…se me lo dicevi prima

A  Grillo la tessera del pd no. Giorgio Gori invece, ex mediaset e dunque spin doctor di Renzi si può candidare a sindaco di Bergamo, farsi eleggere, col sostegno del pd e anche di sel. Le gggenti, so’ strane.

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Per sentire Benigni enunciare una semplicissima verità, e cioè che i politici ladri non devono andare a casa come piacerebbe al matt’attore ma in galera e – soprattutto – devono restituire la refurtiva scippata agli italiani ieri c’è voluto il Tg di Sky, perché nemmeno il Tg3 della Bianca direttrice figlia di cotanto padre ne ha fatto menzione. 
Se l’informazione la fa il privato che si paga a fare il pubblico?
Chiedo.

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Tsipras, Spinelli accetta il seggio
Gli esclusi attaccano: “Ius sanguinis”

Diversamente da quanto detto in campagna elettorale la giornalista non rinuncia a Bruxelles (leggi).  Resta fuori Furfaro (Sel): ‘Carne da macello’. Per lui solidarietà in rete. Altri vendoliani alzano i toni.

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Lista Tsipras nel caos
Scontro tra Sel e Spinelli

Furfaro, escluso da Bruxelles
“Trattato come carne da macello”
La giornalista: “Scelta collettiva”

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Lite Tsipras, Barbara Spinelli spiega (e attacca Sel)

In un’email ai promotori della Lista chiede di «non esser trasformata in capro espiatorio di un’organizzazione che non ha saputo praticare la democrazia nel migliore dei modi»

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“Candidarsi promettendo di dimettersi è già ridicolo, non dimettersi quando era stato promesso è altrettanto ridicolo, ma dare 78.000 preferenze a un candidato che promette di dimettersi è da sganasciarsi dalle risate [cit.]”.

Facciamo che chi sceglie di mettere una faccia e un nome in politica poi ci mette anche il resto. Ma ce lo mette da subito. Io non ho dato la preferenza a Barbara Spinelli proprio perché sapevo della sua decisione iniziale, quella di non proseguire il cammino nel parlamento europeo. 
E credo di non essere stata l’unica a fare questo ragionamento. 
Se invece lei avesse deciso quello che è normale, ovvero: io mi candido per prendere dei voti e se li prendo vado a fare politica in nome e per conto di chi ha avuto fiducia in me, probabilmente di preferenze ne avrebbe ottenute il doppio. 
 Se prendo un appuntamento col primario poi pretendo che la visita me la faccia lui, non mi faccio mettere le mani addosso dal neolaureato in medicina.

Il problema non sta in quello che si scrive dopo per giustificare e motivare il cambiamento di rotta ma in ciò che si dice prima. Poi magari sono strana io che penso che le persone abbiano una parola e la rispettino in virtù del fatto che sono state loro a darla e dirla. Per me è stata un’idiozia quella di dire “mi candido ma poi non vado” e decidere poi per il contrario sulla base di nuove contingenze. Se Barbara Spinelli non avesse deciso in prima istanza di dare il suo nome ad un progetto che poi non avrebbe portato avanti, per sua scelta, le preferenze ottenute potevano essere molte di più e trasformarsi in quell’autorevolezza di cui la sinistra ha un bisogno disperato.
Scegliere di partecipare ad un’avventura nuova significa farlo con entusiasmo accettando poi tutto quello che quell’avventura contiene. Un po’ come in una storia d’amore, dove se non ci metti la passione è morta già da subito.  Se una cosa del genere l’avesse fatta qualcun altro ora saremmo qui a criticare col sangue agli occhi  per la scorrettezza e l’incoerenza. Mentre quel che si chiede è  di ringraziare Barbara Spinelli per aver disatteso un patto che lei stessa aveva deciso di fare con gli elettori. Una cosa che nessuno le aveva chiesto di fare peraltro.
Questo è quanto, è sempre e solo una questione di principio. E le questioni di principio non possono essere buone per qualcuno o per qualcosa e poi per altri e altro no.

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Livorno, M5S strappa la città alla sinistra

Il nuovo sindaco di Livorno – città natale del defunto e mai più resuscitato partito comunista italiano – 5stelle [ops!] è un ingegnere aerospaziale. 
Non sarà troppo in un paese dove si mandano a fare i ministri persone nemmeno laureate, quelle che poi fanno anche dell’ironia sui principianti della politica, quelli sempre rozzi, sempre ignoranti, sempre fascisti? 
Qualcuno potrà dire che la laurea non vuol dire niente, certo, lo dico anch’io, ma vuol dire tutto però star sempre a parlar male degli altri senza guardare mai dentro la propria casa, luogo in cui non si sa da che parte cominciare per fare ordine, spazio, ma soprattutto pulizia.

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Prendi i soldi e ciancia (Marco Travaglio) 

 

Dice il giudice Cantone, presidente dell’autorità anticorruzione  incaricato da Renzi di vigilare sulle ladrate prossime venture –  che ci saranno finché non si faranno leggi adeguate a contrastarle davvero –  che è complicato se non impossibile mettere in pratica tutte le “balle cose” che ha elencato Renzi a proposito dei politici ladri, perché le norme esistenti non possono essere applicate in forma retroattiva. Cioè a dire che per prendere a calci in culo il politico ladro, cacciarlo per alto tradimento, fargli restituire il maltolto e magari mandarlo anche a riflettere sulla sua disonestà in una galera come si usa fare con tutti gli altri cittadini bisogna che lui abbia rubato ieri, perché se lo ha fatto dieci anni fa, cinque o due no, non si può fare quel repulisti di cui vaneggia il chiacchierone toscano. La retroattività va bene quando bisogna togliere soldi ai contribuenti, è andata bene per condannare a una decina d’anni di carcere i “devastatori” di Genova che in una cella ci sono andati per restarci, non per ottenere i domiciliari dopo 24 ore dal mandato di cattura. La retroattività va bene quando l’Europa ci sanziona perché i governi invece di fare leggi buone per noi pensano a fare solo quelle buone per loro, ma per chi ha ridotto questo paese a brandelli no, la retroattività non c’è, nel paese con la classe politica più corrotta e corruttibile d’Europa da sempre non è stata prevista. Non ci ha pensato nessuno.
Quando si dice la previdenza. Anzi, la preveggenza.

La soddisfazione di sentirsi orgoglioni

Sottotitolo: in questi giorni ho poco tempo, vi lascio due piacevoli letturine a proposito di quella teppa, di quella marmaglia oscena che qualcuno ha definito partito politico.

La lega è nel cuore della Tv di stato, in quei media (Corriere della sera in testa grazie alle lodi profuse da Pigì Battista che non ne ha negate mai a nessuno: financo a berlusconi) che in questi giorni si sono sperticati nel produrre solidarietà a piene mani per il ‘leone ferito’.

Nella giornata di ieri la Rai ha offerto tribune di difesa a tutti i suoi dirigenti, bossi e rosi mauro in testa,”Repubblica” ha offerto la diretta tv a Bergamo,”Ballarò” ci si è collegato più volte.

Domenica toccherà all’Annunziata invitare qualche “amico leghista” e avanti così.
Non succede in nessun altro paese del mondo che si regalino spazi mediatici a dei partiti di ladri e golpisti-secessionisti, nonché xenofobi e razzisti.

Lezioni di Trota
Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano, 11 aprile

In un sistema impazzito, tipo manicomio organizzato, può capitare di tutto. Persino che Renzo Bossi in arte Trota e Rosi Mauro detta la badante diano lezioni di stile agli altri politici. In Regione Lombardia siedono 11 indagati e/o imputati su 80 (l’ultimo è il leghista Gibelli, per aver menato la moglie). E chi è l’unico che si dimette? Renzo Bossi, al momento non è neppure sotto inchiesta. Magari lo sarà, e quel che risulta aver fatto, anzi preso, è più che sufficiente per giustificarne il ritorno a casa. Ma che dire di quel che risulta aver fatto (e preso) Nicole Minetti? E Nicoli Cristiani? E il leghista Boni, difeso a spada tratta anche dal moralizzatore Maroni, quello che vuol fare “pulizia pulizia pulizia” e che, detto fra parentesi, ha una condanna definitiva per aver menato dei poliziotti? E Filippo Penati? Possibile che solo Stefano Boeri nel Pd ammetta che la sua sospensione dal partito (peraltro dopo la sua autosospensione) è ridicola e trasforma persino il Trota in un modello di condotta e la Lega in un partito serio “che ci sta mostrando come ci si comporta”? Invece i Magnifici Undici restano tutti al loro posto, a 12 mila euro al mese. La Rosi resiste avvinta come l’edera alla vicepresidenza del Senato. I giornali riferiscono di una moral suasion nientemeno che del presidente Renato Schifani per farla dimettere per qualche decina di migliaia di euro usati per il diploma e la laurea del suo bello, Pier Moscagiuro. Cioè: la seconda carica dello Stato, noto giglio di campo, avrebbe chiamato la sua vice: “Guarda, cara, tu non puoi più restare.
Motivi di opportunità… Capirai, questo il Senato…”. Chissà se Rosi la Nera ha avuto la prontezza di riflessi per ribattere: “Scusa, Schifani, ma tu non sei indagato a Palermo per mafia? E allora con che faccia chiedi a me di dimettermi per un pugno di euro?”. La questione è tutta qui: la faccia. Chi può fare la morale a chi. Nel febbraio 2006 Forza Italia, An, Udc, Ds, Dl e frattaglie varie (mancava solo l’Idv, entrata in Parlamento due
mesi dopo), insomma tutti i presenti, votarono alla chetichella l’ultima legge vergogna che raddoppiava i “rimborsi elettorali”, li estendeva alle legislature sciolte in anticipo e ai partiti morti, oltre ad alzare a 50 mila euro la soglia dei contributi anonimi. Gli stessi partiti che oggi dicono di volerla cambiare, dopo aver incassato una fortuna, e senza ridurre di un euro il futuro bottino.
Bersani dice che, coi taglietti tremontiani, nel 2013 i partiti incasseranno “solo” 143 milioni, dunque “il finanziamento della politica diverrà inferiore a quello che è in Germania, in Francia o in Spagna”. Sì, buonanotte: come dimostra Paolo
Bracalini nel suo libro, in Spagna i partiti incassano la metà dei nostri; in Inghilterra addirittura un venticinquesimo; in Francia un quarto negli anni senza elezioni e la metà negli anni in cui si vota; in Germania c’è un tetto di 133 milioni annui, che quasi mai viene raggiunto, e per di più chi presenta bilanci opachi perde tutto e fallisce. Ma chi credono di abbindolare, questi signori? Da qualche giorno Polito El Drito tuona sul Pompiere contro quella legge: “C’è da fare subito una cosa: affamare la bestia. Chiudere il rubinetto dei soldi pubblici e vedere chi sopravvive”.

Giusto.
“Inutile che i partiti si facciano illusioni: hanno ricevuto in questi anni troppi soldi, e li hanno usati troppo male”. Parole sante: ma Polito non era per caso il direttore del fu Riformista , giornale privato finanziato con soldi pubblici perché camuffato da organo di un partito inesistente, il celebre “Le Ragioni del Socialismo”? Ecco: le facce, i pulpiti. “Non candidiamo
condannati anche in primo grado”, propone Fli in una legge popolare. “Non più di due mandati parlamentari: così si rinnova la classe politica”, propone Tullio Gregory sul Corriere. Ma che idee originali: peccato che le avesse già proposte Beppe Grillo nel primo V-Day in tre leggi popolari, poi inguattate da Camera e Senato: era il 2007 e tutti gli diedero del qualunquista fascista giustizialista populista. Bastava copiarlo.

Orgoglio di merda

Sarà pure la serata del vostro orgoglio, legaioli, ma è un orgoglio di merda. Così ha fatto maroni: ha preso in mano una palletta di merda e l’ha rimpastata, tentando di far uscire un fiore. Merda era e merda rimane, del vostro cerchio magico del vostro sognar da barbari e del vostro orgoglio.

 

Vi fa saltare ai ritmi da stadio e ancora promette, di meritocrazia, di soldi padani ai padani. Di largo ai giovani. E voi saltate così come corrono i criceti dentro la ruota. Perché vi hanno ammaestrato, perché vi sono bastate le aiuole fiorite, le camicie verdi, il fazzolettino nella tasca e la caccia ai negri che vi reggono in piedi, lavorando da schiavi, sfruttati di giorno e cacciati di notte.

 

Patetici, pagati per inneggiare a bossi, come se non fosse il padre del figlio scemo che ha, e che alla fine si è dimostrato assai più intelligente di tutti voi.

 

Se solo foste in grado di scendere dalla ruota di plastica dentro la gabbia che vi hanno costruito intorno, pensereste per un attimo a quel che ha detto ieri: “mio figlio da qualche mese mi diceva che in Regione non si trovava.” Voi legaioli che avete figli disoccupati, o sottopagati, sfruttati dai padroni padani in padania, avreste potuto provare anche voi, il benefico influsso dell’orgoglio vero. L’orgoglio che vi avrebbe dovuto spingere a cacciarli a calci nel culo. Come spesso vi hanno esortato a fare ai negri che sfruttate.

 

I vostri giovani, come tutti i giovani italiani, si impegna nello studio, si impegna a crescere, si impegna per tentare di avere un futuro, sapendo che non lo avrà, mentre un idiota, una testa di cazzo inutile, poteva anche “non trovarsi” col culo al caldo, a guadagnare una decina di migliaia di euro al mese, più i benefit della razzia dei soldi pubblici.

 

È proprio un orgoglio di merda, il vostro. Un orgoglio che vi hanno insegnato, ma ve lo hanno insegnato sbagliato. Roma ladrona, vi hanno insegnato, mentre rubavano anche 50 euro alla stregua di borseggiatori, scippatori, ladruncoli o criminali comuni. Qual è l’orgoglio che rivendicate oggi? Quello del vostro capo supremo, che proprio come craxi o il suo ultimo complice il tizio assai più delinquente di voi, grida al complotto, al giudice comunista, e alle classiche boiate che per anni ci hanno frantumato l’anima?

 

Vedo ora quell’essere amorfo del capo dei barbari sognanti con una scopa in mano, per fare pulizia. Mi viene da ridere, perché se è di questo che è fatto il vostro orgoglio, allora è assai peggio della merda. Le vostre urla, davanti ad una farsa patetica come chi la rappresenta sono un oltraggio verso il genere umano pensante.

 

Sì, se è questo il vostro orgoglio, allora vi auguro ancora tanta padania. Non vi è ancora bastato.

 

Rita Pani (APOLIDE del sud)

Marco Travaglio ospite di Lilli Gruber durante il programma Otto e Mezzo andato in onda su La 7 ieri sera.  Il giornalista ha  parlato dello scandalo che ha coinvolto in questi giorni la lega nord.