiù a delinquere considerata  la vasta rappresentanza di pregiudicati da cui è composta solo per opportunismo politico e per il timore di poter perdere una poltrona. Lo smacchiatore di leopardi non ha niente da dire ?
Un giorno l’operato e le azioni “politiche” del pd saranno materia di studi, non per gli storici bensì per gli psichiatri.

In questo paese ci sarebbe tanta di gente da ridicolizzare, mettere alla berlina, persone a cui rinfacciare ogni giorno grossolani “errori” fatti forse in buona fede  ma che nel tempo hanno invece rivelato l’esatto contrario.
Gente che si è potuta permettere di fare qualsiasi cosa con la certezza che non solo non sarebbe mai stata accusata di nulla ma che il suo agire sarebbe passato perfino alla storia come qualcosa degno del più illustre degli statisti.
Oggi tanti inorridiscono all’idea che berlusconi abbia deciso di ricandidarsi nonostante avesse promesso (sulla testa dei suoi figli?) che non l’avrebbe più fatto ma quei tanti si guardano bene dal ricordare chi è stato l’artefice della costruzione di questo garante della criminalità, politica e non.
“Zu silvio” può fare quel che ha fatto e che fa perché sa di poter contare sempre  su una folta schiera di personaggi che al momento opportuno tirano fuori la frase, l’ipotesi, l’idea, la dichiarazione circa il fatto che in tutti questi anni lui abbia davvero collaborato e lavorato per il bene comune anziché esclusivamente per il suo.
Se le elezioni ci fossero state il giorno dopo che Grasso ha dichiarato che lui merita un premio per la sua lotta antimafia, come avrebbe votato la gente?
E come avrebbe votato dopo aver letto il polillo ridens che dice di lui che merita il quirinale in quanto salvatore della democrazia?
E come voterebbe oggi leggendo che Monti lo coccola dicendo che al G20 l’umiliato fu lui ma l’obiettivo era l’Italia, la stessa Italia che proprio berlusconi ha umiliato, mortificato, resa ridicola agli occhi di tutto il mondo civile?
Per non parlare dell’opera incessante di salvataggio compiuta dai cosiddetti oppositori, da veltroni a violante, passando per l’autore dell’opera prima d’alema, la famosa bicamerale,  che incoronò berlusconi padrone e re d’Italia nonostante ci fosse e c’è ancora una legge che vieta ai possessori di media e organi di informazione di poter accedere a ruoli politici  fino ad arrivare ai giorni nostri, a quel renzi che lo trasformò da prescritto a prosciolto purché, orrore degli orrori, non si parlasse più dei processi di berlusconi, gente che  in tutti questi anni ha fatto l’esatto contrario di quello che avrebbe dovuto fare.
Ma purtroppo ormai a ricordarsi di chi sono stati i costruttori dei devastatori, gli artigiani  di questo delirio surreale che dura da più di tre lustri siamo rimasti in pochi, tutti sono distratti da altro, perfino un buffone, un comico che fa un bagno in piscina diventa utile per distogliere e disorientare – le foto di Grillo in vacanza che in questi giorni circolano sulle riviste di gossip, affinché anche la casalinga di voghera sappia che razza di cialtrone deve essere un attore che a luglio si fa i bagni in piscina –   fanno scandalo solo perché i veri scandali  non si possono immortalare ma solo subire.

In questo paese va benissimo parlare di tutto, purché non si parli mai dell’oltre.

Il debosciato tornerà …

Vorrei riderne, e di spunti ne avrei. Mi è bastato leggere, per esempio, che nel partito di soli quarantenni, che torna alle origini di forza italia, il vecchio debosciato sarà leader candidato a governare l’Italia sine die, immortale com’è. Vorrei riderne, e avrei motivo, leggendo che intende candidarsi dopo aver parlato con tutti i più importanti capi di stato esteri. Me lo immagino, lui e Topolanek con la minchia di fuori, e uno stuolo di donzelle (che se scrivo troiette le signore s’incazzano) tette al vento e gola profonda. Mi immagino i discorsi con l’amico Vlad: “Ehi Vlad, l’altra sera eravamo io, la culona inchiavabile e l’abbronzato americano che ha la moglie bona …”
Viene da ridere a leggere che secondo i suoi sondaggi, con lui candidato il partito tornerebbe al 30%, che è l’Italia che glielo chiede, e sempre le solite immani minchiate. Viene da ridere per la seriosità con la quale tutte queste idiozie son riportate dai giornali, poi però rifletto come sempre e come sempre mi dispiaccio, anche perché che sarebbe tornato – anzi che nemmeno sarebbe mai andato via – io lo scrissi già. Ma è anche vero che scripta non manent più; pure quell’epoca è finita, inghiottita dall’uso improprio che si fa di Internet, che mangia e digerisce le informazioni, senza lasciare il tempo che esse si metabolizzino.
Il 2012 si avvicina alla sua fine, e non è un’affermazione anzitempo. L’estate si mangia quel poco che è rimasto, fa scorrere il tempo nell’indolenza e nel silenzio. L’estate serve per rimandare a Settembre, ma anche a Ottobre visto che nemmeno le stagioni son più le stesse.
Il 2013 è già iniziato, così come è iniziata la riscossione dei crediti maturati. Passera – il ministro e non il parco giochi del debosciato – con un equilibrismo degno del più scaltro truffatore regala al padrone le frequenze per Mediaset, e lo stesso giorno, Monti – il professore sicario – dichiara che il suo padrone è stato fatto fuori con tutto ciò che di peggio sappiamo, di altre donzelle (sempre zoccole sono) e processi aggiustati. Iniziano a pagare il conto, ma temo siano solo le prime rate.

Ora è palese che quel dì, il tizio, non si fece da parte, ma semplicemente si scansò per evitare la pioggia. Ora è palese che chi ci governa non è un tecnico ma un boia mandato per ucciderci, ed è palese anche che il lavoro è stato fatto e che quindi, tutto, può riprendere esattamente da dove si era interrotto. Persino lo svuotamento delle parole – quelle che sono molto importanti – è andato a buon fine, e quindi io posso prepararmi all’attacco delle donne che mi rinfacceranno l’uso e l’abuso del turpiloquio, ma a nessuno verrà in mente di pensare alla favola che gli stanno per raccontare.
Come l’ultima di oggi, che narra di un paese che finalmente ha capito che non era giusto morire ammazzati dal lavoro. Il suo Presidente della Repubblica espresse vibrante soddisfazione dinnanzi ai numeri calanti di una strage infinita, e pure i sindacati sorrisero all’idea, che sempre meno, in Italia, il lavoro uccide.
E ci sto male a stroncare questa favola raccontandone un’altra: quella di un paese così tanto devastato che ormai non si moriva più di lavoro, che perché ci si uccideva per la disoccupazione.

Mi scuso, per questo scritto che può apparire sconclusionato. Lo volevo scrivere solo sconsolato.

 
Rita Pani (APOLIDE)

Dopo Scipione, Caronte e Minosse (ri)ecco pure Silvio

Sottotitolo:

Fa talmente caldo che mi sembra di aver sentito che Berlusconi si ricandida.
[Cattive Maniere (NEW Fan Page)- viva la satira]

Continuità significative:

Monti: “Berlusconi umiliato al G20 di Cannes per colpire sovranità dell’Italia”

Berlusconi: “Mi ricandido”. Gelo Pdl, poi Alfano dice: “Ti sosteniamo”

“Senza di me non andate da nessuna parte”, dice il Cavaliere ai suoi. In realtà, l’ex premier lavora a un accordo sulla legge elettorale che preveda una forte quota proporzionale, per impedire a chiunque di diventare il partito egemone di una nuova maggioranza. Ma ha bisogno di molti voti per essere l’ago della bilancia in una grande coalizione.

Un paese fatto  purtroppo di gente a cui la storia non ha insegnato nulla perché la maggioranza di quella gente non sa, non conosce, non vuole sapere, conoscere, imparare, non s’interessa,  gente capace solo di elogiare, ammirare, invidiare ladri, mafiosi, pervertiti e corruttori sarebbe da far esplodere come un condominio abusivo, come uno di quei mostri costruiti esclusivamente per far arricchire ditte e cricche di malavitosi che inquinano panorami e paesaggi.

***
Se berlusconi oggi può dire tranquillamente di volersi ricandidare  dopo aver annunciato che non lo avrebbe fatto più la responsabilità è anche (soprattutto) di quei giornalisti che quando a capo del governo c’era lui sembravano tutti Che Guevara, sempre pronti a criticare, rivangare, paragonare, domandare, mentre oggi si son trasformati tutti in padri Pii (in certi, molti casi più del necessario) che non fanno altro che sperticarsi in lodi per il cosiddetto governo tecnico perdonandogli la qualunque e giustificando l’inenarrabile,  finanche l’orrido, il crudele di provvedimenti tutt’altro che socialmente giusti, equi. Condivisi con berlusconi e con bersani per amor di patria, dunque i loro interessi.

Monti è libero di scegliersi pulpiti e ribalte dove sa che nessuno gli chiederà cose a cui lui non può e non deve rispondere senza che questo crei alcuno scompiglio nel cosiddetto giornalismo italiano, quello autorevole, s’intende.
Quando – appunto – certe faccende riguardavano solo berlusconi si usava riportare alla ribalta gli esempi illustri di politici che hanno dovuto, anche loro malgrado, dimettersi, subire un giudizio di un tribunale, ovviamente non in Italia dove questo non succede mai, oggi non si usa più, oggi l’avviso di garanzia a Passera non fa notizia, per esempio e il perché ce lo dicono le concessioni sulle frequenze TV blindate per i prossimi venti anni che favoriscono il solito noto cioè berlusconi, nessun giornale fa più le 10 domande fatidiche a…oggi un anziano signore come Scalfari può mettere in discussione l’autonomia dei Magistrati dopo averla difesa quando i Magistrati si occupavano solo di B, oggi che si occupano anche di altro, tipo le pressioni a cui avrebbe ceduto Napolitano per favorire un ex ministro bugiardo i Magistrati vanno sculacciati, puniti, come il figlio discolo. Repubblica è diventato il miglior house organ di Monti &Co,  di altri trombettieri di regime nessuno ne sentiva la necessità visto l’esubero.
La storia di Clinton è emblematica, perché lui non fu messo sotto impeachment per quel che avveniva sotto la sua scrivania ma perché mentì al popolo americano durante il processo, e gli americani, a differenza degli italiani, non di tutti, per fortuna, ai bugiardi, ai mentitori di professione, ai delinquenti politici [e non] NON SI ABITUANO, e quando un politico fa una cazzata grande o piccola chiede scusa, si dimette e sparisce dalla circolazione.

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Una volta (mussolini) può essere un errore di valutazione dovuto
all’ignoranza, un’altra (berlusconi) si può dare anche la colpa al popolo (tele)rincoglionito, fermo restando che nei paesi civili i proprietari di giornali e tv di solito non entrano in politica se non prima di aver ceduto l’attività, ma qui di legge sul conflitto di interessi ormai non si parla neanche più: c’è ‘o spread. E le intercettazioni, questi sono infatti i Grandi Drammi Italioti. Sepperò ce ne fosse una terza (berlusconi) sarebbe reiterazione del  reato.
Ecco perché non sono mai d’accordo quando sento dire che ‘la politica che abbiamo è quella che ci meritiamo’: ennò, perché io e un mucchio di altra gente non ci siamo meritati proprio niente.
Chi si meriterebbe il  peggio è solo chi in tutti questi anni non ha fatto NULLA per allontanare dal parlamento di una repubblica democratica nata su una Costituzione antifascista i fascisti,  i delinquenti, i criminali, i mafiosi, i collusi, i corrotti e i corruttori, anzi, al contrario più di qualche volta, molte volte anzi, ci ha fatto affari e alleanze per quella che molti definiscono realpolitik ma che io invece chiamo delinquenza, politica e non.

Zu Silviu
Marco Travaglio, 12 luglio

Non occorreva grande perspicacia per sapere con certezza che il Cainano sarebbe tornato anche ufficialmente a capo del Pdl. Bastava conoscere un po’ la sua indole, ma soprattutto guardare la faccia di Alfano e leggere le firme dei cervelloni che ne magnificavano le doti di leader, l’irresistibile ascesa, lo smarcamento da B., il programma anzi l'”agenda” per un “nuovo centrodestra” moderno, liberale, europeo, moderato, finalmente scevro da conflitti d’interessi, e vaticinavano per il Cavaliere un ruolo da “padre nobile”. Era chiaro a tutti, fuorché ad Alfano e ai laudatores di corte, che mai, per quanto acciaccato e bollito, il Cainano avrebbe consentito che quella nullità ambulante dilapidasse quel poco che resta del suo bottino elettorale. E che, al momento buono, sarebbe tornato in prima linea. Ora il momento buono è arrivato, non certo per i finti sondaggi che darebbero il Pdl sotto la sua guida al 30%. Nel paese dell’amnesia gli occorreva qualche mese per far dimenticare i disastri degli ultimi 18 anni e il nome del responsabile numero uno. Napolitano e Monti, con l’ausilio del centrosinistra più masochista dell’universo, hanno svolto egregiamente la loro missione: caricarsi sulle spalle il prezzo dei sacrifici necessari dopo anni di finanza allegra, evitando che si andasse subito alle urne dalle quali B. sarebbe uscito asfaltato (almeno più del solito). Lui li ha fatti votare tutti, quei sacrifici (tanto nemmeno lo sfioravano), ma sempre dando l’impressione di farlo obtorto collo, per senso di responsabilità, mentre i suoi house organ bombardavano Monti dando l’impressione che il Pdl fosse all’opposizione. E comunque il Pdl che li approvava era quello di Angelino Jolie, non certo il suo. Intanto Bersani si svenava per tutti, spalmato con un’adesione acritica e incondizionata sul governo dei tecnici. Invece B. i voti di fiducia se li faceva pagare a uno a uno, cari e salati. La tecnica dell’inabissamento, molto simile a quella adottata dopo le stragi del 1992-’93 da Bernardo Provenzano, ha funzionato a meraviglia. Calati Silviu ca passa la china, cioè la piena. Zu Binnu scomparve per tre lustri e nessuno lo cercò più, grazie alla trattativa con lo Stato e a vent’anni di pax mafiosa, mentre Cosa Nostra faceva affari d’oro e incassava dividendi legislativi come lo smantellamento del 41-bis, delle supercarceri, dei pentiti, persino dell’ergastolo. Così Zu Silviu ha smesso di scassare tutto quando la partita era ormai persa nel novembre scorso, e da allora se n’è rimasto zitto e buono nelle retrovie, intascando sottobanco gli utili di ogni fiducia a Monti: i soliti favori a Mediaset su frequenze e concessioni tv, gli omaggi su Rai e Agcom, niente patrimoniale, nuove porcate sulla giustizia (responsabilità dei giudici, niente anticorruzione né manette agli evasori e prossimamente, se tutto va bene, pure la legge-bavaglio sulle intercettazioni che serve anche al Quirinale). Ora le urne si avvicinano. Ogni tentativo di travestirsi da Passera, Montezemolo o Casini è naufragato per la palese inconsistenza dei medesimi. Jolie ha svolto egregiamente il suo ruolo di trompe l’oeil e può tornare a indossare la livrea di maggiordomo e a entrare dalla porta di servizio. Le elezioni andranno come andranno: difficile che il Pdl si avvicini alla soglia del 37% e rotti del 2008. Ma nessun partito supererà il 30, con Grillo al 15. Dunque si fa una legge elettorale proporzionale senza premi di maggioranza, nessuno avrà i numeri per governare, e appena chiuse le urne Silvio, Pier e Bersani (o chi per lui) comunicheranno dolenti ai propri elettori, truffati un’altra volta, che purtroppo bisogna rifare all’ammucchiata ABC, anzi BBC, per un governo ri-Monti o Passera. Per salvare la Patria, ce lo chiede l’Europa. Così B., che si sarebbe estinto se si fosse votato subito, resterà l’ago della bilancia anche nella prossima legislatura, seguitando come sempre a chiagnere e fottere.
Chiamatelo fesso.