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Sequestro fai da te

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Ricordatevi questa faccia e il suo nome.
Giuseppe Procaccini, da meno di mezza giornata ex capogabinetto di alfano, si è dimesso assumendosi parte delle responsabilità nel merito della vicenda del sequestro di Alma e Aluà, adducendo improbabili motivazioni di “senso dello stato”, non quelle più opportune di uno stato che fa senso.
Ricordiamocelo quando fra qualche mese un politico di buon cuore, magari lo stesso vicepresidente del consiglio lo raccomanderà per la presidenza di un qualsiasi nonsocché come già accaduto in precedenza con Gianni De Gennaro, responsabile più che morale, anche se mai condannato, dei massacri  al G8 di Genova promosso prima sottosegretario da Monti e  proposto come  presidente di Finmeccanica da Letta dopo.

Gli uomini che fanno comodo allo stato vanno bene, e chissà perché, alla politica di tutti gli schieramenti.

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Sequestro di persona a nostra insaputa

Alfano al Senato dipinge come una trappola della diplomazia kazaka la doppia espulsione: “Governo
non informato”. Renzi: “Anche Letta riferisca in aula”. Ue chiede spiegazioni a Italia su caso Ablyazov.
Si dimette Giuseppe Procaccini, capo gabinetto del Viminale: “Passo indietro per senso dello Stato”

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Mi piacerebbe sapere che succederebbe se da subito, stasera, domani, i cittadini italiani iniziassero a comportarsi all’insaputa di leggi e regole. 
Agire nel quotidiano come se non esistessero. 
Comportarsi alla ognuno fa quel cazzo che vuole e come vuole.
Proprio come fanno i cialtroni che le pensano e le scrivono e che poi per primi non le rispettano.
Sarebbe carino farlo tutti insieme, all’unisono.

Se alfano non sapeva, come dice il Talleyrand alle cime di rapa, ragione di più non per chiederne le dimissioni ma per pretenderle e lasciare il posto a qualcuno che non si fa prendere per il culo come è successo a lui.

d’alema  perde sempre l’occasione per tacere.

Forse nemmeno lui ha capito che questi continui alibi dietro ai quali si stanno nascondendo tutti, quelli dell’io non sapevo, non c’ero, madavveroesisteilKazakistan iocredevochefossesolounalocalitàdelrisiko, non fanno che peggiorare la situazione, non sono utili a giustificare un bel niente.

Uno stato che gestisce, anzi che non sa gestire o per meglio dire non può gestire da stato di diritto quale l’Italia dovrebbe ancora essere una vicenda così delicata, grave, significa che è gestito da incapaci totali o, vieppiù, da gente che non fa gli interessi dei cittadini, di chi come Alma e Aluà risiedeva con diritto sul nostro territorio ma di estranei, di gente pericolosa a cui non si può dire di no per motivi che non c’entrano niente col senso dello stato dietro al quale si nasconde ogni tipo di oscenità.

E chissà che risponderà adesso l’Italia, a quello che chiede l’Europa.

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E’ sempre ‘a mia insaputa’

 

La linea di difesa del ministro dell’interno Alfano sull’espulsione della moglie e della figlia di un dissidente kazako ricalca la tradizione politica recente: è avvenuto tutto senza che lui ne sapesse nulla. Da Scajola a Berlusconi ecco chi aveva già usato questa strategia.

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Le cavallette – Massimo Rocca, il Contropelo di Radio Capital

Ma ne valesse poi la pena. Ci fossero questi scintillanti segnali di una ripresa, o per lo meno si fosse riusciti ad aprire il paracadute per quelli che, con ottimismo alla Felix Baumgartner, continuano a dire fin’ora tutto bene. Invece questo povero PD, questi poveri elettori del PD, continuano a trangugiare pozioni di sterco liquido strabuzzando gli occhi e intanto l’anno prossimo avremo più disoccupati di quest’anno, nonostante Letta nepote si dica ossessionato dalla disoccupazione giovanile, il debito pubblico sale senza incontrare resistenze, il prestigio del paese è scivolato, e lo si credeva impossibile, dai fasti del bunga bunga a quello dei marò e poi degli oranghi e delle kazake. E loro lì buoni non a difendere la tranquillissima fortezza Bastiani ma a sacrificarsi giorno dopo giorno in una Verdun, una Stalingrado, una Montecassino di figure barbine. Ma se no cade il governo, volano gli spread, c’era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c’è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia. Lo giuro!

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