Pino e Andrea: Santi sulla Terra

Palermo, don Giuseppe Puglisi è beato

Ci sono persone che non hanno bisogno di una santità post mortem, avendola interpretata benissimo da vive. Nel giorno della contestazione ad Angelo Bagnasco mi viene in mente un altro cardinale, Roberto Bellarmino, quello che mandò a morire Giordano Bruno sul rogo dopo aver ordinato che gli inchiodassero le mandibole affinché non potesse più aprire quella bocca che usava per veicolare e diffondere i suoi messaggi di saggezza.
Anche Roberto Bellarmino fu proclamato santo, e chissà perché.

Cito da un commento sul Fatto Quotidiano:  “vedere Bagnasco commemorare Don Gallo è come vedere Napolitano commemorare Falcone e Borsellino”.

Genova per lui: i funerali di don Gallo
Applausi per il prete, fischi al cardinale

Bagnasco rappresenta quella chiesa da cui Andrea ha sempre preso le distanze, quella della discriminazione, dell’esclusione, della negazione dei diritti uguali per tutti.

L’Avvenire, il quotidiano ufficiale della Cei di cui Bagnasco è il presidente, ha relegato  la notizia della sua morte a pagina 11, e non serviva la conferma del fatto che quel prete da strada e da marciapiede non sia stato mai ben visto dalle alte gerarchie ecclesiastiche proprio perché era uno che non discriminava e non escludeva.

E una persona che non è stata ben vista e considerata da viva non si capisce perché debba esserlo da morta.

Bagnasco, andando ad officiare i funerali di Don Gallo ha celebrato ed onorato quello che la chiesa ha sempre celebrato e onorato e cioè tutta la sua ipocrisia, le sue morali doppie e triple da  mettere in pratica a seconda della convenienza, dell’opportunità,  del ceto e del censo delle  persone che ha di fronte.

La chiesa che dovrebbe stare dalla parte dei poveri, degli ultimi, ha scelto invece di mettersi sempre al fianco del potere, quale che fosse, anche il più temibile e sanguinario.

Ecco perché la presenza del cardinal Bagnasco non è stata gradita da chi amava il pretaccio che i poveri e gli ultimi se li metteva in casa.

Ed è vergognoso che la Rai, la televisione di tutti, quindi anche delle persone che amavano Don Gallo, abbia destinato ai suoi funerali una tv di nicchia e, solo qualche giorno fa, trasmesso la diretta televisiva del matrimonio di due signori nessuno a cui vogliono bene, forse, giusto le persone di famiglia e i loro amici tali e quali a loro.

Vergognoso che la signora nessuno abbia detto che il suo matrimonio sfarzoso e lussuoso abbia contribuito a divulgare un messaggio di serenità e di quanto sia bella la famiglia e che comunque siccome  ha alzato l’audience è stato giusto così, in un paese fatto anche di morbosi voyeurs a cui piace guardare e non toccare.

Le famiglie normali, quelle che pagano il canone sono invece e a maggioranza, quelle con problemi di cui fanno parte le persone che Don Gallo aiutava, sosteneva e non abbandonava come invece spesso e volentieri fa la chiesa, in special modo quella delle alte gerarchie, che proprio perché sono la testa dell’istituzione dovrebbero dare il miglior esempio accogliendo TUTTI, come facevano Pino Puglisi e Andrea Gallo.

La Grande Truffa

Senato, Grillo risale e Monti scende
A Bersani il centro potrebbe non bastare

Il nuovo exploit dei Cinque Stelle nei sondaggi può mettere in crisi le alleanze del Pd a Palazzo Madama
Così potrebbe affacciarsi la riproposizione del caso Sicilia, dove Crocetta ha bisogno dei voti del M5S.

Preambolo: Vendola a differenza di Bertytweed che quando sente e legge Marco  Travaglio si fa venire l’orticaria, ieri sera a Servizio Pubblico, annuiva. Quindi significa che Travaglio  tutte ‘ste stronzate fascistoidi non le dice e non le scrive. Nemmeno quando – giustamente – ricorda tutte le cazzate fatte dalla sinistra al posto di quel che una sinistra ma anche un centrosinistra onesto e coerente doveva, avrebbe dovuto e deve fare.

C’era una volta un politico piccolo piccolo che tutti davano per morto , e regolarmente risorgeva dalle sue ceneri. Montanelli lo chiamava “Il Rieccolo”.

Sottotitolo: Enrico Letta: “Su un eventuale accordo futuro con i montiani decideranno insieme Bersani e Vendola. In ogni caso un allargamento è nella logica delle cose, perché abbiamo di fronte i populismi di Grillo e Berlusconi, che sono populismi molto aggressivi rispetto ai quali dobbiamo fare fronte comune”. Il Pd è straordinario. Da una parte insulta chi vota M5S (o Ingroia) equiparandolo a chi vota Berlusconi (dimenticandosi che l’unica forza che mai ha fatto opposizione a Berlusconi è proprio il centrosinistra). Dall’altra chiede – anzi esige – il “voto utile”, altrimenti “se vince Berlusconi è colpa vostra”. Tradotto: ti entrano in casa, ti ciulano la compagna, ti sfasciano i mobili e poi ti chiedono i soldi per tornare a casa in taxi (e se non glieli dai sei un antidemocratico). Che statisti mirabili. [Andrea Scanzi]


Enrico Letta è lo stesso che il 13 luglio scorso disse “meglio votare Berlusconi che Grillo”.

Sul fatto che a luglio del 2012 Enrico Letta, il nipote dello zio, non aveva ancora capito che Grillo NON si vota, stendiamo un velo “lettoso”.

Questo piccolo amarcord onde evitare rotture di coglioni a posteriori quando, armato di torce e lumini cimiteriali qualcuno andrà a caccia degli eventuali colpevoli dell’eventuale débâcle.

Questo è il risultato di una pessima propaganda, spesso più violenta delle cose che si criticano e si rimproverano a Grillo.
Parlano tutti dell’imbonitore del nuovo millennio, della riproduzione su scala di mussolini e berlusconi ma intanto Grillo continua a riempire le piazze mentre i politici ‘tradizionali’ nelle piazze non ci possono più andare; meglio parlare ai “parenti stretti” nella comodità dei teatri che ospitano i loro convegni in campagna elettorale o davanti a giornalisti compiacenti che non li straniscono troppo.
Grillo, il grande bluff, la truffa targata Casaleggio [manco fosse dell’utri], ma la truffa è anche chi dice di volersi occupare di un paese ma non dice in che modo intende farlo, e con chi, soprattutto; la truffa è dire che si va a governare con Vendola ma decidere sul filo di lana, sempre per l’irresponsabilità di parole e comportamenti di una campagna elettorale pietosa e penosa, di andarci con Monti. Chiunque abbia ancora a disposizione una briciola di obiettività sa benissimo che per mettere più sinistra nel pd, anzi, per mettercela e basta serve dare il voto all’unico partito che è di sinistra e cioè Sel. Il problema è quando poi, nella coalizione di governo Vendola dovrà togliersi il cappello di fronte alle decisioni che Bersani prenderà non con lui ma col sobrio professore. Perché è questo che succederà, e bisognerebbe avere l’onestà di dirlo.

Non voterò il movimento, ma non ne sono nemmeno terrorizzata come quelli che in questi mesi hanno parlato di Grillo come del babau del terzo millennio, perché io Monti lo temo molto più di Grillo, e anche di berlusconi.

Nota a margine: Angelo Bagnasco,  di professione cardinale, presidente della Cei interviene nel dibattito politico pre elettorale: ”Gli italiani hanno bisogno della verità delle cose, senza sconti, senza tragedie ma anche senza illusioni”. Tre le priorità che dovrà seguire il nuovo governo: “lavoro, famiglia e riforme dello Stato”.

La faccia tosta di questi millenari affabulatori dell’irrealtà è davvero insopportabile. Le loro eminenze in fatto di balle vogliono mantenere l’esclusiva.

Dopo aver sostenuto per diciotto anni il più grande cazzaro disonesto dell’universo naturalmente perché da bravo cristiano come ha dimostrato di essere gli garantiva [come tutta la politica del resto ha sempre fatto] i rubinetti sempre aperti oggi sale in cattedra permettendosi di dire che gli italiani non devono cadere nel tranello della politica bugiarda, quella che ha sempre fatto comodo a loro, quella che gliele dà tutte vinte, quella che permette a questi millantatori di interferire nella politica, di dettare l’agenda a proposito di leggi, un’agenda di fronte alla quale tutta la politica di destra, centro, sinistra e centrosinistra si è sempre inchinata con riverenza e referenza.

Basta: questo paese ha il diritto di avere una politica che metta al loro posto questi disturbatori della società che impediscono a questo paese di progredire, crescere, diventare normale, civile, accogliente per tutti e dove si rispettano i diritti di tutti.

Stupidità oggettiva
Marco Travaglio, 7 febbraio

Se il centrosinistra non avesse abdicato al dovere morale e politico di rinfacciare a B. i suoi scandali giudiziari, così immunizzandolo per sempre dalle conseguenze morali e politiche dei reati suoi e delle sue aziende, oggi potrebbe rispondergli qualcosa a proposito delle sue accuse sul caso Montepaschi. Perché purtroppo B. ha ragione a denunciare la “responsabilità oggettiva” degli ex Pci, ex Pds, ex Ds, ora Pd nella malagestione della banca senese, da decenni nelle mani degli amministratori locali del centrosinistra, dopo aver fatto capo alla P2 e aver regalato a B. fidi e finanziamenti oltre ogni limite di rischio ai tempi di Milano2. Il fatto è che la responsabilità oggettiva dovrebbe valere sempre, anche per lui. Anche quando viene assolto o prescritto in processi che vedono condannati suoi manager o fedelissimi. Stiamo parlando non solo di culpa in eligendo e in vigilando, per aver scelto gli uomini sbagliati e non averli sorvegliati. Ma anche soprattutto di culpa “in premiando”, visto che, una volta accertata la loro colpevolezza, non sono stati rimossi o puniti, anzi han fatto tutti carriera, in azienda o addirittura in Parlamento. Delle tangenti alla Guardia di Finanza, B. disse di non saperne nulla. Fu condannato in primo grado, prescritto in appello e assolto per insufficienza di prove in Cassazione: ma il capo dei servizi fiscali Fininvest, Salvatore Sciascia, confessò e fu condannato per corruzione a 2 anni e 4 mesi, mentre l’avvocato Massimo Maria Berruti si beccò 8 mesi per favoreggiamento: dopodiché entrambi divennero onorevoli, sebbene B. sapesse tutto almeno dalle sentenze, o forse proprio per questo. E la responsabilità oggettiva di B.? Nessuno ne parlò. Anzi, quando fu assolto, D’Alema si scusò pubblicamente con lui per aver chiesto a suo tempo le sue dimissioni: cioè per averne detta eccezionalmente una giusta. Anche Dell’Utri fu condannato per le false fatture di Publitalia insieme ad altri manager, e poi per mafia: promosso senatore. E la responsabilità oggettiva di B.? Passata in cavalleria. Il fratello minore Paolo patteggiò per una mega-truffa alla Regione Lombardia. Della responsabilità oggettiva del fratello maggiore, neanche a parlarne. Previti fu condannato perché comprava giudici e sentenze à la carte con soldi di B. e della Fininvest: B. se la cavò per prescrizione, ma la Fininvest fu condannata civilmente a risarcire De Benedetti per lo scippo della Mondadori. Avete mai sentito un esponente del centrosinistra (a parte Di Pietro, non a caso espulso con ingnominia) rammentargli quella piccola responsabilità oggettiva da 560 milioni? Idem per il caso Mills: l’a vvocato inglese fu condannato per essere stato corrotto con 600 mila dollari di provenienza Fininvest e poi prescritto, mentre B. fu subito prescritto. E la sua responsabilità oggettiva? Di solito, per accertare la responsabilità oggettiva di un politico, non c’è bisogno di processi o sentenze: bastano i fatti, almeno quando sono documentati. E di fatti documentati ce n’erano a bizzeffe già nel 1997, quando il centrosinistra promosse B. a padre costituente nella Bicamerale, chiamandolo a riformare “insieme” nientemeno che la Costituzione. E ce n’erano a carrettate nel novembre 2011, quando il Pd accettò di entrare in una maggioranza guidata da lui per governare insieme l’Italia appoggiando Monti. Per vent’anni chi avrebbe potuto e dovuto isolarlo, rifiutare di parlargli, delegittimarlo per le sue colpe politico- morali prim’ancora che penali, lo ha invece coinvolto, riverito, interpellato, legittimato. Col risultato che lui, oggi, rinfaccia agli altri le loro responsabilità oggettive. E gli altri non sanno cosa rispondere, perché non hanno più nulla da dirgli: o, peggio, dovrebbero dirgli ciò che non gli han detto per vent’anni.

Liberté, Égalité, Fraternité [e Laicité]

Sottotitolo: 

Accidenti, se i gay si potranno sposare cadremo nel baratro… per chi è già in fondo a quello della crisi, se ne scaverà uno apposito.
Succederà di tutto, si ammaleranno le radici cristiane dell’occidente, quelle che hanno piantato solo qualche anno fa con tanta amorevole cura.
I preti stessi abbandoneranno la strada della povertà e faranno banche e mercati nel tempio.

Già parlano di una roba che si chiamerà ior o roba del genere.
I politici si daranno alla corruzione e ci sarà persino qualche inquisito in parlamento.
Il tasso demografico calerà fino 1,3 figli per donna e gli asili nido che oggi coprono il 100% dei bambini cominceranno a chiudere, le multinazionali venderanno pannolini a 4 volte il prezzo tedesco [cioè a 8 volte il potere d’acquisto dei tedeschi, che guadagnano il doppio di noi], qualcuno [orrore!)] proporrà persino di dare soldi alle scuole private tagliando le pubbliche.

Insomma di che baratro parlano, ‘sti omofobi?
[Andrea]

Matrimoni gay

“Noi vicini al baratro”

Il presidente della Cei interviene sull’approvazione delle nozze omosessuali in Francia. Ritiene che l’Italia “non deve prendere esempio da queste situazioni che hanno esiti estremamente pericolosi. Non seguiamone le orme”.

Bagnasco: Nella nostra società siamo davanti a “un’inversione per cui la grande capacità di fare – che l’uomo ha assunto grazie alla tecnica – sta diventando la volontà di fare se stesso”. Ma quando l’uomo dal poter fare grazie alla scienza pretende di fare se stesso a piacimento vuol dire che siamo vicino al baratro”.

 

Quindi vale anche per altro? ad esempio quando grazie alla scienza [e non per merito di paternoster e avemarie né tanto meno grazie ad acquesante su cui si è costruito un business miliardario che va ad arricchire, guardaunpo’, proprio il vaticano] si guarisce dalle malattie e quindi l’uomo – ma anche la donna, ve le scordate sempre, vero eminems? buone solo a farsi riempire le pance per garantirvi ancora la possibilità di dire stronzate  a proposito di famiglia “tradizionale”- pretende di fare di se stess* una persona sana anziché malata.

 

 E ancora [a proposito della Francia]: “molti paesi europei hanno varato leggi sbagliate su vita, famiglia, libertà, non crescono in civiltà più umana e solidale, semmai più individualista e più regressiva”.

 

Mai una volta che questi invasori impiccioni dicessero che la colpa delle regressioni e dell’inciviltà è delle guerre, delle violenze, delle discriminazioni, di quei governi e regimi che affamano le popolazioni, che le lasciano morire nell’ignoranza e nelle malattie; effettivamente sarebbe quasi un’ammissione di complicità e connivenza con chi il male lo fa sul serio e questo bagnasco lo sa, quindi meglio prendersela sistematicamente e puntualmente con gli omosessuali, loro, il vero male dell’umanità e stendere un pietoso velo sul resto.

 Se bagnasco dice che “siamo vicini al baratro” significa che  i paesi internazionali ed europei civili, quelli dove i diritti di uguaglianza fra cittadini, fra le persone sono stati resi operativi da un bel po’ indipendentemente da tutto quel che riguarda la loro sfera PRIVATA sono sulla strada giusta.

 Naturalmente non parlo della nostra bella Italia dove la politica di destra, di centro e di centrosinistra si guarda bene dal contraddire i referenti del gran visir della menzogna e lui in persona. E si guarda bene anche dal mettersi in pari coi tanti stati europei i cui governi se ne fregano allegramente se questo poi turba le loro eminenze e santità. Malgrado e nonostante l’Europa abbia chiesto anche questo da diverso tempo.

 Né, tanto meno rivendica con orgoglio che l’Italia è un paese laico per una Costituzione voluta da uomini – in carne ed ossa – che civilmente e democraticamente hanno concordato e scritto leggi  per rendere questo un paese più civile e non certo perché fosse assoggettato alla volontà di un’entità astratta di cui nessuno ha mai visto il volto né ascoltato la voce e sulla quale questi bugiardi millantatori in gonnella hanno costruito il loro immenso potere.

 E nemmeno si fanno premura di ricordare alle eminenze che il baratro si raggiunge, anzi, ci si precipita dentro quando si coprono crimini come la pedofilia, quando si pretende che un reato odioso, il peggiore di tutti perché riguarda bambini, ragazzi, venga considerato diversamente se a commetterlo è gente che indossa un abito talare.

 E men che meno si ricorda a questi arroganti invasori che il baratro, casomai, è dare ospitalità, protezione e sostegno a dittatori sanguinari; è stato non aver mosso un dito ma, al contrario, aver appoggiato il regime fascista dunque anche tutte le sue conseguenze; è stato non aver speso una parola quando in questo paese a capo del governo c’era un disonesto in odor di malaffare e mafia, di averlo fatto solo quando sono entrate in scena le mignotte e i festini; dunque sì alla mafia, alla corruzione, alle ruberie ma guai se si parla di orge, di sesso, di donnine allegre e ragazzine sciagurate pagate per sollazzare il satrapo e gli amici suoi; è vietare il preservativo anche e solo come mezzo di prevenzione dalle malattie; è predicare una cosa, quella sì contro natura come l’astinenza sessuale;  è accettare soldi dalla malavita e ospitare poi la salma di un boss assassino nella cripta di una chiesa come fosse stato un santo in qualità di benefattore.

 E di esempi se ne potrebbero fare ancora molti, ma è mattina presto e non mi voglio maltrattare ulteriormente.

 Ma meno male che il progresso, come ha dimostrato la storia, non si può fermare, è come la marea, quando arriva, arriva, e anche questi disordinatori degli stati mentali di miliardi di persone si dovranno rassegnare.

E un giorno dovranno chiedere scusa al mondo, così come hanno fatto a proposito della “santa” inquisizione.

 Come si dovranno rassegnare al fatto che l’Europa [come il mondo] non è affatto la culla delle radici cristiane, perché ognuno è, deve essere libero di poter trovare i propri punti di riferimento dove vuole, finché questi restano nell’ambito di un sentire civile, quindi non razzista, non omofobo, non settario, non discriminatorio  qual è quello di questi cosiddetti referenti di dio in terra e, in generale quello dei rappresentanti di tutte le religioni.

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Sull’orlo del baratro – di Rita Pani

Sarebbe facile lasciarsi andare, seguire l’istinto e scrivere quaranta pagine di invettiva contro il Vaticano, invece per una volta vorrei provare a sviscerare il problema – qualora fosse un problema – e comprendere perché, due gay che si uniscono in matrimonio, sarebbero in grado di portare me sul baratro. Vorrei comprendere, analizzando il punto, cosa s’intenda per baratro.

“Siamo vicini al baratro”, ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, “l’Italia non deve prendere esempio da queste situazioni che hanno esiti estremamente pericolosi. Non seguiamone le orme”, riferendosi alla coraggiosa e civile posizione del legislatore Francese, che finalmente ha tirato fuori la testa dalla sabbia.

Allora: “Perché legalizzare l’unione civile degli omosessuali dovrebbe essere ciò che porterà la civiltà sull’orlo del baratro?”

Potrei stare un paio d’ore con questo foglio elettronico aperto sul mio monitor, e resterebbe desolatamente bianco e vuoto, perché davvero non c’è un perché. Ci sarà forse quando Giovanardi si esprimerà per l’ennesima volta sull’argomento, dimostrando come si sia già ben oltre l’orlo del baratro, in una società che mistifica tutto, anche la religione, anche quella fede che dovrebbe aiutare a vivere tutti noi in un mondo perfetto, secondo le regole di un Cristianesimo che se applicate, seguite e fatte legge, ci farebbe respirare aria pulita, ci farebbe vivere col sorriso da donare agli altri, ci farebbe ricordare di cosa voglia dire essere caritatevoli, avere a cuore il destino della collettività, prima che il nostro. Ma son tutte balle, e noi lo sappiamo bene.

È più facile e probabilmente anche più utile il ricorso al ragionamento coerente, alla demolizione dell’ipocrisia che governa il clero, in quest’Italia serva di uno staterello criminale, che brandisce crocifissi, che si fa scudo di un Dio che tutto vede, e troppo tollera.

Facile sarebbe far ricorso allo scempio della pedofilia, alla ricchezza di uno stato estero che spadroneggia in territorio italiano, che non paga le tasse in nome di Dio. Ricordare Marcinkus e lo Ior, gli scandali dimenticati che però ancora non si lasciano dimenticare a distanza di oltre trent’anni, di quel Papa fatto santo subito perché c’era necessità di un testimonial che pubblicizzasse al meglio un prodotto ormai scaduto e avariato, quale è la Chiesa degli uomini, più che di Dio. E le vittime che negli anni, in nome del dio danaro del Vaticano sono state prodotte, come Manuela Orlandi, per esempio, della quale a distanza di più di trent’anni nessuno sa nulla, se pure tutti sanno tutto. E molte altre storie si potrebbero raccontare, di un sistema che spesso ha portato l’uomo ben oltre quel baratro ora paventato dalla legalizzazione di un rapporto di coppia, che a nessuno nulla toglierebbe, nemmeno a un Dio misericordioso, qualora ci fosse.

Vorrei davvero riuscire a comprendere il pensiero contorto del cardinale Bagnasco, ma è più facile comprendere perché a un certo punto il Vaticano ha ritirato dalle banche italiane tutto il danaro contante, preferendo depositarlo nelle banche tedesche. È un baratro più semplicemente distinguibile, dinnanzi al quale ci si può fermare in tempo.

L’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Francia, almeno un po’; non solo per quanto riguarda la giusta legalizzazione delle unioni civili tra omosessuali, i quali almeno avrebbero qualche briciola di diritto familiare, ma anche dalla storia. Non sarebbe male, per esempio, se si riportassero il Papa ad Avignone, che i Cosacchi, purtroppo, non arriveranno più.

Rita Pani (APOLIDE)

 

Endorsement

Preambolo: L’appoggio del Vaticano è come la fidanzata giovane: fa schifo se ce l’hanno gli altri [Mattia Feltri – La Stampa]

Sottotitolo: berlusconi ha detto  che se vince vuole aprire una commissione di inchiesta sul governo Monti. Adesso, mi aspetto che chiunque vinca ne apra una su di lui, su chi gli ha permesso la famosa discesa in campo, su chi ha consentito senza fiatare che si violassero leggi e Costituzione per permettere l’accesso in politica ad uno che non ne aveva il benché minimo diritto, per legge e per Costituzione. 

E già che c’è anche su chi ha impedito la legge sul conflitto di interessi. 
Cambiamolo davvero, questo paese.

Tutti nel nome di Dio, da hitler a bush, passando per pinochet, mussolini, berlusconi e formigoni. E oggi anche per il sobrio professore.

 Oggi più che mai sono stracontenta di non essermi seduta dalla parte dei “menopeggisti”, quelli che hanno gioito quando Monti e i professori – sobri – hanno occupato il parlamento.
Andrebbe ancora meglio se oggi, tutti quelli che specialmente dalle loro autorevoli tribune hanno esaltato l’operato dei “tecnici”, anche mentre Monti &Co ignoravano le regole democratiche, la Costituzione, esattamente come ha fatto il sessuomane incallito, quelli che dai loro giornali e telegiornali hanno smesso di fare informazione per non disturbare il conducente [perché in Italia c’è sempre un manovratore da non disturbare], per far credere che Monti fosse stato scelto davvero per risanare quel che andava curato e non, invece, per fare tutt’altro da questo, ammettessero, non dico di aver fatto una cazzata, ma almeno di essersi sbagliati. Dal canto mio,  ho deciso che voterò per i più insultati dal Pd.
M’impegnerò a seguire per filo e per segno tutte le dichiarazioni dei democratici per scherzo, tipo quelle di letta di ieri: il nipote dello zio che non è nuovo ad affermazioni che dimostrano la sua totale insipienza e inadeguatezza alla politica  e alla fine farò la somma.   Bisognerebbe smetterla di criticare e poi fare le stesse cose che si criticano. Il mio contenzioso con sinistra e centrosinistra è sempre aperto. Io non li perdonerò mai per non aver fatto l’unica cosa che ci avrebbe messi al riparo e cioè regolare il conflitto di interessi. Perché è su questa mancanza che berlusconi ha costruito il suo potere anomalo, spropositato, ed è a causa di questo potere che oggi questo paese è ridotto in queste condizioni. Sentir pigolare oggi di invadenza e di occupazione delle tv mi provoca degli orgasmi multipli, ecco.  Ribadire la coglionaggine criminosa di una sinistra prima e di un centrosinistra dopo che hanno ritenuto opportuno non regolare i conflitti di interessi di b per non dover regolare anche quelli degli altri, dei loro, e sono tanti, è sempre cosa buona e giusta. Ora si lamentano perché berlusconi occupa le tv? non lo sapevano che sarebbe successo? vent’anni non possono costituire una dimenticanza, nessuno può dire che non c’è stato il tempo, l’occasione, i numeri, vent’anni sono reiterazione del reato e ben gli sta, a tutti.

Le Agendine
Marco Travaglio, 29 dicembre
Il nostro giornale continua a pubblicare, in beata solitudine, notizie che farebbero enorme scandalo in qualunque altro paese, e persino in Italia se riguardassero Berlusconi. Invece riguardano il governo Monti, dunque tutti zitti e mosca. La prima è il gentile omaggio ai Benetton e Palenzona col contorno di Gemina e banche assortite: lorsignori potranno raddoppiare l’aeroporto di Fiumicino sui terreni dello stesso Benetton a spese nostre grazie al quasi raddoppio delle tariffe (da 16 a 26,5 euro a cranio) che frutterà loro almeno 360 milioni l’anno. La seconda (leggere qui a fianco per credere) è lo sgravio fiscale alle
assicurazioni che impongono alle automobili la dotazione di una speciale scatola nera, prodotta indovinate da chi? Ma da Luca Corsero di Montezemolo, naturalmente, neoalleato di Monti e Passera che han firmato la leggina, un codicillo del decreto Liberalizzazioni proprio in extremis. Chissà se Monti pensava a questi suoi regalucci miliardari agli amici degli amici quando ha scritto in ben due righe della sua Agendina: “Va introdotta… una più robusta disciplina sulla prevenzione del conflitto di interesse”. O magari alludeva ai 17 milioni regalati dal suo governo in articulo mortis, anzi Montis, ai pii ospedali Gaslini di Genova e Bambin Gesù di Roma, tanto cari ai cardinali Bagnasco e Bertone, così prodighi di benedizioni urbi et orbi all’Agendina e al suo scriba.
Sono vergogne che rendono un tantino fasulle le professioni di legalità acchiappa-voti dei partiti alleati del governo tecnico. Nell’Agendina la parte sulla Giustizia è stata scritta così di fretta, col copia-incolla, che vi compare due volte, a pagina 23 e 24, la stessa ficcante frase: “Va introdotta una coerente disciplina del falso in bilancio e completata la normativa sull’anticorruzione, l’antiriciclaggio e l’autoriciclaggio. Va rivista (sic, ndr) la riduzione dei termini di prescrizione per garantire in modo più adeguato l’azione di prevenzione e contrasto di diversi gravi reati”. Invece di scrivere due volte la stessa banalità, si poteva forse spiegare se chi falsifica il bilancio finirà in galera come negli altri paesi; e soprattutto perché, se erano così urgenti, il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il taglio della prescrizione non li ha introdotti il suo governo nella mirabolante legge anticorruzione. Quanto all’evasione fiscale, a parte un bellicoso annuncio di “tolleranza zero” (che fa il paio col celebre “contro l’evasione siamo in guerra”), Monti intende combatterla con “interventi finalizzati a identificare innanzitutto le grandi aree di illegalità”. Mecojoni, dicono a Roma: resta da capire se finalmente gli evasori finiranno in carcere, come nel resto del mondo. Se siamo in guerra, dove sarebbero i prigionieri? Ci vuol altro che questi pensierini da Bacio Perugina per sconfiggere (non combattere: sconfiggere) il malaffare che succhia miliardi con sistemi sempre più raffinati, ramificati e trasversali.
E ci vuol altro che i semolini di Piero Grasso sulla “rivoluzione della giustizia”con lacrimuccia perchè, firmando le dimissioni da magistrato, gli tremava la penna. Ma lo sa o non lo sa, Grasso, che i signori alla sua destra e alla sua sinistra, Bersani e Letta jr., erano ministri del centrosinistra che chiuse le supercarceri di Pianosa e Asinara, abrogò l’ergastolo anche per le stragi, abolì i pentiti di mafia (lo disse lui: “Se fossi un mafioso, con questa legge non mi pentirei più”), depenalizzò l’abuso d’ufficio e indultò il voto di scambio politico-mafioso? Lo sa o non lo sa che in Sicilia il Pd ricandida Mirello Crisafulli, amico del boss Bevilacqua, e a Milano l’ex assessora penatiana Bruna Brembilla, beccata al telefono con un picciotto del clan Barbaro che le procurava voti sicuri? Dia un’occhiata a certi candidati del suo partito, se proprio cerca un buon motivo per piangere.

Benedette raccomandazioni

Sottotitolo:   Zapatero, in occasione di una visita del papa in Spagna si limitò ad andarlo ad accogliere in aereoporto così come si fa per TUTTI i capi di stato stranieri che vanno a far visita in terre straniere ma poi NON partecipò alla messa del papa.

E mi pare che non partì nessun anatema contro un presidente laico di un paese dove le leggi a tutela dei cittadini, dei loro diritti e dell’uguaglianza le ha fatte anche un governaccio di destra come quello di Aznar.

Qui da noi no, è diverso,  perché  nel dibattito politico gli orientamenti religiosi di chi è chiamato a rappresentare una parte di cittadini non dovrebbero entrarci niente, nemmeno essere menzionati. Qui invece siamo ancora al voto secondo coscienza, ma cosa c’entra la coscienza che è una cosa personale con decisioni che poi riguarderanno anche altri tipi di coscienze? la coscienza la puoi ascoltare per i fatti tuoi, non certo per i miei.

Bertinotti  qualche anno fa ha tenuto a farci sapere del suo pellegrinaggio dai frati sul Monte Athos in Grecia e tutti i politici italiani di TUTTI gli schieramenti sono sempre in prima fila ad ascoltare il papa.

E lo ascoltano anche molto bene, a quanto pare.

In ogni caso,  bisogna rassicurare la chiesa:  anche noi laici,  agnostici e atei  progressisti difendiamo le coppie etero a spada tratta e ci batteremo sempre affinché non vengano discriminate, con la stessa forza con cui oggi difendiamo quelle omosessuali e chiunque scelga di vivere la sua vita liberamente nel modo che preferisce.

Per quanto riguarda il fine vita, i cattolici stiano tranquilli: potranno sempre scegliere il sondino.

Benedetto XVI ai partiti cattolici: “non cedete su eutanasia e aborto, tutelate il matrimonio uomo – donna”.

Premesso che trovare un partito formato da laici in Italia è praticamente impossibile e quindi par di capire che il papa si sia rivolto un po’ a tutti, in secondo luogo, sempre in virtù della famosa morale oscillante e ondivaga della gerarchia cattolica, della sua disgustosa ipocrisia [ché non sia mai venga a mancare il sostegno economico della politica TUTTA al vaticano],  su tutto il resto si può derogare. 

Sulla mafia, la corruzione, le ruberie, affrontate solo di striscio senza naturalmente fare mai riferimenti precisi, giudicando [ma severamente eh?] “chi sta in alto”,  sui furti di denaro pubblico che Bagnasco chiama semplicemente  “sprechi”.
Insomma il trend della chiesa è sempre quello, sulle cose veramente importanti, tipo intervenire sui VERI mali della politica che sono appunto la connivenza con le mafie, la corruzione e i furti di soldi che dovrebbero essere destinati al bene comune e non, per esempio all’acquisto di vino per 4.500 euro a scopo benefico [da quando la beneficenza si fa coi soldi degli altri?] mai e dico mai un vera condanna. 
Sui temi che invece riguardano la vita personale dei cittadini onesti le loro eminenze e santità non mancano mai di dire come la pensano e ciò che la politica dovrebbe fare e purtroppo molto spesso fa ma soprattutto NON FA per non aprire un conflitto con la chiesa:  è meglio far imbestialire i cittadini e parlare poi dei pericoli del populismo.
Quindi oggi più che mai sono convinta che il problema non sono la chiesa, il vaticano, le eminenze né il papa ma la politica, perché la chiesa fa il suo e lo fa purtroppo nel modo che sappiamo da più di duemila anni, è la politica che non fa lo stesso: NON FA IL SUO. 
Per motivi che nulla c’entrano col benessere dei cittadini ma i suoi di sopravvivenza.
Per non perdere i voti dei cosiddetti cattolici integralisti che però in questo paese stanno dimostrando di essere sempre meno. 
Per fortuna in Italia i cattolici non sono tutti come giovanardi, roccella e la binetti.
L’ordine sociale che piacerebbe al vaticano è quello dei tutti al loro posto: le donne con gli uomini, i malati terminali e che non possono mai guarire  a soffrire anche 17 lunghi anni in un letto d’ospedale come la povera Eluana, le donne a partorire bambini anche in situazioni estreme, di difficoltà,  che non sarà poi il vaticano a risolvere  e i gay, che lo dico a fare, direttamente all’inferno senza passare dal via. 
L’ordine sociale è una roba fascista, pensare che a regolare gli ambiti della società e quindi anche della famiglia debbano essere certe volontà impostate sul moralismo e l’ipocrisia o peggio ancora su quel comune sentire che è lo stesso che mandò Cristo sulla croce salvando i ladroni [come succede più o meno ancora adesso] fa parte di un progetto criminale che mina e anche in modo serio la libertà di tutti, anche dei cattolici.
Continuare a pensare che la colpa sia del vaticano disorienta, la colpa non è delle eminenze che s’impicciano ma di chi poi fa di quelle ingerenze leggi dello stato, o per meglio dire NON le fa per aver ascoltato quelle ingerenze e non le esigenze e le istanze dei cittadini.
Questo è il prezzo che annualmente paghiamo al vaticano, in cambio della sua interferenza riguardante il matrimonio, i rapporti sessuali, la contraccezione, il divorzio, l’aborto, l’uso delle cellule staminali, gli orientamenti politici,  sessuali e molto, troppo altro.