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À la guerre comme à la guerre?

 Il terrorismo è come la crisi economica: entrambi vengono utilizzati dalle politiche mondiali per prendere quei provvedimenti che in periodi normali, di relativa ma solo apparente calma, perché la guerra non è solo quella degli attentati in occidente non si potrebbero neanche immaginare. Siccome abbiamo capito tutti che la crisi economica si può pilotare ed è proprio ciò che è stato fatto è del tutto legittimo pensare che anche per il terrorismo ci sia stato e ci sia un favoreggiamento concreto delle politiche mondiali che, come dalla crisi possono trarre dei vantaggi: economici perché le guerre portano soldi e di potere esercitato più facilmente sui popoli opportunamente spaventati e disposti a sacrificare la loro libertà alla sicurezza.
Di questo passo avremo un pianeta all’insegna del patriot act, delle leggi speciali, delle costituzioni cambiate in corsa e della miseria dei popoli, gestito e governato da dittature economiche composte dai soliti ricchissimi personaggi, guerrafondaie in nome non di Allah né del Dio cristiano e cattolico ma dell’unico che mette tutti d’accordo: il denaro,  ma saremo tutti finalmente al sicuro dai terroristi brutti e cattivi.

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La guerra è sbagliata, anche le guerre cosiddette necessarie, quelle di liberazione da un invasore si sono dimostrate inutili per un processo reale di pacificazione fra i popoli. Con due guerre mondiali alle spalle questo dovrebbe essere un pianeta invidiabile, dove tutto funziona a meraviglia perché regolato dalle leggi civili che gli stati si sono dati proprio per evitare di dover scatenare altri conflitti. Nel terzo millennio non si può più pensare che l’unico argomento da contrapporre a chi contrasta il normale percorso democratico, civile e pacifico e lo fa poi in modo controverso, non del tutto chiaro, un modo sporco perché vede la collaborazione stretta di quelli che poi vanno a fare gli statisti in tivù dopo aver stretto la mano ai dittatori sanguinari che sostengono i terroristi coi soldi e con le armi siano le guerre. Questo teorema è pericoloso e va rifiutato.

 

 

E’ più facile dare ascolto a salvini che a chi cerca di andare oltre i fattori divisivi. Ovvio che non si condivida proprio tutto del modo di vivere degli islamici, altrettanto ovvio che, sebbene con tutti i nostri limiti e difetti, debolezze lo stile occidentale sia ancora quello che consente maggiore libertà conquistata lottando contro il tiranno nazifascista, criminale e violento. Io non ho mai creduto alla cazzata che il burqa e il topless pari sono perché la conseguenza di modelli culturali imposti con la suggestione che ugualmente tendono a schiavizzare la figura della donna. Preferisco più l’occidente che consente alle donne anche di andare in giro mezze nude se lo vogliono e che non preveda la lapidazione delle presunte fedifraghe. Preferisco vivere dove gli omosessuali non vengano considerati fuorilegge da impiccare. Ma se non diciamo che queste non sono culture né dettami religiosi, se non si dice che queste sono imposizioni violente degli uomini e che nulla c’entrano con la parola di qualsiasi Dio e con la cultura siamo disonesti che non vogliono proporre soluzioni ma continuare a dividere. Anche con la guerra.

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La repubblica presidenziale è quella dove il presidente può decidere da se medesimo di modificare la costituzione, aumentare i poteri di polizia e magistratura e dichiarare guerra per vendetta.  Nella repubblica presidenziale il presidente può fare tutti i colpi di stato che vuole e camuffarli da azioni perfettamente legittime e in linea con le esigenze, urgenze del paese.
In un momento così drammatico per la Francia nessuno oserà mettersi di traverso al guerrafondaio Hollande che, non contento di aver portato il caos in Libia oggi arma il suo esercito anche contro la Siria dell’isis.

[A Renzi l’Italia piacerebbe così e il presidente presidenziale vorrebbe essere lui.]

 

Invece di chiedere agli islamici moderati di dissociarsi dal terrorismo come se a noi qualcuno chiedesse continuamente di dissociarci dalla mafia, ci avesse chiesto di farlo rispetto al terrorismo di casa nostra, si dovrebbe chiedere ai francesi, quelli che hanno capito chi ha portato il terrorismo a casa loro e in tutta Europa di dissociarsi dal loro presidente, di fargli sapere che loro non vogliono un’altra guerra perché non serve un’altra guerra, non serve mai la guerra.

Alla vigliaccheria criminale, anche la più feroce, lo stato civile e del diritto non contrappone mai la vendetta. In questo modo non si finirà mai.
Un capo di stato occidentale che porta il suo paese in guerra per vendetta modificando le regole dello stato e chiedendo il sostegno della “coalizione” è uno sciagurato irresponsabile.
Uno da mandare a casa di corsa, prima che trascini tutta l’Europa in una guerra. 

Una cosa sono le legislazioni di emergenza per mezzo delle quali gli stati e i governi possono affrontare una situazione reale di pericolo permanente, un’altra la modifica della Costituzione che un presidente ordina per autorizzarsi da se medesimo a dichiarare guerra non allo stato invasore e aggressore ma ad un nemico nebuloso qual è il terrorismo.
Come ho scritto ieri lo stato di guerra è poi uno stato di guerra, dove le limitazioni della libertà riguardano tutti e diventano legali perché autorizzate dalla legge.
In Italia né durante gli anni di piombo né dopo gli attentati di Capaci e via D’Amelio qualcuno ha pensato che si dovesse modificare la Costituzione.
Se uno stato per difendersi ha bisogno di modificare la sua Carta delle leggi, dei diritti e dei doveri significa che non è poi così forte.
Che non lo era nemmeno prima di un fatto grave.
Il governo di uno stato forte non pensa che la sicurezza del paese possa essere garantita maggiormente scatenando un conflitto armato che al contrario può diventare un motivo di rischio superiore a quello che si vorrebbe contrastare.
Il momento peggiore per pensare a nuove leggi o modificare quelle esistenti è proprio quello successivo ad un fatto straordinariamente grave.
Le leggi speciali sono liberticide e fasciste.

I peggiori sono quelli che dicono e scrivono che “ci deve essere un modo” ma poi non dicono che “questo modo” è quello sbagliato perché questo modo e questo grande e perfetto ordine mondiale è l’unico che gli consente di esistere e sproloquiare i loro deliri ovunque possono.
Nessuna pace è possibile finché i “nostri morti” saranno più morti dei “loro”.
Finché i nostri meriteranno i lutti nazionali, i minuti di silenzio, i palinsesti stravolti e i loro il trafiletto in quinta di copertina, anche quando la causa della loro morte sono i disastri compiuti in funzione dell’ordine che stabilisce qualcun altro che sta qui e che lo vuole imporre anche a loro che resterebbero senz’altro più volentieri lì.
Intanto bisognerebbe interrogarsi sul perché ragazzini di diciotto, vent’anni mettano a disposizione la loro vita alla causa terrorista.
Perché degli adulti timorati del loro Dio che ci dicono sia magnifico per la sua bontà come il nostro, facciano esplodere i bambini per lo stesso motivo.
Perché alla favoletta delle 72 vergini del fantastico aldilà non ci crede più nessuno.
Lo so, è più facile essere salvini rispetto a questa situazione, ma anche il cosiddetto giornalismo italico che giustifica le bombe di Hollande, come se morire sotto a un drone sia poi così diverso che farlo al concerto e al ristorante, non scherza.

La Francia “come dopo l’11 settembre”.
Qualcuno potrebbe cortesemente spiegare se ha funzionato la strategia americana e della magnifica alleanza guerrafondaia internazionale di lotta al terrorismo, in che modo è cambiato il mondo, se è cambiato in meglio e se oggi siamo tutti più sicuri?
O al contrario se proprio quella strategia, un decennio di invasioni, di guerre mascherate da missioni di pace ed esportazioni di democrazia hanno prodotto la situazione attuale, un mondo dove uno sciagurato in caduta libera di consensi pensa di riprendersi quel consenso dichiarando guerra al nemico “liquido” che non ha un paese unico, non ha una base militare unica, non c’è un posto unico nel mondo dove lo si può individuare ed attaccare perché è un nemico che si è ormai espanso e diluito in tutto il mondo.
Il nazismo fu combattuto con una guerra di liberazione da un regime che si era imposto con l’inganno: hitler andò al potere dopo elezioni democratiche, non con un colpo di stato, il suo regime dilagò e si impose proprio con l’invasione.
Non risulta che l’occidente, l’Europa, l’America siano state invase dal nemico islamico, qualcuno ha forse obbligato popoli e paesi ad adeguarsi al suo stile di vita, qualcuno è venuto a casa nostra a dirci che da oggi in poi gli uomini devono farsi crescere la barba, le donne costrette a vestirsi col burqa e al posto del tè delle cinque e dell’happy hour è obbligatorio recitare i versetti del Corano?
Noi occidente non siamo stati invasi, abbiamo invaso, quel terrorismo è il prodotto della ribellione ben orchestrata qui anche dallo sciagurato che oggi dichiara guerra al nemico del terzo millennio: è qui che sono stati allevati i nuovi barbari.

 

 

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