Pretendi anche tu l’impunità: chiedi la grazia a Napolitano

Danilo Maramotti

Sottotitolo: Equitalia ti tormenta con le sue richieste di metterti in regola col fisco? non fare come chi si è impiccato, dato fuoco, si è sparato un colpo in testa, e in quei casi lo stato si è guardato bene dall’intervenire per dare una mano a chi doveva regolare piccoli contenziosi da poche migliaia di euro, mica settemilioni [la minima parte di un totale già condonato dalla prescrizione]:  fai come berlusconi, fregatene e inoltra una richiesta di grazia al presidente Napolitano, vista la sua cortesia nel trattare il più delinquente di tutti con quello che viene chiamato nel gergo politico “garbo istituzionale”, non potrà ignorarla. 

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Il fatto che Aldo Busi la pensi come me mi rassicura: sempre meglio essere in sintonia con lui che con Polito ad esempio, che fino a ieri si augurava per berlusconi una via “ragionevole”, che tradotto nella lingua di chi usa la lingua per mestiere significa concedere la grazia al delinquente.

Oggi mi accorgo di essere stata troppo ottimista e moderata, pensavo infatti che berlusconi avesse creato un precedente pericoloso solo per quanto riguarda la delinquenza in politica, ovvero che da lui in poi tutti quelli che hanno contenziosi da regolare con la legge e svolgono un’attività non dico politica perché questa è morta da un pezzo ma parlamentare potranno chiedere, pretendere di ottenere le sue stesse garanzie, una su tutte quella di delinquere e restare impuniti.

Ma mi sbagliavo: da lui in poi TUTTI potranno fare la stessa cosa, perché i reati di berlusconi non hanno niente a che fare con l’attività politica e nemmeno con quella parlamentare, sono reati comuni da criminali comuni.

Quindi, rifaccio le domande ché tanto Repubblica non le fa più, mica si parla di mignotte e festini qui: perché lui sì e i tutti, i noi no?

Perché un delinquente condannato deve avere delle garanzie istituzionali a sua tutela e protezione dall’esecuzione di una sentenza che lo riguarda e gli altri no?

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La grazia all’evasore umilia un intero popolo 

Aldo Busi, Il Fatto Quotidiano, 15 agosto

Se Napolitano concederà la grazia a Silvio Berlusconi, anche senza metterlo in grado di ricandidarsi, e io fossi in carcere, lo metterei a ferro e fuoco, inciterei alla rivolta collettiva, non avrei pace fino a che ogni prigione italiana non fosse in fiamme, e pazienza se bruciassi tra i primi; se Napolitano concedesse la grazia a Silvio Berlusconi, comincerei ad accettare serate in nero, visto che finora o sono state tutte puntualmente fatturate o non hanno avuto luogo – e quattro o cinquemila euro in nero, con l’ospitalità pagata, moltiplicati per almeno sei/sette serate all’anno cui rinuncio per la mia inflessibilità fiscale non sono pochi, e moltiplichiamoli pure per vent’anni per non dire trenta: una fortuna che giustificherebbe una residenza offshore come minimo a Montecarlo. Del resto non capisco come io abbia voluto essere tanto codino e perbenino ed esemplare, ridicolo infine, nei confronti di uno Stato che ha fatto del ladrocinio la sua prima ragione di sopravvivenza, non pagando le aziende che gli hanno prestato servizio (o pagandole a spizzichi e bocconi allorché erano già sull’orlo della bancarotta o già costrette a dichiararla ) e non firmando alcuna legge contro l’omofobia né per i diritti civili di tutti i cittadini, ora più necessarie che mai alla luce, tenebrosissima, delle leggi di vera e propria persecuzione contro gli omosessuali emanate dal famelico fratricida Putin, disumanità contro la quale ancora non si è levata una voce di protesta in seno a questo Parlamento farlocco. Se Napolitano concederà la grazia a Berlusconi, d’ora in poi farò anch’io carte false per non pagare le tasse per intero, anche se la vedo dura, non ho alcun business in ballo che mi dia questa possibilità, serate a parte, anche queste in grande decadenza data la crisi più culturale che economica, capaci ormai di chiedermi di portarmi lenzuola e saponetta. Immagino che, se Napolitano concederà la grazia al metodico evasore e profittatore Silvio Berlusconi, milioni di italiani seguiranno il mio esempio, ovvero aumenteranno l’economia sommersa in cui, a differenza di me, già sguazzano allegramente e impunemente.

Non ha alcun senso fare tanti salamelecchi anticostituzionali e antiistituzionali a Silvio Berlusconi per mantenere a tutti i costi vivo questo governo: è obbrobriosamente masochistico e antipatriottico risparmiare qualche lacrima ora per parare l’inevitabile diluvio in agguato. L’unico compito di questo Governo era, a parte votare leggine di improcrastinabile senso civico proprio all’Occidente più evoluto e progressista, cambiare la vigente legge elettorale. Non varando nemmeno questa, l’esecutivo a forza di eseguire seguendo una carretta impantanata non ha fatto niente, quindi sempre meno farà e men che meno farà una legge elettorale all’insegna delle preferenze assolute, visto che loro deputati e senatori del momento sarebbero i primi a non essere eletti e a doversi inventare un lavoro, magari per soprammercato forzatamente onesto, che non tutti hanno. Prima cade, meglio è. Se non cade perché è Silvio Berlusconi, a grazia concessa, a tenerlo in piedi, significa solo che è caduto, come dire, due volte, e stabilmente caduto e decaduto, e del suo strisciare farà ancor più la nostra sragione di delinquere per non essere dammeno votandoci così al suicidio programmatico di massa.

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Graziami ma di baci saziami
Marco Travaglio, 15 agosto

Dopo aver autorevolmente precisato che le sentenze definitive si eseguono e se ne prende financo atto, sorprendentemente svelato che B. è stato più volte premier, inopinatamente sostenuto che per ottenere la grazia bisogna chiederla e per brevità omesso altri originalissimi concetti — tipo che per vincere al Totocalcio bisogna giocare la schedina, che il sole scalda e la pioggia bagna — il nostro geniale Presidente ha subito orientato i numerosissimi neuroni verso una nuova, appassionante impresa: lo studio della forma di grazia più appropriata per garantire l'”agibilità politica” al noto delinquente pregiudicato e dunque salvare il Paese. 

Sulla scrivania di Castelporziano, presidiata notte e giorno da consiglieri, giuristi, azzeccagarbugli, pompieri, cinghialotti e upupe presidenziali, si ammonticchiano papiri fenici, lapidi assiro-babilonesi, iscrizioni egizie, rotoli sumeri, copie apocrife dei manoscritti di Qumran, della stele di Rosetta e del codice di Hammurabi per compulsare le varie ipotesi sul tappeto e scegliere la più confacente alla bisogna.

Grazia bonsai. Estingue la pena detentiva, ma non quella accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Cioè B. non finisce né in galera, né ai domiciliari, né ai servizi sociali (con gran sollievo dei medesimi), ma non può più mettere piede in Parlamento(dove peraltro non metteva piede nemmeno prima). Controindicazione: il Pdl, ma soprattutto il Pd, sentirebbero la sua mancanza e non reggerebbero allo choc.

Grazia extralarge. Estingue sia la pena detentiva sia quella accessoria, ma nulla può contro la legge Severino (votata pure dal condannato) che rende decaduti e incandidabili i condannati a più di 2 anni. Controindicazione: crea un pericoloso precedente. 
Se in Parlamento non possono più entrare nemmeno i pregiudicati, non si sa più come riempirlo.

Grazia monouso. Estingue tutto (pena detentiva e accessoria, decadenza, incandidabilità), ma per una sola condanna: nel nostro caso la frode fiscale Mediaset. Controindicazione: se ne arrivano altre tipo Ruby, telefonata Fassino, Tarantini, Lavitola, De Gregorio, compravendita testimoni, siamo da capo a dodici.

Grazia multiplex Ikea. Estingue tutto e per tutte le condanne passate e future. È una sorta di bonus da conservare e spendere per ogni evenienza. Da esibire sul cruscotto dell’auto accanto al pass per la Ztl, così i giudici girano al largo e risparmiano tempo e processi inutili. Disponibile anche nel modello Ikea: te lo monti da solo a tuo gusto. Controindicazione: la licenza di delinquere vale solo per il titolare del bonus e non per parenti o compagni di partito, che potrebbero reclamare analoga agibilità.

Grazia formato famiglia. Consente al graziato di trasmettere la clemenza, per contagio diretto, a congiunti e consanguinei fino al terzo grado. Utilissima in caso di successione dinastica di padre in figlia-tutta-suo-padre, riottosa per non finire come lui. Controindicazione: esclude i compagni di partito non imparentati col capo, che potrebbero eccepirne l’incostituzionalità per violazione del principio di uguaglianza di tutti i cittadini contro la legge.

Grazia Smartbox. Il prezioso cofanetto, disponibile nelle migliori librerie e pieno di irresistibili idee regalo, dà diritto nell’ordine a: immunità assoluta per qualunque reato purché commesso da politici; viaggio e soggiorno in paesi esotici dove le tasse sono proibite per legge; apertura gratuita di conto bancario intestato a società offshore; abbonamento omaggio a il Giornale e/o Libero; supersconti sull’acquisto di libri di Panebianco, Ostellino e Polito; massaggi in centri benessere con musiche new age o in alternativa con letture scelte dagli editoriali di Sallusti; trapianti piliferi a presa rapida; niente estradizione. Tutto compreso. Controindicazioni: nessuna. 
Nemmeno la fatica di chiedere la grazia: lo Smartbox può ritirarlo direttamente il cane Dudù. 
Astenersi incensurati.

L’ossimoro

In Italia essere omosessuali “ma anche” cattolici è come essere neri e iscritti al KKK, come essere ebrei o Rom e tenere la foto di hitler sul comodino.
E, visto che si è molto parlato di privacy violata, del fatto che una persona non è tenuta a rivelare pubblicamente le sue relazioni affettive/amorose, ad “ostentarle”,  mi piacerebbe sapere che ne pensano i difensori di questa teoria di quell’usanza tribale che risponde al nome di matrimonio e per la quale si usa fare cose che sono tutt’altro che private e rispettose della privacy.

Organizzare cerimonie pubbliche in chiesa e in comune, mandare in giro lettere di partecipazione, indossare anelli d’oro a mò di timbro di riconoscimento all’anulare, cambiare/aggiungere il proprio cognome a quello del coniuge, invitare centinaia di persone alla cerimonia, chiedere regali per celebrare il gioioso evento, permettere che i propri nomi restino alla mercé di sconosciuti per almeno un mese…tutto questo non è forse OSTENTARE la propria eterosessualità?  se la vita è privata è privata per tutti, e allora perché questa spettacolarizzazione, questo sbandieramento pubblico dei propri sentimenti è accettato solo quando l’amore riguarda il maschio e la femmina, l’uomo e la donna? c’è qualcosa che non va oppure va bene così? Aldo Busi ha straragione, altroché, alla faccia degl’ipocriti al quadrato e al cubo.

Ostentare è una parola che fa schifo come tollerare.

E fra essere riservati ed essere repressi, incapaci di vivere i propri sentimenti in libertà per questioni di opportunità o, peggio ancora per mancanza di coraggio c’è una bella differenza.

Ecco perché in questo paese c’è bisogno del coraggio personale di chiunque quando si tratta di rivendicare uno o più diritti, ed ecco perché penso che chi  più di altri necessita di vedersi riconosciuti dei SACROSANTI diritti dovrebbe abbandonare una chiesa negazionista, omofoba e razzista.

Essere cattolici ed omosessuali in Italia è un ossimoro, perché la chiesa non rispetta né riconosce l’omosessualità come un fatto umano, naturale e quindi degno di essere considerato per ciò che è, dunque non una malattia, non una perversione né una devianza: questo non è radicalismo, relativismo né anticlericalismo ma REALTA’, e chi non la vede è IPOCRITA, e della peggior specie.
Se la chiesa non condizionasse anche la scelta del colore delle mutande in questo paese nessuno avrebbe paura di dichiarare quel che è e di viversi in libertà tutto quello che vuole, quando quel tutto non invade né mette a repentaglio le altrui libertà.

Invece l’obiettivo della chiesa è proprio far credere questo: che la mia libertà di amare, sposare, avere una relazione con un’altra donna se mi andasse, metterebbe in pericolo, ostacolerebbe quella di chi questo non lo fa: di chi fa altre scelte rispetto alle mie, e l’ennesima conferma ce l’ha data il papa giorni fa quando ha escluso dalla categoria dei ‘degni’  i figli nati fuori dal matrimonio.

Una cosa più abominevole di questa era difficile perfino da immaginare.
L’orientamento sessuale è tutto fuorché una cosa privata visto che condiziona il percorso di vita di tutti, basta guardare anche una cosa apparentemente stupida come la pubblicità, il modello che viene imposto è sempre quello della coppia etero, anche per comprare un’automobile.
C’è stato un tempo in cui i figli dei separati/divorziati erano additati e presi a male parole, oggi questo non succede più, è evidente che la cultura può fare dei progressi quando si vuole, nel caso dell’omosessualità questo non succede semplicemente perché non si vuole che diventi un fatto normale, tutto questo perché siamo costretti a sottostare ai voleri di uno stato straniero che occupa il nostro territorio non da ospite come dovrebbe ma da usurpatore/tiranno.
Quasi tutti criticano la “pagliacciata” dei gay pride ma pochi si fermano a riflettere sul fatto che se agli omosessuali fossero riconosciuti gli stessi diritti di tutti non ci sarebbe nessun bisogno di quelle manifestazioni.

Non avere diritto ai diritti significa anche non essere obbligati a sottostare ai doveri oppure no? io penso di sì.
Se io  fossi una lesbica italiana avrei smesso da un pezzo di pagare le tasse.

Lo stato vuole i miei soldi, vuole che io sia parte attiva della società? bene, che mi desse anche quei diritti che renderebbero più serena la mia vita dentro questa società, allora.

Basta  con le discriminazioni e con l’inciviltà.