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L’anziano signore

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Sottotitolo:  Grillo può piacere o non piacere, e le due cose possono coesistere nella stessa persona, ma buona parte dell’informazione deve mettersi in testa una nozione non così ardua da comprendere: ci sono milioni di italiani che non amano Giorgio Napolitano, adducendo motivazioni granitiche, e per questo non vedono l’ora che la sua monarchia infinita ceda il passo a una nuova era. In Italia non sono tutti Scalfari: c’è anche chi si ricorda le leggi ad personam firmate, le decisioni prese in assoluta (e pericolosa) autonomia, le telefonate con Mancino, l’imposizione di Monti prima e Letta poi, il suo non essere super partes, il suo difendere lo status quo. Eccetera eccetera eccetera. Stampa, tivù e Pd si rassegnino: Napolitano è per molti il peggiore Presidente nella storia della Repubblica italiana. Il diritto di lesa maestà non esiste, se non nelle loro teste. E nessuno è intoccabile, anche se a tanti piacerebbe. [Andrea Scanzi da facebook]

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‘Subito al voto, se perdiamo non continuo’
Grillo contro Napolitano e le larghe intese
 

“Porcellum? Napolitanellum è peggio” (video)Letta: “Vuole instabilità”. Epifani:”Stop propaganda”
“Il capo dello Stato è un anziano signore con cui ho problemi. Chiederemo l’impeachment” (video)

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BLITZ DI GRILLO IN SENATO: “SE PERDIAMO ME NE VADO” (Paolo Zanca)

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Riccardo Mannelli per Il Fatto Quotidiano

Cos’ha detto Grillo di così insensato quando ha chiesto per l’ennesima volta – lo fa solo lui peraltro, tutti gli altri si guardano bene dal far notare l’inadeguatezza di Napolitano –  l’espulsione di un presidente della repubblica che non rappresenta più nessuno se non le sue inutilissime, dannosissime e costosissime larghe intese? da novanta giorni c’è un pregiudicato condannato a piede libero, il partito che doveva essere l’opposizione sta governando [si fa per dire] con quello del pregiudicato, ha incassato tutto senza fiatare: gli attacchi eversivi di berlusconi contro lo stato e la magistratura, i ricatti, le minacce, i moniti di Napolitano non contro il delinquente condannato, vergogna della democrazia, dello stato di diritto, di un paese semplicemente sano e normale ma contro quei giudici che dopo vent’anni sono riusciti a scrivere su un documento ufficiale che un delinquente è davvero un delinquente – ché non sia mai si debba alterare il prezioso equilibrio di quest’accozzaglia definita governo di necessità – e poi il pericolo per la democrazia è Grillo che vuole mandare a casa il peggior presidente della repubblica che abbia mai messo piede al Quirinale [ché se fosse stato il migliore non l’avrebbero certamente rieletto un’altra volta, ma per fare questo semplice ragionamento ci vorrebbe un cervello che pensa, anzi, ce ne vorrebbero tanti].

Napolitano non è un anziano signore con cui Grillo ha problemi, è un personaggio  che fa politica da sessant’anni e quasi tre mesi e che crea problemi a tutto il paese, impedisce un normale decorso della democrazia interferendo in ambiti che non gli competono, assumendo posizioni manifestamente pro qualcuno e contro qualcun altro. Non è affatto quell’arbitro super partes né quel garante di una Costituzione che sta per essere stravolta e violentata per una sua precisa richiesta di chissà quali riforme, e chissà quali sono quelle riforme che non si possono fare senza demolire l’ABC di questa democrazia sfigurata da una politica indecente e assente e che solo su quella Costituzione può ancora affidarsi. E forse è per questo che Napolitano e i suoi vogliono metterci le mani a tutti i costi.

E non c’è bisogno di aver votato il MoVimento per capire che in questi ultimi mesi le cose più sensate sono arrivate proprio da lì, spesso in forme sbagliate ma di fronte allo scempio che ci costringono a ingoiare come ultima ratio prima della catastrofe ci vuole un bel coraggio a cercare e pretendere anche la sostanza delle belle parole.

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M’illumino di Renzi
Marco Travaglio, 29 ottobre

Al posto di Renzi, nel leggere le cronache turibolanti dei giornaloni sulla sua meravigliosa persona, i suoi programmi palingenetici, il suo “fluido” magico e la sua “erotica sociale” che ingravida le donne con la sola forza del pensiero, faremmo i debiti scongiuri. I cimiteri della politica sono pieni di leader, o pseudotali, osannati e issati sugli altari della stampa al primo afrore di vittoria e poi cestinati senza pietà con la stessa frettolosa disinvoltura. B., D’Alema, Veltroni, Casini, Fini, Monti e perfino Letta nipote. E, prima, tanti altri salvatori della patria che non han salvato nulla, né la patria né se stessi. Il salto sul carro del vincitore, la sola disciplina olimpica in cui eccelle l’intellighenzia italiota, è vecchio come lo stivale. Ma di solito porta una sfiga boia. Pare trascorso un secolo da quando, due anni fa, l’uomo della Provvidenza era Monti, avvolto nel sobrio loden cantato dalla stampa come un vello d’oro. “Il cappotto in loden è la vera divisa dei maschi della borghesia milanese di stampo e tradizione calvinista; quella da ottimi studi anche all’estero, solidi matrimoni, volontariato e parche vacanze in montagna o nelle belle case sui tanto piovosi laghi” (La Stampa). “Monti è un signore con la tazza di the a Saigon” e un giorno “a Bruxelles ballò un valzer con Emma Bonino”, ma “in maniera sobria” (Repubblica ). “Sobria” pure la moglie Elsa: “Elegante, riservata, altruista: non servono altre parole.

Né lei stessa gradirebbe un’aggettivazione eccessiva per descriverla. La sua sobrietà non lo sopporterebbe” (Style , mensile del Corriere ). Sobrio persino il cane (non Empy, ma il suo “golden retriever” prematuramente scomparso). Sobri i mezzi di locomozione: “La signora Monti è arrivata da Milano con un sobrio Frecciarossa” (Chi by Alfonso Signorini, uso a leccare ben altre famiglie: ma certe lingue, una volta messe in moto, nonriesci più a fermarle). Roba che nemmeno i Cinegiornali Luce. Poi arrivò Letta jr., fra odi, ditirambi e lecca-letta: “Questa è l’ultima spiaggia della Penisola: più in là c’è solo il mare in tempesta e un azzardo pericoloso. L’Italia ha voglia di novità. È primavera: bisogna cambiare aria nelle stanze e nel cervello. Letta è un uomo competente, calmo e relativamente giovane” (Severgnini, Corriere . “Non ha citato Kennedy — ‘la fiaccola è stata consegnata a una nuova generazione…’ — ma ha detto più o meno le stesse cose, Napolitano. Le ha dette mentre affidava l’incarico a un uomo di cui potrebbe essere il nonno… L’Italia, considerata gerontocratica, si colloca all’avanguardia in Europa. La rivincita dei figli degli anni 80. A Palazzo Chigi arriva il ragazzo che amava il Drive In e gli U2” (Cazzullo, Corriere ). “Non c’è commento migliore al governo appena nato della foto che ritrae Napoletano mentre stringe le mani di Enrico Letta. Ed è difficile capire dove cominci la stretta del primo e finisca la presa del secondo, come padre e figlio sinergicamente s’affidano l’un l’altro prima delle navigazioni impegnative della vita” (Cusenza, Messaggero ). “Un medico per l’Italia. Enrico Letta aveva promesso competenza, freschezza, nomi non divisivi. Il risultato corrisponde pienamente all’impegno” (Scalfari, Repubblica ). Ora tocca a Renzi: “Quello strano fluido della Leopolda: così il sindaco diventa fidanzato d’Italia”, “su un campione di 500 donne interpellate per sapere con chi ‘vivrebbero un’avventura’, Matteo batte tutti: come flirt ideale (26%), come amante per l’avventura di una notte (19%), come cavaliere di una serata di gala (20%), e anche come salvatore durante un incendio (28%). Chi ha trascorso tre giorni a Matteolandia torna a casa convinto che questa specie di misterioso fluido di entusiasmo, di intensa e accesa passione per il leader vuol dire certamente
qualcosa” (Repubblica ). Tant’è che un lavoratore di call center confida, sempre a Repubblica : “Ho preso un aereo per un sindaco e mai per una donna”. Perché, incensa il quotidiano, “i messaggi del corpo hanno di bello che pretendono attenzione a prescindere dalle idee”. Del resto, il nipotino di Fonzie che fa? “Smantella totem e sfata tabù”, “in jeans e camicia bianca rovescia stereotipi e butta giù steccati”, mica cazzi. Poi “apre il cantiere del nuovo Pd”, talmente nuovo che “su Berlusconi tace” e dice “dell’appello dei costituzionalisti non so che farmene” (ma bravo), “declina parole come speranza e dignità”, perché “la ‘rivoluzione della semplicità’ è già nel linguaggio, privo di incrostazioni retoriche”. E via col “patto in quattro punti” (Corriere), anzi il “patto di Matteo con Letta e il Quirinale” (Repubblica ), senza scordare l’immancabile “agenda Renzi” (Corriere : do you remember Agenda Monti?).
Avanti così per qualche mese, poi avanti il prossimo (Marina?). 
Ne uccide più la saliva che la spada.

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  1. non mi sembra giusto regalare a silvio tutto il merito della quotidianeità della vita sociale del nostro bel paese. Pensa quanti ragazzi si vedono togliere un buon 50% dalla loro busta paga perchè, qualcuno con l’accordo di tutti, sindacalisti da 8000 euri al mese compresi, stabilì a suo tempo che i caporioni potevano lasciare in dono il 65% della loro robusta pensione alla badante od alla lontana parente ventenne sposata sul letto di morte, norma credo modificata solo l’anno scorso dalla fornero. E per caporioni intendo gente che ha disponibilità finanziarie già elevate, pensa a quel giornalista inviato rai che ha beneficato quella ragazza che ogni tanto si vedeva in tv e che non aveva difficoltà di ammetterlo e che nella sua vita non si sposerà mai per non perdere il beneficio sul groppone dei nostri amati giovani per almeno altri 50 anni. Ma almeno le pagassero in buoni spesa da consumarsi rigidamente qui da noi e no che l’inps manda i bonifici in EURO nei paesi esteri dove queste persone son tornate.
    Perchè su questi argomenti non ci fanno le loro belle trasmissioni con tanto di nomi e responsabilità di partiti, sindacati ed altro?

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