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Prima di tutto, l’onestà

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A proposito del processo ai sei poi assolti dall’accusa di stupro ai danni della ragazza della Fortezza: avevo già corretto l’altro post quasi in corsa, ma non basta se poi decine e decine di associazioni coinvolgendo altra gente presumibilmente disinformata hanno sentito il dovere di richiamare ancora l’attenzione mediatica su una vicenda che invece sarebbe meglio coprire col classico velo pietoso.

Non certo per moralismo ma perché se non capiamo tutti che una donna libera è anche quella a cui piacciono le esperienze estreme in fatto di sesso, di abitudini, una che da se medesima si definisce con una vita “non lineare” ma poi rifiuta di riconoscersi in quel ruolo che lei stessa ha scelto e nessuno le ha obbligato non usciremo mai da questo assurdo trip che la donna ha sempre ragione, è sempre vittima “in quanto donna”.

Una donna autodeterminata è colei che, coraggiosamente, decide di fare della sua vita quello che vuole senza preoccuparsi dei giudizi altrui, di vivere in una società fatta anche di gente ipocrita che condanna tutto quello che non capisce, non condivide, non farebbe o che vorrebbe fare ma non ne ha il coraggio per paura, convenzioni, retaggi culturali o altro che non so.

La donna autodeterminata anche se poi si pente di aver fatto delle cose non dà la colpa a chi ha condiviso con lei certe esperienze, tanto meno si vendica denunciando una violenza che non c’è stata, non mente per proteggere se stessa e non manda in galera persone che, come hanno stabilito un tribunale e dei giudici donne, “non hanno commesso il fatto”.
E non lo hanno commesso così tanto che la procura e l’avvocato difensore della ragazza non hanno chiesto nemmeno il ricorso all’ultimo giudizio della Cassazione.
Un paio di giorni fa ho scritto un post sulla ragazza della Fortezza, ho sbagliato perché non mi ero informata abbastanza, l’ho scritto “da donna” e facendomi un po’ travolgere dall’onda emotiva, dopo aver letto la lettera dell’avvocato di uno dei sei accusati sono andata a leggermi un po’ di cose, fra le quali la sentenza di assoluzione, ecco perché non partecipo all’evento di solidarietà organizzato a favore della ragazza alla quale nessuno ha negato di essere libera, di vestirsi come vuole e di viversi la sua sessualità come le piace: nessuno.
E nessuno, ma proprio nessuno dovrebbe accusare ancora sei uomini assolti sulla base di prove concrete di essere colpevoli di un reato odioso qual è lo stupro.

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Una risposta »

  1. Biagio Bottiglieto

    Senza voler sembrare moralista, non è una bella storia, soprattutto perché da subito mi sono affiancato nella difesa di quella che sembrava essere stata una violenza classica. Ma non è così.

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