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Arrendiamoci, siamo circondati

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Sottotitolo:  “Che faremo con B?” L’imbarazzo del Pd. 

Beh, effettivamente c’è da farsela questa domanda.
Oggi.

In caso di condanna perde l’Italia, dice il segretario traghettatore.

Come se in tutti questi anni l’Italia avesse guadagnato qualcosa, ma probabilmente Epifani parlava per sé, per la classe dirigente di cui fa parte, per l’Italia degli interessi da difendere a tutti i costi.

Epifani come Renzi teme il contraccolpo negativo per il paese, che invece avrebbe solo da guadagnarci se condannassero berlusconi: qualcosa non torna, c’è chi proprio non si vuole rassegnare. 

Sarebbe bello se la Cassazione desse un segnale forte e chiaro per far capire a questi leader da riporto che le cose sono più semplici di quello che sembrano.

Sono alla disperazione ormai, gli ci vuole un tribunale per capire che coi delinquenti alleanze non se ne fanno.

***

Preambolo: non mi aspetto nulla. Nulla che cambi in modo sostanziale e concreto le sorti di questo paese sciagurato.  Nel paese alla rovescia, dove un padre che ruba per far mangiare i figli va in galera per direttissima e chi ruba miliardi allo stato la fa franca e può vantare ancora il titolo di cavaliere, può succedere di tutto. Anche che assolvano un delinquente seriale.

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Sentenza Mediaset, quello sconto sull’interdizione è a rigor di legge Bruno Tinti, Il Fatto Quotidiano

Così dovrebbe andare. Ma, sapete com’è, se il diritto fosse semplice basterebbe un computer. Invece servono i giudici che, quando assolvono Berlusconi sono brave persone e quando lo condannano persecutori comunisti.

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Processo Mediaset, il giorno del giudizio
“Che faremo con B?” L’imbarazzo del Pd

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Quello che scrive Bruno Tinti sul Fatto di oggi serve anche come risposta alla figlia del corrotto latitante in quel di Hammamet che accusa la Magistratura di aver formato, in questi anni, dei clan di un contropotere occulto con lo scopo di sovvertire la volontà di quegli elettori a cui piace farsi rappresentare da corrotti, corruttori, amici dei mafiosi.
Mentre la realtà dice chiaramente che mai come in questi anni il parlamento è stato l’approdo naturale di chi aveva dei contenziosi seri da regolare con la legge. 
E che in assenza di politici conniventi col malaffare e che commettono reati in prima persona i Magistrati non sarebbero diventati l’extrema ratio, l’ultima e unica speranza per liberarsi dei politici delinquenti, visto che la politica non lo vuole fare come suggeriva saggiamente Paolo Borsellino quando diceva che forse un politico vicino, troppo vicino a gente poco raccomandabile non sta commettendo nessun reato ma sarebbe meglio tenerlo fuori dagli affari di stato. 
Uno che il boss mafioso se lo teneva in casa negli affari di stato non dovrebbe entrarci nemmeno.

Secondo la santanchè, quella che “non gliel’avrebbe mai data”, nessuno deve toccare silvio, secondo i molti altri a libro paga del boss nessuno lo dovrebbe nemmeno giudicare. 

Può stare tranquilla la garnero ex santanchè, alle persone normalmente oneste fa ribrezzo anche e solo l’idea di farsi non dico toccare ma semplicemente sfiorare o dividerci un metro quadro di suolo pubblico con uno così.

Lasciamo volentieri a quelle e quelli come lui, nonché ai suoi complici più o meno occulti la soddisfazione di averlo fatto, di avergli aperto le porte invece di serrarle a doppia mandata, di avergli stretto la mano, di averci mangiato insieme, di averlo ricevuto a palazzo come uno statista vero e non il miserabile millantatore disonesto che è, la soddisfazione di aver dedicato tempo ed energie in spregio della propria dignità per cercare di restituirne una mai posseduta ad un delinquente per natura.

Uno che in un contesto normale, in una società normale fatta di gente sana non sarebbe mai diventato quello che è, nessuno gli avrebbe dato la possibilità di deformare un paese a sua immagine e somiglianza, nessuno lo avrebbe seguito, sostenuto, considerato un interlocutore politico da prendere seriamente e al quale dare la possibilità di stravolgere le fondamenta della democrazia.

Uno da cui tenersi alla larga indipendentemente dalle sentenze di un tribunale che devono stabilire su un documento scritto quello che è davanti agli occhi di tutti: anche di quelli che lo difendono.

***

Comunque vada è un complotto
Marco Travaglio, 1 agosto

Ieri ero collegato con La7 per lo speciale di Enrico Mentana sull’imminente sentenza del processo Mediaset in Cassazione. A un certo punto è giunta in studio la notizia di una manifestazione del Pdl fissata per oggi alle ore 17 dinanzi a Palazzo Grazioli, in contemporanea o subito prima o subito dopo la lettura del verdetto. In men che non si dica, l’onorevole Pdl Osvaldo Napoli ha aderito entusiasta all’iniziativa, negando però che si trattasse di un’intimidazione alla Corte chiamata a giudicare il suo capo. Anzi, si trattava di un’innocua “presenza” sotto le finestre dell’Augusto, peraltro improntata al proverbiale “rispetto” che lui e il suo partito nutrono verso la magistratura tutta. Alla manifestazione-presenza ha subito aderito, e non poteva essere altrimenti, il celebre “Esercito di Silvio”, anch’esso noto per la sua devozione verso l’ordine togato. Poi il coordinatore del Pdl Denis Verdini ha comunicato che la notizia della manifestazione-presenza era destituita di ogni fondamento. 

Purtroppo il Napoli si era nel frattempo allontanato, ma siamo certi che avrebbe immantinente preso le distanze da quell’incauto, anzi diciamo pure demenziale annuncio che tanto l’aveva entusiasmato solo pochi minuti prima. Viva le manifestazioni-presenza, ma anche assenza. Vedremo oggi se la notizia vera era l’annuncio o la smentita (probabilmente suggerita dall’avvocato Coppi, che fatica sette camicie a mettere la museruola ai rottweiler berlusconiani, tutti lì schiumanti a mordere il freno dietro la rete). Ma la notizia della manifestazione su una sentenza, convocata al buio, prim’ancora di conoscere la sentenza medesima, è talmente elettrizzante che ci auguriamo fosse autentica. Ci pare di vederli, i rottweiler riuniti nella notte con le pitonesse, i falchi e tutto lo zoo, intenti a preparare con la vernice spray gli striscioni con gli slogan multiuso e le dichiarazioni pret à porter, che vanno bene in caso sia di conferma della condanna sia di annullamento con rinvio sia di annullamento senza rinvio. Insomma, si portano su tutto. In caso di conferma: “È la prova del complotto politico-giudiziario. 

Il disegno eversivo della magistratura golpista iniziato dalle toghe rosse milanesi nel 1994 trova oggi il suo compimento con questa sentenza politica che mira a eliminare dalla scena il leader più amato e votato dagli italiani. Una sentenza ad personam e a orologeria, sintomo di appiattimento dei giudici sulle tesi dei pm nonostante l’evidenza dell’innocenza di Silvio Berlusconi, reincarnazione di Enzo Tortora, che rende ancor più urgente la riforma della giustizia con la separazione delle carriere”. In caso di annullamento con rinvio: “È la prova che c’era un complotto politico-giudiziario. Il disegno eversivo della magistratura golpista iniziato dalle toghe rosse milanesi nel 1994 continua con questa sentenza politica che non ha voluto dare completamente torto alla Procura che ancora mira a eliminare dalla scena il leader più amato e votato dagli italiani. Una sentenza ad personam e a orologeria, sintomo dell’appiattimento dei giudici sulle tesi dei pm nonostante l’evidenza dell’innocenza di Silvio Berlusconi, reincarnazione di Enzo Tortora, che rende ancor più urgente la riforma della giustizia con la separazione delle carriere”. In caso di annullamento senza rinvio: “È la prova che c’era un complotto politico-giudiziario. Finalmente il giudice a Berlino ha smontato definitivamente il disegno eversivo della magistratura golpista iniziato dalle toghe rosse milanesi nel 1994 a colpi di sentenze politiche che miravano a eliminare dalla scena il leader più amato e votato dai cittadini. Le condanne di primo e secondo grado, pronunciate nonostante l’evidenza dell’innocenza di Silvio Berlusconi, reincarnazione di Enzo Tortora, erano un evidente sintomo dell’appiattimento dei giudici sulle tesi dei pm che rende ancor più urgente la riforma della giustizia con la separazione delle carriere”. 
Amen.

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  1. non mi aspetto nulla neppure io. In primis perché per certe persone, non c’è bisogno di una sentenza definitiva per capire con chi si ha a che fare. E tutto l’entusiasmo che provano quelli che vorrebbero la condanna del berlusca, io non lo capisco.
    Detto questo, condannato o no continuerà a comandare il suo partito. Del resto c’ha una media di assenze spaventosa in parlamento ma cosa cambia?
    Grillo non si è manco candidato ma il movimento lo gestisce come gli pare. Con la differenza che berlusconi controlla tutto, non solo il pdl

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  2. molti sinistrati, non si sono mica accorti che gli hanno scippato anche il partito e che gli toccherà di morire democristiani a loro insaputa èh sì, perchè il cervello è abbagliato.
    A proposito della cgil , ma dove stavano i loro caporioni quando altri caporioni decidevano che era buono e giusto distribuire pensioni agli statali con 10 anni di contributi + 5 di riscatto laurea con due soldi e dove stavano quando si pagavano pensioni da generali a gente che aveva versato contributi da sottotenente, poi da tenente poi da capitano, poi da maggiore e solo per un mese da colonnello e li si concedeva la pensione da generale. Dove erano quando si concedeva una pensione di reversibilità del 65% alla vedova 22 enne del generale sposata in punto di morte, parente lontana o badante straniera?
    Oggi questi caporioni si lamentano perchè sono i giovani a pagare queste pensioni e si aspettano ancora di vendere tessere e galleggiare

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