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Aspettando il b-day

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Mauro Biani

 

 

Sottotitolo: in un paese normale berlusconi a questa sentenza non ci sarebbe mai dovuto arrivare da “politico”: la politica di centrosinistra ha una responsabilità STORICA, altroché la caduta dei birilli di cui vaneggia Sposetti, perché sempre in quel paese normale sarebbe stato spazzato via berlusconi e tutta la dirigenza politica che gli ha permesso di arrivare fino a qui.

Con viva e vibrante soddisfazione.

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Dice Zanda, pd, uno dei promotori di quella porcheria che vorrebbe modificare l’ineleggibilità in incompatibilità: l’altra è la Ségolène de’ noantri, Anna Finocchiaro, che un’eventuale condanna di b e il rischio della caduta del governo Letta che “non ha ancora esautorato le sue funzioni” metterebbe il paese in un grave rischio di crisi sociale.

Invece tenersi il pregiudicato a fare da ago della bilancia ad un governo che, non solo non ha esautorato, ma non ha mai iniziato a lavorare per risolvere la crisi degli italiani, per riformare la legge elettorale ma sta facendo tutt’altro di quel che un governo di necessità è chiamato a fare, è una garanzia di stabilità.

In ogni caso io mi preparo ad una delusione certa: domani non ci sarà nessuna sentenza, tanto meno una condanna, si dice sempre – per nascondere l’inettitudine della politica prona al vaticano – che il paese non è pronto ad avere leggi civili in materia di diritti civili: evidentemente non è ancora pronto nemmeno a fare a meno di berlusconi.

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Caso Mediaset, Pdl pronto alla battaglia
Ma a mettere in dubbio il governo è il Pd

Domani il pronunciamento della Cassazione sui 4 anni con interdizione dai pubblici uffici per B.
Il suo partito si divide tra falchi e colombe. Malumori tra i democratici. Ma Letta: ‘Esecutivo stabile’
MEDIATRADE E L’ALIBI DELL’ESITO “FAVOREVOLE”: CARTE A CONFRONTO (di G. Trinchella)

Manca un giorno ad una sentenza che probabilmente non verrà pronunciata in nome e in virtù della ormai famosa pacificazione nazionale.

Sposetti, l’ex tesoriere del partito dei centrosinistri ci ha già fatto sapere che in caso di parere negativo della Cassazione, della conferma di condanna per berlusconi con relativa richiesta di una interdizione che per essere confermata dovrà passare per il giudizio dei suoi pari al senato, con i risultati che ormai abbiamo ormai imparato  a conoscere, il pd imploderà, non ce la farà a reggere l’urto di venire a conoscenza tramite la sentenza dell’alta corte, di aver appoggiato, sostenuto, fatto e retto i giochi ad un delinquente per tre lustri e mezzo. 
Come se servisse una sentenza, l’ennesima peraltro, per scoprire, stabilire e confermare di che pasta è fatto l’ex presidente più amato degli ultimi 153 anni.

Se invece, come preventivato dai rumors, la Cassazione rimanderà la decisione a data da destinarsi offrendo ancora tempo e la possibilità a berlusconi di farla franca come sempre, sarà solo la conferma che c’è una parte di giustizia corrotta, connivente col potere, che fa solo finta di disturbarlo non producendo nei fatti nessun risultato utile a salvare l’Italia, a toglierla dalle grinfie del papi padrone che tutto ha voluto, ottenuto e distrutto a sua immagine e somiglianza.

 berlusconi è la prima pedina del domino, se cade lui, cade tutto.

E questo lo sa bene “chillo che voi sapete chi è”: colui che non si può nominare per decreto Boldrini – Grasso, ecco.

 Che autorevolezza può avere un governo, o per meglio dire una congrega di disperati raccomandati, di eletti da nessuno ma benedetti da lui  [no, non è il papa, è sempre il colui di cui sopra] che altrove da qui sarebbero a fare i mestieri più disparati, scelti e pagati per quel che sanno fare e che si meritano di fare, altroché seduti in parlamento a farsi mantenere dai cittadini per non fare niente di utile e di decisivo per loro, se la sua tenuta dipende dalle sorti giudiziarie di un delinquente abituale. 

Con che faccia si può presentare al mondo civile gente così, che lega quel che resta della sua dignità a quella di un individuo che non ne ha mai avuta una.

E quale sarà il giudizio degli altri paesi che vedono questo attorcigliato, strozzato da vent’anni nelle vicende penali di silvio berlusconi. 

Umberto Eco tempo fa disse che le preoccupazioni della stampa europea non sono dovute a pietà e amore per l’Italia ma semplicemente alla paura che l’Italia, come in un altro infelice e orribile passato troppo presto dimenticato e messo da parte come se si fossero chiusi i conti con la storia, e non è così altrimenti di fascismo se ne dovrebbe parlare solo a scuola, possa diventare di nuovo il laboratorio di “esperimenti” che potrebbero estendersi all’Europa intera.

L’Europa e il mondo ci guardano con attenzione non perché gli interessi poi così tanto della nostra sorte ma perché, essendo l’Italia un paese fragile, fatto di gente facilmente seducibile e attratta dal fascino delle dittature viene considerata una mina vagante, un pericolo da monitorare, da tenere sott’occhio.

Ma questo naturalmente la stampa e l’informazione reggenti, i servi del regime non ce lo dicono.

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GRILLO: “B. GIÀ CONDANNATO, MA TENUTO IN VITA DAL PD”

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Craxismo, berlusconismo, larghe intese:  ci hanno rubato gli anni migliori ma non è reato.

Ferruccio Sansa, Il Fatto Quotidiano

Apri il codice: articolo 624, furto. Ma non è questo che cerchi. Nessuna legge prevede il furto della vita. Pentapartiti, craxismi, berlusconismi. Ora larghe intese che manomettono la Costituzione. Si sono presi i migliori anni della nostra esistenza. E sono ancora lì.

Apri il codice penale e ti metti a cercare: articolo 624, furto. “Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui”. Rifletti un attimo, il bene che hai in mente può essere definito cosa mobile? No. Il codice aggiunge: “Si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico”. Ecco, sì, energia, in un certo senso… ma tu stai pensando ad altro. Provi a chiedere all’amico avvocato, ma lui alza le spalle: “Ma no, quel furto non è previsto dal codice. Non sempre c’è una responsabilità penale. Al massimo può essere sociale, morale. Politica. Ammesso che in Italia esistano ancora”.

No, nessun codice prevederà mai questo reato: il furto di vita. Non l’omicidio, sia chiaro. Ma la sottrazione delle energie – molto più luminose di quelle elettriche -, dei pensieri, dell’entusiasmo, delle speranze. Ecco, questo si sono portati via.

Hai quarant’anni magari e, come capita nel mezzo del cammin di nostra vita, provi a fare bilanci. Ricordi gli anni dell’adolescenza, quella forza dei pensieri e dei muscoli. Era il tempo del pentapartito, del craxismo. Dei compromessi che permeavano tutto. Già, allora ti sentivi addosso come una ragnatela, quella disillusione leggera e appiccicosa che fa scivolare nel cinismo. Poi è arrivato il berlusconismo – del Cavaliere e del centrosinistra complice – e si è mangiato vent’anni. Ora ti toccano le larghe intese. Che o sei d’accordo o sei d’accordo, non importa se ti manomettono la Costituzione.

E ti ricordi un film di Nanni Moretti: il protagonista che prende in mano un metro, ogni centimetro un anno. Ecco, metà della vita se nè andata (fate pure gli scongiuri, okay) e loro se la sono mangiata. Un giorno su due passato a convivere con polemiche, odi che hanno umiliato slanci e ideali. Speso a difenderti da chi voleva fare a pezzi il Paese mentre tu avresti voluto affacciarti sul mondo. Ma il panorama era coperto dalle stesse facce. Ecco, il furto che intendevi.

Poi ti guardi intorno, magari vivi in Sicilia, vedi i tuoi coetanei costretti a emigrare. Oppure a piegare la testa a mafie e clientele. A rinunciare a ogni impresa. Hanno preso perfino il tuo orgoglio, ma nemmeno di questo furto si risponde. O vivi in Liguria, dove senza tessere o affiliazioni non diventavi primario, dirigente sanitario, professore, manager.. Non è un furto… di merito, impegno, occasioni? Hai visto architetti amici degli amici costruire palazzi per imprenditori oggi in galera o latitanti lasciandoti senza terra, aria, orizzonte. Hai assistito alla carriera di giornalisti campioni di silenzi e complicità. Mentre altri, più bravi e liberi, arrancavano. Non è un furto?

Ci hanno rubato la vita. Non è un reato, forse, ma i responsabili ci sono. Ancora al loro posto.

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  1. sul fatto dei responsabili del furto non sono molto d’accordo
    il bobbolo è felice della sua posizione e la difende

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