La più bella del mondo [uso criminoso del servizio pubblico]

La trasmissione di Benigni  è costata all’azienda Rai 1,8 milioni; ovviamente anche i bambini sanno che quella cifra NON E’ il compenso di Benigni.
E’ stata vista da più di dodici milioni di persone ottenendo il 43% di share, quindi ognuna delle persone che l’ha guardata ha speso 30 centesimi di euro per uno spettacolo di due ore, più o meno il costo di una cialda di caffè che uso io per la mia macchina espressa.

Inutile dire, credo, spero, che la raccolta pubblicitaria sarà superiore.

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“I nemici della Costituzione sono l’indifferenza alla politica che è amore per la vita, e il non voto. Non ti tirare fuori, se ti tiri fuori è terribile, dai il potere alla folla che sceglie sempre Barabba”.
Roberto Benigni

Benigni celebra la Costituzione
E fa ridere canzonando Berlusconi

Che tristezza un paese dove c’è gente che non capisce che il talento e la professionalità vanno premiati e PAGATI.

Tutti zitti più o meno davanti al calciatore che si porta a casa dieci, quindici milioni di euro l’anno per poi magari truffare i tifosi vendendosi partite e dignità ma se un attore comico, il guitto, il personaggio che una volta, in tempi molto antichi era l’unico preposto a svillaneggiare il potere viene pagato per farlo, per ricordare ai vigliacchi che l’hanno rinnegata che la nostra Costituzione è un documento importante, da rispettare perché rispetta tutti, anche quelli che non lo fanno, allora non va più bene: si deve criticare e offendere per forza. Io  mi meraviglio del fatto che ci sia gente che pensa che un attore, un giornalista o uno scrittore debbano lavorare gratis. Mi meraviglio e anche molto che non si capisca che Benigni è un talento che tutto il mondo ci invidia ma solo qui viene criticato non per il suo lavoro ma per quanto guadagna.  Il dibattito sui compensi si potrà fare solo quando ci sarà una legge che stabilirà che guadagnare più di un tot è IMMORALE prim’ancora che ingiusto. Ma finché il mercato consentirà di guadagnare in modo selvaggio, senza regole e senza curarsi del merito non penso sia giusto criticare quei pochi che svolgono il loro mestiere con onore.

Un’azienda seria si fa i suoi calcoli, paga per ricevere un servizio e per ottenere a sua volta un ricavo.

Io  di Celentano non ho mai criticato i compensi quanto il fatto che venga considerato una specie di mahatma per cui quando c’è lui si debbano stravolgere gli altri palinsesti costringendo la gente a guardarlo dovunque sia.

La Rai, ad esempio, cacciando Santoro i cui introiti pubblicitari erano di gran lunga maggiori del suo compenso tanto criticato anch’esso ha dimostrato di non essere un’azienda seria per i motivi che rispiega benissimo Travaglio stamattina, un’azienda che caccia i suoi professionisti migliori per favorire il proprietario della tv cosiddetta concorrente che casualmente faceva il presidente del consiglio meriterebbe di essere rasa al suolo e rifondata.

 Cerchiamo il servizio pubblico in Rai e una volta che per sbaglio ce lo danno facciamo gli schizzinosi.

C’è chi riesce a polemizzare perfino sulla lettura della Costituzione.

Ma che profondi conoscitori, specie qui, in giro per la Rete, quanta sapienza…e chissá come mai allora questo paese è ridotto ai minimi termini.

 Io non mi sento obbligata a farmi piacere nessuno per convenzione, tradizione o perché piace ai tanti o ai tutti, posto che siamo italiani mica per niente se riusciamo a criticare come al solito la persona {Benigni} e a non considerare la bellezza di quel che ha detto e come. Non c’è da schifarsi né da indignarsi per Benigni, ci sarebbe da chiedersi tutta la vita com’è potuto accadere tutto quello che è successo dopo la stesura della Carta, com’è potuto accadere che l’Italia, da culla del diritto si sia trasformata nella latrina a cielo aperto che è, e farla pagare a chi lo ha consentito.

Se i politici di oggi avessero avuto la stessa lungimiranza, lo stesso amore per l’Italia e la stessa capacità di guardare al futuro con intelligenza quanto quelli di ieri, non bisognerebbe ricordarlo a nessuno quanto è magnifica la nostra Costituzione, la più bella del mondo.

In un paese meno ignorante e sprezzante verso la sua storia i berlusconi e i d’alema, per dirne giusto due e tacere sugli altri,  non sarebbero mai diventati uomini di potere.

Ecco perché quando dopo un programma insolito per spessore per la nostra gloriosa tv di stato il dibattito si ferma al palo del “quanto ha preso Benigni”, oppure “non mi ha fatto ridere” {come se la Costituzione fosse un argomento comico} significa  che chi dice queste cose non ha capito nulla di quello che Benigni ha voluto dire, recitando la Costituzione.

Significa non aver capito che quello che lui ci ha voluto dire è “guardate che c’è stato un tempo in cui c’era gente che l’Italia l’amava davvero, persone che hanno lavorato davvero per renderla più bella e più civile, gente che ha immaginato tutto quello che sarebbe potuto accadere dopo ma non poteva certamente immaginare che i politici del futuro riuscissero a fare carta straccia di un documento importantissimo, che tutela i diritti e le libertà di tutti”. 
Quello che Benigni ha voluto dire è “loro, i padri costituenti ve l’hanno data, siete voi che non sapete che cazzo farci”; un concetto così facile che penso abbiano capito perfino alfano e gasparri.

Solo degli italiani infatti potevano svilire e offendere, far perdere ogni significato ad una Carta perfetta qual è la Costituzione italiana, così moderna che garantisce, e a tutti, perfino la possibilità di scrivere stronzate in Rete. 

Incantevole, magnifico Benigni.

Dovere di pernacchia
Marco Travaglio, 18 dicembre

A costo di essere equivocato, trovo che sia fin troppo facile ironizzare sui soffietti domenicali della badante D’Urso alla Mummia Nana che le paga lo stipendio. 
Di fronte a presunte domande come “Ma Presidente, mi si è fidanzatoooo?” o a squittii tipo “Macheccarinoooo!”, mai più sentiti dai tempi di Sandra Milo e di Ciro, non resta che il silenzio. Anche perché le denunce sdegnate di politici e giornali sul Cainano che occupa il video in campagna elettorale, suonano fasulle, ancor più fasulle degli assist dei suoi cani da riporto, della sua maschera, del pratino all’inglese sul capino, del nasino rimodellato dai piallatori arcoriani, della dentiera che fischia, della lavagnetta bordata di rosso, dell’educazione sentimentale del fidanzatino di Peynet, della benedizione urbi et orbi “pace, gioia e amore a tutti”. Chi oggi scopre, o riscopre, che la Mummia Nana possiede le tre tv Mediaset, oltre a controllare metà della Rai, dovrebbe spiegarci dove ha vissuto in questi vent’anni e cos’ha fatto per metter fine a questo sconcio che un tempo, quando le parole avevano ancora un senso, si chiamava “conflitto d’interessi”. La risposta, anche se le vergini violate non la daranno mai, la conosciamo: niente, nessuno ha fatto niente. Niente il Quirinale, niente il governo Monti, niente — ci mancherebbe — i tre governi B. (i primi due con Piercasinando dentro), niente i quattro del centrosinistra. Niente di niente. E ora vengono a dirci — a noi! — che è una vergogna che B., essendo proprietario o controllore dei tre quarti della televisione, se ne serva a suo uso e consumo? Il perché, anche se le vergini violate non l’ammetteranno mai, lo conosciamo: controllare le tv piace a tutti, infatti ancora pochi mesi fa tutti i partiti (salvo Idv e radicali in Parlamento, Sel e 5 Stelle fuori) hanno rioccupato il Cda Rai, avvinghiati a quella legge Gasparri che, come il Porcellum e tutte le altre leggi vergogna, fingevano di denunciare a parole. Chiunque abbia lo stomaco di seguire il Tg1 sa benissimo che nell’ultimo anno ha riservato a Monti e ai suoi ministri trattamenti perfino più servili di quelli che i Mimun e i Minzolingua riservavano a B. Perché la Rai è saldamente nelle mani non solo dei partiti, ma anche di Monti, travestito da Gubitosi e Tarantola con la scusa che era un tecnico super partes, così ora usa il servizio pubblico per la sua campagna elettorale di parte. Youtube è pieno di interviste-scendiletto al Professore, messo alle corde dal Maccari di turno con domande del tipo: “Mi pare che finalmente la contrapposizione fra rigore e crescita sia finita, o sbaglio?”, “Qualcuno ha parlato già di un asse Roma-Parigi: è solo sintonia o c’è qualcosa di più tra Italia e Francia per la crescita e lo sviluppo?”. Stesso repertorio per la memorabile intervista (si fa per dire) al card. Bertone su Vatileaks: “Eminenza, lei è appena tornato da Milano dove ha accompagnato il Santo Padre all’incontro mondiale delle famiglie. Abbiamo visto tutti tantissima gente, una folla immensa, soprattutto tantissimo affetto”. Risposta: “Certo”. Domanda: “In questa inchiesta interna vaticana si è vista una grande prova di trasparenza”. Riposta:”Come no”. La D’Urso, al confronto, è la pasionaria Dolores Ibarruri. Ora lo scandalo non è che B. vada in tv (ci vanno tutti) né che suggerisca le domande alla D’Urso (i servi professionisti anticipano gli ordini). È che le tv siano sue, così come Rai3 è del Pd, e il Tg1 e Vespa sono di tutti (i potenti, ovvio). Perciò nessuno ha mai fatto una legge sul conflitto d’interessi. Quindi, per favore, chiunque abbia governato anche solo un giorno in questi 20 anni ci risparmi le filippiche: non attaccano più. Appena un politico, in un talk a caso, denuncia il conflitto d’interessi, il pubblico dovrebbe alzarsi in piedi e prorompere in una sonora pernacchia. Così questi paraculi la piantano di prenderci in giro.

“Mediaset è una grande risorsa degli italiani” [cit. Massimo D’Alema]

Sottotitolo: AFGHANISTAN:  esplode mina anticarro, morte 10 bambine. [Pare non sia stata colpa dei gay] Rita Pani #vergognasulpapa

B. e la domenica bestiale a Canale 5
Poi il nuovo annuncio: aboliremo l’Imu

Silvio Berlusconi fa irruzione nel pomeriggio televisivo di Canale 5 per tenere un monologo durato un’ora e venti minuti davanti a Barbara D’Urso

Il Cavaliere, ospite di Barbara D’Urso a Domenica Live, ha parlato a tutto campo: dalla politica all’economia, dalla giustizia al Milan passando per l’ufficializzazione del suo fidanzamento con la 28enne Francesca Pascale. Un monologo quasi ininterrotto di oltre un’ora.

Ma la maggior parte delle frasi pronunciate da Berlusconi si erano già sentite durante l’intervento di mercoledì scorso alla presentazione romana del libro di Bruno Vespa, quando il Cavaliere fornì – fra l’altro – 5 diverse versioni sulla sua possibile candidatura. [Il Fatto Quotidiano]

Stamattina sono stracontenta.
berlusconi nelle televisioni, pubblica e privata ci si deve proprio accampare, da qui fino alle eventuali e ipotetiche prossime elezioni. Sarà un godimento assoluto per me leggere in Rete e sui giornali i suoi deliri, le sue promesse sempre quelle,  le sue balle sempre quelle, la sua paura dei comunisti cinesi sempre quella, il suo terrore – sempre quello –  che l’Italia venga sequestrata da un governo di sinistra che non c’è da decenni e in Italia non ci sarà più in secula seculorum e poi di rimbalzo leggere le lagne di chi si lamenterà che berlusconi occupa le televisioni, che il suo potere mediatico è esagerato, eccessivo, smisurato.

Mi sentirò piacevolmente euforica nel considerare che quelli che si sono lamentati, si lamentano e si lamenteranno sono gli stessi che hanno pensato che in questo paese una legge sul conflitto di interessi non fosse necessaria, e hanno fatto l’impossibile e l’inenarrabile affinché in Italia non ci fosse quella legge, nonostante avessero fatto in precedenza l’impossibile e l’inenarrabile affinché un impostore abusivo  potesse coronare il suo sogno di “scendere in campo” per il bene del paese e cioè il suo.
Riassunto:

Povero silvio…e pensare che quando scese in politica, anzi, in campo, per il bene degli italiani dunque il suo, per salvare il paese che ama [ma qualche volta è anche di merda: dipende dalle esigenze, le sue, naturalmente], le sue aziende erano al fallimento, e se non avesse fatto il grande passo per il bene di noi tutti e cioè il suo, a quest’ora forse sarebbe a fare la fame ma più probabilmente sarebbe andato a finire in galera come confessò purtroppo non ai giudici ma ad Enzo Biagi in un’intervista.

In un paese normale una persona che avesse lo stesso curriculum penale/giudiziario di  berlusconi sarebbe a marcire in una galera da almeno vent’anni, dimenticato da tutti, e quei pochi che si ricorderebbero di lui lo farebbero con un moto di repulsione, chiedendosi ogni giorno come è stato possibile permettere ad un uomo solo di stravolgere e deformare un paese a sua immagine e somiglianza e a chi è convenuto tutto questo; orrore, repulsione e schifo verso tutta quella gente che MAI si è opposta seriamente e per il bene dello stato alle azioni di un delinquente, un impostore, un abusivo della politica, dopo, quando avrebbe dovuto come minimo tentare di porre rimedio al danno compiuto, evitabilissimo se si fossero rispettate le leggi che c’erano, né,  prima, quando non gli ha impedito di poter occupare un posto che non gli spettava per legge, anzi lo ha favorito confezionandone una, la bicamerale,  su misura per lui:  la prima di una lunga serie. 

Un’azione politica di contrasto  forte  e seria che in Italia non c’è mai stata e che sarebbe bastato suggellare con una semplicissima legge sul conflitto di interessi ma che però non è mai interessato a nessuno fare probabilmente, anzi sicuramente perché più che i conflitti sono gl’interessi a riguardare un po’ tutta la politica e la dirigenza “alta” di questo paese: non solo berlusconi. 

Il Pd di oggi e il cosiddetto centrosinistra di ieri e ieri l’altro – da quando b., è “sceso in campo” – sono stati la migliore assicurazione sulla vita di berlusconi.

Perché il centrosinistra quando è al governo e ogni volta che, per sbaglio, torna al governo non cancella non modifica né corregge tutte le leggi vergogna fatte su misura per il capobanda e l’associazione  che lo appoggia.

E spesso se ne è reso più che complice mettendo la sua faccia davanti ad altre leggi vergognose [necessarie per gli italiani e cioè solo per berlusconi e i suoi amichetti di merende] vedi quella sull’indulto voluta da Mastella  ma fatta apposta per far scontare a previti solo quattro giorni di detenzione rispetto ai sei  anni che gli spettavano, quando era ministro col governo di Prodi.

Perché il centrosinistra non ha mai fatto una legge seria sul conflitto di interessi  [come c’è in tutti paesi mediamente civili dove la distinzione fra controllori e controllati non c’è bisogno nemmeno di stabilirla per legge perché i controllati non vanno a fare i controllori] anche quando avrebbe potuto, anzi, non dimentichiamoci di D’Alema e della sua frase ormai passata alla storia: “Mediaset è una grande risorsa per il paese” e nemmeno di Violante quando confessò in Parlamento che c’erano stati accordi [quelli che cdx e csx sono abituati a fare con le mani sotto al tavolo] già nel 1994 per garantire a berlusconi e a Letta che “le televisioni non sarebbero mai state toccate” [e infatti nessuno lo ha mai fatto: quando si dice mantenere le promesse] e tenne a precisare, forse vantandosene anche, che durante il governo di csx il fatturato di Mediaset lievitò di ben 25 volte. E fu sempre D’Alema che, durante il suo governo nel 1999, fece approvare una legge a favore delle Tv di berlusconi facendogli pagare solo l’uno per cento dei ricavi per le concessioni televisive.Che poi è lo stesso D’Alema che legittimò, nonostante ci fosse e c’è una legge che impedisce ai possessori di media e mezzi di comunicazione di intraprendere carriere politiche, la figura politica di berlusconi con la famosa e, secondo il geniale statista del Tavoliere, necessaria, bicamerale.Ed è stato sempre il centrosinistra a resuscitare berlusconi ogni volta che lui – da se stesso medesimo – ha fatto il possibile ma soprattutto quell’impossibile che gli è sempre riuscito a meraviglia, per suicidarsi politicamente.

L’ultima cosa che ha fatto berlusconi da presidente del consiglio prima di dare  dimissioni virtuali per il bene del paese e cioè il suo è stata riunirsi coi figli, il socio in affari e malaffari Confalonieri e Ghedini per escogitare il piano che avrebbe ridotto le inevitabili conseguenze sulla “robba”, la sua, ecco, questo chiarisce bene il concetto di “conflitto di interessi”.

Purtroppo però in Italia i conflitti non riguardano solo berlusconi né tantomeno, come ci raccontano le cronache giudiziarie tutti i giorni,  gli interessi, dunque non è convenuto né conviene a nessuno risolvere l’anomalia berlusconi in Italia.

Meglio lamentarsi poi dell’occupazione delle tv, della disparità di mezzi in campagna elettorale, di un  paese destabilizzato e rincoglionito dalle tv, vaneggiare e delirare che berlusconi vince le elezioni perché ha i giornali e le tivvù e poi non fare un cazzo per togliergli i giornali e le tivvù:  nessuno in tutti questi anni lo ha mai obbligato a fare una scelta fra la politica e l’imprenditoria visto che le due cose in un paese civile e democratico non possono coincidere, il controllato non può fare il controllore; ed è  inutile oggi ricadere di nuovo dal pero perché berlusconi in vista delle elezioni fa l’unica cosa che sa fare e cioè berlusconi.

Per permettere a berlusconi di entrare in parlamento E’ STATA VIOLATA LA LEGGE,  quell’articolo della Costituzione che impedisce ai possessori di media di poter intraprendere carriere politiche, e a farlo è stata PROPRIO  la politica, quelle istituzioni che invece avrebbero dovuto garantire per tutti gli italiani, non per uno solo come invece hanno continuato a fare in questi ultimi vent’anni consentendogli TUTTO,  soprattutto di fregarsene di leggi e regole, di potersi riparare dietro l’immunità per mezzo di leggi fatte su misura per lui rendendolo inattaccabile e impunibile.

Senza una legge sul conflitto di interessi è inutile mantenere l’esercito di finti controllori che paghiamo tutti, tipo l’antitrust, tipo l’agcom, che dovrebbero essere istituzioni “terze” ma  nulla fanno se non glielo ordina la politica perché chi le compone è scelto dalla politica, di destra, di centro e di sinistra.

In un paese NORMALE è altrettanto NORMALE che si regoli il mercato televisivo e delle comunicazioni non permettendo ad una persona sola di prendere possesso di troppa roba, così come è altrettanto NORMALE che non si conceda l’ascesa politica ai possessori di media e TV, specialmente poi se lo dice anche la legge. 

In un paese NORMALE. Appunto. 

Vergogne senza fine. E sono tutte italiane.