I valori dell’Italia

 

Trattativa Stato-mafia, le Agende Rosse
organizzano il sit-in a sostegno dei pm

L’Italia degli onesti oggi è colorata di Rosso.
Solidarietà INCONDIZIONATA ai Magistrati siciliani.

Report, inchiesta su denaro
e rimborsi dell’Italia dei Valori

Regionali Sicilia, vince l’astensione
Meno di un elettore su
due alle urne

Sicilia come altrove, continuano a dire che sta vincendo il partito del non voto, certo che finché dei non partiti presentano dei non candidati, spesso anche non candidabili non vedo di che si meravigliano. [Enrico Bertolino]

In Sicilia ha votato meno di un elettore su due. Il primo che strilla «abbiamo vinto» è un idiota. Quando vota meno di metà delle persone, hanno perso tutti. Abbiamo perso tutti. E vuol dire che la democrazia – la politica – è tutta da rifare. [Alessandro Gilioli]

Visto che nemmeno i paladini della legalità riescono a non cadere nella tentazione di comportarsi poi come un bossi qualunque piazzando mogli e figli un po’ ovunque in ambiti politici, ci vorrebbe una legge seria, severa e rigorosa che, sono sicura, ai politici onesti non dispiacerà: vietiamo che i politici possano avere componenti delle loro famiglie negli ambiti politici di ogni ordine grado; facciamo che un privilegio a nucleo familiare specialmente di questi tempi è già abbastanza, diamo la possibilità anche ad altra gente di dimostrare che è brava, competente, preparata, non sempre e solo alla moglie al marito, alla figlia, al figlio di…[e qua mi taccio] eccetera.

Non serve che un comportamento sia illegale quando si fa politica, basta anche che sia eticamente scorretto per farsi un’idea di chi ha come ambizione quella di amministrare le cose dei tutti, dei noi.
E a questo punto direi anche basta anche con la storiella che senza soldi non si fa politica: questi ultimi vent’anni – soprattutto –  hanno dimostrato che molti, troppi, hanno intrapreso carriere politiche proprio e solo per accumulare soldi, quindi, i nuovi, quelli che vogliono fare pulizia, quelli che rottamano e formattano si attivassero per farsi restituire il maltolto dai ladri di stato passati e recenti, invece di ingraziarsi banchieri e finanzieri.
La politica italiana ormai è diventata un circolo vizioso composto da viziati quando non addirittura da disonesti “naturalmente” che non possono fare a meno di allungare le mani laddove non dovrebbero.
Prendiamo atto di questo invece di vaneggiare su demagogie, antipolitica e populismi.

Non esiste l’antipolitica, è  semplicemente pietoso il tentativo di instillare sensi di colpa in quella gente che rifiuta l’idea di farsi amministrare e governare da delinquenti matricolati.
Non c’è un solo partito dove non sia stato scoperto qualcuno a fare quello che non si fa, e per questi  ladri di stato non serve la galera, bisogna condannarli alla vita, quella che sono costrette a fare grazie alla loro avidità insana, milioni di persone ogni giorno.

Questo paese si potrebbe recuperare in mezz’ora, se solo ci fosse la volontà di farlo. Ma non c’è, non ce l’ha nessuno.
In ogni caso dopo OGNI puntata di Report  viene voglia di bestemmiare allegramente gli dèi  per il solo fatto di essere nati in questo paese sciagurato.

Ci si può rendere conto di quanto questo sia un paese malato, l’Italia è un malato ormai in fase terminale, altro che ripresa.

Mettere fine al peggio (reality show)

Non ho trovato nella storia dei paesi più retrogradi e meno democratici del mondo, alcuna analogia con l’Italia che è andata in scena  quasi a reti unificate, nelle tv italiane, e con dirette streaming sui maggiori quotidiani nazionali. Non vi è mai stato dittatore, governo, paese al mondo che abbia avuto il coraggio di offrire uno spettacolo di incivile scempio, quanto quello offerto da quel tizio senza vergogna e senza morale a cui per decenni qualche milione di cerebrolesi hanno affidato le redini della vita di ognuno di noi.

Uno scempio nello scempio, non solo per la gravità dei discorsi da psicolabile fatti con l’alterigia che solo un malato mentale, ossesso dalla sua megalomania, avrebbe potuto fare, ma soprattutto per l’imponenza dell’insulto che ogni cittadino italiano avrebbe dovuto sentire, di fronte a tale aberrazione.

Ogni affermazione potrebbe essere facilmente smontata, persino da chi nella testa non ha che un criceto intento a girar nella ruota, quel che invece non trova soluzione nella mente di chi ancora pensa e ragiona è la gravità del gesto in sé.

Un condannato per un reato grave come quello di frode fiscale, che anziché continuare a pagare i suoi onorevoli avvocati, si presenta in televisione a ristabilire il concetto che lui è dio, intoccabile, indiscutibile, il padrone di tutte le cose, anche della legge. Più padrone ancora di quelle che non ha fatto in tempo a demolire. Arrogante al punto di promettere, addirittura, di smantellare il sistema giudiziario italiano, in nome di quella vendetta che mai una volta ha avuto il coraggio di rivendicare.

Un pusillanime, un delinquente, un megalomane, un criminale senza più alcun potere politico, essendo ormai solo un signor nessuno come quella migliaia che continuano solo a conservare un posto nell’azienda del Parlamento italiano, svilito del suo alto significato democratico, proprio da questo pazzo esaltato, che ha fatto sì che ciò che restava della nostra democrazia, finisse in mano al sistema mafioso e fallimentare che tutti, ormai conosciamo, e che colpevolmente tolleriamo.

Quanto trasmesso al mondo ieri, da questa povera Italia, è stato mortificante per la dignità di ogni cittadino senziente e responsabile. Un gesto di vituperio nei confronti di tutti coloro i quali continuano, nonostante le mille difficoltà, a vivere senza delinquere, a pagare a testa china ciò che allo stato è dovuto, anche grazie alle ruberie piratesche di questo tizio imbalsamato, dispotico e incivile. Un oltraggio verso tutti coloro che per colpa dello scempio economico, sociale e culturale, hanno sacrificato – a questo stato – persino le vite di qualche caro. I morti per inquinamento, i morti per fame, i morti per disperazione, i morti per le stragi sul lavoro, i morti per le scuole che crollano, i morti per la terra che frana violentata dal cemento. Tutte morti per le quali nessuno di loro – onorevoli criminali – pagherà mai, ovviamente.

Non ci sta, il tizio, ad essere trattato come un cittadino comune che ha delitto. Non ci sta ad essere uguale a chiunque almeno davanti alla legge – che purtroppo nemmeno in dio io so sperare – non ci sta e lo sbraita con la sua orribile malattia.

Se la legge fosse fino in fondo uguale per tutti assisteremo anche alla conferenza stampa di Salvatore Parolisi, che minaccia i giudici per averlo condannato all’ergastolo per aver ucciso sua moglie?

Forse no, ma temo che quella  non sia stata altro che la prima puntata di un nuovo orribile reality show. La seconda? Quando lo condanneranno a due anni per essere un vecchio debosciato, erotomane e bavoso.

Spegnete la tv ogni volta che appare. Credo che un pazzo così lo si possa ammazzare solo con l’ostentazione del senso di vomito che dà.

Rita Pani (APOLIDE)

L’antipolitica sono loro

Sottotitolo: Monti: “Ho chiesto all’emiro del Qatar cosa scoraggia gli investimenti in Italia. Mi ha risposto: la corruzione”.

(Mavà? non è l’articolo 18, allora)

Preambolo:

Il bunga bunga della Minetti, travestita da suora

‘Lavitola voleva 5 milioni da B.’

Tangenti, elicotteri e fondi neri Gli affari dell’«uomo di Stato»

Ma quella zo…ticona della santanché che giurava e spergiurava in tivvù che quelle in quel di HardCore (e dintorni) fossero cene eleganti alle quali avrebbe fatto partecipare anche la nipote, se fosse stata invitata, non andrebbe incriminata al pari di mora, di tarantini e di tutti quelli che hanno retto e favorito il giochetto al  satrapo pervertito? ‘sta gente non è da condannare alla galera: è da internare a vita in una casa di cura. E con lei tutti quelli che hanno sostenuto e votato per questi distruttori di civiltà.

Ma mandiamocelo silvio al quirinale a rifarsi una verginità morale: il molto (poco) onorevole sottosegretario polillo, ex collaboratore di quell’anima candida di cicchitto, quello che invitano tutti in televisione, che ride molto non si sa bene perché, ce lo vedrebbe proprio bene.
E pure io, guardaunpo’.
Darebbe il colpo di grazia che si merita questo paese del cazzo.
Io ancora oggi mi chiedo perché un corruttore, un colluso con le mafie, uno che ha usato e pagato minorenni per le sue orge (ma eleganti eh?), uno che è stato riconosciuto dal mondo come un buffone, un delinquente, un criminale (ma che solo qui può spacciarsi per statista), uno che, grazie ai suoi comportamenti ha permesso che questo paese venisse deriso, irriso e considerato meno di niente debba avere ancora il titolo di ‘cavaliere’.
 Le parole sono importanti, in politica anche un gesto può contare. Napolitano non potrebbe risparmiarsi e risparmiarci qualche monito e fare un bel gesto concreto che forse aiuterebbe chi non l’ha ancora fatto, a capire la vera natura del personaggio? chiedo.

Alfano, Casini e Bersani
“Non abolire i rimborsi”

Vi abbiamo già detto NO col referendum, e la Littizzetto domenica sera da Fazio ha illustrato benissimo anche i NO nei riguardi di quei termini che casomai vi venisse in mente di usare per continuare a campare sulle spalle altrui. Il giochino dovrete pagarvelo da soli, visto l’uso scellerato che avete fatto dei nostri soldi che, a differenza dei vostri sono guadagnati in modo onesto.

Potevate pensarci TUTTI prima. Anche un governo imposto in ragione di una crisi che non è stata causata certamente dal popolo che però deve pagare i danni uccide la democrazia, ma questo Napolitano non lo dice, non lo può dire.

Se certi “difensori” della democrazia avessero osteggiato i razzisti ‘padani’ tanto quanto stanno facendo col movimento di Grillo oggi forse questo paese sarebbe un po’ meglio dello schifo inguardabile che è.
Ma la lega non era l’antipolitica, non era il qualunquismo e il populismo, non erano ladri, loro, no.
Non andava contrastata e isolata così come tutta l’Europa faceva coi movimenti razzisti, xenofobi.
Mentre Chirac preferiva perdere le elezioni pur di non allearsi coi nazisti di Le Pen qui avevamo il delinquente abusivo, l’impostore autoprestatosi alla politica per il nostro bene e dunque il suo che faceva risorgere la peggior feccia fascista nel silenzio generale: nessun monito per questo, nessun presagio di sventure.
Oggi ci parlano di antipolitica, che insieme allo spread è diventato il tormentone col quale spaventare le masse, la gente che ormai non ce la fa più nemmeno a pensare. Il terrorismo del nuovo millennio non ha bisogno di bombe e di brigate colorate, per intimorire e per uccidere basta molto meno: due parole, appunto.

La verità è che la colpa non è di Grillo, della Littizzetto che ha osato, da comica ma anche da cittadina qual è, ricordare che il no al furto e allo sperpero dei soldi pubblici nella politica era già stato ufficializzato con un regolare e democraticissimo referendum, non con un golpe di piazza, il problema di chi oggi blatera di antipolitica, di qualunquismo e populismo non avendo null’altro di più convincente da dire per intortare ancora la pubblica opinione è che quello che si dice con parole semplici, fra una risata e l’altra arriva nelle orecchie di tutti molto meglio di tanti discorsi seriosi, di moniti noiosi e di tante parole inutili dette dai cosiddetti addetti ai lavori. E la gente così capisce, cosa che in questo paese non si deve assolutamente fare per mantenere quello status quo che ci ha portati alla rovina, economica e morale. Il passo indietro, come dice Vendola alla fu gloriosa Unità non lo fa fare l’antipolitica ma tutte le brutture, l’illegalità che hanno potuto farsi strada grazie a chi avrebbe dovuto contrastarle ma non l’ha fatto perché non era conveniente per nessuno – nella politica – che in questo paese si smettesse di mafiare corrompere e rubare: tutti hanno la loro bella collezione di scheletrini negli armadi; anche Vendola non ha saputo sottrarsi alla tentazione di fare certe dichiarazioni dimostrando così di essere tutt’altro che quel nuovo che dovrebbe avanzare. Ma che invece, è già scaduto.
Di Grillo si estrapola e si evidenzia solo quello che torna utile per screditarlo.Delle centinaia di proposte utili, degne che ci sono sul suo sito non ne parla nessuno. Premetto che io non ho votato il suo movimento ma neanche per il piddì.

A me piace ancora la parola “comunista”, sulle schede elettorali, non la rinnego come hanno fatto certi leader per convenienza, opportunismo e quieto vivere.
Ma stavolta sarei quasi tentata di votare anch’io per loro.
Ci vorrebbe davvero una bella disobbedienza civile, che nessuno votasse più per la politica tradizionale.

Sarebbe meglio dell’astensione e delle schede bianche. Possiamo far capire ai cialtroncelli inciucioni arraffaquattrini che si può fare a meno di loro più che volentieri.
Senza soffrire, ecco.

D’Alema: ‘Grillo? Mix tra Bossi e Gabibbo’

Arrogante. Una sciagura per la sinistra, l’artefice principale dell’ascesa politica di berlusconi. La gente è più stufa di quelli come lui, di questi babbioni che occupano le poltrone da decenni.
L’arroganza di questo guastatore di democrazia è stomachevole.

L’ANTIPOLITICA SONO LORO

Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano, 17 aprile

Bersani è depresso e va capito. Provate voi a stare dalla mattina alla sera, qualche volta anche la notte, con Piercasinando e Alfano: un ménage à trois che stroncherebbe anche un bisonte. Te ne stai in poltrona a casa tua a leggerti un libro o a sentire un disco, e squilla il citofono: “Pierlu, sei in casa? Siamo Pier e Angi: che fai, ci apri?”. Esci per andare al cinema ed ecco i due stalker appostati sul marciapiede: “Che fai, vai al cinema senza di noi? Non s’era detto che si faceva tutto in tre?”. Vai al bar a farti una birretta per dimenticare, e rieccoli al bancone: “Ma che ci fai lì tutto solo? Chi non beve in compagnia è un ladro e una spia”. Porti i ragazzi al parco, e ti risbucano da dietro un albero: “Ehi ragazzi, vi spiace se ci uniamo al pic-nic?”.
“Ma no, prego, figuratevi. Ragazzi, salutate lo zio Pier e lo zio Angi”. Sempre, fra l’altro , col terrore che passi un elettore superstite e ti veda in dolce compagnia. Una vita d’inferno. “Dai vertici di maggioranza — confessa Bersani — usciamo sempre con qualcosa di cui non siamo contenti. Con Alfano su tantissime cose non mi trovo d’accordo “. Ecco, sono alleati nella maggioranza extralarge che sostiene Monti, vanno in giro come i tre dell’Ave Maria, anzi dell’Ave Mario, ma non sono d’accordo “su tantissime cose”. Su una però vanno d’accordissimo, anzi due: dei “rimborsi elettorali” non si taglia un euro e bisogna combattere l'”antipolitica”. “Se non la contrastiamo — dice il depresso — ci spazza via tutti”. E da cosa nasce l’antipolitica? Da un governo che continua a farsi le pippe sull’art. 18?
Dal trio ABC che partorisce aborti di “riforma” come quella elettorale, addirittura peggiore del Porcellum e già ribattezzata Porcellinum, o l’anti-corruzione che in realtà è pro, o la legge sui fondi ai partiti che non li abbassa di un euro? Da Penati che resta imbullonato alla poltrona di consigliere regionale? Dagli amichetti di Formigoni che arraffano milioni camuffati da “consulenze” e “progetti ” tipo “testare la resistenza umana su Marte”? Da Scajola che torna alla politica dopo breve quarantena per “portare al Pdl la mia freschezza e il mio entusiasmo” con una scuola “per la formazione di una nuova classe politica” a sua insaputa? No, per Bersani l'”antipolitica” è colpa degli “apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo”, cioè di Grillo.
Che, secondo Vendola, è portatore insano del “fiume sporco del populismo senza prospettive da offrire al Paese” (ma anche senz’avvisi di garanzia). E poi, chiosa Bersani, l’antipolitica è figlia della “cattiva informazione” che batte sul tasto dei soldi ai partiti senz’accorgersi che il problema è ormai risolto: “Le risorse ai partiti continuano a scendere e arriveranno a 145 milioni nel 2015″. Roba da mensa della Caritas. Intanto, nel 2012, stanno per arrivare 180 milioni che, con estremo sacrificio, si potrebbero “posporre”. Cioè intascare non a fine  luglio, ma a ferragosto, quando la gente è in vacanza e guarda altrove. Guai però a tagliare: si sa dove si comincia, non dove si finisce. Se molli di un euro, qualcuno ti chiederà di mollare di due, e non finisci più.
Specie se si scopre che con 180 milioni si potrebbe ripristinare il tempo pieno nelle scuole materne. O se si va a vedere come ha fatto il Pd a spendere i 200 milioni incassati dallo Stato in quattro anni, e anche di più, visto che è in rosso di 43 e senza nuovi rifornimenti chiude bottega. Basta andare sul sito per scoprire che il Pd usa i “rimborsi elettorali ” persino per partecipare al “Dopofestival di Sanremo” (versione democratica dei bonifici di Belsito per la rinoplastica di Eridano Sirio Bossi o per i diplomi e le lauree immaginarie del Trota e del Mosca). E che solo per viaggi, ristoranti e alberghi, nel 2010 il Pd ha speso 2.165.138 euro. Senza contare i costi sostenuti per organizzare l’imprescindibile convegno a Pollica su “La dieta mediterranea: patrimonio immateriale dell’Unesco”. Che, dopo tutte quelle mangiate, era proprio il tema giusto. Purtroppo la dieta non funzionò.