– 2: spigolature reloaded

Premessa: 

COMUNICAZIONE IMPORTANTE.
TUTTI quelli che hanno ricevuto la lettera per il rimborso IMU e vogliono ottenerlo, anche se non proprietari di immobili, verranno indicati NOMINATIVAMENTE durante la trasmissione Mattina-Pomeriggio-Sera 5, condotta da Barbara D’Urso, e dopo che sarà pronunciato il loro nome verranno subito chiamati al telefono.
Chi è presente e risponde potrà fornire l’IBAN per il bonifico; se nessuno risponde, il relativo rimborso verrà assegnato e cumulato alla telefonata SUCCESSIVA [magari al vostro vicino, quello comunista].
La trasmissione è una non stop che inizia alle 8.00 di domenica 24 febbraio e termina alle 15.00 di lunedì 25 febbraio.
E’ FONDAMENTALE, se davvero volete il rimborso IMU, stare INCOLLATI alla tv e NON USCIRE assolutamente di casa durante tutto questo lasso di tempo. [Giampiero]

Angela Bruno [rimando al post Le “scuse” del cafone], la signora che rideva, che ci stava, che non ha opposto resistenza, che non ha dato il ceffone educativo, che non si è ribellata all’arroganza, che si è ricordata solo dopo dieci giorni [e non è vero] di pretendere le scuse dall’impotente impunito e impenitente, NON LAVORA da quasi due settimane.

Qualcun* fra quell* che le ha dato della poco seria, quella che “vedrete, ha già pronta la candidatura o il posto in tivvù”, quelli che “era tutto preparato e comunque lei rideva”, avrebbe mica un’altra occupazione da offrirle, visto che ha dimostrato ampiamente di essere sprovvist* di vergogna? ora spero che sia chiaro a tutti  chi è sempre stata la vittima  di questa squallida vicenda e chi il carnefice.

Senatrice Pdl scrive ai preti umbri. Uno risponde: “Velo pietoso su Berlusconi”. Ada Spadoni Urbani, ricandidata a Palazzo Madama, spedisce una mail “ai pastori del popolo cristiano”. Ma don Gianfranco Formenton stronca i “valori” del suo partito e le ricorda che “nel Vangelo non c’è una sola parola sulle unioni omosessuali, sul fine vita e sull’aborto”. La replica di Formenton è stata prima pubblicata dal sito locale Spoletocity, poi rilanciata sulla pagina facebook del deputato uscente Giovanni Bachelet. Da lì è stata condivisa quasi 2500 volte, ha raccolto oltre 1200 ’mi piace’ e più di 200 commenti. [Il Fatto Quotidiano]

Scommettiamo che dopo Dario Fo anche Celentano diventa uno stronzo che non capisce niente perché invita a votare i nuovi ché i vecchi li conosciamo già? quando c’è da fermare il paese per ascoltare cos’ha da dire il guru brianzolo allora sono tutti lì ad aspettarlo e a spalmare il Verbo in ogni dove, ma quando dice cose diverse dai soliti pipponi religiospopulisti nessun clamore attorno al suo dire. Siamo italiani mica per niente noi.

Monti: “Gli italiani sanno riconoscere le balle”. Giusto, infatti hanno tanato anche te, abbello, insomma, caruccio, le balle sono balle, mica perché le dici tu sono più eleganti eh?

Daniele Sensi da Facebook:  Beppe Grillo usa termini fascisti. Per fortuna che c’è la Lega a presidio della democrazia. [Roberto Maroni, anno del Signore 2013]: ecco, attacchiamoci tutti  a[i] maroni. [io da qui]

Schulz presidente Parlamento UE agli italiani: ‘Non votate Berlusconi’. 

Ha fatto benissimo.
Intromissione una cippa.
L’indecenza sarebbe se l’Europa s’impicciasse solo quando c’è da spillare quattrini, mentre invece in questo ultimo periodo ci ha detto anche molto altro che però è stato puntualmente ignorato e non solo dal governissimo che ha fatto benissimo, a proposito di diritti civili, gestione dei media, immigrazione eccetera, e, insomma, loro ci provano a farci diventare un paese civile, ci stanno provando molto più dell’America che ci vorrebbe sempre e comunque servi sciocchi di banche e finanza.
Mò ce l’hanno detto in tutte le lingue del mondo di non votare il cialtrone bugiardo e  impunito.

Alessandra Mussolini: “Schulz è nemico della democrazia e dell’Italia”. [La lingua per terra dovrebbe strofinare questa, e ringraziare il suo dio che grazie alla democrazia a una che di cognome fa mussolini è stato concesso di poter sedere nello stesso parlamento che suo nonno aveva trasformato in un bivacco di manipoli: mortacci tua, zitta devi stare].

“Ove non arrivasse il rimborso i cittadini mi possono denunciare”, dice il pover’uomo.

Non so, a naso misà che stavolta ti vengono a prendere direttamente di peso e di persona. Tieni accesi i motori ché stavolta te tocca.

Non dico che l’omosessualità è legata alla pedofilia. Ma è indubbio che al frocio [chessignore, eh? nota di R_L]  piacciano più i ragazzi che i vecchi signori, così come all’eterosessuale piacciono di più le ragazze giovani” [Giuliano Ferrara].  Ma pensa che filosofo. In pratica ha detto che, indipendentemente dall’orientamento sessuale la preferenza cade sulle persone giovani invece che su quelle vecchie. Quando hanno distribuito l’ovvietà ferrara dov’era, a farsi le pippe col postal market alla pagina della biancheria intima femminile? 

Io devo andare a trovare questo stronzo della Zanzara.
Lo voglio vedere in faccia per rendermi conto QUANTO può essere infame e vigliacco chi non rende nessun servizio utile e viene pagato per intervistare di continuo razzisti, omofobi, idioti, rincoglioniti dementi ai quali fa SEMPRE LE STESSE DOMANDE.
Voglio l’intervento della Corte dei diritti dell’umanità.
Noi abbiamo il diritto di essere tutelati, di non ascoltare più cosa pensano ferrara, giovanardi, santanché, la russa, binetti, paolo villaggio e tutto l’esercito di questi stupratori di civiltà e democrazia intervistati quotidianamente in un programma di una radio del quotidiano di riferimento che tratta per la maggior parte di economia.
Cruciani, ti dovrebbero incriminare per  favoreggiamento dell’apologia di razzismo e omofobia, processare e arrestare.

E insieme a te tutti questi divulgatori di pensieri, quelli sì, contro natura ma soprattutto contro la civiltà.

 Ricapitolando
Marco Travaglio, 22 febbraio

A due giorni dalle elezioni, si vanno chiarendo anche gli ultimi trascurabili dubbi sulle alleanze e i programmi delle principali forze in campo. Berlusconi, avendo annunciato il sorpasso del Pdl sul Pd, conta di tornare premier dopo aver detto che non farà più il premier, ma il ministro dell’Economia. Intende allearsi “con il Pd per cambiare la Costituzione”, proseguendo la proficua collaborazione già avviata nella Bicamerale e al Monte dei Pascoli. Ma solo quando avrà smaltito la sbornia che vuole prendersi se, come prevede, il Trio Sciagura (Monti-Fini-Casini) con cui è alleato da un anno e mezzo non entrerà in Parlamento. Intanto s’è già ubriacato per lo scandalo che ha colpito l’odiato Giannino, dimessosi perché non laureato (Nicole Minetti invece è laureata, e anche Sara Tommasi, e pare persino Alfano). Nel primo consiglio dei ministri restituirà l’Imu da lui stesso votata ed elogiata ai proprietari di prima casa in contanti, in comode buste ritirabili presso l’ufficio del ragionier Spinelli in via dell’Olgettina a Milano. Dopodiché, se resterà tempo, dichiarerà guerra alla Germania. Sosterrà il governo Berlusconi anche la Nuova Lega di Bobo Maroni, che aveva giurato “mai più con Berlusconi” e annunciato che il suo candidato premier era Alfano, oppure Tremonti che a Berlusconi non rivolge la parola da un anno e mezzo. Monti, dal canto suo, prevede che resterà a Palazzo Chigi, forte della maggioranza assoluta che i sondaggi, affidati al Mago Otelma, sembrano tributargli sia alla Camera sia al Senato. Infatti, nei giorni pari, esclude di allearsi sia con Berlusconi (“statista”, anzi “cialtrone”) sia col Pd (“nato nel 1921”, cioè comunista). Però nei giorni dispari non esclude la “grande coalizione” con Berlusconi se si libera di Berlusconi e/o col centrosinistra se si libera di Vendola (o se Vendola smette di essere Vendola e diventa Ichino) e anche di Bersani perché la Merkel non lo vuole (lei smentisce, ma lui conferma: la Merkel non vuole Bersani, ma non lo sa ancora). Casini, o il suo ologramma, annuncia sul Corriere che una delle prime mosse del governo Monti sarà l’abolizione delle Province: infatti Monti candida in Veneto il leader del movimento “Salviamo la Provincia di Bolzano”, che resterà dunque l’unica provincia d’Italia. Fini: non pervenuto. Poi c’è Beppe Grillo, che prega di non vincere le elezioni perché altrimenti non saprebbe chi mandare a Palazzo Chigi ed è terrorizzato perché rischia di vincerle per davvero, suo malgrado. Ingroia invece spera di superare il quorum e di intavolare una trattativa con Grillo, che però non tratta, oppure con Bersani, che però non gli parla proprio perché Napolitano non vuole, a causa delle sue indagini sulla trattativa. Infine il centrosinistra, formato da Pd, Sel e — secondo alcuni radar particolarmente sensibili — anche Socialisti, Moderati e Centro Democratico (così chiamato per distinguerlo dal Centro Totalitario). Qui, per fortuna, regna la limpidezza più cristallina da tempo immemorabile. Il Pd, anche se dovesse avere la maggioranza al Senato, farà comunque un governo con Monti, ma per cambiare le politiche del governo Monti che il Pd ha votato fino all’altroieri. Vendola s’è impegnato per iscritto a governare col Pd e col Centro di Monti, ma si dice incompatibile col Centro di Monti e dunque annuncia che col Centro di Monti non governerà. Il roccioso governo così coerentemente formato s’impegna a varare nel primo consiglio dei ministri la legge sul conflitto d’interessi che né il centrosinistra in cinque legislature, né Monti in un anno e mezzo, hanno mai varato per pura sbadataggine. Inoltre, siccome Grillo è “un fascista del web”, “populista”, “antipolitico”, “come Berlusconi”, “eterodiretto” da forze oscure e “un pericolo per la democrazia”, bisogna dialogare con Grillo perché è “un interlocutore prezioso”. 
Tutto chiaro?

La più bella del mondo [uso criminoso del servizio pubblico]

La trasmissione di Benigni  è costata all’azienda Rai 1,8 milioni; ovviamente anche i bambini sanno che quella cifra NON E’ il compenso di Benigni.
E’ stata vista da più di dodici milioni di persone ottenendo il 43% di share, quindi ognuna delle persone che l’ha guardata ha speso 30 centesimi di euro per uno spettacolo di due ore, più o meno il costo di una cialda di caffè che uso io per la mia macchina espressa.

Inutile dire, credo, spero, che la raccolta pubblicitaria sarà superiore.

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“I nemici della Costituzione sono l’indifferenza alla politica che è amore per la vita, e il non voto. Non ti tirare fuori, se ti tiri fuori è terribile, dai il potere alla folla che sceglie sempre Barabba”.
Roberto Benigni

Benigni celebra la Costituzione
E fa ridere canzonando Berlusconi

Che tristezza un paese dove c’è gente che non capisce che il talento e la professionalità vanno premiati e PAGATI.

Tutti zitti più o meno davanti al calciatore che si porta a casa dieci, quindici milioni di euro l’anno per poi magari truffare i tifosi vendendosi partite e dignità ma se un attore comico, il guitto, il personaggio che una volta, in tempi molto antichi era l’unico preposto a svillaneggiare il potere viene pagato per farlo, per ricordare ai vigliacchi che l’hanno rinnegata che la nostra Costituzione è un documento importante, da rispettare perché rispetta tutti, anche quelli che non lo fanno, allora non va più bene: si deve criticare e offendere per forza. Io  mi meraviglio del fatto che ci sia gente che pensa che un attore, un giornalista o uno scrittore debbano lavorare gratis. Mi meraviglio e anche molto che non si capisca che Benigni è un talento che tutto il mondo ci invidia ma solo qui viene criticato non per il suo lavoro ma per quanto guadagna.  Il dibattito sui compensi si potrà fare solo quando ci sarà una legge che stabilirà che guadagnare più di un tot è IMMORALE prim’ancora che ingiusto. Ma finché il mercato consentirà di guadagnare in modo selvaggio, senza regole e senza curarsi del merito non penso sia giusto criticare quei pochi che svolgono il loro mestiere con onore.

Un’azienda seria si fa i suoi calcoli, paga per ricevere un servizio e per ottenere a sua volta un ricavo.

Io  di Celentano non ho mai criticato i compensi quanto il fatto che venga considerato una specie di mahatma per cui quando c’è lui si debbano stravolgere gli altri palinsesti costringendo la gente a guardarlo dovunque sia.

La Rai, ad esempio, cacciando Santoro i cui introiti pubblicitari erano di gran lunga maggiori del suo compenso tanto criticato anch’esso ha dimostrato di non essere un’azienda seria per i motivi che rispiega benissimo Travaglio stamattina, un’azienda che caccia i suoi professionisti migliori per favorire il proprietario della tv cosiddetta concorrente che casualmente faceva il presidente del consiglio meriterebbe di essere rasa al suolo e rifondata.

 Cerchiamo il servizio pubblico in Rai e una volta che per sbaglio ce lo danno facciamo gli schizzinosi.

C’è chi riesce a polemizzare perfino sulla lettura della Costituzione.

Ma che profondi conoscitori, specie qui, in giro per la Rete, quanta sapienza…e chissá come mai allora questo paese è ridotto ai minimi termini.

 Io non mi sento obbligata a farmi piacere nessuno per convenzione, tradizione o perché piace ai tanti o ai tutti, posto che siamo italiani mica per niente se riusciamo a criticare come al solito la persona {Benigni} e a non considerare la bellezza di quel che ha detto e come. Non c’è da schifarsi né da indignarsi per Benigni, ci sarebbe da chiedersi tutta la vita com’è potuto accadere tutto quello che è successo dopo la stesura della Carta, com’è potuto accadere che l’Italia, da culla del diritto si sia trasformata nella latrina a cielo aperto che è, e farla pagare a chi lo ha consentito.

Se i politici di oggi avessero avuto la stessa lungimiranza, lo stesso amore per l’Italia e la stessa capacità di guardare al futuro con intelligenza quanto quelli di ieri, non bisognerebbe ricordarlo a nessuno quanto è magnifica la nostra Costituzione, la più bella del mondo.

In un paese meno ignorante e sprezzante verso la sua storia i berlusconi e i d’alema, per dirne giusto due e tacere sugli altri,  non sarebbero mai diventati uomini di potere.

Ecco perché quando dopo un programma insolito per spessore per la nostra gloriosa tv di stato il dibattito si ferma al palo del “quanto ha preso Benigni”, oppure “non mi ha fatto ridere” {come se la Costituzione fosse un argomento comico} significa  che chi dice queste cose non ha capito nulla di quello che Benigni ha voluto dire, recitando la Costituzione.

Significa non aver capito che quello che lui ci ha voluto dire è “guardate che c’è stato un tempo in cui c’era gente che l’Italia l’amava davvero, persone che hanno lavorato davvero per renderla più bella e più civile, gente che ha immaginato tutto quello che sarebbe potuto accadere dopo ma non poteva certamente immaginare che i politici del futuro riuscissero a fare carta straccia di un documento importantissimo, che tutela i diritti e le libertà di tutti”. 
Quello che Benigni ha voluto dire è “loro, i padri costituenti ve l’hanno data, siete voi che non sapete che cazzo farci”; un concetto così facile che penso abbiano capito perfino alfano e gasparri.

Solo degli italiani infatti potevano svilire e offendere, far perdere ogni significato ad una Carta perfetta qual è la Costituzione italiana, così moderna che garantisce, e a tutti, perfino la possibilità di scrivere stronzate in Rete. 

Incantevole, magnifico Benigni.

Dovere di pernacchia
Marco Travaglio, 18 dicembre

A costo di essere equivocato, trovo che sia fin troppo facile ironizzare sui soffietti domenicali della badante D’Urso alla Mummia Nana che le paga lo stipendio. 
Di fronte a presunte domande come “Ma Presidente, mi si è fidanzatoooo?” o a squittii tipo “Macheccarinoooo!”, mai più sentiti dai tempi di Sandra Milo e di Ciro, non resta che il silenzio. Anche perché le denunce sdegnate di politici e giornali sul Cainano che occupa il video in campagna elettorale, suonano fasulle, ancor più fasulle degli assist dei suoi cani da riporto, della sua maschera, del pratino all’inglese sul capino, del nasino rimodellato dai piallatori arcoriani, della dentiera che fischia, della lavagnetta bordata di rosso, dell’educazione sentimentale del fidanzatino di Peynet, della benedizione urbi et orbi “pace, gioia e amore a tutti”. Chi oggi scopre, o riscopre, che la Mummia Nana possiede le tre tv Mediaset, oltre a controllare metà della Rai, dovrebbe spiegarci dove ha vissuto in questi vent’anni e cos’ha fatto per metter fine a questo sconcio che un tempo, quando le parole avevano ancora un senso, si chiamava “conflitto d’interessi”. La risposta, anche se le vergini violate non la daranno mai, la conosciamo: niente, nessuno ha fatto niente. Niente il Quirinale, niente il governo Monti, niente — ci mancherebbe — i tre governi B. (i primi due con Piercasinando dentro), niente i quattro del centrosinistra. Niente di niente. E ora vengono a dirci — a noi! — che è una vergogna che B., essendo proprietario o controllore dei tre quarti della televisione, se ne serva a suo uso e consumo? Il perché, anche se le vergini violate non l’ammetteranno mai, lo conosciamo: controllare le tv piace a tutti, infatti ancora pochi mesi fa tutti i partiti (salvo Idv e radicali in Parlamento, Sel e 5 Stelle fuori) hanno rioccupato il Cda Rai, avvinghiati a quella legge Gasparri che, come il Porcellum e tutte le altre leggi vergogna, fingevano di denunciare a parole. Chiunque abbia lo stomaco di seguire il Tg1 sa benissimo che nell’ultimo anno ha riservato a Monti e ai suoi ministri trattamenti perfino più servili di quelli che i Mimun e i Minzolingua riservavano a B. Perché la Rai è saldamente nelle mani non solo dei partiti, ma anche di Monti, travestito da Gubitosi e Tarantola con la scusa che era un tecnico super partes, così ora usa il servizio pubblico per la sua campagna elettorale di parte. Youtube è pieno di interviste-scendiletto al Professore, messo alle corde dal Maccari di turno con domande del tipo: “Mi pare che finalmente la contrapposizione fra rigore e crescita sia finita, o sbaglio?”, “Qualcuno ha parlato già di un asse Roma-Parigi: è solo sintonia o c’è qualcosa di più tra Italia e Francia per la crescita e lo sviluppo?”. Stesso repertorio per la memorabile intervista (si fa per dire) al card. Bertone su Vatileaks: “Eminenza, lei è appena tornato da Milano dove ha accompagnato il Santo Padre all’incontro mondiale delle famiglie. Abbiamo visto tutti tantissima gente, una folla immensa, soprattutto tantissimo affetto”. Risposta: “Certo”. Domanda: “In questa inchiesta interna vaticana si è vista una grande prova di trasparenza”. Riposta:”Come no”. La D’Urso, al confronto, è la pasionaria Dolores Ibarruri. Ora lo scandalo non è che B. vada in tv (ci vanno tutti) né che suggerisca le domande alla D’Urso (i servi professionisti anticipano gli ordini). È che le tv siano sue, così come Rai3 è del Pd, e il Tg1 e Vespa sono di tutti (i potenti, ovvio). Perciò nessuno ha mai fatto una legge sul conflitto d’interessi. Quindi, per favore, chiunque abbia governato anche solo un giorno in questi 20 anni ci risparmi le filippiche: non attaccano più. Appena un politico, in un talk a caso, denuncia il conflitto d’interessi, il pubblico dovrebbe alzarsi in piedi e prorompere in una sonora pernacchia. Così questi paraculi la piantano di prenderci in giro.

L’Italia che dà il meglio

10 ottobre: Giornata Mondiale contro la pena di morte.

Anni fa uno studio confermò che nei civilissimi States più di 300 persone morirono, nell’arco di qualche anno  da innocenti mediante l’omicidio di stato, ché le parole sono importanti, e bisognerebbe smetterla di definire quest’obbrobrio “pena capitale”: chi ammazza una persona, qualunque persona, è un assassino. Punto e basta.

hitler aveva creato strutture idonee per uccidere moltitudini d’innocenti, gli stati in cui vige la pena di morte hanno creato strutture idonee per uccidere persone colpevoli, ed ogni tanto, magari per “errore”, qualche innocente.

Qual è il senso di tenere una persona anche vent’anni in un carcere, e dopo che la sua vita inevitabilmente cambia, anche in meglio qualche volta, mandarla a morire dopo l’ultimo pasto?
La pena di morte non è educativa, non è un deterrente, non è né potrà mai essere, né lo è stato mai, un sistema per fare giustizia.
Nei paesi civili la vendetta di stato non dovrebbe essere permessa, tollerata né pretesa da chi va ad assistere allo spettacolo nascosto dietro una tenda e poi va a festeggiare il trionfo della giustizia.

Preambolo: Sabina  Guzzanti condannata a risarcire 40.000 euro alla Carfagna per averla diffamata durante la manifestazione di piazza Farnese qualche anno fa. In questo paese non è più possibile nemmeno chiamare le cose, e le persone, coi loro veri nomi ché s’offendono.  

Ma la colpa qui è davvero nostra.

Abbiamo sbagliato noi, abbiamo sbagliato ogni volta che siamo stati oltraggiati da politici indegni.
Insultati, molto peggio che diffamati e non abbiamo fatto niente.
Una class action ci sarebbe voluta, altroché.

Quanto vale quel “siete l’Italia peggiore” detto da brunetta ad una madre di famiglia che studiava di notte per prendere la seconda laurea allattando una figlia al seno? e quanto quel “coglioni”  riferito a quella parte sana del paese che non è mai caduta nel tranello dell’impostore detto a reti unificate e che ha fatto, come tutte le performance del cafone il giro del mondo? e quanto ancora l’oltraggio a cui tutti gli italiani, perfino quelli che lo hanno sostenuto e ancora lo farebbero, quelli che hanno votato e ancora lo farebbero per il partito dell’impostore abusivo e che hanno costretto un paese intero a sopportare l’inenarrabile?  e quanto l’ingiuria rivolta a tutti gl’italiani, l’aver permesso a un movimento di razzisti, omofobi e xenofobi di mettere piede nel parlamento italiano e dire tutti i giorni che loro non sono italiani? e quanto vale permettere a cento persone con precedenti penali anche seri e gravi di essere definite onorevoli nonostante e malgrado non lo siano affatto?

A me ‘sto politicamente corretto da applicare alle carfagne mi ha stancata, e lo dico da donna niente affatto retrograda, bigotta e conservatrice, sono stufa di dover difendere le istanze di altre donne che quando si sono aggiustate gli stracazzi loro non pensavano all’onore né, tanto meno, alla loro dignità.

La carfagna è sempre la graziosa damigella dei calendari da camionista ma che poi – da ministro – avrebbe voluto fare,  insieme a berlusconi indagato per sfruttamento della prostituzione minorile,  una legge per impedire la prostituzione perché secondo lei “è indecente vendere il proprio corpo”,  evidentemente il concetto non vale per chi lo vende ad un fotografo, ad una rivista o ad un impresario che vende balle attraverso le sue tv e, visto che gli riesce  così bene ha pensato di venderle anche in parlamento da presidente del consiglio:  il vero oltraggio è averle permesso di entrare in parlamento da ministro, altro che storie. 

E dov’ era  il senso dello stato, i valori di moralità che solo oggi Napolitano si ricorda di ricordare quando berlusconi portava in parlamento o alla regione Lombardia oltre al suo esercito personale di avvocati  le sue amichette da happy hour? in quell’occasione non gli è scappato nessun conato di monito?

8 ottobre,  Monti: “L’Italia sta dando il meglio di sé”.  Qui di seguito una piccola e purtroppo incompleta [a cotanta bravura non le si può stare dietro] carrellata di esempi su come deve essere un paese migliore fatto di gente migliore

Reggio Calabria, il governo scioglie il Comune
“Contiguità con organizzazioni mafiose”

Campania, province ‘decadute’ col trucco
Milano, la farsa delle dimissioni-Podestà

Sicilia, indagini sulle “spese pazze”
dei partiti tra portaborse e mutui

“Giovani avvocati, la nuova schiavitù”
Studi legali: paga da fame e zero diritti

Ddl corruzione, governo in ordine sparso
E il Pdl ripresenta la norma salva-Ruby

Daccò e Simone? “Fu Regione Lombardia
a imporli come intermediari”

Epilessia, farmaci solo per i ricchi

I CONTI SEGRETI DI CONFINDUSTRIA

Arrestato Zambetti, assessore alla casa della Regione Lombardia, pdl. Avrebbe comprato voti da un’azienda concorrente: la ‘ndrangheta.
@AlRobecchi

E, sempre a proposito dell’Italia migliore: Celentano va bene agli italiani che lo guardano, anzi, lo aspettano, nel ruolo di guru perché vogliono che ad ogni uscita pubblica si esprima sulla qualsiasi? bene: io voglio sentire Nada illuminarci  sulla questione immigrazione: voto sì voto no, a Bobby Solo e Little Tony chiederei di trovare soluzioni per l’Ilva,  dai Cugini di campagna voglio sapere se sono favorevoli al matrimonio fra omosessuali con annessa adozione e  mi piacerebbe che Umberto Tozzi mi illustrasse le soluzioni al problema ambientale.

 Ma, invece, come avevo già scritto a proposito della sua partecipazione al festival di Sanremo, chissenefrega di quello che pensa Celentano?

 E’ meravigliosamente italiano poter fare il predicatore, a pagamento prima da un pulpito, la Rai, e poi andare ad affacciarsi alla finestra di fronte, mediaset,  sul cui proprietario Celentano ha avuto molto da dire e farlo sempre a pagamento, la coerenza ormai è un orpello, un’anticaglia di cui, per denaro, si può facilmente fare a meno salvo poi presentarsi davanti alla gente per dire che i soldi fanno schifo: gli piace vincere facile.
Celentano, considerato da molti – chissà perché – il Che Guevara della Brianza solo perché spara ad cazzum su tutto, su chi ha ridotto questo paese così in malomodo che fa, si va a prendere i soldi dal nemico?  perché se la stessa cosa la fa Grillo viene considerato un arruffapopolo e lui invece un asceta, uno sciamano, il predicatore in grado di rivelarci chissà quale Verità?
Ma perché, “a una certa” chi lo può fare senza problemi non si ritira ad una dignitosa vita privata? se lo facessero un attimo prima di diventare patetici sarebbe ancora meglio.

TgLoden

Marco Travaglio, 10 ottobre

Fa sempre piacere, dopo mesi di tonificante e disintossicante astinenza, rivedere il Tg1 (venerdì mi trovavo in una località non coperta da La7 e non ho potuto farne a meno). Chi pensava che si fosse toccato il fondo con il TgPapi di Minzolingua non aveva ancora visto il TgLoden di Maccari, anzi Smaccari. Che fa un prodotto turbogovernativo come il predecessore, appena meno critico dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi, ma con l’aggravante di una vivacità da termosifone spento. Conduce Susanna Petruni, prontamente riconvertita alla sobrietà tecnica. Prima notizia: “Assisi, duro intervento del Capo dello Stato contro le degenerazioni della politica e per una mobilitazione morale e civile”, col contorno di omelia del cardinal Ravasi. Per chi volesse gustarsi la versione integrale del sapido duetto, non deve perdersi “questa sera Tv7”. Poi una raffica di fogli d’ordini di Palazzo Chigi, letti con la cadenza incalzante dell’agenzia Stefani e del Cinegiornale Luce. 1) “Decreto del governo taglia le spese degli enti locali: la scure di Catricalà fino al 90-95%”, un “giro di vite” che riscuote “il consenso unanime dei partiti” all’insegna della “trasparenza” e della ritrovata “fiducia dei cittadini”. Seguono illuminati pareri di: Quagliariello, Nucara, Sereni, Casini, Di Pietro, Grillo, Delrio, De Magistris, Cota e Zaia”. Casini sottolinea come “noi dell’Udc fummo gli unici, come sempre isolati”, a denunciare gli sprechi delle regioni “e ora i fatti ci danno ragione” (sui regali milionari della Polverini alla società dell’amico Cesa, patriotticamente si sorvola). 2) “Borse in rialzo, Milano meglio di tutte. Lo spread si restringe”. È a quota 354, dunque un trionfo. 3) Imperdibile monito di Monti da Malta: “Ci attendono sfide cruciali, i compiti a casa non sono finiti”. Il tutto — chiosa l’inviata — “per il bene del Paese”. 3) “Molto buoni i risultati della lotta all’evasione”. Sobrio il servizio: “Non sbagliano un colpo, i dati parlano chiaro: stiamo parlando dei controlli fiscali, che hanno raggiunto una precisione chirurgica con punte del 100%. Controlli talmente mirati da rasentare la perfezione, grazie ai potentissimi incroci di banche dati che scoraggiano i malintenzionati”. La Corte dei Conti parla di record mondiale di evasione, ma virilmente si tralascia. I settori più “malintenzionati”? Alberghi, ristoranti e commercianti. E i 2 miliarducci evasi dalle prime tre banche? Sobriamente omessi. 4) “Come cambia lo Stato e il rapporto con noi cittadini dopo il decreto sviluppo varato dal governo?”. Già, come cambia? Passera (vedi punto 3): “Costi ridotti, investimenti e giustizia più veloci”. Apposito servizio annuncia come cose già fatte: “Tutta la Pubblica amministrazione digitale; libro elettronico; fascicolo elettronico dello studente; cartella clinica digitale; ricetta medica telematica; certificato di malattia on line; Desk Italia per attrarre investimenti; documento digitale unico” e altre minuzie. 5) “Il ministro Fornero firma il decreto che stanzia 235 milioni d’incentivi alle imprese che assumono donne e giovani”. 6) “Direttiva Ue impone pagamenti entro 30 giorni alle imprese, fine dell’emergenza”. Chi lo dice? Tajani, dunque è vero. E tutto questo in un solo giorno. Siamo salvi. “La guerra che, sotto l’alta guida di S.M. il Re Giorgio, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 14.11.2011 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 11 mesi, è vinta… Nella pianura, S.A.R Monti avanza rapidamente alla testa della sua invitta armata, anelante di ritornare sulle posizioni vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. Diaz”.

Maurizio Crozza a Ballarò:  l’Italia sta dando il meglio di sé: in tasse

Perché Sanremo è Sanremo

Sottotitolo: Meno male che Celentano andrà a Sanremo, così qualcuno la finirà di rompere i coglioni con la storiella che il “povero Adriano” non può mettere piede nella tv “pubblica”. Io vorrei riportarci Corrado Guzzanti per esempio: da chi devo andare a reclamare?

 Il Giornale di Olindo zio Tibia Sallusti e della famiglia berlusconi con il titolo osceno di ieri ha dimostrato ampiamente qual è il target dei suoi lettori, ammesso che si tratti di gente che va oltre la visione dei titoli in neretto cubitale.
Perché chiunque conosca un po’ la storia del nostro paese e i fatti che riguardano il nostro paese avrà capito benissimo che Olindo non voleva affatto difendere l’Italia, più semplicemente ce l’ha con la Germania non per quello che pensano di noi (come peraltro pensano in almeno tre quarti dell’orbe terracqueo grazie a come ha ridotto l’Italia chi gli paga lo stipendio: Schettino è arrivato molto dopo, quando di robaccia per vergognarci di certe caratteristiche italiane ne avevamo già collezionata un bel po’), ce l’ha con la Germania perché Angela ha fatto i dispetti ai nostri grandi economisti statisti delle cippe. Ricordiamoci sempre che i giornali di berlusconi non scrivono mai cose così, per cazzeggiare ma eseguono sempre gli ordini che il padrone gli dà. Nel frattempo, noi paghiamo col finanziamento pubblico ai quotidiani gentaglia che non solo non fa informazione ma veicola falsità non solo storiche.

Resteranno scritti per l’eternità sulla pagina delle italiche vergogne i famosi scoop del fogliaccio, uno su tutti la vicenda del cosiddetto dossier Mitrokhin che costò una condanna a dieci anni ad Igor Marini, il consulente finanziario che nel 2003 accusò Prodi, Fassino e Lamberto Dini di aver preso mazzette nell’affare fra Telecom Italia e Telekom Serbia; accuse che  si rivelarono totalmente infondate e le prove prodotte dei clamorosi falsi. Associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di documentazione falsa e contraffatta e diversi episodi di calunnia i reati contestati a Marini che nel settembre 2010 fu arrestato per scontare 5 anni di reclusione per aver calunniato il magistrato romano che lo interrogò nel 2003.

Dal Giornale nulla, nemmeno una smentita.

 Le frasi attribuite all’estensore dell’articolo del  Der Spiegel citate da Il Giornale non sono scritte da nessuna parte, il tono dell’articolo tedesco è completamente diverso da come lo vuole far apparire Il Giornale. Inoltre, quell’articolo non appare sul settimanale, ma solo sulla versione online.

E vediamo un po’ quanto è vero che Auschwitz è stato un orrore soltanto tedesco. Perché ad esempio nell’italianissima risiera di San Sabba vennero soppresse e bruciate fra le tre e le cinquemila persone, di cui triestini, sloveni, croati, friulani, istriani e naturalmente ebrei.(http://marcotorbianelli.com/2011/04/28/sono-entrato-nella-risiera-di-san-sabba/)
E inoltre l’Italia ai tempi di Auschwitz era ALLEATA della Germania, molti italiani di religione ebrea sono finiti nei campi di concentramento grazie ad italianissimi delatori che vendevano al nemico amici e vicini di casa in cambio di quelle case che i tedeschi svuotavano durante i rastrellamenti e un po’ di soldi, grazie al “governo” italiano di allora che tanti italiani hanno sostenuto e di cui ancora oggi troppi mentecatti rimpiangono azioni e ideologie .
Qualcuno dovrebbe consigliare a quell’ ignorantone di sallusti gné gné gné di aprire un libro di Storia, e di leggerlo, soprattutto. Onde evitare di contribuire alle ormai famose e tristissime italiche figure di merda.

 

Il giorno dell’Amnesia, Marco Travaglio, 28 gennaio – Il fatto quotidiano

Ieri, per solennizzare il Giorno della Memoria, il
Giornale è uscito con un numero da collezione, per
soli amatori. Titolo di prima pagina: “Lettera ai
tedeschi. A noi Schettino a voi Aushwitz”. E
gigantografia della copertina dello Spiegel: una nave da
crociera con la scritta “Kreuzfahrt in die Katastrophe”.
Scrive Sallusti, noto germanista di madrelingua:
“…copertina sul caso Concordia e un titolo che non lascia
spazio a equivoci: Italiani mordi e fuggi letteralmente
ma traducibile come italiani codardi”. Non sappiamo chi
sia l’interprete dal tedesco di Sallusti, forse il dottor Kranz
tetesco ti Cermania. Ma il titolo di copertina dello Spiegel
non lascia spazio a equivoci: “Crociera nella catastrofe”
letteralmente, ma traducibile come “crociera nella
catastrofe ”. L’articolo anti-italiano, peraltro paradossale, è
uscito sul sito del settimanale. Ma il meglio è l’argomento
(si fa per dire) usato da zio Tibia per replicare: “È vero, noi
italiani alla Schettino abbiamo sulla coscienza una trentina
di passeggeri della nave, quelli della razza di Jan
Fleischauer (autore dell’articolo) di passeggeri ne hanno
ammazzati 6 milioni… I tedeschi li abbiamo visti nelle
nostre città obbedire agli ordini di sparare su donne e
bambini”, e “noi poverelli li abbiamo aiutati prima a
difendersi dallUrss, poi a pagare il conto dell’unificazione
delle due Germanie”. A parte le due ultime rivelazioni
sallustiane, destinate a rivoluzionare la storia dell’Europa
moderna, Tibia avrebbe potuto cavarsela con le parole
del suo padrone, che mentre era alleato con fascisti e
filonazisti, così apostrofò al Parlamento europeo il
socialista antifascista e antinazista tedesco Martin Schulz:
“Le mie tv stanno preparando una fiction sui lager nazisti:
la proporrò per il ruolo di kapò”. Nel 2008 Vauro
immortala in una vignetta la contraddizione di un
centrodestra che si dice filoisraeliano e poi candida
fascisti dichiarati come Ciarrapico e la Mussolini. Il
bersaglio è Fiamma Nirenstein, amica di Israele e
candidata del Pdl nella stessa lista del Ciarra e della Ducia.
La vignetta la raffigura con tre stemmi sul petto (quello
del Pdl; il fascio littorio e la stella di David, simbolo
d’Israele) e la scritta “Fiamma Frankenstein”, perfetta
sintesi satirica del mostro Pdl, composto da pezzi così
incompatibili. Peppino Caldarola, sul Riformista , scrive che
“Vauro disegna una vignetta sulla Nirenstein dove la
definisce sporca ebrea”. Epiteto antisemita che
Caldarola si è bellamente inventato. Vauro ovviamente
querela lui e il suo direttore Polito, i quali vengono
condannati a risarcirlo con 25 mila euro. A questo punto
poteva mancare, contro l’ineccepibile e inevitabile
sentenza, un articolo disinformato del Corriere, dunque di
Pigi Battista? Non poteva. Scrive Battista che il giudice
(antisemita pure lui?) ha sentenziato non a caso proprio
“alla vigilia della Giornata della Memoria”  non ha colto
la sottile ironia di Caldarola, che si è limitato a “criticare
satiricamente una vignetta satirica”. Ecco, dire che uno ha
scritto “sporca ebrea” quando non lha nemmeno
pensato, è satira. Anche Macaluso dà il suo contributo alla
scemenza: Caldarola mise fra virgolette la frase mai scritta
da Vauro non per attribuirgliela, ma “per sintetizzarne il
pensiero ” (un caso di telepatia). Ieri il Giornale da
collezione di Sallusti, sotto il titolo “Giorno della
Memoria. Ecco come è fatto l’antisemita di oggi”, ospita a
pagina 27 un articolo della Nirenstein, secondo cui
Caldarola è stato condannato “per aver detto la verità”.
Intanto, a pagina 13, Littorio Sgarbi difende il nazi-console
Vattani con due argomenti decisivi: Santoro ha cantato
“Bella ciao” e Giorgio Bocca da ragazzo era fascista. Come
dire: Vattani ha ragione perché oggi è sabato e mio zio ha
le emorroidi. Il fatto che “Bella ciao” sia un canto della
Resistenza, da cui è nata la Repubblica, e che c’è una lieve
differenza fra un ragazzo fascista nell’Italia del 1942 e un
console nazista nell’Italia del 2012, non sfiora neppure
l’energumeno. Ma chissà cosa pensa la Nirenstein, a
pagina 27, di Sgarbi a pagina 13, e cosa pensa Sgarbi a
pagina 13 di Sallusti a pagina 1. Potrebbero persino
scambiarsi i numeri di telefono.