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L’anatema e la scomunica

Sottotitolo: “pre-va-ri-ca-zió-ne: sopraffazione, abuso, prepotenza”.

Ma naturalmente se lo fa Grillo è vittoria, è “asfaltare” l’interlocutore, trattarlo come si merita, ché l’ha detto pure la Bibbissì e allora sicuramente è vero.
Roba che se qui in Rete qualcuno si permette di tentare di zittire in malo modo qualcuno che le o gli rompe i coglioni oltremodo s’invoca l’articolo 21, perché “tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero”. E questa sarebbe coerenza di cui vantarsi. La purezza di chi illumina la retta via.

***

La correttezza, la coerenza, l’onestà intellettuale trovano un riscontro in una ristretta cerchia di persone.
Quelle serie, che non pensano che si possa giocare con la dignità per svenderla all’imbonitore di turno al quale si perdona e si giustifica tutto in virtù del magnifico futuro che promette, a parole, usando il suo linguaggio, quello che la sua cultura gli consente di esprimere.
E fra quelle che non pensano che qualcuno abbia il diritto di giocare con quella altrui dandole un valore approssimativo, da misurare in base a ciò che si scrive in una bacheca facebook o in un blog. La mia è sempre uguale, proprio perché non la svendo a nessuna promessa, io sono quello che scrivo, che ho scritto e che scriverò, sempre fino al parossismo. Lo sono quando critico e lo sono stata quando bisognava criticare chi criticava troppo e male. Così è, a chi piace, e anche a chi non piace.

La libera circolazione del pensiero quando è civile, espresso nei dovuti modi è il primo pilastro della civiltà; anche quando quel pensiero non raccoglie un consenso generale, ed è proprio la possibilità di essere confutato che dà valore a quel pensiero. Perché significa che è stato pensato in autonomia, senza condizionamenti di sorta. C’è gente che è morta per consentire a tutti di poter esprimere anche un  pensiero contrario a quello comune, veicolato dalla propaganda che voleva che tutti pensassero quello che tornava utile ai vari regimi per poter consentire ai regimi di esistere. Ai tempi del fascismo quattro persone che chiacchieravano per strada venivano disperse a manganellate perché ritenute pericolosi eversivi che tramavano contro mussolini.

Mi fa ribrezzo la piazzata, mi fa orrore che da un momento all’altro  chiunque abbia voglia di dire qualcosa di non allineato al comune sentire  di chi pensa di possedere l’unica verità e la purezza che indicano la retta e unica via debba essere esposto al giudizio popolare che poi avviene nei modi che ormai tristemente abbiamo imparato a conoscere. Non è civile, non è democratico, non produce nulla se non attirarsi addosso altre critiche, salvo poi criticare chi le fa e non interrompere mai questo circolo vizioso.

Sono gli integralisti a costringere a prendere una posizione.
Io vivevo benissimo barcamenandomi serenamente fra la critica e la lode. Ma da ora in poi guarderò con più attenzione solo a quel che va criticato. Ai bambini stupidi si dà sempre ragione, i genitori incapaci concedono e perdonano tutto, io non l’ho mai fatto nemmeno con mio figlio.
Figurarsi quanto mi può interessare di chi s’impermalosisce se gli tocchi il leaderino, che si chiami Grillo, Renzi o il delinquente matricolato.
Eppure vent’anni di berlusconi avrebbero dovuto insegnare qualcosa. Invece siamo ancora qui, all’idolatria incondizionata.
Da una parte l’impegno, apprezzabile e apprezzato anche da chi non ha votato il Movimento, dei parlamentari a 5stelle, dall’altra le solite idiozie quotidiane del suo fondatore, quelle che inevitabilmente  inquinano il giudizio positivo sul loro operato.

Fa più danni  Grillo al Movimento di tutto ciò che lui pensa di contrastare sottoponendolo al giudizio dei frequentatori del suo blog.
Tipo la quotidiana pagellina al giornalista o la votazione interna al clan per decidere chi deve abbandonare la casa come al grande fratello.

  

IL PREMIO DI BEPPE (Sebastiano Messina)

Per esempio, queste cazzate a chi sono utili, quale giusta causa vanno a sostenere? Sono azioni meritevoli di essere condivise, di essere applaudite, e quant’è bravo Grillo che fa la pagellina pubblica al giornalista dando la stura alla solita selva di insulti? Questo è quel che gratifica il grande movimento dei rivoluzionari del terzo millennio? Perché se è questo mi tocca stare per forza dalla parte del giornalista, anche se poi certi giornalisti, molti,  io li critico tutti i giorni da anni, da prima della pagellina di Grillo. Ma il sistema del bersaglio grosso no, non lo posso condividere mai. Lo squadrismo dei tanti contro uno, nemmeno. Perché  lo squadrismo, la gogna, l’esposizione al giudizio popolare sono fascismo, e non c’è nemmeno da ricamarci troppo intorno. Ma ovviamente chi pensa che il vaffanculo sia il viatico per il risveglio collettivo non capisce che approfittare di una visibilità per esporre gente all’insulto pubblico sia una forma di violenza. Che dare il la ad una manica di esagitati che sfogano le loro frustrazioni via web non rivoluzioni proprio niente, a parte demolire quel residuo di civiltà sul quale ancora possiamo contare.   Le pagelle sono un’istigazione all’insulto e alla violenza e non smuovono di una virgola lo stato pietoso dell’informazione, è un parlare alle pance, come fa la lega che istiga alla discriminazione e al razzismo. 
Siccome l’informazione lapida allora si risponde tirando altri sassi. Beh, ottimo, coi mezzi che ha Grillo potrebbe davvero dare un contributo utile, invece preferisce fare quello che gli fa ottenere tanti clic nel blog, perché le discussioni pacifiche in Rete non fanno share. E non fanno guadagnare con gli sponsor.
Dare della troia ad una donna com’è accaduto a Maria Novella Oppo, una professionista che come tanti può non eccellere nel suo lavoro ma non per questo si merita l’insulto pubblico espresso da chi non ci mette nemmeno una faccia non è  semplice maleducazione ma sessismo, squallido, che come tutti gli insulti relativi al genere, come alla razza, come all’orientamento sessuale, è offensivo discriminatorio, quindi fascista. Alla Oppo non sono stati fatti degli appunti circa la sua presunta  scorrettezza professionale relativa a quel che scrive sui 5stelle; è stata insultata perché brutta, cessa, perché chi se la scoperebbe e che lo dico a fare? troia di default. La gente comune non si prende a troiate in faccia, anche perché se lo facesse di persona qualcosa rischierebbe, così no. E’ facile, facilissimo. Ecco perché lo fanno gli imbecilli, i fascisti e i fascisti imbecilli.

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