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Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare, chi va con berlusconi, idem

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Caimano in ospedale, ma zoppo ci cova (Fabrizio d’Esposito e Antonella Mascali)

Piccoli liberali crescono (Marco Travaglio)

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Se Forza Italia senza berlusconi crollerà ce ne faremo tutti una ragione come siamo costretti a farcela quando un’azienda fallisce per l’incapacità dei suoi dirigenti mettendo per strada incolpevoli lavoratori.
Il centrodestra, cosiddetto, in vent’anni di berlusclownismo non è stato capace di prodursi un leader diverso dal dis_avanzo di galera e per questo tutto un paese deve subire l’onta di vedere un pregiudicato che viene ancora interpellato dalla politica e ricevuto dal presidente della repubblica? E’ una responsabilità dei dirigenti del partito, non la mia che non ho votato il partito di un delinquente e ho il diritto di pretendere che non sia un pregiudicato da galera a occuparsi di leggi per gli onesti e un presidente della repubblica che non abbia certe frequentazioni, almeno nella sua veste ufficiale.  Non cambio la mia opinione di una virgola su un presidente della repubblica che accoglie e ascolta uno che [se questo fosse un paese normale] dovrebbe parlare con qualcuno soltanto durante l’ora d’aria e il giorno dedicato alle visite dei parenti.
Resta comunque la mia preoccupazione circa la facilità con cui tanta gente, comune, normale, onesta, si lascia abbindolare dalle menzogne ripetute scientemente e opportunamente finché “non diventano la verità” [cit. Goebbels] dall’opportuna servitù che si è votata ai 90 gradi in funzione del regime, con lo scopo di far metabolizzare all’opinione pubblica, rendere un fatto normale l’oscenità continuata, ripetuta di uno stato che non sa, perché evidentemente non può, sottrarsi al ricatto di silvio berlusconi.

Un paese non è sano, prim’ancora di non essere normale, verrebbe da dire che non è nemmeno un paese, quando lo stato si pone al di sotto di un cittadino che delinque per abitudine, perché gli viene naturale, perché riconosce come unica forma di convivenza nello stato mettersi fuori e contro lo stato con la pretesa che questo gli venga riconosciuto come un suo diritto inalienabile, uno che vuole violare la legge e rimanere onesto, uno che ha rubato allo stato mentre lo rappresentava, uno che nel corso della sua carriera politica ha creato vari sistemi criminali defraudando lo stato col fine di arricchire il suo patrimonio. Uno che ha stravolto un intero paese a sua immagine e somiglianza e che in buona parte, grazie alla collaborazione di chi lo ha agevolato nell’impresa, dunque la politica che non gli si è opposta, dunque l’informazione che non informava è riuscito a stravolgere anche le regole democratiche dello stato. Non sono irricevibili le richieste di berlusconi, la sua pretesa ad avere un’agibilità politica da condannato in via definitiva qual è: è irricevibile il trattamento che gli viene ancora riservato da parte di chi dovrebbe essere garante di quella Costituzione che ordina che i cittadini devono essere  tutti uguali davanti alla legge.  Nessuno, infatti, dei veri padri costituenti aveva pensato alla deroga per silvio berlusconi.

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Caro Furio Colombo, leggo su “La Stampa” (2 aprile) questa frase di Berlusconi: “O vengono adottate misure anti-giudici o salta tutto l’impianto della riforma”. È una minaccia gravissima. È vera?
Benedetto

La frase notata con giusto stupore e segnalata nella lettera non era che l’inizio di una nuova fase nella quale, come dice Renzi, “dobbiamo farci una ragione”. Infatti non solo la frase è vera, ma subito dopo Silvio Berlusconi è salito al Quirinale. Sono certo che il lettore che ci scrive, insieme a moltissimi italiani, si sarà chiesto perché l’uomo condannato in via definitiva per frode fiscale, espulso dal Senato e, al momento, interdetto dai pubblici uffici (per due anni), non sia stato fermato in portineria e pregato di non insistere. Invece non solo la visita è accaduta, ma ci viene anche autorevolmente spiegata dalla persona giornalisticamente più autorevole e informata in materia, Marzio Breda. Scrive (“Il Corriere della Sera”, 3 aprile): “L’udienza non poteva essere negata perché a chiederla era il capo di un partito che ha svolto un ruolo di primo piano per un periodo notevolmente lungo nella vita politica e istituzionale del Paese. Berlusconi è un uomo che è stato votato e rivotato da milioni di italiani. E che si, adesso è sotto schiaffo per via di una condanna definitiva ma resta ancora alla guida di una formazione in grado di raccogliere importanti consensi elettorali e di esercitare un notevole peso nelle dinamiche pubbliche del Paese”. Prego i lettori di ricordare che il qualunquista Marzio Breda gode della fiducia dei lettori proprio perché attendibile. Dunque questo è davvero il pensiero che ha motivato e guidato l’accoglienza di Berlusconi al Colle. Sconcerta che contenga e sostenga l’argomento secondo cui i molti voti e il molto governo possano sovrapporsi a una sentenza nel senso che il leader resta leader, se lo vuole, e se lo vota un numero abbastanza grande di cittadini, qualunque cosa abbia fatto e qualunque condanna abbia meritato. Come non vedere che uno dei tre poteri su cui si fonda la democrazia viene accantonato in favore del voto inteso come cancellazione del reato e della pena prescritta per il reato? E come non temere un “precedente” nel pieno e pericoloso senso giuridico della parola ? L’evento ci sta dicendo che il potere economico, se trasformato in potere di voto, può consentire e coprire qualunque reato. Impossibile non notare che, intanto, il giudice di sorveglianza non trova il tempo per decidere se a Berlusconi tocca il carcere, la detenzione domiciliare o i servizi sociali. E che cosa deve accadere, oltre alla condanna definitiva, oltreché all’espulsione dal Senato, oltreché alla esclusione dai pubblici uffici, oltreché alla perdita del titolo di cavaliere del Lavoro, oltreché all’accumularsi di altre serie imputazioni in corso o in arrivo (per esempio: la compravendita di senatori e deputati, e dunque l’alterazione del processo di voto e di governo) per non avere più il permesso di entrare e di essere accolto al Quirinale? Perché disorientare fino a questo punto i cittadini, specialmente i buoni cittadini?
Furio Colombo – Il Fatto Quotidiano, 5 aprile

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Il condannato al Colle. Gli indagati in galera
Massimo Fini – Il Fatto Quotidiano, 5 aprile

Mi chiedo  in quale altro Paese al mondo il capo dello Stato riceverebbe un pregiudicato, non una persona che qualche anno prima ha avuto una condanna e ha pagato i suoi debiti con la giustizia, ma un soggetto che è in fase di esecuzione della pena e che solo per ragioni d’età non è ancora a San Vittore. Se il capo dello Stato avesse ricevuto Totò Riina per parlare della questione mafiosa sarebbe stata la stessa cosa. E non lo dico per paradosso. Giorgio Napolitano per giustificare in qualche modo il suo “rendez-vous” con Berlusconi si è richiamato, implicitamente, a quanto disse la prima volta che incontrò il leader di Forza Italia già condannato in via definitiva: “Un’udienza che non poteva essere negata. Perché a chiederla era il capo di un partito che ha svolto un ruolo di primo piano per un periodo notevolmente lungo della vita politica e istituzionale del Paese”. E che vuol dire? Da quando in qua il consenso autorizza a compiere delitti? Se si seguisse questa logica-illogica, Berlusconi, che gode del seguito di nove milioni di voti, potrebbe uccidere sua moglie e salire lo stesso al Quirinale. Naturalmente una volta concessogli di salire al Colle Berlusconi non si è limitato a fare gli auguri di Pasqua al capo dello Stato: “O mi dai un salvacondotto, fai in modo che io non sconti la pena, o bloccherò quelle riforme cui tieni tanto”. Un ricatto al limite dell’estorsione. C’è una malattia che colpisce i vecchi, si chiama “marasma senile” e si manifesta quando un anziano non è colpito da una patologia precisa ma si dà ad atti del tutto scoordinati e non è più in grado di governare se stesso. Ecco, l’Italia è in preda a una sorta di “marasma senile”, istituzionale e morale.
NEL FRATTEMPO gli sciagurati “indipendentisti” veneti, sospettati di “terrorismo ed eversione del sistema democratico”, ma che allo stato, come avrebbe detto Di Pietro, non hanno commesso alcun atto di violenza, non solo vengono indagati, il che ci può anche stare, ma sbattuti senza tanti complimenti in galera. La gente percepisce la differenza: quelli, solo sospettati, in carcere, l’altro, già condannato, ricevuto al Quirinale. Mugugna, ma porta pazienza. Tra l’a l t ro Berlusconi è stato condannato per un reato (frode fiscale, che non è semplice evasione, ma vuol dire aver messo in piedi un’organizzazione per frodare il fisco) che dovrebbe risultare particolarmente odioso alla cosiddetta “ge n te comune” in un periodo in cui è tartassata dalle imposte e se non riga più che dritta, si trova puntato alla gola il coltello di Equitalia. Uno pensa che il cittadino dovrebbe essere incazzato a morte col superfrodatore impunito, la cui colossale evasione ricade, pro quota, sulla sua testa. Invece no. Mugugna, pazienta. Anzi in molti continuano a votarlo. È proprio vero quello che dice Etienne de La Boétie, che siamo sudditi perché vogliamo esserlo: “Com’è possibile che tanti uomini sopportino un tiranno (ma al posto del “Tiranno” si può mettere qualsiasi altro regime, perché per de La Boétie, come per Stuart Mill, ogni potere è di per sé illegittimo, ndr) che non ha forza alcuna se non quella che essi gli danno?”.
Il popolo, si sa, è bue. Paziente come un bue. Ma bisogna stare attenti a non abusare troppo della sua pazienza. Il silenzioso contadino piemontese che per quarant’anni ha zappato pazientemente la terra, subendo nel frattempo ogni sorta di angherie, un giorno, di colpo, senza alcuna apparente ragione, dà una tremenda roncolata al primo che gli capita a tiro. Perché, come dice la Bibbia, “terribile è l’ira del mansueto”.

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  1. forse berlusconi dovrebbe aderire al movimento 5 stelle, per non essere ricevuto al quirinale.

    Rispondi
  2. …….dà una tremenda roncolata al primo che gli capita a tiro………
    urca, ma allora ci conviene andare in giro con la scorta pure a noi
    che non abbiamo mai fatto torti a nessuno

    Rispondi

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