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Un governo a misura di delinquente

Mauro Biani

E’ davvero stupefacente che il noto liberale, moderato e illuminato statista non abbia minacciato di far cadere il governo.

Si vede proprio che è uno che ci tiene al bene del paese, che s’immola e sacrifica i suoi istinti più beceri, quelli che fanno di lui uno sul quale in un altro paese avrebbero messo una taglia e premiato chiunque avesse contribuito ad assicurarlo alla giustizia e lontano dalla società civile.

E chissà come mai non ha minacciato, ora che aveva la possibilità di farlo a reti unificate, di staccare quella spina che fra un po’ uscirà da sola dalla presa.

Fossi Napolitano assumerei un’altra squadra di saggi per trovare la risposta a questo difficilissimo quesito, un’ipotesi che sembrava lì, a portata di mano, pronta per diventare una solida realtà e invece no. 
Il governo non si tocca dice il boss.

E nessuno si permetta di millantare e insinuare che il governo delle larghe intese serve prima di tutto a lui, che la vera urgenza che lo tiene in piedi si chiama silvio berlusconi, pregiudicato e condannato.

***

Ci fracassano le palle e tutto il frantumabile con la faccenda del contraddittorio, della par condicio, un altro abominio che c’è solo perché c’è berlusconi e poi permettono a un delinquente di filosofeggiare dei fatti suoi, dire che è innocente, che non se ne va nemmeno da decaduto [e da morto? speriamo di sì ma non è detto] senza nessuno che gli possa fare una domanda, interromperlo, dirgli che sta raccontando la solita sequela di balle. Questo può fare da condannato il bello e il cattivo tempo in piazza, nelle televisioni, così come gli è stato permesso di fare nel pieno del conflitto di interessi che lo riguarda, oltre la legge, fuori dalla legge ma poi se lo hanno votato e lo voterebbero ancora la colpa è della gggente. Dare la colpa a chi non lo ha fermato prima no? ogni tanto, mica sempre. Giusto per fare una cosa nuova.

Risolvere il conflitto di interessi significava spiegare a berlusconi che possedere delle televisioni non è l’equivalente di poterle usare come i cessi delle sue case. Che le regole valgono anche, soprattutto, per i padroni.

berlusconi si è esibito ancora e di nuovo in uno dei suoi soliti show coi quali allieta il grande pubblico da due decenni in qualità di pregiudicato condannato alla galera e tutto va bene, al massimo ci si può fare qualche battuta ironica e un po’ di satira? non ha niente da dire Napolitano magari in difesa di quei Magistrati di nuovo insultati, invece di fare la ramanzina a chi si permette di ricordare al presidente della camera che il suo ruolo deve garantire imparzialità? paese normale cercasi disperatamente.

 Nessuno che trovi mai il coraggio di sbattere la porta in faccia a questo devastatore di civiltà e democrazia e gli dica “no, grazie, non ci serve niente” così come si fa coi piazzisti e i testimoni di Geova che vanno a disturbare le famiglie nel privato delle loro abitazioni. 

No, lui dentro casa di tutti ci entra quando e quanto cazzo vuole; lo share è lo share anche quando viola le leggi. Non risulta che altri condannati abbiano avuto modo e possibilità di videoregistrare messaggi e pretendere di farli trasmettere, trovare chi li trasmette, soprattutto.

Ma nessuno ha voluto  perdere lo scoop, come se i suoi ‘argomenti’ non fossero sempre gli stessi ripetuti in modo compulsivo.

E nessuno che faccia notare con lo stesso sistema delle reti unificate come il suo sia stato l’unico vero uso criminoso del mezzo televisivo.

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  1. Che uomo
    Si è presentato come un padre.
    Ancora una volta si sacrifica per noi.
    Tutto il mondo ci invidia uno statista di una così elevata “statura” morale.
    Siamo davvero fortunati ad averlo ancora…in mezzo ai coglioni

    Rispondi

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