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Ha ragione berlusconi: non è la sua sentenza ad essere mostruosa ma proprio la “giustizia”

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L’arresto, con tanto di manette manco fosse un berlusconi qualunque, dell’ambulante a Roma è una vergogna che può succedere solo in un paese fatto di gente che non percepisce come più grave il reato che danneggia tutti. E che quindi è stata incapace di pretendere nel tempo una politica che non abbia sempre applicato poi nelle leggi che i Magistrati devono rispettare quando scrivono una sentenza i due pesi e le due misure in materia di giustizia, una cosa che qui da noi è diventata consuetudine [per informazioni, chiedere a berlusconi, Napolitano, Letta e Renzi]. Perché la maggior parte della gente sente come più grave il danno che la tocca personalmente. Il venditore ambulante di borse non danneggia nessuno. Le signore benestanti possono continuare ad andare a fare chilometriche file in quei negozi lussuosissimi dove si entra al massimo in tre per volta, acquistare portafogli in plastica da cinquecento euro e lasciare la libertà a chi pensa che un portafoglio non debba costare cinquecento euro di potersene comprare uno da trenta senz’aver derubato nessuno ma anzi, con la consapevolezza di aver evitato che l’ambulante si debba trasformare poi per necessità nel ladro che danneggia tutti.

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“Sentenza mostruosa” Ma B. sembra una replica (Carlo Tecce) –  20 aprile

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Berlusconi come da copione trascende nonostante l’obbligo imposto dalla finta condanna che deve ancora iniziare a scontare, non lo fa una volta ma due nell’arco di pochi giorni, nonostante l’avvertimento che, ad insulto alla Magistratura avrebbe perso il suo già non diritto ai servizi sociali. E non succede niente, sempre come da copione.

Mi piacerebbe essere ancora viva e abbastanza lucida così da potermi godere lo spettacolo del prossimo dittatorello eletto a furor di popolo, ché noi qua siamo bravi a produrne alla velocità del ventennio, quando rivendicherà anch’egli la pretesa di poter fare il cazzo che vuole e restare impunito perché ha il consenso del popolo, che in un contesto civile da paese normale dovrebbe costituire l’aggravante, non essere motivo di indulgenza. Pretesa che non potrà essergli negata perché è già stata concessa a silvio berlusconi, per questa Gloria Swanson in versione maschile, accompagnato al declino come fosse un malato terminale al quale nulla si nega e tutto si concede, circondato da un esercito di Cecil DeMille e tutti rigorosamente nel ruolo di loro stessi, ovvero,  spudorati senza vergogna che non fanno nemmeno più finta di non esserlo.

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Evasori ed evasivi – Marco Travaglio, 22 aprile

Ha fatto il giro del web la foto dell’immigrato arrestato a Roma in piazza del Pantheon e trascinato in manette come un boss mafioso sotto gli occhi esterrefatti della gente impegnata nello shopping pasquale. Non aveva ucciso né picchiato né stuprato né scippato nessuno: vendeva borse taroccate. Naturalmente nessun garantista un tanto al chilo ha protestato contro la “gogna mediatica” e le “manette facili”, come avrebbe fatto se fosse toccato a qualche frequentatore di un palazzo lì vicino: Montecitorio. Intendiamoci: nessuno giustifica i contraffattori e i loro complici, che vanno perseguiti con severità, visto che sottraggono risorse non solo alle griffe della moda, ma anche al fisco e dunque alla collettività.

Ciò che stona non è l’arresto del venditore abusivo: è il mancato arresto di chi fa le stesse cose, frodando il fisco con i più svariati raggiri, ma resta a piede libero. C’è qualcosa di mostruosamente sbagliato in un paese che porta via in catene l’immigrato delle borse farlocche e intanto manda un frodatore incallito, condannato per 7,3 milioni evasi e miracolato dalla prescrizione per altri 300, a fare il volontario in un ospizio per 4 ore alla settimana per 10 mesi fra una campagna elettorale, un Italicum e una riforma costituzionale. Abbiamo dato volentieri atto a Matteo Renzi delle cose buone annunciate nel Def: gli 80 euro in più nelle buste paga più sottili, anche se escludono incapienti e pensionati, sono meglio di un calcio nel sedere; il tetto ai compensi dei manager pubblici e anche dei magistrati è sacrosanto; l’aumento delle tasse alle banche sul regalo miliardario delle quote Bankitalia è un’inversione di rotta dopo anni di bancocrazia (anche se era meglio evitare tout court quel pacco dono). Ma sulla lotta all’evasione la bocciatura è totale. L’altro giorno, intervistato da Repubblica , il premier ha dichiarato che l’evasione “non si combatte con nuove norme”, bensì con “la volontà politica di incrociare i dati” e “perseguire i colpevoli” con l’“uso massiccio della tecnologia”. La solita supercazzola. Per punire i colpevoli, occorrono pene severe e figure di reato efficaci che oggi non ci sono. Infatti il neocommissario anti-corruzione Raffaele Cantone le chiede eccome: prescrizione, falso in bilancio, autoriciclaggio e veri poteri alla sua Authority, oggi ridotta a ente inutile perché non può sanzionare le amministrazioni che non rispettano le regole. Si spera che Renzi sia così evasivo perché non conosce la materia e non perché teme di perdere voti alle prossime elezioni europee (i 10-11 milioni di evasori votano e fanno votare). Nel primo caso, può rimediare informandosi con qualcuno che ci capisca. Nel secondo, è in malafede e non c’è niente da fare. Come ricorda il pm milanese Francesco Greco, “il sommerso del Pil ammonta a 420 miliardi con mancate entrate fiscali per 180 all’anno”. Cifre spaventose che imporrebbero – dice Greco – “una spending review che riduca i costi della criminalità economica, anche con tagli lineari”. Ma nessuna delle slide delle televendite renziane dice niente sulla prima emergenza nazionale: basterebbe grattarne il 10% per far recuperare decine di miliardi, anziché elemosinare le briciole con le spending à la Cottarelli, le pochade delle auto blu su eBay e le false riforme del Senato e delle Province. Per farlo, occorrono proprio le “nuove norme” che Renzi non vuole. La prima è sull’autoriciclaggio, per punire finalmente chi reinveste in proprio il bottino dei suoi delitti e per garantire che il prossimo decreto sul rientro dei capitali dall’estero non diventi l’ennesimo scudo-condono. La seconda è sulla prescrizione, che garantisce l’impunità a qualunque colletto bianco che derubi la collettività. Ma, per approvarle, ci vuole una maggioranza diversa da quelle del governo (avete presente l’Ncd?) e delle riforme istituzionali (col partito dell’evasore e dell’evaso). I 5Stelle, anch’essi finora piuttosto evasivi, si facciano avanti e sfidino Renzi a presentarle, garantendo i loro voti. Tutto il resto è frottola.

 

 

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Una risposta »

  1. Tutti a parlare di evasione, di evasione e mai nessuno che spieghi a chi ci si riferisce.
    Gli evasori sono i lavoratori, i pensionati, le massaie che quando vanno dal meccanico, chiamano l’idraulico, l’imbianchino, il giardiniere, vanno dal parrucchiere, non si fanno fare la fattura risparmiando il 22 %, perchè loro della fattura non saprebbero proprio cosa farsene.
    Ma allora, perchè non consentire alle persone fisiche di potersi scalare il 22% pagato in IVA in fase di denuncia dei redditi?
    Ma proprio perché il governo ci rimetterebbe dovendo restituire un importo certo a dei contribuenti onesti a fronte di un incasso di IVA che magari non viene versata nei meandri delle migliaia di operazioni da parte di finte partite iva, artigiani venuti dall’estero e poi spariti etc.. Meglio incassare il certo che andarci in pari con l’incerto.
    Ecco chi sono gli evasori, d’altronde tra irpef, contributi inps, inail, tasse comunali, regionali già se ne va il 50% degli stipendi se poi ci dovessimo mettere anche il 22% di iva allora la tassazione viaggerebbe attorno al 75%

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