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La matematica non è un’opinione ma le camere a gas dell’olocausto sì [secondo Odifreddi]

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Il prefetto della vergogna – Alessandro Gilioli – Che la città di Roma abbia un pessimo prefetto non è una grande novità. Bisogna tuttavia ammettere che Giuseppe Pecoraro, ieri, ha fatto di tutto per posizionarsi tra i peggiori. Non solo e non tanto per l’autorizzazione dei funerali di Priebke, con la pattuglietta di neonazisti usciti dalle fogne per inneggiare al boia, quanto per la successiva giustificazione del suo operato in base alla massima «i morti sono tutti uguali». Ignoro quali studi e quali approfondite riflessioni umanistiche Pecoraro abbia fatto per ritenere di potersi avventurare in una sentenza filosofica del genere, ma gli consiglio fortemente – per il futuro – di occuparsi solo delle cose per cui è ben pagato da noi contribuenti: tipo evitare scontri nella prefettura di cui è responsabile, cosa che ieri non è stato in grado di fare. I morti non sono affatto tutti uguali, mai lo sono stati e mai lo saranno. Hitler non è uguale al Mahatma Gandhi e Priebke non è per niente uguale al mio amico Marco, anche se sono morti lo stesso giorno. Inoltre i funerali sono, anche in termini di legge, «onoranze funebri» e vedo con difficoltà il diritto di uno stragista d’innocenti mai pentito a essere onorato: tanto più nella terra in cui ha compiuto la strage. Pecoraro dovrebbe, in alternativa, chiedere molto scusa per la doppia sciocchezza (autorizzare le esequie e giustificarsi in base alla stronzata per cui i morti sono tutti uguali) o smetterla da oggi di essere un funzionario della nostra Repubblica.

Lo scetticismo su determinate questioni è lecito e  non costituisce certamente un reato, finché ci si esprime in un contesto ristretto.

Ma quando si ha una diversa responsabilità, quando quello che si pensa verrà poi pubblicato su un quotidiano, un sito on line, oppure detto per radio e in televisione raggiungendo un pubblico vasto non è la stessa cosa. 
Quel pensare può diventare propaganda, pericolosa. 
Una legge sul negazionismo esiste in molti paesi e  nessuno grida alla censura, al divieto della libertà di esprimersi. 

 Davvero fare una legge che consideri un reato il negazionismo, una legge che in altri paesi c’è da tempo e che viene applicata anche con la pena massima della galera equivale a voler punire un’opinione? 
Si può considerare tutto opinione? anche dire che l’olocausto è un’invenzione della propaganda, dei libri di storia comunisti, una tragedia mai esistita? perché io no, non sono d’accordo. 
Non tutto può essere considerato opinione, e vietare per legge quella parte del tutto applicando sul serio quella legge, non facendo finta che non ci sia come quella sull’apologia del fascismo non sarebbe censura ma prevenzione, perché come abbiamo visto la cultura da sola non basta.
Io non mi rassegnerò mai al fatto che il buon senso, il vivere e convivere il più possibile civilmente in rispetto dei trascorsi storici di un paese e del mondo intero vengano sacrificati in virtù della libertà di tutti di poter dire ogni scemenza che passi per la testa di chiunque.

Se esiste una legge che punisce la diffamazione personale a maggior ragione deve essercene una che punisce chi nega l’accaduto, la storia, oltraggiando le vittime di quella storia.

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Negazionismo, M5s e Psi votano no
Rinviato l’ok finale. Grasso: “Peccato”

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Dubbi sull’esistenza di camere a gas
Odifreddi sotto accusa: “Negazionista”

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“Non avendo mai fatto ricerche e non essendo uno storico” Piergiorgio Odifreddi può tranquillamente scrivere sul suo blog quello che vuole a proposito di quella che non è la sua materia, sulla quale non si è documentato per sua stessa pubblica ammissione, e pensare di non raccogliere in risposta come minimo una selva di pernacchie.

Ecco: questa è la nostra bella cultura, chiunque si alza al mattino e sa di avere a disposizione una qualsiasi ribalta pubblica, che sia una bacheca facebook, un blog, una pagina web può mettersi al proprio computer, confezionare uno scritto personale e avere la certezza che quello che scriverà verrà spalmato ovunque sulla Rete, diluito in migliaia di commenti, punti di vista sul punto di vista espressi da gente che per la maggior parte non sa nemmeno di che si parla ma ci tiene tanto a partecipare al diBBattito pubblico, fino allo sfinimento. 
Il nostro, quello di noi che abitualmente parliamo e scriviamo certamente non delle nostre materie visto che non siamo specialisti di niente se non di vita vissuta ma almeno dopo esserci un po’ documentati sì.

 Odifreddi naturalmente non ha negato proprio niente ma uno che presenta le sue parole col preambolo di non essersi documentato perché non si tratta della sua materia sa benissimo quali saranno le reazioni di chi leggerà. Il suo è uno dei soliti pour parler del cazzo divulgati, sviscerati e analizzati nel momento meno adatto. Quello nel quale su certi argomenti dovrebbe esprimersi eventualmente solo chi sa.

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  1. strano che i codici dell’immaginifico (bobbolo) non contemplino nulla a riguardo, magari a livello regionale, provinciale, comunale circoscrizionale, parrocchiale per non perdere il business dei loculi hanno osteggiato per legge persino la cremazione proibita qualora non ci fosse una volontà dell’estinto con firma autenticata dal notaio (oggi non so, magari prikkete se potrà cremà) però poi era proibita la consegna delle ceneri ai parenti, poi concessa con grandissime proibizioni sullo spargimento
    http://trieste.bora.la/2010/05/11/le-ceneri-del-caro-estinto-potranno-essere-disperse-ma-non-se-soffia-la-bora/
    insomma codici da bobbolo civile, avanzato

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