Boia, deh! [esclamazione che rafforza i contenuti di una frase]

Sottotitolo: da oggi la Preside Boldrini non è solo la donna con una voce che andrebbe vietata – come minimo –  dall’Onu. È anche la presidente che ha usato per prima la ghigliottina vile e orrenda contro le opposizioni. Complimenti: del comunismo ha imparato unicamente il veterofemminismo caricaturale e l’intolleranza zdanovista per il dissenso. Proprio come Re Giorgio. Lei e i tre o quattro vendoliani rimasti hanno festeggiato cantando Bella ciao (poveri partigiani). A loro modo hanno fatto bene a festeggiare: hanno appena celebrato la fine definitiva del loro (già defunto) partito, regalando peraltro ulteriori voti a chi vorrebbero cancellare dalla scena politica.
Complimenti: alla preside, e a quei meravigliosi renziani che da una parte resuscitano il Caimano e dall’altra regalano soldi pubblici alle banche private. Fenomeni mica da ridere. [Andrea Scanzi]

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Al “vecchio fan della repressione sovietica a Budapest” sarà andato bene che ieri alla camera sia stata applicata una norma eccezionale [ricordo, voluta da violante], che ha di fatto dimostrato [manco fosse la prima volta] l’inutilità del parlamento? 
Laura Bodrini ha di fatto e nei fatti creato un precedente che potrebbe ritorcersi anche contro il suo stesso partito. 
Se un domani Sel volesse applicare l’ostruzionismo verso l’approvazione di una legge di cui non condivide i contenuti, pensa che non sia utile ma dannosa che farà la Boldrini, ghigliottinerà pure quelli di Sel? 
E, a margine, quando hanno mischiato nello stesso “pacco” il ddl su Bankitalia e la cancellazione della rata dell’IMU non si sono resi conto che le due cose insieme non ci azzeccavano o l’hanno fatto apposta?

Quando molti di noi dicevano già parecchi mesi fa che Laura Boldrini si era cucita perfettamente addosso il ruolo di appartenente alla casta in tanti ci rimproveravano, si offendevano per conto terzi. 
Su facebook non si poteva nemmeno nominare senza perdersi per strada manciate di persone.
Ora spero che l’abbiano vista tutti, la presidentessa super partes de’ sinistra. 
Quella che senza una minoranza parlamentare che l’ha sostenuta e le ha permesso di arrivare dov’è oggi sarebbe a fare altro, ma durante la seduta alla camera evidentemente è stata colta da una provvidenziale ed opportuna amnesia molto politica e poco, pochissimo democratica.
Anzi, facciamo per niente democratica che è meglio. Alla presidente della camera che nella discussione su quell’obbrobrio di legge elettorale pensata da berlusconi insieme a Renzi ha sostenuto, com’era ovvio, i piccoli partiti, è andato bene, va bene che le opposizioni in parlamento contino meno anzi per niente? Quando Lauretta si occupava di diritti umani stava a scherzà, vero? perché chi conosce quelli e li rispetta, dovrebbe fare altrettanto anche con quelli civili e democratici.

 E che dopo l’oltraggio alla democrazia avvenuto ieri alla camera qualcuno abbia intonato Bella ciao, infangando la Memoria di gente che è morta non per consentire di fare scempio della democrazia di uno stato repubblicano non offende nessuno? Tutto regolare? Nessuno, nell’informazione prova vergogna per aver montato uno, dieci, cento, mille casi dove non c’erano e aver lasciato libertà d’azione ai distruttori di quel che restava della democrazia?

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LUPO (M5S): “SCHIAFFEGGIATA DA QUESTORE MONTIANO”. LUI NEGA (FOTO E VIDEO)

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Roba da Chiodi – Marco Travaglio, 30 gennaio

Massima solidarietà ai lettori del Corriere , costretti a esercizi enigmistici sempre più complicati per decrittare titoli e articoli. Ieri chi riusciva a superare indenne l’altalena di notizie sulla legge elettorale (Renzi spinge, Berlusconi apre, Alfano chiude, Quagliariello frena, Brunetta stringe, Casini rompe in tutti i sensi, Verdini telefona, la Boschi sale al Colle, stop di Cuperlo, alt di Fassina chi?, la Pascale twitta, Dudù abbaia, Napolitano monita, Tizio alza la soglia, Caio abbassa il premio, Sempronio sfonda il tetto, insomma è accordo, anzi patto, magari asse, pardon contratto, senza contare che c’è sempre uno che “gela” e non si sa mai chi lo scongela), doveva risolvere il rebus del titolo di apertura, roba da far impallidire il più arduo dei Bartezzaghi: “Sì sull’Imu oppure si paga”. In che senso? Che vor dì? Stremato, il lettore gira pagina e s’imbatte in un’altra supercazzola: “Imu-Bankitalia a rischio caos. Corsa per salvare il decreto. Ostruzionismo M5S”. Il poveretto capisce che la maggioranza, sempre più virtuosa, vuol far pagare l’Imu a Bankitalia, ma i 5Stelle, i soliti irresponsabili, per misteriosi motivi si oppongono e si rischia il caos. Solo chi fosse munito di un microscopio elettronico, o avesse acquistato anche un giornale senza banchieri nel patto di sindacato, capirebbe di che si parla: una delle più incommensurabili porcate mai viste nella porcellosa storia della politica italiana, un regalo di 7,5 miliardi alle banche private con soldi di Bankitalia, cioè nostri. Siccome la maialata rischia di non passare inosservata a causa di quei rompipalle dei 5Stelle che osano financo fare opposizione, cosa mai vista dalla notte dei tempi, ecco l’idea geniale del governo: infilarla nello stesso decreto che cancella la seconda rata dell’Imu. Così chi si oppone ai Robin Hood alla rovescia che rubano ai contribuenti per dare alle banche può essere dipinto come un affamatore del popolo perché resuscita l’Imu. Per evitare il “rischio caos” bastava separare il decreto Imu dal decreto Bankitalia, come chiesto da Napolitano in svariati moniti, sulla scorta di innumerevoli sentenze della Consulta contro i decreti omnibus. Ma, quando si tratta di banche, nessuno fiata: destra e sinistra marciano compatte, precedute dalla contraerea dei giornali dei banchieri e dei partiti sottostanti. “Ostruzionismo M5S, può tornare la seconda rata Imu”, titola Repubblica . E persino l’Unità, un tempo organo della sinistra, fa la guardia ai caveau, con titoli truffaldini tipo “5Stelle, ostruzionismo sul decreto Imu” e “Barricate grilline: torna il rischio Imu”. Lo scandalo del secolo è il peone a 5 stelle che dà del “boia” a un vecchio fan della repressione sovietica a Budapest.

Tornando al povero lettore del Corriere , la via crucis non è finita. C’è un altro titolo-sciarada da decodificare a pag. 15: “Una debolezza quella ragazza in hotel. Ma non l’ho aiutata al concorso”. Intervista allo sgovernatore d’Abruzzo, Gianni Chiodi, inquisito per truffa, falso e peculato, per lo scandalo della giunta granturismo che gira l’Italia con amanti aviotrasportate e alloggiate a spese nostre: notizia rivelata dal Fatto e mai ripresa dal Corriere . Che ora la fa commentare all’interessato senza citarla né citarci (“la debolezza del Governatore è spuntata dalle carte”: così, spontaneamente). Il noto statista marsicano “sta soffrendo, la voce gli si incrina un paio di volte”, però “cita Terenzio e poi anche Gandhi cercando conforto nella letteratura”. La colpa naturalmente è dell’“ufficio regionale o della Ragioneria” che gli hanno rimborsato le spese della gentile accompagnatrice a sua insaputa. Come la segretaria di Cota con le mutande verdi. Ergo Chiodi è “amareggiato”: qualcuno (non si dice chi) ha fatto “pura macelleria: famiglie massacrate, carriere esposte al pubblico ludibrio, per un puro obiettivo politico: il 25 maggio in Abruzzo si vota”. E il direttore del Fatto , com’è noto, sarà candidato contro di lui. Ma questo il Corriere non può dirlo, perché il Fatto è innominabile. Un po’ come con lo scandalo De Girolamo: le notizie, o le dà il Corriere , oppure “spuntano”.

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Bravi, davvero – Alessandro Gilioli

È davvero notevole lo sforzo con cui il Pd, Forza Italia, Boldrini e Napolitano stanno trasportando verso il Movimento 5 Stelle anche gli italiani meno attratti da Grillo e Casaleggio.

In un solo giorno:

1. I listini bloccati.
2. Il salva Lega.
3. Le candidature multiple.
4. La soglia di sbarramento turca che impedisce di fatto in futuro qualsiasi gruppo parlamentare diverso da Pd, Forza Italia e satelliti, Lega e M5S.
5. Un regalo miliardario alle banche private.
6. Un trucco ignobile per mescolare questo regalo alle banche con l’Imu, che non c’entra niente.
7. Una tagliola mai usata nella storia repubblicana, che svilisce il Parlamento e porta verso il governo per decreto.

No, bravi, davvero.

“Se votare servisse a qualcosa, non ce lo farebbero fare”

Sottotitolo: l’Italia è diventata un tourbillon di autodifese e autoassoluzioni. Più la fanno grossa e più alzano il tiro. Roba che perfino un bambino prima o poi si arrende e ammette di essersi comportato male. Questi mai, che si chiamino alfano, Cancellieri, De Girolamo, scajola o Mastrapasqua o non sanno, o non volevano o non c’era niente di male.

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“Dietro ogni grande fortuna c’è un crimine” [Honoré De Balzac]

La delocalizzazione deve diventare un reato. A chi porta via le aziende dovrebbe essere inibita la possibilità di far tornare merci e prodotti qui, nel paese dal quale scappano non per necessità ma per guadagnare di più. E la gente deve imparare a punire con l’indifferenza chi impoverisce lo stato dunque tutti noi, l’evasore come l’imprenditore disonesto. Non si comprano i prodotti di chi porta via il lavoro da qui, non si contribuisce a far guadagnare chi evade le tasse. Questa è gente che capisce solo il linguaggio dei soldi, ed è lì che va punita: facendole guadagnare meno soldi. 

Ma dovrebbe essere criminalizzato anche uno stato dove diventa sempre più difficile essere imprenditori onesti fino in fondo. Dove chi ha un’azienda è costretto a dover scegliere fra pagare le tasse o gli stipendi; dove mettere in regola i lavoratori anziché essere un vantaggio diventa remissione, per i dipendenti che vengono pagati meno di quanto vale il loro lavoro e per chi li assume che, anziché essere premiato deve pagare la marchetta allo stato. Un dipendente in regola in Italia costa al suo datore di lavoro il doppio dello stipendio che prende. È normale, giusto, legale? A me pare l’ennesimo furto con destrezza di uno stato che prende ma poi non restituisce; uno stato che poi quando serve la visita, la prestazione medica specialistica bisogna pagarsele di tasca propria, i libri della scuola dell’obbligo si pagano e molto altro di quello che lo stato dovrebbe garantire a chi paga le sue tasse lo si può ottenere solo pagandoselo. Quel 16% di italiani che  vive con meno di settemilacinquecento euro l’anno deve rinunciare anche a curarsi. 

Conosco personalmente piccoli imprenditori che al momento ci stanno rimettendo in solido per non mandare via il personale. Persone che potrebbero chiudere e ritirarsi a vita privata vivendo di quel che hanno messo da parte in tanti anni di lavoro ma che non lo fanno per non mandare padri e madri di famiglia in mezzo ad una strada. Lavoratori onesti ai quali lo stato non ha mai risposto come invece fa quando concede benefici e condoni ai grandi ladri a cui una mano non la nega mai. Noi viviamo in un paese dove chi ha un’attività in proprio tutti i giorni si alza e va a lavorare portandosi dietro la zavorra invisibile di uno stato che esige la metà di quello che guadagna. Senza fare né dare un cazzo. Il lavoratore dipendente invece non può nemmeno decidere se il socio occulto si merita una parte del suo stipendio perché gli viene sottratto in busta paga. Entrambi poi, quando sono in difficoltà, non c’è lo stato, la zavorra, il socio occulto che gli dà una mano. E questo dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti. Anche di quelli che mettono sempre tutti nello stesso calderone. In italia c’è gente che lavora e altra gente che dà lavoro. Gente a cui lo stato non ha dato niente ma ha tolto, toglie per favorire i disonesti che servono allo stato, come Mastrapasqua. Qui meno si dà fastidio alo stato e più lo stato infastidisce. Ti compri una casa, senza chiedere l’aiutino al comune e lo stato, perché sei stato bravo te la tassa, ti dice che “fa reddito”. Poi come te la sei comprata e con quanti e quali sacrifici non è un problema dello stato. Tutt’al più la banca se non paghi il mutuo te la leva. Hai un’attività tua, messa in piedi con difficoltà, perché credi al lavoro e invece di incentivare questa passione lo stato infierisce. Il contribuito dei cittadini è giusto e sacrosanto, ma lo stato deve corrispondere, non deve estorcere, deve essere collaborativo proprio come farebbe un socio in affari.

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“METÀ SALARI PER TUTTI” È LA CURA ELECTROLUX (Carlo Di Foggia).

LA RICETTA “POLACCA” DELLA MULTINAZIONALE: COMPENSI RIDOTTI DA 1.400 A 700 EURO NEI SUOI 4 STABILIMENTI. I SINDACATI: IRRICEVIBILE.

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Nel febbraio 2010 Ruby era maggiorenne, oh, l’ha detto il ministro marocchino e quindi si vede che è vero. L’esclusiva dei ministri che raccontano balle è la nostra e guai a chi ci togliesse il primato.

Come se fosse una questione di leggi.
Come se non sapessimo tutti che oggi le ragazzine sono sessualmente precoci e come se non sapessimo tutti che quando sentono il richiamo irresistibile della trasgressione non pensano certamente a guardare la carta d’identità. 
Ma penso che anche i cervellini più pigri siano riusciti a capire che nel caso di specie c’è qualcosa che va molto oltre la sfera legale. 
Il problema è sempre lo stesso, comunque, e cioè che un delinquente già condannato e sotto processo per altri reati abbia avuto la possibilità di agire in libertà e dunque anche di corrompere il funzionario di un altro stato affinché gli reggesse il gioco, quello sporco della menzogna al quale berlusconi è avvezzo. 
berlusconi non è uno con cui fare accordi politici: è uno che deve essere messo in condizioni di non nuocere, perché quando lo fa, è sempre pericoloso.

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Sono mesi che sento parlare del rapporto di Bankitalia che ripete la filastrocca di quel 10% di italiani che si è preso la quasi totalità del patrimonio nazionale. Non sento però parlare di interventi, non sento Renzi parlare di una patrimoniale a questo punto necessaria, e nemmeno di una seria lotta all’evasione. A Renzi non piace nemmeno la legge contro il conflitto di interessi. E allora non capisco come si fa e che senso abbia parlare ancora di politica.

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Innocente a sua insaputa (Marco Travaglio).

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A furia di pensare e purtroppo dire che “il problema non era quello”, cento, mille, diecimila problemi che invece erano proprio quelli si sono accumulati fino a formare la valanga che sta travolgendo tutti.

Il problema non erano gli sprechi della politica, non erano i privilegi della politica, non erano le ladrate della politica. 
Non era la politica collusa con la mafia e la criminalità, non era una politica che in Italia ha sempre lavorato per se stessa e non per mettersi al servizio dei cittadini. 
Il problema non era la politica che per mezzo di leggi ad hoc ha sempre favorito l’imprenditoria disonesta, quella dei manager che oggi possono ricattare i loro dipendenti con la minaccia di portarsi via il pallone, e quando invece non lo hanno fatto ma hanno serenamente fatto fallire le aziende di stato sono stati anche premiati con le buone uscite miliardarie pagate coi soldi di tutti, anche di quelli che hanno perso il lavoro grazie a loro. 
Il problema non è Mastrapasqua coi suoi 25 incarichi di cui ci si accorge solo perché gli arriva l’avviso di garanzia, non è Scajola che trova 900.000 euro sul comò e tutto va bene, non c’è il reato, non è berlusconi ancora a piede libero dopo la condanna. 
Il problema non è Renzi e la legge fatta con berlusconi che metterà anche la faccia della santanchè su una scheda elettorale.
Il problema non è Napolitano che protegge tutto questo sotto la sua ala amorevole perché “o così o sarà catastrofe”.

Ma che abbiamo fatto di male, per meritarci tutto questo?

Sottotitolo: Memories 
Ricordiamoci sempre che Berlusconi fu colui che disse che Eluana Englaro “sarebbe potuta restare incinta e avere figli”. Tutto il resto, le grandi opere, i piani per lo sviluppo, le manovre, i ponti sul nulla, la cura del cancro, il completamento della Salerno Reggio Calabria nel 2013, il “meno tasse per tutti”, il più grande statista della storia italiana, le feste eleganti, la rivoluzione liberale, il nuovo miracolo, l’imposizione dell’osceno Minzolini al Tg1, l’aria fritta dei discorsi alla Camera come quello di ieri, sono quisquilie, bazzecole, pinzillacchere rispetto a quella sortita che diede la misura miserabile dell’uomo. (Vittorio Zucconi)

 HA PARLATO BERLUSCONI:
Borsa di Milano -3,71%
Spread sopra quota 370.

A 400 diamo la manina alla Grecia e ce ne andiamo allegramente verso il disastro definitivo. Ma non è delle cazzate del pornoduce e degli sbadigli (11, 12, quanti erano?)  di quel che resta di bossi che voglio parlare. Mi voglio rivolgere delicatamente a Bankitalia che ha avuto la brillantissima idea di chiedere che venga ripristinata l’ICI sulla prima casa.  “Auspicabile una riflessione per reintrodurre dell’Ici sulla prima casa?” No, sarebbe  auspicabile che ve ne andaste a fare in culo e che la smettiate di derubare la gente che lavora onestamente. Sarebbe auspicabile che invece di chiedere che si faccia cassa sulle spalle di chi le tasse le paga e le ha sempre pagate, questi autorevoli banchieri dicano una volta e per tutte a quella banda di impostori, di abusivi della politica che si spaccia per governo che sono degl’incapaci totali che stanno sperperando in modo osceno i soldi dei contribuenti. 

Il capo della ricerca economica di Bankitalia ci mancava. Se il rimedio contro la crisi consiste sempre e solo aggiungendo e aumentando le  tasse facendo credere che non è vero ma che se anche lo fosse che quella è l’unica soluzione, vuol dire che  tutti possono fare i banchieri intelligenti e i presidenti del consiglio migliori degli ultimi 150 anni.

 Io ci voglio stare nello stato, ma non voglio che lo stato si prenda gioco di me.

Bankitalia vuole ripristinare l’ICI sulla prima casa? triplicarla invece sulle megaville dei truffatori evasori sparse in tutta Italia, no, pare brutto.

 La possibilità di andare a prendere i soldi dove sono uno stato serio ce l’ha e non è possibile continuare a spremere chi fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Giorni fa sentivo  che entro l’anno prossimo è prevista la consegna di quasi 800 super yacht, chi li ha comprati? con quali soldi? il governo serio di uno  stato appena un po’ normale ha tutti gli strumenti  per vedere chi vive al di sopra delle possibilità che realmente denuncia. Chi ha il suv da 100.000 euro, l’attico in città e la villa al mare, va regolarmente in vacanza almeno due volte l’anno non può denunciare cifre da impiegato statale , è scienza esatta, questa. E se lo fa, lo stato deve andare a vedere dove e come vive, cosa e quanto mangia, quanto spende per vestirsi.  C’è gente  che vive nell’agio e nel benessere ma che è riuscita ad ottenere  perfino l’esenzione dei ticket truffando lo stato cioè noi  mentre i noi tapini e meschini dobbiamo pagare tutto fino all’ultimo centesimo, anche per chi non lo fa.

Quando alla banca non arrivano le rate del mutuo (concesso con tassi da usura) pagate non ti viene mica incontro, ti leva la casa, e allora non vedo nessuna ragione perché l’associazione di tutte le banche italiane si permetta  di suggerire al governo di continuare a chiedere soldi a chi gliene dà già in  abbondanza non ricevendo neanche un terzo dei servizi che gli spetterebbero di diritto invece di suggerire, chenesò? di tagliare ma sul serio quei privilegi di cui beneficiano anche gli operatori bancari.   Adesso, nel questionario del censimento ci chiederanno fra le altre cose come abbiamo pagato matrimoni e funerali,  e magari anche se l’idraulico e il gommista fanno la ricevuta fiscale , cioè,  lo stato chiede ai cittadini semplici, onesti e senza un soldo di aiutarlo a smascherare gli evasori facendo la spia perché da solo non ce la fa.E chissà se  un po’ di vergogna da qualche parte ci sarà rimasta.

 A chi si compra due camere e cucina tra mille sacrifici lo stato non dà niente, però poi chi  una casa la compra, non la chiede al comune né ha la possibilità di averne una ‘a sua insaputa’,  deve dare allo stato perché una casa di proprietà “fa reddito”, anche se ci hai messo 25 anni per pagartela e hai dovuto rinunciare a tutto per riuscirci. 

Intanto l’ICI potrebbe pagarla il vaticano, per esempio, e con gli arretrati possibilmente, ci metteremmo un secondo a sistemare il bilancio e a risolvere la crisi. Ma questa, lo so, non è una buona idea come quella di Bankitalia.