Feed RSS

L’ostatista decaduto

 

Mauro Biani

 Statista: “persona che ha una profonda esperienza, teorica e pratica, dell’arte di governare uno stato”. Se qualcuno ci legge la descrizione anche minima di qualcosa che abbia a che fare con silvio berlusconi si merita un premio.

Ormai non dovrebbe essere più un’ipotesi ma un’assoluta certezza che berlusconi non faccia mai cose per il bene di qualcuno ma che tutto quello che ha fatto, fa e farà è esclusivamente per il suo. 

E allora mi chiedo perché un paese intero deve essere stretto nella morsa mediatica di ogni puttanata che pensa e fa il delinquente condannato per i suoi interessi. Mi chiedo perché si debba dare tanto spazio ai soliti teatrini di lui che parla, dice cazzate, le solite da vent’anni e la gente, spettatori della sua solita platea lobotomizzata e molto spesso pagata buoni per tutto, dalle comparsate dalla de filippi alle manifestazioni davanti ai tribunali, passando per i tributi “affettuosi” sotto le sue case  e per questi improbabili congressi applaude, lui che fa finta di sentirsi male per le troppe “emozioni”, il medico pietoso che accorre e via così, fino alla prossima occasione.

Un film noioso visto e rivisto e che ciclicamente viene riproposto a reti unificate. Il solito Truman show spacciato per notizia di interesse nazionale che merita aperture di telegiornali, prime pagine dei quotidiani e titoloni sensazionalisti al pari di una scoperta scientifica che cura e guarisce malattie.

A meno che qualcuno non creda davvero alla scissione, ai due partiti, a cicchitto, alfano, ai falchi e alle colombe. 

berlusconi è un inguaribile delinquente, uno con manie compulsive anche piuttosto serie che vede comunisti ovunque, che pensa che la legge sia un orpello, un complemento d’arredo di cui si può fare a meno, uno che non esita a giurare il falso sulla testa dei suoi figli, il Nerone dell’era moderna sempre pronto col fiammifero acceso a dare fuoco a tutto quello che ostacola i suoi progetti delinquenziali. Uno che nulla ha fatto per il bene della politica e del paese che verrà ricordato dai libri di storia come un incantatore di serpenti, il gran visir della menzogna, dell’illegalità e dell’indecenza che solo in un paese ridotto ai minimi termini culturalmente come il nostro avrebbe potuto trovare quel terreno fertile che gli ha permesso di spadroneggiare come un ras del quartiere, di farsi beffe di ogni regola minima di civile convivenza. Non è uno statista ma un truffatore, un fuori legge seriale. Tutti quelli che gli stanno intorno lo fanno per ricavare qualcosa e non certo per sentimenti di affetto e stima.

E’ tutto questo e molto altro che ha dimostrato ampiamente, che non ha mai nemmeno nascosto peraltro ma per il circo mediatico italiota da lui ancora controllato e che quindi può orientare eccome l’opinione pubblica  le prove non sono ancora sufficienti: tutto quello che pensa dice e fa deve diventare una notizia da riportare con enfasi in modo tale che le “novità” prendano il sopravvento sull’accaduto reale che è e resta quello di un condannato che da 108 giorni latita a cielo aperto, alla luce del sole e tutto questo sta bene alla politica e alle istituzioni. 

Tutto il resto è farsa, finzione, l’ultimo chilometro di un infinito viale del tramonto sul quale nessuno ha il coraggio di mettere la parola “FINE”.

 

TRA COMPARSE E MALORI COM’È TRISTE FORZA ITALIA NELL’AUTUNNO DI SILVIO 

Schifazzi & Alfapoti
Marco Travaglio, 17 novembre

Che differenza c’è tra Alfano, Schifani, Cicchitto, Formigoni, Quagliariello, Giovanardi, Lupi & C., insomma il “Nuovo Centro-Destra” (Ncd) e Sergio De Gregorio? Una sola: quelli hanno tradito gli elettori del Pdl (che votano Berlusconi, non certo loro) non per soldi ma per poltrone, mentre questo tradì Di Pietro e il centrosinistra per soldi e per poltrone. Che differenza c’è fra l’allegra brigata Ncd e Razzi&Scilipoti? Nessuna. Niente. Nisba. Nada. Razzi&Scilipoti, eletti nel 2008 con l’Idv (centrosinistra) per fare opposizione al governo Berlusconi, passarono col Pdl nel novembre del 2010 per fare da stampelle alla maggioranza divenuta minoranza dopo la defezione dei finiani.

Alfano, Schifani & C. sono stati eletti nel Pdl per contrapporsi al Pd di Bersani. Poi, insieme a Berlusconi, hanno tradito una prima volta il mandato elettorale andando al governo con il Pd (che a sua volta ha tradito il mandato elettorale andando al governo con il Pdl). E ora hanno tradito una seconda volta il mandato elettorale, staccandosi dal Pdl dopo aver capito che le loro posizioni inciuciste erano minoritarie in Consiglio nazionale. Naturalmente l’ultimo che può scandalizzarsene è proprio Berlusconi: chi di tradimenti ferisce, di tradimenti perisce.

L’unico leader di questo ventennio che non può essere accusato di aver cercato ribaltoni è Romano Prodi, che anzi ne subì due, entrambe le volte in cui andò al governo: ed entrambe le volte rifiutò di raccattare voti qua e là per tirare a campare, andando alla conta in Parlamento a costo di farsi sfiduciare e di andare subito a casa, secondo una prassi mai seguita da alcuno e sgradita al Quirinale (Napolitano ha così tanto rispetto del Parlamento da patrocinare regolarmente crisi extraparlamentari e da aver accettato le dimissioni di due governi, il Berlusconi-3 e il Monti, mai sfiduciati dalle Camere).

Qui naturalmente non si tratta di stabilire chi sia peggio fra B. e i suoi ex complici divenuti nemici: è una bella gara da cui è meglio astenersi. Si tratta però di alzare lo sguardo dalle contingenze quotidiane, per capire quali conseguenze avrà lo strappo nel Pdl sulla politica italiana. A leggere la grande stampa, Alfano è una sorta di nuovo De Gasperi che ci regalerà un centrodestra normale, moderato, liberale, europeo. Per non parlare di Schifani, cui già quand’era presidente del Senato furono eretti memorabili monumenti di saliva. Tutti hanno già dimenticato che questi due signori hanno prestato il loro nome e la loro eventuale faccia a tre leggi, o “lodi”, poi dichiarate incostituzionali dalla Consulta: il lodo Schifani per impunità delle cinque alte cariche dello Stato (cioè di B.), il lodo Alfano per l’impunità delle quattro alte cariche dello Stato (cioè di B.), il legittimo impedimento Alfano per l’impunità del premier e dei suoi ministri (cioè di B.).

Ora questi due impuniti vengono a raccontarci che B. deve scindere le sorti dei suoi processi da quelle del governo. E trovano pure qualcuno che li prende sul serio, anziché risate e pernacchie. Sul Corriere si legge che Alfano parla ogni giorno al telefono con Napolitano. E tutti sanno che a incoraggiare questi conigli travestiti da colombe a rompere con B. sono stati Letta e Napolitano: anche e soprattutto con la garanzia che per un bel po’ non si andrà a votare. Altrimenti gli elettori li asfalterebbero, visto che senza B. non prendono un voto nemmeno nelle rispettive famiglie.

Quel che accadrà nei prossimi mesi è un film già visto nell’anno di Monti: B. passerà all’opposizione di un governo immobile (altro che stabile) che non fa nulla o, se fa qualcosa, è per imporre nuove tasse e sacrifici. Uno spot permanente per B., che è già in campagna elettorale contro il governo delle tasse e dell’euro. Così, quando finalmente si voterà, B. risorgerà un’altra volta grazie a quelli che pensavano di averlo ucciso. E la speranza di un centrodestra normale, anziché più vicina, sarà più lontana. Ringraziamo anticipatamente i grandi strateghi per questo bel regalo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...