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Chi risarcirà gli italiani?

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“Chi risarcirà Ottaviano Del Turco?”
Partiti e giornali lo avevano già assolto

L’ex governatore dell’Abruzzo condannato a 9 anni e 6 mesi per concussione, corruzione, falso e associazione a delinquere nel processo ‘Sanitopoli’. Lo sfogo: “Pm e giudici, stessa logica inquisitoria”
La sentenza arriva dopo le parole di commentatori e politici che davano per certa la sua innocenza.

***

In un paese normale la gente apre i giornali e legge un po’ di tutto: la cronaca nera, quella giudiziaria e l’attualità politica che raramente hanno a che fare l’una con le altre.

Nei paesi normali hanno un’idea stravagante della società, della civiltà e della legalità: i politici fanno i politici,  i criminali i criminali e ognuno si prende le sue responsabilità.

E quando un politico commette un reato, di qualsiasi ordine e grado, non gode di nessun trattamento di favore, sia da parte della
giustizia  per mezzo di leggi accomodate alla bisogna dalla politica stessa che dai giornali e giornalisti che – al contrario di quel che accade da noi – sono implacabili verso coloro che tradiscono il mandato dei loro elettori e dunque lo stato.
Molti politici hanno dovuto dire addio alla loro carriera proprio grazie ad inchieste giornalistiche che ne avevano smascherato le nefandezze [per informazioni citofonare Nixon].

E a nessuno, altrove da qui, è mai venuto in mente di definire giustizialisti quelli a cui non piacciono i politici che commettono crimini e reati e che vorrebbero una giustizia applicata indipendentemente dal ruolo e dal mestiere che qualcuno svolge: quella famosa – ma mai messa in pratica –  legge uguale per tutti inserita nella Costituzione.
In Italia pur essendoci una frequenza e un’attinenza impressionanti fra l’attività politica e quella delinquenziale, sembra quasi che fare il politico per mestiere metta in conto anche  il dover violare la legge a ripetizione  molto spesso per faccende che con la politica non hanno niente a che fare ma coi soldi sì: il reato più frequente nella politica è l’uso sistematico della tangente che poi è il motivo principale dell’impoverimento del paese non succede la stessa cosa,  appena scatta l’avviso di garanzia al politico si mette in moto tutto il meccanismo mediatico di difesa del povero perseguitato a cui i giudici vogliono impedire di svolgere il mandato che gli elettori gli hanno affidato, tutte le televisioni offrono al povero perseguitato  le loro ribalte da cui poter insultare e diffamare la Magistratura colpevole di indagare su di lui e di aver condannato proprio lui [per informazioni citofonare sallusti  che non fa nemmeno il politico ma solo il diffamatore per mestiere].

Per non parlare della corte dei miracolati che siede in parlamento che diventa un tutt’uno di maggioranza e opposizione che si spertica nel sostegno e nella solidarietà al malcapitato ché si sa, l’oggi a te domani a me è sempre in agguato.

Nove anni e mezzo di carcere in Italia non li prende nemmeno uno stupratore, un assassino,  non li hanno dati ai macellai in divisa di Genova e nemmeno a quelli che hanno ammazzato di botte Federico Aldrovandi: criminali ai quali sono state  offerte tutte le garanzie dallo stato per avere la pena diminuita e in qualche caso anche resa nulla dalla prescrizione e dall’indulto.

Una condanna così pesante dovrebbe far pensare che anche il reato sia stato pesante e Ottaviano Del Turco può ancora contare sui successivi gradi di giudizio che prevede il nostro ordinamento: il più garantista di tutti, altrove da qui non esistono terzi gradi, appelli, controappelli  né tanto meno leggi speciali per alleggerire le responsabilità dei politici che commettono un reato.

The Pirler’s List
Marco Travaglio, 23 luglio

“Anche nel caso Del Turco il carcere preventivo è stato usato come strumento per estorcere una confessione, quasi come una tortura” (Emanuele Macaluso, 12-8-2008). “Crollano le accuse a Del Turco” (La Stampa, 8-1-2010). “Del Turco paga il suo passato socialista” (Corriere, 8-1-2010). “È ormai inconfutabile come la giunta Del Turco abbia agito con coraggio sui costi della sanità privata e che l’accusa si basi solo sulle dichiarazioni di Angelini” (Franco Marini, 8-1-2010). “Crolla il bluff dell’accusatore di Del Turco: altro che mazzette, comprava quadri” (Gian Marco Chiocci, il Giornale, 12-12-2011). “Del Turco, dopo 4 anni cadono i vecchi indizi e l’inchiesta fa acqua… Bisogna seguire il denaro, sosteneva Falcone. Ma quale?” (Roberto Rossi, l’Unità, 28-1-2012). “Oggi sembrano sgonfiarsi le accuse contro l’ex governatore d’Abruzzo… Nessuna traccia delle presunte tangenti… L’improvvisa decapitazione della giunta abruzzese segnò il corso della legislatura… Non possiamo sapere come sarebbero andate le cose se la procura avesse evitato almeno i provvedimenti più pesanti e clamorosi, se i giornali avessero subito sollevato qualche legittimo dubbio, se il Pd avesse difeso la sua giunta con maggiore convinzione” (Francesco Cundari, l’Unità, 29-1-2012) “La contropartita della corruzione non è mai stata trovata.

Se si è trattato di un errore siamo di fronte a un errore grave: è finita in carcere una persona innocente, la si è ricoperta di infamia, è caduto un governo regionale. Se Del Turco risultasse innocente è chiaro che il magistrato inquirente dovrebbe risponderne direttamente” (Luciano Violante, Pd, l’Unità, 1-2-2012). “Il castello di accuse era fragile fin dall’inizio, perché mancava il corpo del reato… torto grave subìto da un uomo la cui storia di sindacalista e di politico era più che specchiata… e che forse ha pagato un prezzo proprio alla sua provenienza socialista… una carriera politica distrutta e un uomo fatto a pezzi… se il pm ha sbagliato c’è stato un sovvertimento per via giudiziaria della sovranità popolare… uso leggero o spettacolare delle inchieste giudiziarie” (Antonio Polito, Corriere , 2-2-2012)

“Onore al compagno Del Turco, delicato e sensibile pittore… Fui il primo, credo l’unico a sostenere la sua innocenza. Sappiamo poi com’è andata a finire” (Vittorio Sgarbi, il Giornale, 5-2-2012). “La giustizia ha decapitato la giunta abruzzese e si è dimostrata ingiusta. Se il processo appurasse ciò che appare sempre più evidente, si sarà scritta un’orribile pagina della magistratura e della politica” (Pierluigi Battista, Corriere , 11-2-2012).

“Il processo Del Turco è finito nel nulla” (Piero Sansonetti, Servizio Pubblico, 23-5-2012) “Considero innocente Del Turco perché non c’è uno straccio di prova (e neppure d’indizio) sulla sua colpevolezza e ormai anche i giudici han gettato la spugna e aspettano di chiudere il processo con l’assoluzione o magari — tirandola per le lunghe — finire tutto in vacca con la prescrizione” (Sansonetti, Gli Altri, 26-5-2012). “Il giorno di Del Turco nel processo senza prove… La sensazione è che da questo processo nessuno ne uscirà vincitore. Non Del Turco… ma neanche la Procura di Pescara che in questi anni si è disgregata perdendo pezzi” (Roberto Rossi, l’Unità, 31-1-2013) “Il processo farsa a Del Turco crolla tra bugie e false prove. Le foto delle mazzette sono un bluff. La farsa è finita, datevi pace” (Chiocci, il Giornale, 12-3-2013) “Soldi, bugie, foto false. Affondano le accuse contro Del Turco… Il processo potrebbe diventare un caso proverbiale nella storia giudiziaria italiana” (Fabio Martini, La Stampa, 12-3-2013). 
Come i persecutori di Enzo Tortora” (Battista, Corriere , 27-5-2013).

“In nome del popolo italiano, condanna Del Turco Ottaviano ad anni 9 e mesi 6 di reclusione” 
(Tribunale di Pescara, 22-7-2013).

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  1. come è risaputo di carcere lui s’è fatto qualche giorno quando fu arrestato ma stavolta non ci tornerà. Mica è un povero cristo qualunque che ruba ovetti kinder nei supermercati…

    da noi c’è un altro politico che ora è tornato in auge. D’ Alfonso, ex sindaco di Pescara che è stato da poco assolto in primo grado, pare che alle regionali sarà lo sfidante del governatore uscente. Poi metti che in appello lo condannano: che si fa? Secondo me i politici dovrebbero aspettare tutti i gradi di giudizio prima di ri-scendere in campo

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