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In quanto donna

 Ultim’ora: Napolitano: “Stop conflitto politica-pm. Magistrati abbiano più senso del limite”.

Chiedere un limite anche alla delinquenza politica, all’oltraggio continuo e continuato ai Magistrati in effetti pareva brutto, meglio mandarci sempre i giudici a letto senza cena.
Senz’alcuna vergogna, peraltro.

Il presidente della repubblica tace per tre giorni e quando decide di dire qualcosa invece di sostenere, difendere dagli attacchi dell’eversore pregiudicato quel potere di cui lui è capo supremo se la prende coi giudici e col loro senso del limite? Il limite? che limite? perché quello della decenza è stato superato da un bel po’, presidente.

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GRILLO: “BOLDRINI SOPRAMMOBILE POTERE”. LEI: “OFFESE LE DONNE”

Boldrini: tu non sei tutte le donne!

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A tre giorni dallo spettacolo osceno offerto da berlusconi Napolitano non ha fiatato, due parole le ha dovute dire Letta, l’Istituzione Altissima non pensa di dover spendere due parole a sostegno di quella Corte che presiede in quanto presidente della repubblica ma per Laura Boldrini sì, il tempo lo trova. Come ci ha gentilmente fatto sapere Zucconi ieri sera durante il TGZero di Radio Capital  lui ha altro da fare, mica può difendere i Magistrati tutti i giorni. Insultarli tutti i giorni per vent’anni invece si può. Ed è singolare che nessuno di quelli che vanno subito ad esprimere la loro solidarietà d’accatto ogni volta che una donna di potere, della politica viene offesa o criticata non lo abbiano fatto anche nei confronti dei Magistrati donne che pure ci sono e che vengono offese e oltraggiate molto più di Laura Boldrini e da molto prima di lei.  Il dramma è che lassù non capiscono più come vengono recepite certe cose dalla gente. Si erano ripromessi di non fare più casta e invece l’hanno cementata, resa eterna e indistruttibile con questo capolavoro della larghe intese napolitane. Cosa hanno capito gli italiani che hanno seguito le vicende di attualità e di politica di queste ultime ore? che è più grave il soprammobile appioppato a Boldrini se a difenderla è andato il capo dello stato dopo un’ora di un eversore delinquente e condannato a cui ancora si permette di farsi vedere in giro, in televisione, ai telegiornali, gli si dà modo di insultare tutto e tutti quelli che ostacolano i suoi piani contro lo stato e la legge.. E Napolitano su questo non ha niente da dire.

1231Volevo tranquillizzare Laura Boldrini, ringraziarla e defilarmi silenziosamente dalle “tutte” donne italiane che Beppe Grillo avrebbe offeso paragonando lei, quindi non TUTTE,  ad un complemento d’arredo. Io sono una donna per molti versi all’antica. E so distinguere un’offesa da ciò che non lo è. Tanto meno “sessista”.

E credo che noi donne dovremmo essere libere di scegliere, decidere da sole quando offenderci ed eventualmente pretendere delle scuse.

Le donne di questo paese hanno altro da fare che pensare di doversi offendere perché un politico, uomo o donna che sia, altrimenti sembra che un uomo si possa offendere e una donna no, vengono criticati, attaccati per questioni che attengono al loro lavoro, e di tutto hanno bisogno fuorché di essere associate ad una signora un po’ troppo permalosa e molto altezzosa a cui non si può né si deve dire nulla per diritto divino. Usare sempre la chiave di lettura sessista a proposito di tutto quello che si dice nei riguardi delle donne è diventato stucchevole, insopportabilmente fastidioso, bisognerebbe abbandonare questo veterofemminismo d’antan secondo il quale a una donna offesa corrispondono tutte le donne.

Una donna di potere ha tutti i mezzi per difendersi esattamente come ce li ha un uomo e non serve dunque tirarsi dentro tutte le donne che non li hanno proprio perché una donna di potere non le rappresenta tutte. Se qualcuno offende me in Rete io non avrei, non ho la possibilità di far rintracciare l’autore delle molestie in meno di 24 ore e mandargli la digos a casa come invece ha potuto fare lei; cerchiamo quindi di ridare alle cose e alle situazioni la giusta dimensione, sono  molto più in pericolo, molto più offese e discriminate l’operaia, l’impiegata alle quali vengono imposti contratti di lavoro capestro che impediscono loro di ammalarsi, di fare figli, di prendersi due ore di permesso se il pupo si sente male a scuola.

Quindi, quando si parla di offese alle donne nel merito di critiche rivolte ad una sola donna bisognerebbe farlo con più rispetto nei riguardi di donne davvero offese nel concreto dei tutti i giorni, nella maggior parte dei casi per colpe e demeriti di quelle istituzioni e della politica di cui Laura Boldrini fa parte che non assolvono ai loro doveri.

Grillo avrebbe detto la stessa cosa a chiunque, non si è rivolto al genere ma al ruolo che Laura Boldrini rappresenta e le ha mosso delle critiche a cui la presidente della camera avrebbe dovuto rispondere chiarendo, non facendo dell’inutile vittimismo su di sé trascinandosi dietro anche quelle donne che non pensano di doversi offendere se una sola viene criticata non “in quanto donna” ma per quello che rappresenta.

Le donne che non si mettono a disposizione lo fanno sempre, contro qualsiasi strumentalizzazione.

Mi sfugge la logica secondo cui se viene offesa una persona, o per meglio dire se una persona ritiene di essere stata offesa debba portarsi dentro e dietro quel sentimento un’intera categoria di persone, o, nella fattispecie il genere a cui appartiene; forse per la famosa teoria del battito d’ali di una farfalla?

E mi sfugge anche il motivo per cui le donne al potere non si possano criticare come, e anche peggio se lo meritano, degli uomini.

Per come intendo io la parità, quella vera, non quella concessa a mò di elemosina con l’obbrobrio quote rosa significa anche iniziare a prendere atto che una donna che fa politica è uguale ad un uomo che fa politica, e quando la donna che fa politica dimostra di essere inadeguata al ruolo, quando dimostra di non essere super partes rispettando quel ruolo [forse perché qualcuno più in alto di lei glielo chiede? chissà] si può criticare eccome senza dover ogni volta assistere alla pletora degli sdegnati e sdegnate che gridano al maschilismo e all’inaccettabile offesa “sessista”.

E quanta arroganza dimostra una donna che quando si sente offesa dal suo autorevole pulpito parla di offese a TUTTE le donne?

Ogni donna e ogni persona ha i suoi parametri di giudizio e i propri punti di riferimento dai quali eventualmente farsi rappresentare.

Io, da donna, potrei benissimo sentirmi più rappresentata da un uomo che da mille mie colleghe di genere e vorrei decidere da sola se e quando offendermi o vergognarmi per conto terzi.
Bisognerebbe smetterla una volta e per tutte di avanzare pretese di diversi trattamenti, considerazioni, critiche e giudizi “in quanto donne”, essere donna non è una malattia genetica, non è una condizione naturale di svantaggio, noi donne non siamo una specie protetta né in via di estinzione, essere donne non è un di più né un di meno rispetto all’essere uomini. 

E l’agone politico non è un luogo di carinerie galanti, è un’arena dove ci si confronta anche duramente e quando e se lo scontro riguarda il politico donna l’ultima cosa da fare, proprio in rispetto del genere è farsi scudo col genere. 

Perché le donne dei piani bassi, quelle che si tirano in ballo ogni volta che viene offesa una donna che ha un ruolo pubblico salvo poi dimenticarsele fino alla prossima volta, sono abituate a lottare contro ben altre mancanze di rispetto quotidiane, e quando accade non c’è nessuna eccellenza a confortarle né tanto meno quelle donne pensano che un’offesa, una mancanza di rispetto o come nel caso di specie una critica, pesante quanto si vuole ma sempre critica resta fatta a loro significa dover estendere poi il proprio sentire PERSONALE a tutto il genere. 

Usare argomenti quali maschilismo e sessismo laddove non c’entrano è una furbata non degna di donne che vogliono essere considerate moderne, mentalmente libere ed emancipate.

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  1. angh’Io non ho sentita offesa quella parte femminile che da sempre giace nel mio inconscio, però, anche grazie a quell’anima santissima di mia mdre, posso garantire che i pomodori, per essere conservati, non si mettono in quel modo nei barattoli, per i citrioli invece non mi pronuncio, bisognerebbe chiedere ai crucchi

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  2. per esempio a me, mi associo incondizionatamente.

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