Pantaloni rosa e camicie nere

Il prefetto di Roma: “Camera e Senato saranno inviolabili”.

Fra Camera e Senato dunque nel Parlamento tutto intero trovano residenza un centinaio e forse più di pregiudicati per piccoli e grandi reati, alcuni con sentenze già passate in giudicato.
Altri in attesa di processo, altri indagati, altri prescritti perché era finito il tempo regolamentare e in qualche caso anche il reato.
Ripeto la domanda: dov’è il corto circuito se si vieta a dei normali cittadini, perlopiù onesti e con la fedina penale pulita di potersi avvicinare ai palazzi delle istituzioni anche e solo dall’esterno mentre i delinquenti veri, i corruttori, i corrotti, i conniventi con le mafie, i ladri sono dentro?

Sottotitolo: oggi è la giornata della colletta alimentare.
Alle compagnie delle opere, ai memores domini e alle comunioni e fatturazioni nemmeno un pacco di pasta coi vermi e un barattolo di fagioli scaduto.

Con quello che hanno rubato ci si potrebbero nutrire e sfamare i tre quarti dell’orbe terracqueo.

Preambolo: invece di monitare, indignarsi ed esprimere solidarietà pelosa e d’accatto all’Arcigay Napolitano dovrebbe ricordare ai suoi amatissimi parlamentari tradizionali che l’omofobia non è ancora un reato solo nei paesi retrogradi e incivili come il nostro.
Ed estendere il messaggio anche al suo pari grado in terra straniera al quale però è consentito di collaborare attivamente al regresso culturale e civile di questo sciagurato paese [nel presepe il bue e l’asinello non c’erano, chi mette il preservativo bestemmia contro dio e altre menate di questo spessore].
E magari spiegare perché non ha alzato un sopracciglio quando qualche settimana fa la legge è stata bocciata in parlamento.

L’ITALIA VIOLENTA SCANDALO D’EUROPA – Il Times di Londra: “Roma è la città più pericolosa”. Tutta la stampa inglese contro “il comportamento incredibile della polizia italiana” dopo l’assalto antisemita di Campo de’ Fiori. Polemica fra comunità ebraica e prefetto alla vigilia dei cortei contrapposti nella Capitale [Il Fatto Quotidiano]

Ecco, fatelo sapere alla versione in gonnella dell’ ex azzannapolpacci [di poliziotto] leghista, e anche al capo della polizia più pagato al mondo. Noi non vi paghiamo per farci fare figure di merda planetarie né per farci massacrare i figli a manganellate.

Pantaloni rosa e camicie nere – Rita Pani, 23 novembre

L’ho vista anche io una scritta su un muro, a caratteri di memoria fascista che diceva: “Froci nel forno”. La guardi e pensi alla portata della stupidità. Poi, mentre te ne stai seduta davanti a un carabiniere, col tuo avvocato accanto e alcune carte in mano, mentre le loro voci cantilenano diciture burocratiche cacofoniche e noiose, leggi il proclama sulla razza ariana che vorresti lanciare dalla finestra aperta, che guarda altre finestre aperte, come in un film di Kubrick.
 
Leggi ancora le farneticazioni di un ragazzo e ti domandi: “Chissà che vita ha avuto, cosa gli hanno raccontato. Chissà se ha letto questo o quello, se mai gli hanno raccontato il rumore che fanno le ossa che si rompono in un corpo troppo magro.”
 
Poi il carabiniere ti rivolge la domanda, posi le carte sopra il tavolo, e non hai alcuna smania di spiegare, di difenderti, di urlare. Perché le ragioni ormai ti sembrano rimbombare nella mente, senza più senso, ribadite per iscritto su pagine e pagine di carta virtuale, o durante gli interminabili percorsi della vita, camminati con diverse compagnie fatte di gente di mille colori e di mille pensieri. Tutte cose già dette, tutte cose già lette. Sempre le stesse a ripercorrere una storia che seppellimmo troppo in superficie e riesumata quando si è reso necessario, rigettarci all’inferno.
 
Oggi piangiamo un bambino che ha preferito morire, immagino perché troppo brutto il futuro che riusciva a immaginare, vivendo in questo presente. Piangiamo lacrime sperando che queste possano restituirci alla nostra umanità, cercando fortemente un colpevole per l’assurdità di una morte, che possa in qualche modo assolverci, e condanniamo a pagare un’intera generazione di studenti o compagni di scuola nel quale si può trovare un capro espiatorio che ci lasci liberi nel dolore.
 
Lo piango anche io, e lo piango a modo mio, con l’amarezza che mi porto dentro da giorni e che non riesco a lasciar andare. Lo piango, pensando che forse non ho fatto abbastanza, che forse questo mio cocciuto modo di strillare la scomodità della realtà è stato inutile. Non piango la sua morte, ma piango la sua vita di bambino domandandomi quale sia stato il terrore che deve aver provato del domani, per scegliere di non arrivarci mai. Non mi importa di sapere quanto crudele può essere un ragazzo, semmai mi domando dove fossero quei genitori che non hanno avuto modo di accorgersi come si stavano costruendo i loro figli.
 
Piangere per una vita è puro esercizio di stile, se non ci rendiamo disponibili a salvare la prossima. Rifugiarci nell’assurdità di un fatto è solo alimento per la nostra buona coscienza, se renderemo possibile il prossimo nefasto accadimento.
 
Un bambino è stato ucciso da tutti coloro che non hanno avuto il tempo, che si son girati dall’altra parte, che hanno pensato bene di non iniziare nemmeno a combattere una lotta impari contro il sistema, contro l’ignoranza, contro il Golia che è questo nuovo fascismo lasciato libero di emergere e radicarsi ancora nel letto di miseria culturale appositamente creato per tenerci tutti al giogo, sottomessi e impotenti. Un bambino è stato ucciso dalla solitudine che si prova, quando ci si ostina ad alzare la testa, e si vede che tutto intorno il mondo è a capo chino.
 
Possiamo metterci i pantaloni rosa tutti i giorni, e tutti i giorni mostrarcene fieri e orgogliosi, ma non servirà a nulla, se non strapperemo le camicie nere.
 
Rita Pani (APOLIDE)

I diritti civili sono LA priorità: chi non lo capisce, non capisce niente

Il vero matrimonio contro natura è quello partorito dal Pd

Le diverse anime che compongono il Pd sono figlie di padri diversi in un paese dove non sono neppure riconosciute le coppie di fatto. Siamo all’inverosimile: politicamente si fanno matrimoni scellerati e opportunisti ma sui temi dei diritti dei singoli non si fa un passo.
La vecchia Dc e alcuni vecchi comunisti “redenti”  si sono  sposati in un  matrimonio che è davvero contro natura, è ridicolo accorgersene solo oggi.

Sottotitolo: Art. 29 della Costituzione ITALIANA:

“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.”

Se qualcuno ci legge “uomo e donna” o viceversa lo invito domenica prossima al mojito delle diciotto e trenta in spiaggia con me.

L’ammissione da parte del PD, presumo e spero definitiva  per chi deciderà se è il caso di sostenere un partito che nega diritti,  circa il fatto che “quel matrimonio non s’ha da fare” a proposito di quello fra persone dello stesso sesso è la prova evidente che pensare di risolvere i problemi dal di dentro è una cazzata, gigantesca; io non capisco che ci faccia lì dentro Paola Concia, non capisco Vendola quando pensa di voler fare alleanze con un partito che poi non riconosce i diritti di Vendola né di Paola Concia che per regolarizzare la sua unione con la sua compagna è dovuta volare in Germania.

Non capisco che ci facciano, ad esempio, nel PD Pippo Civati e Ignazio Marino che sanno cosa vuol dire rappresentare un partito di (centro)sinistra e quali sono le istanze a cui un partito di quello schieramento deve rispondere.

Se mangiare a un ristorante è un privilegio (e di questi tempi pochi se lo possono permettere, è vero), poter accedere ai servizi di un ristorante, ma anche a quelli di un bar, e di qualsiasi altra attività commerciale senza essere buttati fuori perché si è neri, musulmani, vegetariani, omosessuali eccetera, è un diritto.
Perché la discriminazione è sempre dietro l’angolo, e il nazismo nacque proprio dall’idea delirante di hitler che pensava ci fossero persone più degne di altre di vivere,  poter stare al mondo e calpestarne il territorio in libertà.

Da qui gli orrori dell’olocausto, una strage continua e continuata che ancora oggi si ripete anche se  con modalità diverse perché c’è ancora troppa gente al mondo, gente che purtroppo può agire secondo il suo sentire,  che pensa che il diritto di vivere sia invece un privilegio riservato a qualche élite di eletti da non si sa bene chi.
Il diritto di cui si parla non è quello di poter spendere ma quello di non essere discriminati per l’appartenenza a una categoria.

I diritti non fanno parte di alcunché che sia ‘minoritario’, anche se riguardassero una persona o dieci vanno discussi, affrontati e quando è il caso, e nel caso della regolamentazione delle coppie omosessuali e di fatto lo è, concessi.
Nel  PD, il partito dei  cosiddetti riformisti e progressisti italiani  ci si scanna per la concessione di diritti che esistono ad esempio in Olanda, Spagna, Portogallo, Svezia e Francia [che non risulta abbiano governi composti da rivoluzionari estremisti] che ha perfino  riconosciuto il testamento a favore dei compagni come anche l’assistenza in caso di malattia – dal prossimo anno in Francia gli omosessuali potranno SPOSARSI, non  “pacsarsi” o “dicoarsi”.
Ecco perché la mia sensazione è che non sia una questione di sinistra minoritaria ma di un paese dove è la civiltà ad essere minoritaria, spesso del tutto assente.
L’uguaglianza dei diritti non deve piacere ai cattolici, ai vegetariani, ai neri, ai musulmani, né tantomeno essere messa al vaglio della volontà di un capo di stato estero che da sempre turba gli equilibri politici condizionando le scelte di persone troppo deboli, interessate a stare coi piedi in troppe scarpe e dunque inadatte a qualsiasi ruolo politico – istituzionale.
Figuriamoci  se quelle stesse persone sono chiamate poi a fare leggi che tutti dovremo rispettare, volenti e nolenti.
 Metterla in pratica nei fatti, che comprendono anche la concessione degli stessi diritti di cui godono gli eterosessuali anche agli omosessuali è doveroso, punto e basta; di questo argomento si è parlato pure troppo ma non un’azione concreta è stata fatta in proposito.

E questo non è degno di una democrazia civile.

Nessun rispetto né considerazione quindi per quella politica e per i rappresentanti di quei partiti   che negano i diritti per le loro  squallide faccende di bottega.

Una legge sulla regolarizzazione delle coppie di fatto la chiede, e da tempo,  anche l’Europa, come mai in questo caso all’Europa non si risponde, nessuno si mette sull’attenti come quando c’è da spennare i lavoratori, licenziare, tagliare necessità?  la politica, tecnica e non,  quando c’è da togliere ci mette poche ore, qualche giorno,  a dare  fa fatica, anzi non ci riesce proprio, e  chissà perché.


Don’t ask, don’t tell

Scout cattolici
“Gay? Un problema”
Grillini: “Disumano”

Pensare che si possano reprimere le pulsioni sessuali (quelle sì, naturali e, a quanto pare volute da Dio per chi ci crede, visto che, sempre per i credenti  è lui che ci ha fornito di organi preposti anche ai piaceri della carne) come vorrebbe la Chiesa che, tecnicamente accetta l’omosessualità ma non la sua messa in pratica, ovvero la parte migliore (^_^),  restando una persona normale è una cretinata grande come il mondo.
Gli omosessuali sanno qual è il pensiero cattolico nei loro riguardi?
 bene, che abbandonino LORO ogni cosa che ha a che fare con chiesa e religione.
Non capisco questa insistenza nel voler essere accettati per forza in un posto che non li vuole, che li considera malati, inferiori, immeritevoli di qualsiasi rispetto e diritto.
Sono duemila anni che glielo dicono, che altro ci vuole per smetterla di inseguire questa setta di intolleranti?
La verità è che alla chiesa cattolica piace l’ipocrisia, l’unica dottrina che condividono è quella delle morali doppie e triple.
Quella che permette ad un divorziato colluso con la mafia (sostenuto da questa chiesa intollerante a corrente alternata  finché non sono entrate in scena le storiacce di HardCore, ovvero la mafia e la corruzione  sì ma le mignotte nonnonnò, ché perpetuare un’opera di lobotomia che dura da quasi tre millenni è un esercizio  costoso e impegnativo: serve tutto il peggio che c’è a disposizione, mafie comprese) di accostarsi all’Eucaristia, bestemmiare pubblicamente e ottenere il perdono “contestualizzato” da parte dell’eminenza di turno,  che gli ha permesso di farsi portavoce dei valori cristiani mentre a casa sua succedeva altro che Sodoma e Gomorra.
Quella dei funerali religiosi a Pinochet con la presenza di non uno ma tre vescovi sull’altare e che poi vieta il funerale a Welby  condannando tutto ciò che normale lo è come l’orientamento sessuale delle persone.
Io figli piccoli non ne ho più, volete salvare i vostri, se li avete? teneteli lontani dalla chiesa, fate decidere a loro da adulti consapevoli se vogliono o meno accostarsi ai sacramenti, non imponete loro battesimi, comunioni e cresime solo per tradizione, perché si fa la festa e si ricevono i regali.  
E invece di mandarli agli scout o all’oratorio mandateli ad infangarsi su un campo da rugby, che è molto più educativo di qualsiasi catechismo religioso.
Sarebbe un bel passo avanti, in fatto di civiltà.
Nessuno deve restare fuori dalle battaglie per la conquista della civiltà. Ma, se lesbiche e omosessuali permettono, quella di farsi accettare dalla chiesa è l’ultimo dei miei pensieri.
Io volo alto, mi piacerebbe che a loro fossero riconosciuti gli stessi diritti di tutti in ambito civile.  
Della religione si può anche fare a meno, quando quella religione reprime.
E siccome le religioni in linea di massima sono fatte apposta per reprimere…
L’interferenza, l’ostacolo al cammino verso un progresso civile sono fatti politici, non religiosi, molti di noi ragionano diversamente perché ci siamo – fortunatamente  –  smarcati da un certo modo di pensare ma è innegabile che finché sarà la politica a riconoscere alla chiesa un’autorità in grado di poter sovvertire la volontà dei popoli, di lasciare che progrediscano ignoranze di tutti i tipi,  impedire (e
questo succede solo qui perché la sede della multinazionale vaticano spa l’abbiamo qui e non è un caso, che sia qui) che si facciano leggi  tese a favorire l’uguaglianza e a promuoverla come c’è scritto anche nella nostra Costituzione che è quella di un paese laico, non di una teocrazia, indipendentemente dagli orientamenti sessuali di chiunque, che renderebbero quindi questo un paese non eccezionalmente civile ma NORMALMENTE civile io credo che sia giusto non abbassare la guardia su quanto, invece, si cerchi di far pesare più del dovuto, e a tutti, anche a chi non crede o crede in altro dal cattolicesimo, quanto il volere di questa chiesa invece conti per chi poi deve mettere in pratica la civiltà.