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Il governo del fare: schifo, soprattutto

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La notizia del giorno è naturalmente la vendita di Loro Piana ai francesi, questi sì che son problemi;  ma magari qualcuno comprasse tutta l’Italia, sarebbe l’unica speranza per farla diventare un paese normale.

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50 agenti della digos armati vanno a prendere una madre e sua figlia a casa loro sulla base di un’accusa smentita successivamente da un tribunale. 

Madre e figlia, regolarmente rifugiate in Italia, vengono rispedite al loro paese di origine dove al comando c’è casualmente un dittatore amico di berlusconi, il governo va nel pallone, Letta s’incazza con Alfano e promette sfracelli che naturalmente non farà [come se non fosse stato facilmente prevedibile il rischio di mettere al ministero dell’interno e alla vicepresidenza del consiglio il servo più servo di berlusconi che ha amici dittatori in tutto il mondo], la Bonino [la stessa che una volta, da giovane, si occupava di difesa dei diritti umani e civili] s’incazza e chiede di lavare i panni sporchi in famiglia per paura di fare la figura di merda planetaria che questo governo si merita, la Cancellieri chiede chiarimenti ignorando forse che il chiarimento spetta al governo, Napolitano non dice una parola circa la violazione del diritto internazionale e della legge di questo stato [e magari fosse la prima] nessun telegiornale, nemmeno quello cosiddetto libero di Mentana ne parla e nessun quotidiano a parte il solito noto e fazioso Fatto Quotidiano dà a questa vicenda la rilevanza che si merita.  

Tutto questo non merita l’attenzione dei media concentratissimi sulle vacanze di Grillo e sulle esternazioni del papa.

Verrebbe da chiedersi se l’Italia è ancora uno stato di diritto dal momento che non c’è più nessuno a difendere quel diritto: il ministro dell’interno di sua iniziativa manda cinquanta poliziotti a prelevare illegalmente due persone e le consegna ad un dittatore mettendo a rischio la loro vita e la cosiddetta informazione stampata e parlata non ritiene che questa sia una notizia.

Inutile precisare che in un paese normale una vicenda di questa gravità, semmai fosse potuta accadere avrebbe già prodotto le ovvie conseguenze: dimissioni dei responsabili e probabilmente la caduta dell’intero governo.

Quello che mi fa più orrore a proposito di questa vicenda è il ruolo dell’informazione.
Ieri sera speravo almeno nel tg di sky, invece nemmeno quello ne ha parlato.
Questo significa che in questo paese è possibile violare leggi, regole, nazionali e internazionali nel silenzio assoluto dei media [solo Il Fatto ha dato alla vicenda l’importanza che merita] che per non disturbare questo bel governo delle larghe intese tacciono su una cosa così grave, non ritengono che i cittadini devono venire a conoscenza che lo stato italiano può agire contro la legge mettendo in serio pericolo la vita delle persone invece di lavorare per il contrario.

 In questo paese lo stato compie violazioni a ripetere, gravissime,  e nessuno se ne preoccupa.

Anche la questione del presidente boliviano sequestrato in volo ridotta a una barzelletta senza importanza.

E fa ancora più schifo il fatto che abbiano dato invece una grande rilevanza alle parole del papa a Lampedusa che ieri ha parlato specificamente del rispetto dei diritti umani; evidentemente ci sono diritti e diritti, alcuni sono sfruttabili mediaticamente e altri no.
Quando dico e scrivo che la responsabilità maggiore dell’insostenibile condizione pietosa di questo paese è dell’informazione so perché lo dico.
Altroché, “gli italiani”.

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Caso Kazakistan, “Alfano deve chiarire”
Il mistero dell’aereo e della carta sparita

Letta minaccia “conseguenze” per il ministro sull’espulsione di moglie e figlia del dissidente Ablyazov
Dalle carte, lette dal Fatto.it, emergono elementi nuovi che contrastano con la versione ufficiale

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Il 29 maggio scorso, il ministro dell’Interno e segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha mandato una cinquantina di uomini armati della Digos  nella casa di Casal Palocco, a Roma, arrivando alla loro successiva espulsione con l’accusa di avere passaporti falsi. Accusa poi smentita dal tribunale di Roma, secondo cui l’espulsione non andava in alcun modo autorizzata, visto che i documenti erano il regola. La violazione ha però regalato al dittatore kazako due preziosi ostaggi contro il suo nemico principale, appunto il dissidente Ablyazov. E siccome l’intera operazione è stata portata a termine dal ministro Alfano senza che nessun altro del governo ne venisse messo a conoscenza, neppure Enrico Letta, c’è il forte sospetto che il vicepremier e segretario del Pdl abbia voluto chiudere la vicenda rapidamente e in barba ad ogni regola solo per compiacere il dittatore kazako, partner privilegiato dell’Eni e – soprattutto – su pressioni dello stesso Cavaliere.

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Caso Kazakistan, ecco chi è il dittatore Nazarbayev “caro amico” di Berlusconi

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M5S: “GOVERNO RIFERISCA IN PARLAMENTO”. IL PD: “IL MINISTRO DELL’INTERNO SPIEGHI”

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IL VERO PASSAPORTO KAZAKO METTE NEI GUAI ALFANO E B. (Fabrizio d’Esposito)

Nel governo, l’imputato numero uno è il ministro dell’Interno Angelino Alfano, berlusconiano. Contro di lui, per esempio, convergono gli sfoghi privati della collega degli Esteri, Emma Bonino, che ha appreso dell’insolita e frettolosa espulsione tre giorni dopo il blitz nella villa romana dove alloggiavano Alma Shalabayeva e la figlia. Di qui il filo che legherebbe Alfano a B. e infine al dittatore kazako Nazarbayev, depositario di misteri e contratti italiani (Eni) su gas e petrolio nonché amico carissimo del Cavaliere.

Perché la domanda chiave è proprio questa: chi aveva interesse a fare questo favore a Nazarbayev?

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