La contrapposizione

Sottotitolo: ”Povero Paese dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia…) al Quirinale il giorno dopo”.

Chi l’ha detto?

A) Benedetto l’Emerito dal suo ritiro spirituale sinceramente preoccupato per la situazione politica italiana.
B) Pier Luigi Bersani, in qualità di prossimo venturo eventuale presdelcons sinceramente preoccupato per l’emergenza democratica che dura in questo paese da diciotto anni.
C) Beppe Grillo, noto agitatore di masse, populista, qualunquista, demagogo, nazista, fascista, protetto dai poteri forti della Casaleggio [da non confondersi con cosa nostra].

Sono diciotto anni che si porta avanti questa teoria ignobile  della contrapposizione fra Magistratura e politica col favoreggiamento vivo & vibrante di parte delle istituzioni, di certa stampa e giornalismo e parte  di quell’opinionismo ‘eccellente’ sempre presente in tivvù.

Mentre invece si tratta semplicemente della contrapposizione legittima e legale della giustizia contro ladri e malfattori di stato.
Chissà come mai quando condannano e arrestano ladri, assassini e stupratori non si parla mai di contrapposizione fra giustizia e criminalità violenta ma semplicemente e come è giusto che sia  di applicazione della legge?
E chissà come mai la gggente sempre così severa verso i ladri semplici, gli assassini, gli stupratori e i criminali in genere non impara ad esserlo anche per quel che riguarda gli altri e ‘alti’ criminali che ben più danni producono all’intera collettività?

La Magistratura agisce laddove c’è un reato e un imputato colpevole di quel reato. E la politica di quel che fa la Magistratura si deve DISINTERESSARE IN TOTO, questa è l’unica separazione dei poteri da mettere in pratica nei fatti.

Se  la politica non vuole essere disturbata dai giudici basterebbe che i suoi referenti e rappresentanti non commettessero reati penali, che non fosse connivente con mafie e criminalità come invece è capitato e capita troppo spesso qui da noi.

E che evitasse poi  di parlare di persecuzione giudiziaria, soprattutto, visto il degrado in cui versa la moralità e l’onestà di buona parte di una classe politica indecente che da diciotto anni occupa inopinatamente il parlamento grazie ad una legge definita porcata dal suo stesso creatore, calderoli, lega nord.

In nessun paese normale sarebbe mai potuto succedere che le istituzioni, nella persona del presidente della repubblica e la politica proteggessero in modo così sfacciato un delinquente  che la legge l’ha violata ripetutamente,  individuando il nemico in chi la delinquenza la combatte tutti i giorni, ovvero la Magistratura che altro non fa che rispettare le leggi che fa la politica stessa, perché se ad esempio  la legge dice che lo stupratore dopo quindici giorni può andare ai domiciliari che c’entra il giudice che comunque lo ha condannato? il gap nella giustizia è altrove ed è in quell’altrove che andrebbero operate delle serie riforme, non nel Magistrato che processa il politico che viola la legge e tradisce lo stato che rappresenta.

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Destabilizzante – Rita Pani

Va da sé, signor Presidente, che non la rimpiangerà nessuno. Oh che fortuna la vostra! Avere noi come cittadini da governare. Capaci di affidare il destino delle proprie esistenze a un marchio registrato, il potere decisionale ad una azienda a conduzione familiare, che quando andrà a congresso sarà come una rimpatriata tra amici di Facebook.

La nostra stanchezza è la vostra fortuna. L’ignoranza dei giovani la vostra salvezza. La devastazione della scuola, il vostro futuro.

Siamo tutti qua oggi a dire che Napolitano non è il nostro presidente, come se lo fosse stato davvero anche un solo giorno, o come se il fatto di non essere il “nostro” le impedisca di esserlo. Ma noi ci accontentiamo, per fortuna vostra. Troviamo sempre qualcosa o qualcuno su cui riporre la nostra speranza, una società di marketing un marchio registrato, uno zio, un nipote, un commercialista, un giudice, un pupazzo rosso della televisione, un imbecille che va in giro vestito da coglione fingendo di essere un super eroe … Ci accontentiamo, o facciamo finta di accontentarci nella speranza che prima o poi salti fuori “la botta di culo” che ci possa mettere al riparo.

L’ho già scritto qualche tempo fa, ma mi piace ribadirlo: ormai siete così avanti rispetto alla massa, che non avete nemmeno più bisogno di prenderci in giro. Devo ammettere che ci ha provato, almeno, con quel funambolico suo discorso, con quella “vibrante preoccupazione per le tensioni destabilizzanti”. Perché per sua fortuna, ormai son rimasti in pochi a saper far di sconto, capaci di scindere l’acqua dall’olio. In pochi, ormai, cogliamo quanto destabilizzante possa essere il suo discorsetto pragmatico e occorrente.

Siete riusciti nell’impossibile, quando siete riusciti ad impedire che almeno due generazioni sapessero di poter esigere i propri diritti. Ci son giovani che non sanno cos’è un TFR, per esempio, che non sanno di avere diritto allo sciopero, che non sanno di avere diritto di accedere all’istruzione, di poter esigere la casa, il lavoro retribuito. Ci son giovani che attendono fiduciosi di essere impiegati come schiavi, ed anche meno giovani che si accontentano. Poi ci sono quelli come noi, che hanno fatto in tempo a lottare perché i diritti e i doveri continuassero ad esistere congiuntamente, per non sentirsi “destabilizzati”, e che oggi si pongono ancora domande. E son brutte le risposte, fa persino paura darsele.

Che brutto momento quello in cui un cittadino deve ricordare al presidente della Repubblica che abbiamo una Costituzione, e il suo articolo 111. Un articolo che poteva essere “garanzia anti destabilizzazione”, se lo squilibrato a cui si è dato agio, non lo avesse aggirato con le sue regole sulla prescrizione, con i suoi cavillosi articoli su legittimi impedimenti. Se non si fosse permesso all’interesse privato di andare a governare l’interesse pubblico.

Ma son solo chiacchiere … io intanto da tre mesi attendo un documento fondamentale per la mia esistenza. Che fa signor Presidente, scrive lei al tribunale civile di Cagliari, annunciando la sua vibrante preoccupazione? Perché sa, inizio a pensare che se trovassi i danari per affrontare il viaggio (con una botta di culo) potrei andare io a esigerlo. Con un forcone in mano.

Rita Pani (APOLIDE)

 

Arroganza istituzionale

maiali-di-statoSottotitolo:  il mio concetto di onestà, di sani comportamenti, di etica e moralità ha subito un vero trauma.

Sono confusa, arrabbiata  e smarrita, vedo un paese senz’alcun punto di riferimento. Non ho più fiducia in nessuno.

Non posso avere fiducia in chi garantisce sallusti e non mio figlio.

Caso Sallusti, Napolitano commuta
carcere in pena pecuniaria di 15mila euro

 Napolitano  grazia il diffamatore non pentito sallusti.

La legislatura delle vergogne chiude in bellezza [Il Fatto Quotidiano]

Re Giorgio ha detto sì.
Così danielina potrà organizzare il pranzo di natale a casa sua.
Io mi chiedo solo una cosa: ma che cazzo ce la mandano a fare a processo certa gente? la mandassero direttamente da Napolitano a prendersi  una sentenza cash e passa la paura. 

Almeno si evita di prendere in giro, di ridicolizzare la gente onesta e perbene, quella che non diffama e non commette reati per abitudine.

Tutto sommato si potrebbe fare davvero una class action, aprire un sito web dove postare e pubblicare quotidianamente tutto il peggio che viene in mente a chiunque a proposito di classe dirigente e politica, e non importa che sia vero o falso, offensivo o meno, il tutto si potrà derubricare nella semplice espressione di un’idea come c’insegna [anche] il bravo Matteo Renzi che ci fa sapere di essere felice e contento che la vicenda di sallusti si sia risolta positivamente, più o meno come disse quando berlusconi fu prescritto al processo Mills.

E se qualcuno ci dovesse denunciare per diffamazione potremo sempre andare a chiedere conforto e assistenza al presidente Napolitano, patteggiare una grazia e pagarla in comode rate da 1000 euro al mese. Ma in questo caso e ovviamente, nessuno farebbe in tempo a postare una virgola e il sito verrebbe chiuso con relativa denuncia nei confronti dei suoi amministratori. Mica come quei bei siti nazifascisti o integralisti fondamentalisti alla pontifex che possono diffondere le loro apologie in santa pace.

Una volta si diceva che le leggi per gli amici si interpretano, per tutti gli altri si applicano.
Oggi invece le leggi per gli amici si inventano, semplicemente.
Le sentenze dei tribunali diventano strumenti di ricatto sottobanco, si concedono attenzioni e perdono in cambio di chissà quale contropartita.
Mal che vada si possono sempre aprire conflitti di attribuzione: l’istituzione, innanzitutto, del paese ce ne possiamo sbattere allegramente i coglioni, tanto è natale chi ci penserà più a sallusti, diffamatore recidivo il cui reato è stato condonato con 15.000 euro, praticamente la cifra che la sua compagna spende in due mesi fra profumi, trattamenti estetici e parrucchiere.

sallusti è stato giustificato, perdonato, difeso, condonato, graziato e non ha ancora chiesto scusa al PM Cocilovo. 
E pensare che sarebbe bastato questo e una semplice rettifica per evitare di farne un martire dell’ingiustizia coccolato da tutte le caste sopracaste e sottocaste, quelle categorie di professionisti che gestiscono i poteri e i doveri costituzionali e la libera circolazione delle informazioni.

O almeno dovrebbero, se la Costituzione ha ancora un senso o se invece  ce l’ha solo per farne uno show da lunedì sera invernale.

La vicenda di sallusti  va molto oltre i semplici concetti di casta e privilegio perché mette manifestamente noi cittadini onestamente normali o normalmente onesti ad un livello molto inferiore rispetto a quello di qualcuno che delinque, ovvero viola la legge, si pone oltre la legge  abitualmente, un recidivo, e non per opinione ma per il gesto concreto di un garante super partes, la persona che rappresenta uno stato e i suoi cittadini che dovrebbero essere tutti uguali anche se si chiamano sallusti, berlusconi e Napolitano, un presidente, un garante  che in altre situazioni che hanno riguardato altre persone – quelle che tutte uguali lo sono davvero  perché sanno di non poter contare su nessun interessamento particolare da parte di nessuna eccellenza –  non si è comportato in modo analogo e non lo farà neanche in futuro semplicemente perché non rientra nelle prerogative di un capo di stato graziare un condannato [ad una non pena ridicola] che non ha scontato nemmeno mezz’ora di galera, sallusti in queste ultime settimane ha soggiornato nella lussuosa dimora della sua compagna, ha continuato a comunicare con l’esterno attraverso un computer e i social network: arresti domiciliari? non scherziamo.

C’è stata gente che si è suicidata per una cartella equitalia, per non aver saputo sopportare la vergogna di una umiliazione e l’impossibilità di far fronte ad un debito in denaro.

Gente onesta cui nessuno ha teso una mano nemmeno per pietà.

 Napolitano invece  intercede personalmente con la collaborazione dell’appena ex ministro della giustizia, ed entrambi si arrogano il diritto di  sollevare uno che commette reati a ripetizione  dalle sue responsabilitá morali, civili e legali. Un protégé della casta a cui ieri è stata data l’assicurazione dal presidente della repubblica in persona  che  qualunque cosa faccia e può fare avrà  tutte le garanzie per farla franca. 

Cosa che non potrebbe né dovrebbe accadere se l’ambito della politica fosse pulito, esente da dubbi e sospetti, perché da ieri ognuno di noi è autorizzato a pensare che Napolitano abbia dovuto cedere a precise richieste di qualcuno.

Io almeno sì, mi autorizzo, eccome.

Proprio un bravo presidente, Napolitano.
Il miglior migliorista di tutti a mettersi  – da capo supremo del CSM – contro giudici e magistrati, da Palermo a Milano passando per Napoli. 
Il tutto per difendere  il ruolo, mica se stesso, no no ci mancherebbe, e adesso anche sallusti.
Sono soddisfazioni, vive e vibranti, e ce le abbiamo solo noi.
Schifezze come queste altrove non capitano; nessuno ci venisse a raccontare che sono azioni legittime e costituzionalmente corrette.
La Costituzione non dice che bisogna graziare [commutare una pena detentiva con qualche migliaio di euro è di fatto una grazia] i diffamatori recidivi.
Quelli “spiccatamente preposti a delinquere”,  con  tanti cari saluti a quel diritto costituzionale che voleva i cittadini tutti uguali, sia che si chiamassero sallusti, berlusconi o Napolitano.

E il bello poi è che ci vengono ad accusare di demagogia, di populismo.

Che mandano Benigni in tv a spiegare agli italiani quanto è bella la Costituzione, quella stessa che noi, da poveri poveracci cerchiamo di onorare ogni giorno ma che invece viene oltraggiata e stuprata tutti i giorni da chi per ruolo e istituzione dovrebbe esserne il garante, l’estremo difensore.

Il giorno dei Maya(li)
Marco Travaglio, 22 dicembre

Non è finito il mondo, ma solo il governo. E, con esso, una delle peggiori legislature della storia d’Italia. Quella delle passerelle dei ministri sui cadaveri dell’Abruzzo terremotato. Quella delle leggi vergogna imposte da B. e puntualmente firmate da Napolitano. Quella dei deputati comprati per tenere in piedi una banda senza maggioranza. Quella della mignottocrazia (copyright di Paolo Guzzanti). Quella dei giornali e delle tv padronali usati come manganelli per pestare gli avversari del regime. Quella delle istituzioni, anche le più alte, piegate alla ragion di Casta: per bastonare chi osa indagare sulle trattative Stato-mafia, per conservare i privilegi della cosca partitocratica, per cancellare il referendum anti-Porcellum, per svuotare il Parlamento dei suoi poteri a colpi di decreti, voti di fiducia, crisi extraparlamentari e scelte estero-dirette. E, infine, quella di chi strillava all’antipolitica e intanto fabbricava un governo tecnico riservato a non-politici: meglio dei predecessori, anche perché era difficile trovar di peggio, ma imperdonabilmente non-eletti. E dire che nel 2008, quando si andò a votare, la parola più ricorrente degli italiani era “casta”. Merito del best-seller di Stella e Rizzo e dei due V-Day di Grillo, che fecero da detonatori alla rabbia popolare a lungo sopita contro una classe dirigente decrepita, corrotta, screditata, mollemente adagiata nei suoi privilegi. Pareva che qualcosa dovesse cambiare, e qualcosa, quando i cittadini furono liberi di esprimersi, è cambiato: i referendum contro impunità, acqua privata e nucleare; i nuovi sindaci, da De Magistris a Doria, da Pisapia a Pizzarotti, più il seminuovo Orlando; il boom di 5Stelle in tutt’Italia, persino nell’immutabile Sicilia; le primarie del Pd. Nel Palazzo, invece, tutto come sempre. A parte qualche sforbiciatina ai “rimborsi elettorali” dei partiti, i costi folli della Casta sono rimasti intatti, e così i suoi privilegi. Affossato il taglio delle province. Silurato il divieto di riciclare politici trombati negli enti pubblici. E ieri, degno coronamento, la grazia al “giornalista” simbolo della stampa-manganello. Giornalista fra virgolette, perché da ieri è entrato ufficialmente nella Casta dei più uguali degli altri: ha diffamato un giudice, accusandolo di aver costretto una bambina ad abortire (fatto mai accaduto, totalmente inventato e mai rettificato); se la cava con 15 mila euro di multa e può tornare a diffamare chi gli pare con il viatico del Quirinale. Il tutto mentre il povero Pannella rischia la pelle per denunciare l’obbrobrio di tanti poveri cristi che marciscono in galere da terzo mondo per reatucoli da quattro soldi, tipo il possesso di un po’ di fumo o l’essere immigrati nel paese sbagliato, grazie alle leggi infami e ai “pacchetti sicurezza” dei governi di sinistra e soprattutto di destra. Leggi puntualmente firmate da Napolitano e dimenticate, fischiettando, da chi le ha votate. L’altroieri, mentre il Quirinale si mobilitava per graziare in fretta e furia il noto premio Pulitzer, il nuovo Pellico reduce dallo Spielberg, la Camera faceva gli straordinari per votare l’insindacabilità a Maurizio Gasparri, denunciato dal sottoscritto per aver detto e ripetuto in tv: “Travaglio è andato in vacanza in Sicilia a spese di un condannato per mafia”. Il tutto anni dopo che avevo pubblicamente documentato, carte alla mano, di essermi sempre pagato le vacanze e di non aver mai conosciuto né frequentato condannati per mafia. Giovedì, con i voti di Pdl e Lega, il Parlamento ha deciso che quelle infamie
sono “insindacabili opinioni di un parlamentare nell’esercizio delle sue funzioni”. 
Ricapitolando: i Sallusti e i Gasparri possono diffamare impunemente chi vogliono, al riparo del Quirinale e di Montecitorio. Il messaggio per tutti noi cittadini comuni è semplice: chi fa parte del giro è al di sopra della legge; tutti gli altri, i paria, si fottano. Certo, non è la fine del mondo: è un po’ peggio.

Come se fosse antani

Sottotitolo: Tarapio tapioco! Prematurata la supercazzola o scherziamo?
No, mi permetta, no io… 
Scusi, noi siamo in quattro, come se fosse antani anche per lei soltanto in due oppure in quattro anche scribai con cofandina, come antifurto, per esempio.
Ma no, aspetti, mi porga l’indice, ecco lo alzi così, guardi, guardi, guardi, lo vede il dito, lo vede che stuzzica, e prematura anche! 
Ma, allora io le potrei dire, anche col rispetto per l’autorità, che anche soltanto le due cose come vicesindindaco, capisce?

  Ecco: questo è il livello del dibattito politico progressista italiano.

Gente che non si è mai sposata, che non sa nulla della famiglia, che fa comunella con gente divorziata come casini amato e benvoluto da tutta la gerarchia cattolica come il suo ex alleato berlusconi – al quale si concede anche di accostarsi all’eucaristia, di bestemmiare ed essere contestualizzato dal monsignore –  ma che discetta sulla sacralità della famiglia tradizionale e in base alle sue idee poi contribuisce a fare ma soprattutto NON fare quelle leggi che renderebbero l’Italia un paese un po’ più civile.

Basterebbe semplicemente non dire di essere un partito di sinistra o di centrosinistra.

Un bell’atto di coraggio che ridarebbe fiato a loro permettendogli di NON fare senza essere massacrati dalle critiche  e ai cittadini di pretendere che in parlamento vada una sinistra che abbia davvero idee di sinistra e che faccia – finalmente – qualcosa di sinistra [anche se altrove quelle cose le fanno anche le destre].

” Credo che la gradualità nei diritti sia quasi un obbligo, capisco le posizioni differenti, ma in un paese arretrato come il nostro questo sarà un primo passo importante. Portiamolo a casa questo risultato perché non è così scontato”.
[Rosy Bindi a proposito della regolarizzazione delle coppie di fatto]


Una domanda a Rosy: di chi è la colpa se questo è un paese arretrato? di chi è la colpa se questo è il paese dove non si è mai pronti a fare niente che abbia a che fare col progresso e con la civiltà?

“Il paese non è pronto” anche grazie alle persone come lei, che portano le loro opinioni personali nel dibattito politico, le impongono, che parlano minacciando possibili spaccature qualora qualcuno provasse a pretendere quelle leggi che esistono in ogni paese civile. 

Agli italiani non frega nulla delle opinioni personali dei politici, del loro credo, se vanno a messa la domenica. 

Né soprattutto pensano che la politica si debba affrontare per mezzo della coscienza di chi la rappresenta.

Le questioni di coscienza sono un fatto privato; la coscienza non si usa per decidere sulle cose dei tutti ma solo per le proprie.

Agli italiani interessa avere una classe politica che si occupi di tutti e garantisca gli stessi diritti a tutti così come prevede la Costituzione, quella vera, non quella che ha letto la Bindi. 

I primi attentatori della Costituzione sono proprio loro – i politici – che dovrebbero onorarla, invece, come, meglio e di più di ogni normale cittadino.

berlusconi è potuto entrare in parlamento proprio perché si è ignorato quell’articolo della Costituzione che vieta ai possessori di mezzi di comunicazione di poter intraprendere carriere politiche.

E non c’è NESSUN articolo che parla di matrimonio fra uomo e donna, che vieta a persone dello stesso sesso di poter comporre un nucleo familiare regolare.

Nell’articolo 29 si parla di CONIUGI, non di un uomo e una donna.

Per non parlare di quante volte, praticamente sempre, si disonora quell’articolo 3 che vuole i cittadini TUTTI UGUALI, che vieta disparità e discriminazioni.

 Gli italiani gradirebbero che il parlamento della repubblica risponda alle loro istanze, non a quelle delle eminenze e di un capo di stato straniero,  di una chiesa che gode  nel creare diversità nei diritti civili umani a dispetto di quella cristianità che vorrebbe invece rappresentare ma  che poi dietro le quinte – e nemmeno tanto –  si adoperano attivamente per impedire che questo paese cresca culturalmente,  che rispetti davvero le persone e i loro diritti e che risponda all’Europa anche sul tema di quella sfera che riguarda i cittadini/persone, non solo quando c’è da spellare vivi i cittadini/contribuenti. 

Quelli che non lo gradiscono possono sempre trasferirsi in quei bei paesi dove i diritti non sono previsti, nessuno sentirebbe la loro mancanza.
Poi quando le persone accolgono ‘sta gente come merita c’è pure qualcuno che parla di atteggiamenti violenti, come se non ci fosse nulla di più violento della negazione dei diritti, specialmente in un paese che si spaccia per repubblica democratica.

 Questo PD è peggio della DC di Fanfani e Andreotti, che ci ha comunque permesso di avere leggi importanti come quella sul divorzio e sull’aborto.

Oggi  queste leggi il PD non le farebbe, e pensare, invece, che nei paesi civili le leggi a tutela dei diritti civili le fanno anche i governi di destra.

E il bello è che silvio ritorna alla carica per non riconsegnare il paese alla sinistra.

Avercela una sinistra, in Italia.

Gli ospiti siete voi

Preambolo: la pubblica accusa, nel processo all’assassino di Denver, si consulterà coi parenti delle vittime se chiedere o meno la condanna a morte. Un po’ come piacerebbe anche ai tanti, quelli sì giustizialisti di casa nostra, quelli che “so io che gli farei”, quelli a cui piace fare processi in prima e seconda serata televisiva pagati coi soldi di tutti. Un po’ come chiedere alla stuprata, al rapinato, ai familiari delle vittime di qualsiasi reato come preferiscono che si agisca nei confronti dell’imputato, vero o presunto. Una legge del taglione rivistata e riadattata ai giorni nostri, questo accade nella civilissima America.

Nozze gay, Bindi contestata alla festa Pd. E lei: “Siete liberi di vivere in un altro paese”

Sottotitolo: ricordiamo agli amici cattolici che sono ospiti nel nostro paese da 2012 anni.

La Giudia è sempre lì.

Nessun problema.Vi portiamo anche le valigie alla stazione.

L’Italia è un paese occidentale e questo che viviamo è il terzo millennio, prima lo capiamo tutti meglio è.

***

Tutti quelli che si sono scandalizzati con Grillo reo di averla accusata di non conoscere l’amore dove sono? c’è gente che ha uno strano concetto di “insulto”, di quel che si può dire e quello che no. Per me sono molto più gravi le cose che pensa e dice la bindi che, al contrario di Grillo purtroppo voce in capitolo in parlamento ce l’ha.

E pensare che c’è gente che ha paura che torni il babau berlusconi.
Io ho molta più paura di gente con le idee della bindi che pensa che a doversene andare da qui siano le persone – non solo omosessuali e lesbiche ma semplicemente gente civile, al contrario di lei – che pretendono il riconoscimento degli stessi diritti per tutti.
 Il pregiudizio è qualcosa di odioso che va oltre il concetto di diritto sì o no.
Perché nella stragrande maggioranza dei casi non si sa motivare il no perché non si può motivare se non dicendo un mucchio di stronzate come sta facendo la bindi da anni seguita a ruota dai suoi compari di partito d’alema e fassino e per tacere sugl’interlocutori del pd come casini che bersani considera ‘moderati’.
E certe opinioni sono diffuse anche nel ceto cosiddetto medioalto dove non ci si può nascondere nemmeno dietro l’ignoranza, dietro l’omofobia e il razzismo però sì, è una copertura che in Italia funziona sempre alla grandissima.

Per non parlare di quanto è ampio il paravento che offre da sempre il vaticano alla politica italiana.

Ricordiamo alla bindi et similia che fare politica non significa diventare proprietari di un paese ma gestire quel paese secondo le esigenze di TUTTI i cittadini, dunque anche degli omosessuali, questo dice la Costituzione, fino a prova e a modifiche contrarie.
 Ci sono molti eterosessuali ai quali io non affiderei neanche la gabbia dei criceti, se ne avessi una, figuriamoci un bambino.
Quando ieri il pd a Bologna ha votato compattamente al pdl per il rifinanziamento alle scuole private nessuno ha parlato di anticostituzionalità, mi pare, eppure questo sì, è contrario ai principi costituzionali.

Articolo 33 della Costituzione ITALIANA:

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI per lo Stato.
[…]

***

 Un utile esercizio che consiste nell’invertire censori e censurati, maggioranze e minoranze, discriminanti e discriminati. Non si sa mai.

Anch’io sono favorevole al matrimonio fra cattolici: chi siamo noi per impedire che i cattolici si sposino e possano perfino adottare dei figli se lo desiderano? ci mancherebbe pure che ci mettiamo a discriminare, a fare figli e figliastri come piacerebbe al maggior partito de’ sinistra italiano…no no, lungi da me la discriminazione e il pregiudizio.

La Costituzione dice che siamo tutti uguali? e lo deve essere sul serio, cribbio, e anche perdindirindina, toh.