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Il sodalizio mafioso

I giudici: “Dell’Utri mediatore del patto Berlusconi-mafia”

 La Corte di Cassazione ha tempo fino all’estate prossima per decidere sulla la sorte di quello che viene descritto dai giudici come un vero e proprio ambasciatore delle cosche di stanza ad Arcore: dopo scatterà la prescrizione.
Ci vorrà ancora un anno per poter associare la parola pregiudicato a marcello dell’utri: dopodiché non succederà nulla: libero era prima e libero sarà dopo. Eccola la giustizia che fa schifo, quella da riformare che sbatte in galera ragazzini a farli morire di fame e di botte, extracomunitari “colpevoli” di clandestinità e tiene fuori con tutte le garanzie quelli come dell’utri e berlusconi grazie alle leggi fatte con la collaborazione di dell’utri per berlusconi.

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Vent’anni di condotta illecita per dell’utri, vent’anni, circa, mese più mese meno, di carriera politica per berlusconi e da vent’anni la mafia non fa più saltare autostrade e palazzi: forse le tre cose sono direttamente collegate? ci vorrebbe una di quelle inutilissime commissioni d’inchiesta per stabilirlo, nel paese dove i delinquenti sono solo quelli dei piani bassi e nemmeno il terzo grado di giudizio che altrove non c’è basta per allontanare i criminali dalle istituzioni. Di dell’utri come anche di berlusconi si sapeva abbastanza per fare in modo, in ogni modo, che entrambi restassero lontani dai palazzi della politica, a nessuno, in un paese normale, sarebbe mai venuto in mente di concedere a due così la possibilità di incistarsi in un potere che aveva già i suoi bei guai da risolvere in fatto di disonestà dopo i tumulti di tangentopoli.

In Italia invece sì, questo è potuto accadere, e la politica, quella seria, quella del cambiamento, quella progressista, liberale, democratica, non ha fatto un plissé, anzi li ha fatti accomodare, li ha serviti e riveriti come due statisti veri.

Per avviare una trattativa con la mafia non è necessario che il politico, il ministro o, mettiamo il caso il futuro presidente del consiglio, vadano a parlare direttamente col padrino; basta avere un referente che faccia lui il lavoro sporco;  questo è quello che non avrebbe ma HA fatto marcello dell’utri che conoscendo bene berlusconi che non vuole mai essere secondo a nessuno, per completare l’opera il mafioso, l'”eroe” glielo ha messo direttamente in casa, affinché le sue residenze non rischiassero contaminazioni pericolose con tutto quello che ha a che fare con l’onestà.

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‘Ad Arcore presidio mafioso’ –  Adriano Botta, l’Espresso

Un sodalizio che dura da quarant’anni


Un uomo,uno scandalo italiano  Marco Travaglio, 20 luglio 2012
[Giusto per ribadire che le cose non le sa solo chi non le vuole sapere]: pregiudicato per frode fiscale, amico di narcotrafficanti e bancarottieri, prediletto dai Corleonesi: da quasi quarant’anni in questo Paese non c’è vicenda oscura in cui non sia coinvolto. Eppure, mentre lui conserva tranquillamente il suo seggio in Parlamento, il Pdl per rifarsi la verginità se la prende solo con la Minetti.

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Nel ’94 fu lui a sostituire Salvo Lima’

Quella villa pagata il doppio

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  “La condotta illecita del senatore Marcello Dell’Utri, secondo la corte d’appello di Palermo che lo ha condannato a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, è ”andata avanti nell’arco di un ventennio”, scrivono i giudici nelle motivazioni. ”Nel periodo di tempo in oggetto (1974-1992) ha, con pervicacia, ritenuto di agire in sinergia con l’associazione, al fine di mediare tra le esigenze dell’imprenditore milanese (Silvio Berlusconi, ndr) e gli interessi del sodalizio mafioso” [ANSA]

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Vent’anni di condotta illecita.
Poco meno di vent’anni fa berlusconi scendeva in campo per il bene del paese e dunque il suo.
Solo un mentecatto non farebbe 2+2 che – anche retroattivamente – fa sempre 4.

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In un paese normale alle prime avvisaglie del SOSPETTO della vicinanza fra dell’utri e la mafia, quella che fa saltare palazzi e autostrade, si sarebbe fatto l’impossibile per togliere di mezzo berlusconi.

Qui no, la questione è andata avanti fino ad oggi, fino ad una condanna per frode fiscale, facendo dimenticare nel frattempo tutto quello che c’è dietro l’ascesa politica di silvio berlusconi.
E nemmeno questa condanna è sufficiente per stabilire che berlusconi e lo stato, la politica e la democrazia sono  entità separate che nulla hanno mai avuto a che fare l’una con le altre.
E poi c’è violante che chiede i diritti per berlusconi.

Anche per stabilire che dell’utri è un delinquente c’è voluta una sentenza.
I suoi vent’anni e forse più di attività criminale non sono bastati, marcello dell’utri è ancora un cittadino libero che non ha visto né vedrà mai quel che ha visto ad esempio Stefano Cucchi, vittima recentissima perfino dopo morto di una sentenza ridicola quanto ingiusta.
Io vorrei capire, vorrei davvero che qualcuno mi spiegasse cosa significa essere garantisti in Italia; come si può sopportare l’idea che dei delinquenti incalliti riescano a non subire le ovvie conseguenze dei loro comportamenti e azioni ben più gravi di quelle di chi viene arrestato, malmenato e fatto morire ufficialmente di fame perché un tribunale non ha potuto stabilire nero su bianco che la pena di morte in Italia esiste, eccome.

Se l’obiettivo è quello di trasformare la giustizia in un un fatto di classe che abbiano almeno la coerenza di depennare quegli articoli che parlano di leggi uguali per tutti e di uguaglianza. Una volta fatto questo, si salvi chi può.

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