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Per perdere la faccia bisognerebbe averne una

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La cosiddetta vittoria di ieri è come quella di chi vince una partita con un gol viziato da un fuori gioco, ottenuta dunque da un errore precedente. Il fuori gioco in questo caso sono le mancate dimissioni di chi il 22 aprile aveva promesso che “dinanzi alle sordità non avrebbe esitato a trarne le conseguenze”. Evidentemente Napolitano non ha ritenuto che fossero sordità le minacce contro lo stato, i ricatti e l’azione eversiva di berlusconi perpetuata per due mesi di seguito. Nemmeno stavolta ha sentito il ‘boom’.

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Il comunicato del presidente super partes, del garante, sembra scritto da Razzi, ci manca solo il cazzu cazzu iu iu finale.

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Quanto entusiasmo sui giornali de’ sinistra e quelli cosiddetti moderati stamattina: berlusconi ha perso la faccia?

Mi stupisco quasi quanto tutti quelli che lo hanno fatto fingendo di scoprire solo l’altroieri che razza di persona sia berlusconi.

Ma veramente, c’è da schiantarsi dalle risate a leggere chi scrive di vittorie stamattina, di chi ha perso cosa, nella fattispecie una faccia che non ha mai avuto ma che, sempre i grandi giornaloni italiani gli hanno costruito di volta in volta a seconda delle necessità.

E, sempre in base alle necessità del momento hanno nascosto spesso e volentieri il suo vero volto, che altro non è che quello di silvio berlusconi: quello che è sempre stato, oggi più di ieri e meno di domani.

La verità è che ieri si è consumata l’ennesima pagliacciata, l’ennesimo teatrino che fa apparire l’Italia agli occhi del mondo il piccolo paese miserabile che è la cui politica, le istituzioni hanno ascoltato, invece delle necessità della gente che poi dovrebbe essere l’unico motivo dell’esistenza del bel governo napolitano, almeno questo è quello che ci han sempre raccontato, i capricci di un condannato, come detto da una giornalista della CNN, ché se aspettiamo che lo dica qualche telegiornale nostrano stiamo freschi.

Hanno permesso che, non solo gli ultimi vent’anni in cui la politica e le istituzioni si sono fatte condizionare volontariamente dal capriccioso condannato accontentando ogni sua richiesta trasformata poi in legge, ma anche gli ultimi due mesi nei quali un condannato alla galera, uno che ha commesso un reato pesantissimo contro lo stato ha avuto la possibilità di ricattare, minacciare, porre lui le condizioni allo stato, parlare di colpo di stato nel merito di una sentenza di un tribunale e nessuno dei giornaloni di cui sopra si è mai stupito della mancanza di reazioni di quello stato, anzi, a marzo di quest’anno il presidente della repubblica lanciava il consueto monito contro i giudici colpevoli di non lasciare tranquillo il povero condannato, ha preteso e ottenuto che potesse partecipare alla vita politica com’era nel suo diritto in vista di quel cambio della guardia al Quirinale che poi non c’è stato, ma in compenso la nuova elezione di Napolitano ci ha consegnato il peggior governo della storia di questa repubblica nascondendo l’esigenza di un delinquente, quella di mantenere il più possibile il suo ruolo politico, dietro le urgenze del paese sulle quali nessuno fino ad ora ha messo mano.

E, nel frattempo, mentre succedevano tutte queste cose la cosiddetta opposizione incassava e ingoiava in perfetta alternanza senza fare un plissé, i giornaloni moderati e de’ sinistra si guardavano bene dal mettere uno stuzzicadenti fra le ruote dell’ingranaggio perfetto, di sollevare un dubbio circa la porcata delle larghe intese, i comportamenti inspiegabili di un presidente della repubblica che ha taciuto di fronte all’eversione pura di gente che una faccia non la può perdere mai semplicemente perché non ne ha mai avuta una, e quelli che invece la dovevano ritrovare l’hanno persa definitivamente accettando di lavorare a braccetto coi giovanardi, i formigoni, i quagliarello, persone con cui chi una faccia ce l’ha non andrebbe a prendersi un caffè.

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UNA STORICA FARSA  – Antonio Padellaro

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LA GIORNALISTA CNN SU TWITTER: “I CAPRICCI DI UN 77ENNE CONDANNATO”

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Letta ha ragione: è un grande. Un grande delinquente. Come tutti quelli che lo hanno legittimato fino ad oggi. Ad iniziare da chi ha pensato che il bravo imprenditore, il self made man poteva essere la soluzione alla crisi politica generata da quella tangentopoli che non ha mai smesso di essere. Quando anche un bambino capirebbe che l’imprenditore è portato per sua natura a fare i suoi affari, ed è quello che berlusconi ha fatto dalla sua “discesa in campo”, ad iniziare dal salvataggio delle sue aziende che erano al fallimento. Il parlamento per berlusconi, il perseguitato dalla giustizia, dai comunisti che nel frattempo sono morti tutti, soprattutto politicamente, è stata l’alternativa offerta sul classico vassoio d’argento alla galera. E l’ottimo violante, neo saggio di Napolitano, evidentemente soddisfatto della sua collaborazione alla creazione del berlusconi politico, ha tenuto a precisare qualche anno fa in parlamento, non all’osteria numero mille, che le televisioni non gliele avrebbe toccate nessuno e che ” i guadagni di berlusconi erano aumentati di 25 volte”. Esiste anche la delinquenza politica, e l’aver continuato a considerare uno così un interlocutore da far sedere al tavolo delle decisioni importanti, avergli permesso di mandare un paese a carte quarantotto è stata ed è delinquenza politica. Continuata e reiterata da venti anni. E non è ancora finita.

Governo Dudù
Marco Travaglio, 3 ottobre

Tutto è ridicolo quel che finisce ridicolo (come del resto era iniziato cinque mesi fa). Ridicolo B. che annuncia la fiducia last minute a Letta Nipote dopo avergli dato dell’“assassino” e “inaffidabile” in condominio con Napolitano e aver mandato avanti il povero Sallusti a immolarsi sulla pira di Ballarò e il tapino Bondi a insultare il premier alla Camera. Ridicolo quel che resta del Pdl, che gli va dietro scodinzolando come Dudù, prima ritirando i parlamentari dalla maggioranza poi ritirando il ritiro, in seguito ritirando i ministri dal governo poi ritirando il ritiro, infine ritirando la fiducia al governo poi ritirando il ritiro. Ridicoli gli Alfanidi, che fino all’altroieri gli portavano pure i giornali e la brioche al mattino e poi hanno scoperto la resistenza contro il tiranno e i giannizzeri del metodo Boffo. Ridicoli i giornaloni come il Corriere , che ieri per la penna di Polito el Drito paragonava il presunto “parricidio” di Alfano con B. a quelli di Fanfani con De Gasperi, di Sarkozy con Chirac, della Merkel con Kohl e turibolava sul Letta-bis “sorretto da una nuova maggioranza temprata nel fuoco di una battaglia parlamentare aperta e senza rete” in vista di una mirabolante “riforma del sistema politico” e naturalmente dell’avvento “di una terza Repubblica” con Cicchitto, Giovanardi e Alfano (il gruppo “Nuova Italia”). Ridicolo il ritorno dei Monti viventi, con il loro Centrino sparito dai radar delle urne e dei sondaggi, tutti intenti a spacciarsi per gli strateghi dell’Operazione Alfetta. Ridicolo il Pd, che ormai prende tutto quel che arriva e non rimanda indietro nessuno, come se non avesse degli elettori da rispettare. Arriva Alfano, per gli amici Lodo? Ma prego, si accomodi. Arriva il piduista Cicchitto? Bentornato, compagno. Arriva l’imputato Formigoni con tutta la banda? Benvenuto, Celeste, carina quella giacca arancione, portaci pure Daccò. Arriva Giovanardi, quello che inneggia a chi ha ucciso Cucchi e Aldrovandi e ai torturatori della Diaz e di Bolzaneto? Per carità, è una così cara persona. Arriva Quagliariello, che insultò i presunti “assassini di Eluana”? Vai, Quaglia, sei tutti noi. Arrivano gli ex grillini, compreso quello che bivacca dalla D’Urso? Che pezzi di statisti. Arriva Augello, quello che ha copiato l’autodifesa di B. per sostenere la sua non decadenza da senatore? Avanti, c’è posto. Stomaci forti, gente di bocca buona.

Ingurgitano e digeriscono tutto, anche l’onta di tenere in piedi un governo con una truppa raccogliticcia che inglobava persino l’onorevole avvocato di Gianpi Tarantini. Torna il Cainano? Ma sì, abbondiamo, chi non muore si rivede. Nessuno dissente (a parte Civati), nessuno obietta, nessuno (elettori a parte, si capisce) manifesta conati di vomito per una simile compagnia: si dividono gli altri, ma non il Pd, pronto a tutto e capace di tutto. Del maiale non si butta via niente. Ridicolo il Quirinale, pronto ad avallare l’ennesimo pateracchio pur di non alzare bandiera bianca e non ammettere che le larghe intese sono una boiata pazzesca, miseramente fallita in appena 150 giorni. Ridicolo Letta Nipote che, orgogliosamente reclutati i diversamente berlusconiani con il loro bagaglio di leggi vergogna e processi in corso, bestemmia in Parlamento evocando Einaudi e Croce che si rivoltano nella tomba. Poi, siccome non bisogna esagerare con la legalità, promette la responsabilità civile dei giudici citando la sentenza della Corte di Strasburgo che dice tutt’altro (condanna l’Italia a risarcire un imprenditore assolto, non certo a far pagare ai giudici le sentenze ribaltate nei successivi gradi di giudizio) e riesuma il programma dei saggi copiato da quello del Pdl. Avverte la giunta del Senato di guardarsi bene dai “voti contra personam”. Infine sorride, ma tace sul ritorno degli ugualmente berlusconiani: governare con un pregiudicato per frode fiscale non è, né è mai stato, un problema. Si spera che gli elettori, quando e se si voterà, conservino un pizzico di memoria.

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  1. grandioso come sempre Marco e per di più modesto, perchè tutti l’hanno capita che quel “non senza” è stato pronunciato proprio per evitare il sinonimo “con” che avrebbe svelato il vero artefice della riflessione

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