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Inconsapevole un cazzo

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Sottotitolo:  un ringraziamento ai giudici che non si arrendono, che lavorano per superare l’insormontabile della vergogna, delle leggi monnezza, dello stato che quando si esprime per bocca del suo alto rappresentante non lo fa per complimentarsi con chi riesce anche a fermare il potente quando è delinquente ma solo e soltanto per dire a loro di mettersi da parte, di non rendersi protagonisti, di lavorare con lentezza per non dare troppo fastidio. Fino ad un anno fa definire berlusconi “delinquente” poteva costare anche una denuncia per diffamazione, oggi no. Si può serenamente chiamare delinquente un delinquente vero e questo solo grazie ai giudici, non a quell’accozzaglia cialtrona che lo doveva battere e fermare politicamente.

 

Chi nella politica ha retto il sacco in tutti questi anni di corruzione, ruberie, favoritismi,  favoreggiamenti, appalti truccati, soldi pubblici spesi perfino per comprare vibratori, coperture anche per mezzo di leggi dello stato  non è migliore di chi ha materialmente commesso i reati. Se la politica proteggesse e tutelasse i cittadini – che poi sarebbe l’unica cosa che dovrebbe fare –  quanto lo ha fatto e lo fa – ancora – coi criminali che si è sempre messa in casa questo sarebbe un paese perfetto. Il più bello del mondo. Non siamo noi i manettari forcaioli: sono loro i delinquenti. E non smettono.

L’immagine dell’Italia la guastano le fiction di mafia e camorra e la condanna di berlusconi. Per non parlare dell’arresto di Scajola, già ministro dell’interno [quello  che al G8 di Genova, dopo la morte di Carlo Giuliani, diede l’ordine di sparare contro chiunque avesse provato a violare la zona rossa], ovvero il delegato alla sicurezza nazionale a cui però stava più a cuore quella di un ‘ndranghetista latitante. Bisogna leggere chi è Matacena, cos’ha fatto e come sia possibile che in questo paese i politici, i ministri, attuali ed ex [vero Nonna Pina Cancellieri?] debbano avere rapporti stretti con gente che persone normali si vergognerebbero di conoscere di vista.
Non, invece, uno stato che con la mafia e la camorra e tutte le loro derivazioni si è messo sottobraccio e ha coronato questo rassemblement, questo gioioso trait d’union, questa liaison che dura da centocinquant’anni fra lo stato e la malavita permettendo a berlusconi l’amico della mafia, di dell’utri il fondatore di forza Italia, quello che si teneva in casa Mangano  a fare da governante ai figli, di mettersi a capotavola del banchetto e che continua a servirgli le pietanze per primo così come si fa con l’ospite d’onore
.#Gomorra non è solo Napoli, Gomorra è l’Italia, da Bolzano a Palermo.

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SCAJOLA ARRESTATO DALL’ANTIMAFIA – Avrebbe favorito la latitanza dell’ex Pdl Matacena. Berlusconi si dice “addolorato”  

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Nuova tangentopoli sugli appalti Expo Arrestati Paris, Frigerio e Primo Greganti 

Per i pm è un’associazione a delinquere per pilotare i bandi: “Ci sono intercettazioni clamorose”
In carcere anche ex senatore Pdl Grillo. “Cene ad Arcore con Berlusconi e contatti con Cesare Previti” [Il Fatto Quotidiano]

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E, a proposito dell’intervista mattutina di berlusconi a Radio Capital che, essendo un network nazionale qualcuno avrà avuto modo di ascoltare,  io posso anche sforzarmi di capire questa esigenza di intervistare anche berlusconi se qualcuno ai piani alti lo ha permesso. Ormai ‘sta croce ce la dobbiamo portare fino all’ultimo. Ma quello che mi rifiuto di capire sono i toni cordiali, amichevoli, è questo parlarci come se niente fosse, è permettergli di fare ancora e ancora la parte della vittima che non è. E’ parlargli d’altro e farlo parlare d’altro e non degli stracazzacci suoi che sono tantissimi. E’ chiamarlo presidente con riverenza. E’ questa sottospecie di giornalismo, il più pericoloso perché svolto all’interno di una radio apparentemente leggera e che viene ascoltata da tanta gente e per mezzo della quale, escluso il breve sipario dell’ottimo Massimo Rocca [che ringrazio] viene fatta ormai da tempo la propaganda più strisciante pro tutto fuorché pro chi si oppone a quel tutto che viene presentato invece come il mostro cattivo. Mentre col mostro cattivo, quello vero, ci si parla simpaticamente così come si fa coi vecchi amici.

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SILVIO ’O MARIUOLO  – Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano 

Sentite questa. Martedi sera, a Roma, la senatrice pd Anna Finocchiaro si batte accanto al soave ministro Boschi per ottenere il primo via libera della commissione alla riforma del Senato che giunge grazie al sì di Silvio Berlusconi a sua volta convinto da una telefonata di Renzi. È la stessa senatrice pd Anna Finocchiaro che mercoledì mattina, a Napoli, nell’aula del processo per la compravendita dei senatori testimonia contro lo stesso Berlusconi confermando, prove alla mano, il tentativo di corruzione messo in atto dall’ex Cavaliere nel 2008 per far cadere il governo Prodi. Nella patria della trattativa stadio-mafia nulla dovrebbe più sorprendere, ma qui siamo di fronte a qualcosa di mai visto se non a teatro, nelle pochade con i mariti cornuti che quando trovano l’amante della moglie dentro l’armadio prima l’invitano a cena e poi chiamano i gendarmi. Che Berlusconi sia stato l’amante di una certa sinistra pragmatica e riformista è noto fin dai tempi della bicamerale dalemiana: prodigo di regalini il sultano di Arcore, ma anche incline ai tradimenti. La stessa attrazione fatale che ha sedotto Matteo Renzi quando a gennaio s’incontrò con il leader di Forza Italia al Nazareno per sugellare insieme il famoso patto sulle riforme. A nulla valsero le proteste: ma è un pregiudicato per reati gravissimi, ma è stato cacciato dal Parlamento, ma è Berlusconi! Niente, all’amor non si comanda. Anche l’altra sera, solo dopo una struggente telefonata, il premier ha convinto il condannato ai servizi sociali a concedere i suoi preziosi voti. Perché meravigliarsi se poi costui, tra una visita e l’altra a Cesano Boscone, si pavoneggia in tv definendosi “padre della patria”? Che poi qualche anno fa abbia cercato di corrompere qualche senatore pd, poco male. Lui è un po’ il Genny ‘a Carogna della politica. Delinque, ma a fin di bene. Sempre sotto gli occhi di Renzi, s’intende.

 

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Una risposta »

  1. su 2100 miliardi di debiti se andiamo a colpevolizzare quello/a che si è comprato l’ultimo modello di vibratore, siamo davvero cattivi ed antipopolari.
    L’immaginifico bobbolo dei piccoli mafioncelli beneficiati dal condono prima confessionale e poi eucaristico, vuole che i suoi degni caporioni esercitino senpre soddisfatti e che non si sentano mai frustrati, insomma vuole dei caporioni che abbiano il meglio del meglio, tanto gli sfizi li pagano i risparmiatori tedeschi che si comprano i nostri BTP

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