Le physique du rôle [che non c’è né c’è mai stato]

“Ma davvero Napolitano e il Pd pensavano che B. sostenesse il governo Letta per senso delle istituzioni, per spirito di sacrificio, per risolvere i problemi del Paese, per garantire agli italiani un futuro migliore e non per farsi, come sempre, i cazzi suoi?” [Marco Travaglio]

Se berlusconi avesse commesso un omicidio, uno stupro, una rapina a mano armata ci sarebbe lo stesso questo insopportabile dibattito infinito circa il fatto che uno condannato in primo grado a sette anni per concussione,  sfruttamento della prostituzione minorile e in ultimo e definitivo, quello della Cassazione, per una frode fiscale dalle dimensioni gigantesche non abbia i requisiti ottimali per continuare a svolgere un’attività politica, sempreché ne abbia avuti [e non li aveva, così come non ne avrebbe avuto nemmeno il diritto secondo la legge e non le opinioni di qualcuno] e che quella proposta e propagandata in questi quasi vent’anni dall’impostore abusivo pregiudicato e da chi ha rinunciato anche ad un’idea di dignità scegliendo di seguire un fuorilegge sia stata e sia davvero politica e non, invece, quello che è ormai davanti agli occhi di tutti ovvero  una sequenza infinita di azioni contro lo stato e la democrazia legittimate da un parlamento sciagurato e in gran parte venduto, soggiogato, minacciato e ricattato finalizzate a sistemarsi i cazzi suoi? 

Perché Luciano Violante, già noto per aver garantito a berlusconi di poter agire nel pieno del conflitto di interessi che lo riguarda continua ad insistere che berlusconi ha diritto a difendersi? eppure faceva il magistrato  prima di preferire come tanti suoi colleghi l’agio e la sicurezza di un incarico politico, e un magistrato sa che il diritto alla difesa di un cittadino che ha commesso dei reati – pesantissimi peraltro –  finisce, si conclude con un’assoluzione o una condanna di un tribunale.

berlusconi ha avuto le sue chances, un esercito di avvocati strapagati, alcuni anche da noi perché lui stesso li ha voluti in parlamento per contribuire alla stesura delle leggi che gli hanno permesso di scampare alla giustizia finché è stato possibile e i gradi di giudizio sono tre come i colori del semaforo, non ce n’è uno supplementare che permetta altre azioni oltre a quelle imposte dal rosso, l’arancione e il verde:  perché mai a berlusconi e solo a lui deve essere data la possibilità di continuare ad agire, parlare da cittadino libero e onesto come se quella sentenza non fosse mai stata pronunciata?  a chi nella sua stessa  condizione di condannato in via definitiva, dunque un pregiudicato, sarebbe permesso di dire e fare le cose che continua a fare e dire?  quale televisione offrirebbe la sua ribalta ad un condannato qualsiasi permettendogli di infamare la Magistratura? secondo Violante da cosa dovrebbe difendersi ancora berlusconi, da una sentenza della Suprema Corte firmata da tutti e cinque i relatori che hanno stabilito in 208 pagine che un delinquente era davvero un delinquente? 

E  chissà perché non si consulta il fior fiore dei giuristi, costituzionalisti, opinionisti anche quando le condanne riguardano altre sentenze e altri imputati.

Combinazione vuole che la legge Severino l’abbiano voluta e di comune accordo, destra e centrosinistra; in ogni caso in nessun paese normale serve una legge per dire che chi si occupa delle cose degli altri non deve essere uguale ma meglio degli altri: o fai il politico o il delinquente, entrambi i ruoli sono incompatibili anche senza che lo dica una legge apposita.

Diritto di difesa un cazzo: qua le intenzioni sono altre e Violante lo sa benissimo, meglio di lui forse nessun altro, viste le garanzie già offerte al delinquente in precedenza, una su tutte la mancata legge sul conflitto di interessi.

E che dire del povero Giacinto detto Marco [Pannella] che accoglie il plurinquisito condannato come un vecchio amico, lo guarda firmare per  i referendum contro leggi volute e fatte dai governi [parlando con pardon] di berlusconi e l’unica cosa che sa fare è il gesto dell’ombrello rivolto a Marco Travaglio?  Pannella che nel suo passato si è distinto per aver lottato, difeso diritti importanti, sostenuto le istanze degli ultimi e che in vecchiaia si riduce a prendere le parti di un delinquente perché sa che può trarne vantaggio è anch’egli uno dei simboli dello sfacelo morale, etico e ancorché umano della politica italiana impegnatissima da una ventina d’anni a risolvere le beghe personali del pregiudicato berlusconi. 

Quanto ancora bisognerà tenere un paese inchiodato alle vicende personali di un delinquente anche dopo una sentenza definitiva? come mai la politica non pone la stessa attenzione sui condannati innocenti di cui sono piene le indecenti carceri italiane?

***

Liberiamo il Banano
Marco Travaglio, 1 settembre

La scena del Banano preso in ostaggio da Pannella e in evidente stato confusionale, deportato al banchetto dei radicali per firmare i referendum per la “giustizia giusta”, provoca una stretta al cuore anche all’antiberlusconiano più sfegatato. Intanto perché, se la giustizia fosse davvero giusta, lui sarebbe già in galera da un pezzo. 

E poi perché Pannella sta cercando di convincerlo ad andare in galera o in alternativa a fuggire all’estero, manifestando una sfiducia davvero ingiusta nelle capacità salvatrici del Pd e del Quirinale. 

Il fatto poi che i radicali vogliano abrogare le leggi sull’immigrazione e sulle droghe, che hanno riempito le carceri di immigrati e di drogati, tutte regolarmente varate dai governi Berlusconi, aggiunge ridicolo al tragico. Già è molto comico vederlo fare carte false per far dichiarare incostituzionale la legge Severino, reclutando giuristi per dimostrare che tutti quelli che l’hanno approvata otto mesi fa, lui compreso, sono dei somari. 

Il guaio del pover’ometto è che in tanti anni nessuno ha avuto il coraggio di spiegargli come funziona la giustizia: se uno commette molti reati, subisce molte indagini e molti processi; e, se uno è colpevole, di solito lo condannano. Se uno lo sa si rassegna, o cerca di smettere di delinquere o almeno di farsi beccare con tanta facilità. Perché, più che dai magistrati, le sentenze dipendono dall’imputato. A prescindere dalle rispettive idee. 

Ma B., diceva Montanelli, è un bugiardo sincero: a furia di mentire, finisce col credere alle balle che racconta. Ancora ieri, per dire, dichiarava che “i miei 41 processi (l’anno scorso erano 107, due anni fa 109: variano col tasso di umidità, ndr) sono colpa di Magistratura democratica”. Qualcuno che gli vuol bene dovrebbe spiegargli che nessuno dei cinque giudici di Cassazione che l’han condannato è di Md, anzi il suo stesso Giornale parlò di “toghe moderate”. 

E il Pg che ha chiesto la conferma della condanna è l’ex presidente di Magistratura indipendente, la corrente più a destra. Soltanto una mente malata, o uno che legge il Giornale, Libero , Panorama e il Foglio, o vede solo i tg Rai e Mediaset può pensare che un magistrato non di sinistra sia portato ad assolvere il leader del centrodestra davanti a una montagna di prove delle sue frodi fiscali milionarie su decine di conti esteri e società offshore. Che sia di destra, centro, sinistra, anarchico o grillino, il magistrato quando vede un delinquente lo condanna perché è colpevole, non perché la pensa in un certo modo. Salvo, si capisce, che sia pagato dall’imputato, ma gli Squillante e i Metta sono purtroppo in pensione. 

L’idea poi che, separando le carriere, i giudici assolveranno i colpevoli solo perché non sono più colleghi dei pm è un’altra baggianata che può dire e credere solo lui. E chi ha interesse a farglielo credere. 

Tipo i suoi avvocati, che lui cambia continuamente come Zamparini gli allenatori, stipendiandone mezza dozzina alla volta. Ma, invertendo l’ordine dei legali, il prodotto non cambia. 

Prendete Coppi, noto principe del foro, che sbuca ormai in tutti i processi più famosi perdendoli quasi tutti (specie se difende colpevoli: Andreotti, Fazio, Misseri, i capi della Thyssen). Qualcuno aveva garantito al povero Banano che, con Coppi in Cassazione, era vittoria sicura. E lui se l’era bevuta. Sappiamo poi com’è andata. Ora Coppi fa lo gnorri. Piagnucola perché i giudici “dimenticano le questioni giuridiche che avevo prospettato”: in realtà le hanno fatte a pezzi perché non stavano in piedi. Annuncia improbabili “soluzioni per tamponare i danni”, così la giostra gira un altro po’. E si domanda “se sia valsa la pena” suggerire a B. la linea dell’“aplomb”. 

Come se un colpevole con l’aplomb diventasse meno colpevole. Intanto il pregiudicato con l’aplomb incassa la condanna e paga le parcelle, sempre con molto aplomb. No, vederlo nelle mani dei Pannella e dei Coppi fa male anche a noi. Lo stanno raggirando e spolpando un’altra volta. Facciamo qualcosa per liberarlo.

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