Come se fosse antani

Sottotitolo: Tarapio tapioco! Prematurata la supercazzola o scherziamo?
No, mi permetta, no io… 
Scusi, noi siamo in quattro, come se fosse antani anche per lei soltanto in due oppure in quattro anche scribai con cofandina, come antifurto, per esempio.
Ma no, aspetti, mi porga l’indice, ecco lo alzi così, guardi, guardi, guardi, lo vede il dito, lo vede che stuzzica, e prematura anche! 
Ma, allora io le potrei dire, anche col rispetto per l’autorità, che anche soltanto le due cose come vicesindindaco, capisce?

  Ecco: questo è il livello del dibattito politico progressista italiano.

Gente che non si è mai sposata, che non sa nulla della famiglia, che fa comunella con gente divorziata come casini amato e benvoluto da tutta la gerarchia cattolica come il suo ex alleato berlusconi – al quale si concede anche di accostarsi all’eucaristia, di bestemmiare ed essere contestualizzato dal monsignore –  ma che discetta sulla sacralità della famiglia tradizionale e in base alle sue idee poi contribuisce a fare ma soprattutto NON fare quelle leggi che renderebbero l’Italia un paese un po’ più civile.

Basterebbe semplicemente non dire di essere un partito di sinistra o di centrosinistra.

Un bell’atto di coraggio che ridarebbe fiato a loro permettendogli di NON fare senza essere massacrati dalle critiche  e ai cittadini di pretendere che in parlamento vada una sinistra che abbia davvero idee di sinistra e che faccia – finalmente – qualcosa di sinistra [anche se altrove quelle cose le fanno anche le destre].

” Credo che la gradualità nei diritti sia quasi un obbligo, capisco le posizioni differenti, ma in un paese arretrato come il nostro questo sarà un primo passo importante. Portiamolo a casa questo risultato perché non è così scontato”.
[Rosy Bindi a proposito della regolarizzazione delle coppie di fatto]


Una domanda a Rosy: di chi è la colpa se questo è un paese arretrato? di chi è la colpa se questo è il paese dove non si è mai pronti a fare niente che abbia a che fare col progresso e con la civiltà?

“Il paese non è pronto” anche grazie alle persone come lei, che portano le loro opinioni personali nel dibattito politico, le impongono, che parlano minacciando possibili spaccature qualora qualcuno provasse a pretendere quelle leggi che esistono in ogni paese civile. 

Agli italiani non frega nulla delle opinioni personali dei politici, del loro credo, se vanno a messa la domenica. 

Né soprattutto pensano che la politica si debba affrontare per mezzo della coscienza di chi la rappresenta.

Le questioni di coscienza sono un fatto privato; la coscienza non si usa per decidere sulle cose dei tutti ma solo per le proprie.

Agli italiani interessa avere una classe politica che si occupi di tutti e garantisca gli stessi diritti a tutti così come prevede la Costituzione, quella vera, non quella che ha letto la Bindi. 

I primi attentatori della Costituzione sono proprio loro – i politici – che dovrebbero onorarla, invece, come, meglio e di più di ogni normale cittadino.

berlusconi è potuto entrare in parlamento proprio perché si è ignorato quell’articolo della Costituzione che vieta ai possessori di mezzi di comunicazione di poter intraprendere carriere politiche.

E non c’è NESSUN articolo che parla di matrimonio fra uomo e donna, che vieta a persone dello stesso sesso di poter comporre un nucleo familiare regolare.

Nell’articolo 29 si parla di CONIUGI, non di un uomo e una donna.

Per non parlare di quante volte, praticamente sempre, si disonora quell’articolo 3 che vuole i cittadini TUTTI UGUALI, che vieta disparità e discriminazioni.

 Gli italiani gradirebbero che il parlamento della repubblica risponda alle loro istanze, non a quelle delle eminenze e di un capo di stato straniero,  di una chiesa che gode  nel creare diversità nei diritti civili umani a dispetto di quella cristianità che vorrebbe invece rappresentare ma  che poi dietro le quinte – e nemmeno tanto –  si adoperano attivamente per impedire che questo paese cresca culturalmente,  che rispetti davvero le persone e i loro diritti e che risponda all’Europa anche sul tema di quella sfera che riguarda i cittadini/persone, non solo quando c’è da spellare vivi i cittadini/contribuenti. 

Quelli che non lo gradiscono possono sempre trasferirsi in quei bei paesi dove i diritti non sono previsti, nessuno sentirebbe la loro mancanza.
Poi quando le persone accolgono ‘sta gente come merita c’è pure qualcuno che parla di atteggiamenti violenti, come se non ci fosse nulla di più violento della negazione dei diritti, specialmente in un paese che si spaccia per repubblica democratica.

 Questo PD è peggio della DC di Fanfani e Andreotti, che ci ha comunque permesso di avere leggi importanti come quella sul divorzio e sull’aborto.

Oggi  queste leggi il PD non le farebbe, e pensare, invece, che nei paesi civili le leggi a tutela dei diritti civili le fanno anche i governi di destra.

E il bello è che silvio ritorna alla carica per non riconsegnare il paese alla sinistra.

Avercela una sinistra, in Italia.

Gli ospiti siete voi

Preambolo: la pubblica accusa, nel processo all’assassino di Denver, si consulterà coi parenti delle vittime se chiedere o meno la condanna a morte. Un po’ come piacerebbe anche ai tanti, quelli sì giustizialisti di casa nostra, quelli che “so io che gli farei”, quelli a cui piace fare processi in prima e seconda serata televisiva pagati coi soldi di tutti. Un po’ come chiedere alla stuprata, al rapinato, ai familiari delle vittime di qualsiasi reato come preferiscono che si agisca nei confronti dell’imputato, vero o presunto. Una legge del taglione rivistata e riadattata ai giorni nostri, questo accade nella civilissima America.

Nozze gay, Bindi contestata alla festa Pd. E lei: “Siete liberi di vivere in un altro paese”

Sottotitolo: ricordiamo agli amici cattolici che sono ospiti nel nostro paese da 2012 anni.

La Giudia è sempre lì.

Nessun problema.Vi portiamo anche le valigie alla stazione.

L’Italia è un paese occidentale e questo che viviamo è il terzo millennio, prima lo capiamo tutti meglio è.

***

Tutti quelli che si sono scandalizzati con Grillo reo di averla accusata di non conoscere l’amore dove sono? c’è gente che ha uno strano concetto di “insulto”, di quel che si può dire e quello che no. Per me sono molto più gravi le cose che pensa e dice la bindi che, al contrario di Grillo purtroppo voce in capitolo in parlamento ce l’ha.

E pensare che c’è gente che ha paura che torni il babau berlusconi.
Io ho molta più paura di gente con le idee della bindi che pensa che a doversene andare da qui siano le persone – non solo omosessuali e lesbiche ma semplicemente gente civile, al contrario di lei – che pretendono il riconoscimento degli stessi diritti per tutti.
 Il pregiudizio è qualcosa di odioso che va oltre il concetto di diritto sì o no.
Perché nella stragrande maggioranza dei casi non si sa motivare il no perché non si può motivare se non dicendo un mucchio di stronzate come sta facendo la bindi da anni seguita a ruota dai suoi compari di partito d’alema e fassino e per tacere sugl’interlocutori del pd come casini che bersani considera ‘moderati’.
E certe opinioni sono diffuse anche nel ceto cosiddetto medioalto dove non ci si può nascondere nemmeno dietro l’ignoranza, dietro l’omofobia e il razzismo però sì, è una copertura che in Italia funziona sempre alla grandissima.

Per non parlare di quanto è ampio il paravento che offre da sempre il vaticano alla politica italiana.

Ricordiamo alla bindi et similia che fare politica non significa diventare proprietari di un paese ma gestire quel paese secondo le esigenze di TUTTI i cittadini, dunque anche degli omosessuali, questo dice la Costituzione, fino a prova e a modifiche contrarie.
 Ci sono molti eterosessuali ai quali io non affiderei neanche la gabbia dei criceti, se ne avessi una, figuriamoci un bambino.
Quando ieri il pd a Bologna ha votato compattamente al pdl per il rifinanziamento alle scuole private nessuno ha parlato di anticostituzionalità, mi pare, eppure questo sì, è contrario ai principi costituzionali.

Articolo 33 della Costituzione ITALIANA:

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI per lo Stato.
[…]

***

 Un utile esercizio che consiste nell’invertire censori e censurati, maggioranze e minoranze, discriminanti e discriminati. Non si sa mai.

Anch’io sono favorevole al matrimonio fra cattolici: chi siamo noi per impedire che i cattolici si sposino e possano perfino adottare dei figli se lo desiderano? ci mancherebbe pure che ci mettiamo a discriminare, a fare figli e figliastri come piacerebbe al maggior partito de’ sinistra italiano…no no, lungi da me la discriminazione e il pregiudizio.

La Costituzione dice che siamo tutti uguali? e lo deve essere sul serio, cribbio, e anche perdindirindina, toh.

Ce lo chiede (anche) l’Europa

Sottotitolo: Il potere logora chi non ce l’ha?

Massimo Rocca – Il contropelo di Radio Capital

Dunque, facendo le somme con beneficio di inventario.
Riforma delle pensioni, ci si era provato dal ’94, ma finalmente è fatta, gli italiani resteranno al lavoro più o meno fin che ce la fanno e anche un po’ di più.

Mercato del lavoro, l’articolo 18 crolla salvando solo i licenziamenti senza giusta causa e discriminatori, pare anche che le frustate sulla schiena non siano permesse.

Si metterà mano alle legge sulle intercettazioni che gli autorevoli moniti del colle avevano messo su un binario morto.

A proposito di binari la tav si fa senza se e senza ma.

Ci sarà una qualche forma di responsabilità civile per i giudici, che neppure in bicamerale si era riusciti ad immaginare.

I vertici della rai restano saldamente sotto controllo, le frequenze televisive per adeesso non si toccano.

Il processo Mills è prescritto, il concorso esterno alla mafia dicono dalla cassazione che non ci crede più nessuno.

Il Milan vincerà lo scudetto ed è l’unica squadra in coppa dei campioni.

Minchia, ma vuoi vedere che era davvero la nipote di Mubarak?

Articolo 29 della Costituzione della Repubblica Italiana
 
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

(Se qualcuno riesce a leggerci che il matrimonio, istituto civile e non religioso, fino a prova contraria, prevede l’obbligo dell’eterosessualità, lo porto a cena fuori. Nella Costituzione, infatti, si parla di CONIUGI e non di un uomo e una donna e, sempre fino a prova contraria le leggi DICONO e non si INTERPRETANO, nota di R_L).

Cassazione: ‘I gay hanno diritto
al trattamento delle coppie sposate’

Strasburgo boccia i governi contrari ai matrimoni gay

 Sono naturalmente favorevole al matrimonio esteso alle coppie omosessuali,  perché la nostra Costituzione riconosce  la dignità di famiglia solo alle coppie sposate.

E siccome per me una coppia è una famiglia indipendentemente dal sesso dei suoi componenti, l’unico modo per riconoscere questa  dignità e mettere in pratica nei fatti l’articolo 3 della Costituzione  è annullare la discriminazione di “genere”.

E a differenza di Vendola non sono per nulla sorpresa “felicemente” del fatto che in Italia tutto quel che ha a che fare coi temi etici legati ai diritti civili debba essere risolto a colpi di carte da bollo e di sentenze come fu anche per la vicenda tristissima di Eluana Englaro. Anzi, direi che sono abbastanza schifata che per queste faccende ci sia bisogno della minaccia, dell’ordine perentorio (secondo giovanardi quella della Cassazione è un’opinione, ma bisogna capirlo, egli stesso è un’opinione e pure piuttosto confusa) di istituzioni terze come la Cassazione e il parlamento europeo.

Mentre nei paesi davvero civili di queste cose si occupa la politica in modo assolutamente trasversale. 

Mentre qui si perde tempo a farsi duemila problemi sul come chiamare un’unione di questo tipo come se il problema fosse il nome e non la negazione di un diritto, e una legge così non la farebbe nemmeno la sinistra cosiddetta ‘radicale’ per non inimicarsi le gonnelle d’oltretevere.

Il matrimonio (quello civile),  è sostanzialmente un contratto a tutela di due persone che vivono insieme.
Per eventuali figli la tutela giuridica è del tutto indipendente dal matrimonio, quindi la discriminazione è solo dettata dalla morale religiosa, da pregiudizi di tipo patriarcale, maschilista e ovviamente dal disgustoso opportunismo politico di questi nostri “statisti” di destra e di “sinistra” dalla morale doppia e tripla, quelli che difendono la famiglia e poi ne hanno due o tre oppure gli omofobici alla giovanardi che si scandalizza di fronte al bacio omosessuale ma poi trovava del tutto normali le orge e lo sfruttamento della prostituzione minorile da parte di un vecchio satrapo pervertito e vizioso in quel di HardCore e dintorni.
I matrimoni estesi alle coppie omosessuali sono una realtà di tutta Europa, partendo dai luoghi più vicini a noi dal punto di vista culturale (Francia, Spagna, Germania, Inghilterra), e li vogliono sia  la sinistra che la destra, in Spagna la legge sulle coppie di fatto fu voluta dal governo di Aznar, Zapatero si limitò a perfezionarla estendendola appunto ad un REGOLARE matrimonio.

L’omofobia (la discriminazione delle coppie tra eterosessuali e omosessuali E’ omofobica) non dipende solo dal vaticano.
Quella è una scusa facile (“il papa non vuole”, c’è un elenco grosso come la Treccani di quello che non vuole, tra cui guerra e capitalismo, ma in realtà non frega nulla a nessuno di quello che vuole o non vuole il papa).

 In realtà quello che proprio non vogliamo (collettivamente) fare è portare gli ultimi, i senza diritti, gli emarginati, al nostro livello. Trattarli da pari.

E’ facile dire due parole di solidarietà ad una coppia omosessuale, difficile è dirgli “ok, potete fare tutto quello che facciamo noi, sposarvi, adottare un bambino, lasciarvi l’eredità a vicenda”.

C’è sempre una resistenza, qualcosa che si può riassumere come il sollievo di avere qualcuno che sta peggio di noi, che non può avere il nostro stesso diritto.

L’Italia è un paese fondato sul privilegio.

L’assurdo è che questa questione, semmai verrà risolta così come si fa nei paesi normalmente civili,  non lo sarà, come dovrebbe essere,  dalla politica.

Siamo al limite della minaccia a colpi di sentenze e di sanzioni europee.

Strano che ad un’ Europa che chiede si conceda sempre tutto, quando quel tutto riguarda la diminuzione dei diritti nel lavoro, eccetto però la famosa legge sulla corruzione chiusa in un cassetto da dieci anni e quelle leggi che renderebbero questo un paese appena un po’ normale.

Forse gli omosessuali italiani dovrebbero imparare a protestare e a invocare i diritti  in lingua tedesca.