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Generazione di fenomeni

 

mb11dLa moglie di Cesare e il padre di Maria Elena Boschi

Per Roberto Saviano il ministro dovrebbe dimettersi, e c’è un problema con le critiche al governo Renzi

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Sottotitolo: con lo stato siamo soci quando pago le tasse sulle mie entrate, anche quelle ipotetiche come per gli studi di settore ma se le entrate si polverizzano per colpa delle banche criminali e io mi ritrovo senza soldi la societá non vale più. Lo stato ti fa suo socio quando vuole la metà dei tuoi guadagni senza fare un cazzo per agevolarli, anzi, senza alzarsi con te alle cinque di mattina e rientrare alle otto di sera, senza restituire il dovuto che si paga in anticipo: servizi, sanità, istruzione ma poi ti abbandona al tuo destino quando non sei più in grado di partecipare alla società perché la banca, anche quella amica del governo ha fatto strame delle tue risorse.
Se rinasco voglio fare lo stato pure io, conviene.

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Quando si parlava dell’importanza di risolvere con una legge seria e per questo mai fatta da nessun governo i conflitti di interesse, il vero cancro che soffoca questo paese ma che diventa tutta salute per chi detiene il potere la Boschi probabilmente giocava ancora con la Barbie e non sapeva di essere una fra gli italiani ad avere il privilegio di poter approfittare un giorno non solo dei conflitti ma soprattutto degli interessi.

Alessandro Di Battista a gennaio dell’anno scorso fu massacrato dopo l’intervista alle Invasioni barbariche in cui l’ottima Bignardi lo costrinse alla risposta con la domanda: “non prova imbarazzo ad avere il padre fascista?” proprio lei che rivelò, evidentemente senza imbarazzo in un’autobiografia di avere il padre fascista.La dose di scapaccioni non solo a Di Battista ma a tutto il movimento fu rincarata subito dopo da Corrado Augias invitato opportunamente a parlare dopo Di Battista non prima né mentre come sarebbe stato corretto fare, visto che nella chiacchierata lui parlò anche dei 5stelle con toni e argomentazioni molto critici.
Di quella trasmissione si parlò molto e in tanti utilizzarono la dichiarazione spontanea di Di Battista per rinfacciargli la paternità, insultare lui per via del padre fascista.
In quel caso le colpe del padre sono potute ricadere eccome sul figlio perché tornava utile alla propaganda di regime e comunque due schiaffoni ai 5stelle ci stanno sempre bene, anche quando non fanno niente per meritarseli.
Mi chiedevo se oggi ci sarebbe o c’è un giornalista che intervistando Maria Elena Boschi abbia il coraggio di chiederle se “prova imbarazzo” ad avere un padre che ha violato le disposizioni che avrebbe dovuto far rispettare in qualità di vicepresidente di una banca, contribuendo in solido alla situazione di oggi che è costata un suicidio e la perdita dei soldi di incolpevoli cittadini truffati e derubati, se prova imbarazzo ma pure vergogna per non aver ancora rassegnato le dimissioni da ministro per evidenti ragioni di conflitto di interessi di cui hanno potuto beneficiare non solo il padre, appena sfiorato dal commissariamento della banca che vicedirigeva, ma anche suo fratello che è stato un dipendente della banca in questione e insieme a lei azionista della stessa.
Perché le persone perbene, cresciute ed educate in una famiglia perbene di solito riconoscono i propri errori, per un politico, un ministro, l’unico modo di chiedere scusa non è andare a presentare il libro di Vespa, sono le dimissioni.

 

 Salva banche, Travaglio: “Quando vuoi confondere tutto fai una commissione d’inchiesta”

Andrea Scanzi – La Boschi, il papà e il caso Banca Etruria

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