Change

Hanno girato, rivoltato, trattato e contrattato ma finalmente sono riusciti a dare a berlusconi pure la7. Urbano Cairo è un ex dirigente fininvest, quindi dopo Mediaset che è la sua, la Rai che controlla per mezzo dei suoi ascari sguinzagliati in ogni dove, finalmente anche la7  finisce [di diritto ma soprattutto di rovescio] sotto il controllo di silvio berlusconi. Mannaggia, ad avere una legge sul conflitto di interessi questo non sarebbe mai potuto accadere, probabilmente d’alema, come per quella sullo scudo fiscale, non aveva capito quanto fosse importante questa legge. 
Ecco perché non ce l’ha fatta a farcela.

Sottotitolo: sulla piattaforma Change.org è stata lanciata dall’Uaar, “Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti” una petizione che richiede l’abolizione del Concordato tra Stato e Chiesa. [qui il link all’appello]

Conclave, cattolici Usa contro Mahony
E Famiglia Cristiana lancia un sondaggio

 L’ex arcivescovo di Los Angeles era stato sollevato dai propri incarichi per aver coperto gli scandali di pedofilia. Ciononostante il suo nome risulta tra i partecipanti al Conclave che dovrà votare il successore di Benedetto XVI.  Catholics United indice una petizione per impedirglielo.
A proposito di ospitate nello stato di Dio:
nell’aprile 2011 al dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe, accusato di crimini contro l’umanità fu concesso di partecipare alla beatificazione di Wojtyła. Lo stato italiano fu costretto a sorvolare sulle leggi recenti in funzione dell’obbrobrio fascista dei patti lateranensi e consentire a Mugabe, indesiderato in base alle sanzioni europee che gli vietavano il visto d’ingresso in tutti i paesi membri, di calpestare il territorio italiano.

Ho firmato perché voglio che questo diventi davvero un LIBERO STATO e non il paese a democrazia limitata che è sempre stato i cui contribuenti sono costretti – di diritto ma soprattutto di rovescio – a mantenerne un altro i cui residenti poi non si comportano affatto da ospiti ma vogliono fare i padroni di casa, anche della mia.
Facciamo che ognuno si paga le sue eccentricità, che sei miliardi di euro l’anno, tanto ci costa più o meno mantenere santamadrechiesa, esclusi benefit, privilegi, bollette non pagate i cui costi ricadono sui romani,  tasse non pagate che i contribuenti devono pagare anche per la vaticano SPA e un mucchio di altri lussi che vengono concessi dallo stato alla chiesa, e per non dover ribadire ancora una volta quanto sia costoso dover sopportare questa zavorra che impedisce a questo paese di diventare davvero civile sono un prezzo altissimo che non possiamo più permetterci di pagare. 
Ho firmato perché il concordato è una legge fascista che in una democrazia, in una repubblica deve essere abolita.

Eppoi l’ha detto anche il papa uscente [ma che resterà ospite nelle mura vaticane affinché non abbia nulla da temere, ben coperto dall’immunità in quanto capo di stato estero, quella stessa  che lo ha sollevato da altre responsabilità circa i casi di pedofilia all’interno della chiesa: Immunità: ecco perché Ratzinger resterà in Vaticano,  tutti uguali a dio e come no]:”‘Il tentatore è subdolo – ha detto all’Angelus: non spinge direttamente verso il male, ma verso un falso bene, facendo credere che le vere realtà sono il potere e ciò che soddisfa i bisogni primari”.

Ecco, firmiamo anche per non farli più cadere in tentazione. Così imparano.

Lilly Gruber: lei è cattolico?
Antonio Ingroia: NO.
[Ottoemmezzo, 18 febbraio]

La domanda di Lilly Gruber non è stata né indiscreta e nemmeno fuori luogo.

Altroché tenersi i papi e i cardinali nei cassetti come Bersani e Vendola.
In un paese dove la religione invade la politica di destra, di centro e di centrosinistra che non oppone mai resistenza anzi le piace pure, e in modo asfissiante la vita dei cittadini ai quali s’impone di vivere secondo un’etica religiosa anche se non sono cattolici-credenti-praticanti perché la politica poi  non legifera secondo le necessità, le urgenze, i bisogni della gente ma in base a quello che non turba e disturba le loro eminenze, nell’unico paese che ne deve mantenere un altro grazie a una legge fascista, il concordato,  che dovrebbe, DEVE  essere abolita quel NO di Ingroia è una luce in fondo al tunnel.

E’ importante sapere in che misura la religione occupa la vita di un politico visto che i nostri politici sono troppo sensibili all’influenza della religione, si ammalano molto facilmente di conservatorismo e bigottismo; mentre a noi, invece,  serve una politica sana e libera da TUTTE le influenze.

 

[Il tempo è galantuomo]

Ecco perché ieri sera da Lilly  Gruber c’era Ingroia: il più nascosto di tutta questa campagna elettorale, il più oscurato e ignorato dai media.
E’ andato a fare il tappabuchi di berlusconi che doveva fare il confronto con Travaglio; ma siccome notoriamente Travaglio fa il gioco di berlusconi allora ha preferito non andare per non rischiare di stravincere le elezioni e umiliare i suoi avversari: lui è un uomo modesto, si accontenta di poco.
E già qui si potrebbe mettere un punto e scrivere che per capire ci vorrebbe un cervello che fa il suo mestiere, ché la polemica infinita sulla puntata di Servizio Pubblico circa il fatto che Santoro e Travaglio avrebbero messo a suo agio sua bassezza a me ha puzzato di bruciato sin da subito, come anche la proclamazione a santi subito di Floris e Ilaria D’Amico, i bravi giornalisti che hanno imbarazzato berlusconi [mica come Travaglio, cazzu cazzu iu iu], come se tredici minuti di intervista fossero uguali a una trasmissione di un’ora o di tre ore.
E che quando scrivo che in questo paese un’informazione che informa non l’avremo mai perché non ce la meritiamo, perché c’è gente che non ha la benché minima idea di quello che significa la parola informare altrimenti l’Italia non sarebbe sempre e puntualmente in basso a tutte le classifiche internazionali sulla libertà di stampa e informazione, forse ho ragione.
E chissà perché se Santoro e Travaglio sono così ospitali Bersani e Monti, chez Servizio Pubblico non ci sono proprio voluti andare.

Telecanto e melesuono
Marco Travaglio, 19 febbraio

Sarò strano, ma non riesco a capire tutta questa ossessione per i confronti televisivi che si fanno o non si fanno. Intendiamoci: Grillo ha sbagliato di brutto a promettere e poi disdire l’intervista con Sky (e non è la prima gaffe: quella strana frase sui magistrati che “fanno paura” proprio mentre indagano sui poteri fortissimi ha sconcertato una bella fetta della sua base). Ma soprattutto ha sbagliato a prometterla, perché diciamoci la verità: nessuna delle centinaia di pallosissime telecomparsate degli aspiranti premier e dei loro candidati ha spostato di un millimetro gli orientamenti degli elettori. L’idea di un bel dibattito all’americana, dove un avversario o un giornalista mette in difficoltà il politico di turno e gli fa perdere voti, in Italia è pura utopia: e lo resterà finché la politica comanderà sulle tv. Paradossalmente, il programma che più s’è avvicinato a quel modello è stata la puntata di Servizio Pubblico che tutti i giornali hanno accusato di aver rilanciato Berlusconi (perciò Bersani e Monti non sono venuti da Santoro: per evitare eccessivi rilanci). Quella sera il Cavaliere, per la prima e ultima volta nella sua carriera, fu costretto ad ammettere di non essersi opposto alla decisione di Monti di introdurre l’Imu sulla prima casa; e addirittura di essersi confuso, a causa dell’età avanzata, sul complotto delle banche tedesche contro il suo governo. Tant’è che per qualche settimana evitò accuratamente di dichiarare guerra alla Germania e di accusare Monti sull’Imu, pensando che le due balle fossero ormai inutilizzabili e occorresse inventarne qualcun’altra (tipo la restituzione dell’Imu in contanti). Poi andò a un programmino domenicale di La7 e ripeté le due balle senza che i due conduttori gli ricordassero che erano già state smontate da Servizio Pubblico. Dunque capì che poteva usarle di nuovo: nella tv italiana non si butta via niente. Del resto, avete mai sentito qualcuno (esclusi i presenti) rinfacciargli i suoi processi o gli impresentabili nelle sue liste? Tutti gli scandali, per lui, sono ormai mediaticamente prescritti: condono tombale. E così i casi Penati o Mps per Bersani. E così l’inerzia su Finmeccanica per Monti. In compenso Ingroia, le rare volte in cui appare in video, deve continuamente giustificarsi per essere un magistrato e peggio ancora un incensurato; poi, quando potrebbe illustrare le proposte del suo movimento, il tempo è scaduto. Invece gli altri leader intervistati in tutte le tv possono dire le loro cose, vere o false che siano, senza incontrare ostacoli. Non perché alcuni intervistatori non tentino di incalzarli sulle loro contraddizioni, ma perché mai come in questa campagna elettorale si è mentito tanto spudoratamente sul passato e sul futuro, sui programmi e sulle alleanze. Anche la domanda più cattiva, impertinente, puntuta è destinata a infrangersi contro risposte generiche o sfuggenti o menzognere.
E la legge sulla par condicio proibisce al conduttore di interrompere l’ospite logorroico o bugiardo per ristabilire punto per punto la verità. Solo un confronto fra tutti e sei i candidati premier potrebbe spostare qualcosa: non tanto per i contenuti (perlopiù falsi o utopistici), quanto per l’efficacia della comunicazione, che non è uguale per tutti. Ma il confronto a sei non lo vuole nessuno dei big: troppi altarini da nascondere. Infatti pongono condizioni inaccettabili (confronto a due o a tre, fuori gli altri) per evitarlo. Quindi non facciano i furbi: sono allergici alle domande proprio come Grillo che (giustamente) accusano di allergia alle domande.

Ps. Ieri B. ha annullato la sua partecipazione a Otto e mezzo dove avrebbe dovuto rispondere alle domande di Lilli Gruber e del sottoscritto. Chissà cosa diranno ora i tromboni che mi accusavano di avergli regalato una barcata di voti a Servizio Pubblico: forse che temeva di stravincere?

Un paese di smemorati

Berlusconi, Mussolini e il sonno della ragione

Questo articolo è uscito su “La Repubblica”. Cosa aspetta il Partito popolare europeo a liberarsi di questo impenitente ammiratore di Mussolini? Cos’altro manca per riconoscere che non è solo per ignoranza storica se berlusconi ha profanato col suo delirio revisionista la cerimonia milanese in ricordo.

[Gad Lerner]

Foto Siti stranieri [Repubblica.it]

mangano è stato un eroe, dell’utri è un brav’uomo, mussolini ha fatto cose buone, le barzellette sull’olocausto, mussolini non ha mai ammazzato nessuno, tutt’al più ogni tanto mandava qualcuno in vacanza… sì, è inaccettabile proprio a livello umano prim’ancora che politico  che ancora oggi si debbano ascoltare i deliri di chi afferma che mussolini si è guastato strada facendo ma che, in fondo, anche lui qualcosa di buono lo ha fatto, queste sono  parole in libertà indegne di qualsiasi contesto civile,  da osteria, da convitati alle famose cene “eleganti”,  ragionamenti irricevibili nel paese che il regime fascista lo ha subito e ne subisce ancora oggi le tragiche conseguenze determinate da chi non ha avuto il coraggio di mettere un “basta” definitivo quando avrebbe potuto e dovuto farlo. Napolitano naturalmente non s’impiccia. Non rientra nei suoi compiti evidentemente, spendere due parole a sostegno dell’Antifascismo italiano. Lui ha sempre altro a cui pensare.
 Purtroppo ancora una volta niente di nuovo sul [nostro] fronte occidentale, tutte cose di ordinaria amministrazione che accadono appena si offre a berlusconi una ribalta da cui poter esternare. 
E fra l’altro quella di ieri era una manifestazione a cui lui – prudentemente – non era stato nemmeno invitato, quindi non ci sarebbe stato niente di strano se lo avessero cortesemente riaccompagnato all’uscita. 
Quelle che riguardano b sono tutte cose che servono poi ad essere spalmate per giorni, giorni e giorni sui giornali, nei talk show, qui in Rete. 
Per scatenare i peggiori commenti, le famose reazioni “di pancia” che tanto vengono criticate dai soloni che compongono un certo giornalismo e il cosiddetto opinionismo d’eccellenza.
Vergogna? sì, per quello che può servire [praticamente a niente e lo sappiamo tutti], ma vergogna anche per tutti i politici, i candidati alle elezioni di destra, di centro e di centrosinistra che hanno approfittato anche del giorno della Memoria per fare la loro squallida propaganda, vergogna per quei giornalisti che oggi non scriveranno che il giorno della Memoria non dovrebbe servire a fare propaganda politica e bene hanno fatto gli emiliani a ricordarlo a Monti accogliendolo così come si fa con gli attori scadenti di uno show d’avanspettacolo d’antan.

mussolini [che fece anche cose buone]

Sottotitolo: «Ma dico, se neanche di mussolini si può parlar male, ma che deve fare uno perché si possa parlarne male? Deve stuprare le capre in via Frattina? Che deve fare? Dice «ha fatto delle cose buone», certamente: anche hitler o stalin, un ponte, una strada l’avranno fatta! Anche il mostro di Firenze l’avrà detto “buongiorno” a qualcuno qualche volta. Dire che mussolini ha fatto delle cose buone è come se un idraulico venisse in casa nostra e ci facesse un impianto perfetto, ma nel frattempo: ci sventra il cane, ci stupra il nonno, ci uccide la madre… e noi giustamente ci incazziamo, ma lui ci risponde che ha fatto delle cose buone» [Roberto Benigni]

Era il 1995…

*Shoah, Berlusconi: “Mussolini fece cose giuste. Leggi razziali la sua colpa peggiore”

*Shoah, la Merkel: “La Germania ha una responsabilità perenne”

Berlusconi: “Mussolini fece cose buone”
E Giovanardi nega l’Olocausto dei gay

Fascismo e Mussolini, Formigoni difende il Cav

Per il Celeste «le leggi razziali non erano nella natura degli italiani».

LA STORIA D’ITALIA SECONDO SILVIO
“Mussolini fece bene, salvo le leggi razziali” dice Berlusconi (VIDEO)
“Dice bestialità”. Intervista allo storico Sabbatucci (di Giulia Belardelli)


Uno dei massimi studiosi del fascismo spiega gli errori del Cavaliere che sbaglia date, fatti, ricostruzioni. “Le leggi razziali non furono imposte dalla Germania” 
La gente urla al Cavaliere: “Vergogna! Buffone!” (FOTO) 
Monti: rischio dell’ antisemitismo ancora presente. Manifestazioni in tutta Italia 
Scritte antisemite al Museo di via Tasso a Roma 
Piero Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz: chi nega la Shoah è come i nazisti

In un paese normale un personaggio pubblico, e nemmeno necessariamente un politico che facesse una dichiarazione sul genere di quelle che fa ciclicamente berlusconi a proposito dei “benefici” del fascismo verrebbe schifato anche dai suoi vicini di casa.
Pensiamo se la Merkel parlasse di hitler con gli stessi toni e termini coi quali b parla di mussolini e del fascismo, oppure se gli storici si mettessero a tessere le lodi chessò, dei tiranni della storia che pure qualcosa di buono, a scavare, l’avranno fatto di sicuro anche loro.

Il problema in questo paese è sempre lo stesso: l’ignoranza mostruosa che ha prodotto mussolini e appena una manciata di decenni dopo, berlusconi.

Perché basterebbe aver aperto, sfogliato anche distrattamente un libro di storia per sapere che hitler e il nazismo furono la conseguenza di mussolini e del fascismo. 
Che mussolini fu l’ispiratore di hitler e non il contrario.
Ecco perché, come sempre, la responsabilità maggiore è della cosiddetta informazione, perché a nessun giornalista di buon senso dovrebbe venire in mente di andare a chiedere a berlusconi – conoscendo i precedenti – un parere sul fascismo [il giorno della Memoria!], così come a a nessun giornalista degno di questo aggettivo verrebbe in mente di andare a chiedere ancora e ancora un parere sull’omosessualità a gentaglia come giovanardi o l’eminenza omofoba di turno.
C’è un giornalismo in Italia che ha tutto l’interesse a mestare nel torbido e lo fa ogni giorno. 

Beh, sappiate cari pennivendoli, che non tutti siamo così coglioni da non averlo capito.

Quello che va a chiedere pareri sul fascismo a berlusconi, sull’omosessualità e i morti ammazzati di stato ad un delinquente intellettuale come giovanardi è il giornalismo miserabile, quello di cui un paese normale non ha bisogno, perché abbrutisce, incattivisce, non è utile a NESSUN dibattito. Che si vergognino tutti quelli che ben sapendo quali saranno le risposte andranno ancora a fare certe domande a personaggi dalla reputazione torbida, sporchi, razzisti, omofobi, cattivi, indegni rappresentanti di un paese che non sarà mai civile anche grazie a cose come queste.