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#19o – La frustrazione del giornalista di regime

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Sottotitolo: Un paese civile non può prescindere da una corretta informazione. #vergognaitalia #19O

 

 La Rai ha tre inviati diversi in piazza Porta Pia. Due lanciano le bombe carta e uno commenta in diretta. [cit.] #19O

Un paese civile non può prescindere da una corretta informazione. E’ uno stillicidio reiterato, in ultimo ieri la notizia che l’ODG che in vent’anni di conflitto di interessi, di menzogne, diffamazioni e calunnie spacciate per giornalismo non ha mai fatto un plissè si occuperà di Santoro. Il danno, la beffa e il linciaggio verso uno dei pochi che, a modo suo e col suo stile le cose almeno le ha sempre dette. Io mi sento violentata tutti i giorni dalle bugie con cui cercano di addolcire, nascondere quello che ormai non è più possibile ignorare. Noi vittime sempre che dobbiamo pure finanziare, di diritto o di rovescio certa spazzatura, ché hai voglia a dire che questo e quello non prendono soldi dallo stato, e poi sentire pure certi opinion makers farci la morale dai loro pulpiti magari fra una risatina e una canzonetta in radio. Non capisco perché sallusti, belpietro, ferrara e compagnia servente ben posizionata su tutti i media di regime, Rai compresa, possono loro sì minacciare la civiltà di questo paese e l’altro giornalismo, quello cosiddetto indipendente fa così fatica a riconoscerlo, a vedere la violenza vera dov’è. E invece di diffondere idee buone, fatti realmente esistenti si spertica in propaganda a favore di qualsiasi potere vada bene al re d’Italia di questo nuovo millennio. E quando può si mette pure di traverso davanti a quei pochissimi che osano guardare dietro il dito.Una stampa e un’informazione il più possibile libere dall’influenza della politica sono il fondamento di qualsiasi democrazia che voglia dirsi civile, libera davvero.

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18-19 ottobre. I media alla guerra immaginaria

Ma chi controlla i media? Diciamo meglio: che cavolo ha in testa chi li governa? Lo spettacolo mediatico intorno al 18 e 19 ottobre è stato così indegno che persino un signore perbene e molto governativo come Enzo Foschi, capo segreteria del sindaco di Roma Ignazio Marino ed esponente del Pd romano, è stato costretto a twittare: “I veri Black bloc sono tutti quei giornalisti infiltrati nel corteo… delusi dal fatto che non scorra sangue…”.

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C’è la manifestazione. Non è una notizia.C’è una folla immensa di gente che ride, passeggia, racconta slogan. Non è una notizia.C’è uno striscione magnifico, la sintesi è poetica e racconta la forza e la storia e la potenza di chi non si rassegna e lotta. Non è una notizia.C’è un gruppo di ragazzi e ragazze che hanno fatto nottata per comporre dei cartelli in cui c’è scritta bellezza, tenacia, sogni, rivendicazioni. Non è una notizia.C’è una donna che è arrivata con il passeggino e il bimbo e dice che ha lo sfratto e che non ha stipendio e abbraccia e bacia gli amici che guardano il bimbo e gli fanno le smorfie. Non è una notizia. Passa avanti.C’è una ragazza giovane, carina, estetica spendibile sui media. Può scapparci una copertina. Dai, si. E’ proprio bona. In fondo che ce ne frega della lotta. Il punto è che c’è figa. Quella è una foto da fare.C’è un ragazzo che ha uno zainetto nero. Bisogna seguirlo. Ha uno sguardo così e così. Sicuramente vi porta in mezzo agli scontri, ed è lì la notizia. Invece il ragazzo siede, apre lo zaino, e tira fuori panini per gli amici. Che palle! Neanche questa è una notizia.Dopo un paio d’ore reporter, giornalista, sono talmente frustrati che inseguono scie di fumo immaginarie, sentono un pedardo in lontananza e comunicano in redazione che c’è un attentato, la tizia col fumogeno viene descritta come capo di un attacco ai “civili”, e poi arrivano all’angolo tra via tot e via bah e lì c’è una rissa di un tale che è sempre parcheggiato all’angolo, un po’ ubriaco, che bestemmia e insulta un altro che pure lui non sta tanto bene.Ecco: fotografia, lancio d’agenzia e titoli da terrore mediatico. Abbiate paura. La piazza è terrore. Non scendete in piazza. Non lottate per i vostri diritti. Vedete? Siete in pericolo. Lì c’è brutta gente. Lì dove? Ma lì… non vedi? Dici che le uniche persone mascherate sono militari? Ma no… che dici. Dunque: se hanno fatto la zone rosse c’è un motivo.Ecco. Articolo fatto. Prendi la foto dei due ‘mbriachi. Mettici due agenti che passano per caso, poi tira fuori una fotografia di repertorio dei black bloc, metti che uno degli ‘mbriachi aveva in mano una specie di rotolo di giornale e giù con l’analisi della fenomenologia del rotolo assassino, ‘ste armi contundenti usate dai manifestanti, immagina un sequestro di rotoli assassini nella vicinissima tipografia (il covo dei violenti).E nel frattempo il corteo scorre. La gente aumenta di numero. I bambini ridono. Gli adulti cantano. I militari non c’hanno un cazzo da fare. Ma il giornalista ha avuto la sua storia.Perché il punto è che se non c’hai una notizia, beh, inventala. Scoraggia le persone e allontanale dalle lotte. Devono sapere che dalla piazza non si torna. Devono saperlo. Devono.E comunque, via, fategli un regalo a ‘sto povero giornalista. Non vedete che pena? Nessuno che indossi un passamontagnino per farsi fotografare? Capitelo. Ha famiglia, se non porta qualcosa ci sta che lo licenziano…Bisogna essere solidali tra precari. No?

via#19o – La frustrazione del giornalista di regime.

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