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Di chi è la colpa? ma di internet, si sa

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Roma, facevano prostituire due minorenni. Cinque arrestati: c’è una delle madri. Le due ragazze, 14 e 15 anni, erano state adescate su un sito di incontri. Svolgevano la loro attività in un appartamento del quartiere Parioli e i loro sfruttatori intascavano una percentuale dei compenso, come una mamma delle ragazze [Il Fatto Quotidiano]

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Sottotitolo: insegnate ai figli  maschi e femmine che la prostituzione fa schifo, anche se è legale. Che vendere se stessi è degradante, umiliante, e che nessuna extrema ratio può giustificare la commercializzazione della carne umana. Che è sempre una questione di domanda che corrisponde poi ad un’offerta: meno domande, meno possibilità di offerte. A molti uomini – in Italia sono milioni i clienti fissi delle prostitute – piace esclusivamente l’idea di poter disporre di un corpo come vogliono solo perché lo stanno pagando. Ed è questo che fa perdere ogni senso alla definizione di scelta libera, o perlomeno ne fa perdere nella misura in cui una donna accetta di essere comprata per essere utilizzata come un’aspirapolvere, un oggetto qualsiasi; dov’è l’emancipazione, quella che ha portato milioni di donne nelle piazze di tutto il mondo per dire che non volevano essere oggetti?  posso anche capire quelle donne che dicono di star bene, che considerano davvero la prostituzione un mestiere, smetto di capire però quando vorrebbero imporre questa visione anche a chi non lo pensa. E non certo per motivi di chiusura mentale – di me tutto si può dire fuorché questo – ma proprio per il contrario. Perché se cultura deve essere, se tutto passa per la cultura quindi anche l’evoluzione di un paese e del mondo ci sono numeri che sarebbero dovuti calare, invece la prostituzione aumenta perché aumenta la richiesta, e come per tutte le cose finché c’è richiesta ci sarà anche l’offerta. Di uomini realmente impossibilitati ad avere una donna che soddisfi le loro pulsioni sessuali, penso ai diversamente abili, ce n’è solo una minima percentuale, non certo la decina di milioni di quelli che in questo paese vanno regolarmente a servirsi al mercato del sesso foraggiando così criminalità e malavita e incentivando lo sfruttamento. E nei paesi civili ci pensano i servizi sociali a mandare a casa dei diversamente abili ragazze e donne specializzate ad esercitare su un corpo che risponde alla vita solo in parte dei massaggi particolari che li aiutano a soffrire di meno la mancanza di un rapporto sessuale completo.

L’evoluzione sociale e storica passa anche per il superamento di un luogo comune falso e ridicolo come quello della prostituzione quale mestiere più antico del mondo. Perché se una segretaria potesse guadagnare tanto quanto una prostituta, farebbero tutte la segretaria. E solo gente con un senso molto superficiale dell’umanità o quella coinvolta e interessata e che quindi ci tiene che la prostituzione continui ad esistere può pensare e dire che prostituirsi sia la stessa cosa di svolgere un mestiere o un’altra professione qualsiasi. In Svezia si perseguono legalmente i clienti indipendentemente dall’età delle prostitute. E funziona. La prostituzione è stata quasi azzerata; sono incivili, proibizionisti e bigotti in Svezia, da sempre considerata il paese emblema della libertà dove si può fare sesso anche ai giardinetti alle dieci di mattina?

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30, 35 anni, facoltosi commercianti e professionisti: è l’identikit dei clienti delle prostitute ragazzine dei Parioli, quelli che sono disposti a pagare fino a 500 euro una prestazione sessuale venduta da ragazzine che non gli sembravano tali.
Premesso che uomini di quell’età, ricchi, benestanti, un buon lavoro e che si presume abbiano anche una buona vita sociale non dovrebbero avere nessuna difficoltà a procurarsi la scopata gratis, se lo facessero con ragazze e donne della loro età sarebbe meglio hanno sicuramente dei problemi psicologici e prim’ancora di essere condannati dovrebbero essere curati, io ci credo che non si erano mai accorti che le ragazze fossero così piccole. Perché vedo come si conciano e si acconciano ragazzine di quell’età che a sedici, diciassette anni hanno dimenticato perfino il colore naturale dei loro capelli. 
Questi genitori “moderni” che hanno sempre tanta paura che le loro figlie e figli si sentano esclus* dalla comitiva, dai compagni di scuola e allora permettono tutto, e guai a dire che non è giusto che una ragazzina di sedici anni ne debba dimostrare venticinque o che una di dodici e tredici dovrebbe colorarsi faccia e unghie solo a carnevale: l’accusa di fare del moralismo è scontata. 

E non sia mai che a quindici anni non debbano avere il permesso per rientrare anche alle tre di notte. 
Imporre un orario ed esigere che si rispetti è già una regola che forma, che pone quei limiti che devono esserci quando si vive in famiglia, prima di tutto per rispetto di padri e madri che perdono anni di sonno aspettando che i figli rientrino a casa la sera e la mattina dopo devono alzarsi per andare a lavorare e poi perché la vita di strada, dei locali, oltre la mezzanotte non è quella che si abbina ad un adolescente maschio o femmina che sia. 

E figuriamoci allora se una ragazzina di quindici anni, minorenne può decidere di andarsene da casa per andare a vivere da sola e alla famiglia questo va bene. Come fa a vivere da sola una ragazzina di quindici anni, nessuno in famiglia, nonni, zii ha mai pensato di denunciare quei genitori sciagurati per abbandono e omessa sorveglianza di minore? E’ legalmente impossibile che un figlio possa decidere di andarsene di casa quando è minorenne. Se i genitori lo permettono vanno perseguiti penalmente.
Così come nessuno in famiglia si era accorto che le ragazzine frequentavano siti internet per incontri dove si presentavano come maggiorenni. 

Questi ragazzini e ragazzine sempre connessi a internet senza il benché minimo controllo da parte dei genitori che non sanno dove vanno, cosa leggono, con chi si relazionano in Rete. 
 Genitori  sempre più assenti, distratti e indaffarati che mettono in mano a figli bambini computer, iPod e smartphone senza curarsi poi di quello che ci fanno salvo poi raccontarsi la solita storiella che di tutte le cazzate che fanno i figli con la loro complicità – che non ammetteranno mai – è sempre colpa di internet e di facebook, il cancro sociale del terzo millennio. 

Perché è molto più facile dare la colpa al mostro che non ha un volto piuttosto che prendere atto che i veri mostri sono loro. 

Una storia più terribile di questa si fa fatica anche ad immaginarla, una madre che vende sua figlia e l’altra che dopo averle concesso tutto compresa la fuga da casa per non doversi occupare di lei si meraviglia che la figlia abbia buttato via la sua vita a quindici anni per la griffe e l’idea della bella vita.

Ma la colpa, ça va sans dire, è di internet, mica di questi genitori che non sono più capaci di insegnare nulla ai loro figli che abbia a che fare col rispetto di e per se stessi e con quel sano senso del pudore personale che è necessario per rispettarsi e farsi rispettare.

E smettiamola inoltre di darci sempre la colpa di tutto; non diamoci sempre la colpa di tutto. E non diamola nemmeno a berlusconi che ha trovato un terreno già ben concimato per istituzionalizzare la sua immoralità. C’è un film del 1951: “Bellissima”, che racconta la storia di una madre che propone sua figlia bambina ad un regista per un film. E’ insita soprattutto nelle madri che la proiettano sulle figlie femmine quella voglia di rivincita verso la vita, verso tutto quello che loro non hanno potuto fare ed essere.  E la cosa più terribile è che entrambe le protagoniste di questa vicenda squallida sono state riaffidate alla famiglia. Famiglia quella dove una madre prende la percentuale sulle marchette della figlia bambina e dove una madre si accorge della vita che fa la figlia perché si compra i vestiti e tiene nel portafoglio banconote da 100 euro?

E’ questa la famiglia che difendono chiesa e politica?

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  1. veramente sono anni che lasciando andare le cose inevitabilmente alla Murphy è tutto peggiorato, degradato, per non parlare poi di quel povero padre di famiglia che hanno incriminato per un ceffone al figlioletto o del ragazzo padre che deve sottostare al ricatto giornaliero sessuale e abbandona tutta la sua autorità di pater sulle spalle della sua compagna sempre più stronza ed offuscata dalle pubblicità televisive.
    Della prostituzione intellettuale, poi, ci occuperemo nel prossimo scritto.

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