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Vaticano Italia – 1000 a 0

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Sottotitolo: una bella lezione alla politica l’aveva già data Benedetto XVI quando, semplicemente, disse di non essere più all’altezza del suo compito, cosa che nessun politico italiano ha mai fatto nemmeno quando la sua incapacità è stata confermata dai fatti.

Molti non lo fanno nemmeno quando oltre all’incapacità hanno dimostrato una certa disonestà.

La storia italiana di questi ultimi vent’anni ci racconta che è molto più facile che un Papa si dimetta per raggiunti limiti di età che berlusconi per aver oltrepassato quelli della decenza.

Per chi come me pensa che i fatti contino più di mille parole perlopiù inutili, quello che sta facendo ora il nuovo Papa, che sta provando a fare, è davvero rivoluzionario.

Ciclone Papa Francesco, via i vertici Ior.

Lasciano direttore generale e il suo vice.

PRIMA VISITA A LAMPEDUSA PER BERGOGLIO 

Ciclone Papa Francesco, via i vertici Ior
Lasciano direttore generale e il suo vice 

Paolo Cipriani e il suo vice hanno rassegnato le dimissioni. Sono indagati per violazione norme
anti-riciclaggio. Massimo Tulli intercettato con monsignor Scarano arrestato per corruzione
La guerra della banca vaticana: da Gotti Tedeschi alla Commissione d’inchiesta (di F. Grana)

Il Papa sta facendo in Vaticano quello che Napolitano avrebbe dovuto fare qui in Italia, ovvero, pulizia.

Rispetto ad una crisi che ha ridicolizzato e fatto vacillare l’istituzione di cui ora è il capo assoluto Bergoglio incredibilmente non ha pensato alle larghe intese fra chi vuole bene alla chiesa e quelli che l’hanno sporcata.

Al contrario, si sta impegnando per allontanare chi si è macchiato di empietà, non ha sostenuto come invece ha fatto e sta facendo il nostro amato bispresidente chi è colpevole non solo di comportamenti contrari alla religione e a tutto ciò che è sacro per chi crede o dice di credere, ma addirittura di azioni illegali e criminali.

Ognuno può pensare quello che vuole, restare anche scettico di fronte a queste cose, ma la differenza di comportamenti e azioni fra i due capi di stato ha un nonsocché di abbagliante anche per gli occhi di chi non crede in Dio né alla chiesa.

Non penso che tutto questo sia, come pensano in tanti, un’operazione di marketing e restyling fatta giusto per restituire alla chiesa un minimo di credibilità.
Questo papa è stato messo lì apposta per per rifare la chiesa, se non glielo facessero fare sarebbe un pessimo segnale.

In ogni caso il papa che caccia i mercanti dal tempio batte Napolitano, che invece se li tiene ben da conto, mille a zero. E pure qualcosa di più.

DIMESSI IL NUMERO UNO E IL SUO VICE INDAGATI DA TRE ANNI PER RICICLAGGIO – Il Fatto Quotidiano, 2 luglio

Il vento nuovo di papa Francesco finalmente si abbatte sullo Ior e spalanca le porte della banca vaticana. Ne escono il numero uno e il numero due dell’Istituto, indagati per violazione delle norme antiriciclaggio da tre anni dai pm romani Nello Rossi e Stefano Fava, senza che il segretario di Stato Tarcisio Bertone muovesse un dito. Da ieri le funzioni di direttore del-l’Istituto sono state assunte ad interim dal presidente dello Ior, il tedesco Ernst von Freyberg, che sarà coadiuvato da Rolando Marranci in qualità di vice direttore e da Antonio Montaresi nella nuova posizione di chief risk officer. Si cercano due sostituti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il coinvolgimento dello Ior nell’indagine su Nunzio Scarano. Ilmonsignore salernitano è stato arrestato venerdì scorso con l’accusa di avere corrotto l’agente dei servizi segreti italiani Giovanni Zito perché riportasse in Italia 20 milioni di euro giacenti sul conto del broker Giovanni Carenzio in Svizzera, anche lui arrestato. Nel corso dell’indagine la Guardia di Finanza intercetta Scarano mentre parla con il vicedirettore Massimo Tulli. Si danno del tu e Scarano gli chiede di mettere a disposizione somme in contante disponibili sul suo conto Ior. Anche Paolo Cipriani è citato in alcune conversazioni indirette. Attività bancarie, certo, magari ordinarie, ma che imbarazzano la Santa Sede. Così le dimissioni dei due manager ieri sono state accettate dalla commissione dei cardinali e dal board di sovrintendenza. Per capire quanto sia vasta e preoccupante per lo Ior l’indagine bisogna leggere l’informativa depositata nel febbraio scorso dalla Guardia di Finanza.

Vi si legge che la somma depositata all’estero sui conti del broker amico di Nunzio Scarano sarebbe di 400 milioni di euro. “Le altre conversazioni telefoniche captate – scrivono le Fiamme Gialle – in tale direzione hanno consentito di chiarire che le disponibilità riconducibili a Giovanni Carenzio – poi quantificate dagli interlocutori in circa 400 milioni di euro – risultavano allocate presso una banca svizzera”. Il Nucleo di Polizia Tributaria guidato dal generale Giuseppe Bottillo ha denunciato ai pm romani, oltre ai tre arrestati (Nunzio Scarano, Giovanni Carenzio e l’ex agente dei servizi segreti italiani, Giovanni Zito) altre sei persone, tra i quali non ci sono i due armatori Paolo e Cesare D’Amico, titolari presunti dei 20 milioni che dovevano rimpatriare, perché sono indagati per dichiarazione dei redditi infedele separatamente. Tra i denunciati c’è anche il dentista Roberto Letta (gli indagati lo definiscono cugino di Gianni Letta, ma il dentista al Fatto smentisce) che ha incassato 190 mila euro dai libici esuli per cure dentistiche; poi c’è Massimiliano Marcianò che architetta un giro di assegni con la complicità di Scarano per far passare i guadagni di Letta come donazioni esentasse a un sacerdote amico di Scarano, don Luigi Noli, anche lui denunciato. Poi c’è il direttore dell’agenzia di Unicredit del centro commerciale “I Granai”, Sergio de Felicis, sospettato di essere troppo compiacente con gli amici di Scarano e che forse anche per questo doveva essere raccomandato addirittura al-l’amministratore di Unicredit Federico Ghizzoni per un posto migliore. Poi altri piccoli e grandi comparse delle spericolate attività di Scarano come il pilota dell’aereo, Gianni Vettorazzi, che doveva riportare i 20 milioni di euro dalla Svizzera. O piccoli presunti evasori, come Giorgio Genovese, il venditore di un box auto a monsignor Scarano in quel di Salerno.

I personaggi più importanti però non sono i denunciati ma quelli che sono presenti – come protagonisti o solo citati – nelle intercettazioni telefoniche del-l’indagine. A partire dal direttore della gendarmeria vaticana Domenico Giani e il suo braccio destro, il colonnello Costanzo Alessandrini. I due, inconsapevoli dei reati del monsignore, nelle telefonate intercettate si mettono a disposizione di Scarano. E anche la loro posizione potrebbe traballare. La vicenda riserverà altre sorprese. Scarano dice a Marcianò, che ha conosciuto almeno otto persone che hanno consegnato denaro a scopo d’investimento a Giovanni Carenzio per una “somma che complessivamente si aggirerebbe intorno ai 70-80 milioni di euro”.

Nunzio Scarano parla spesso con l’ex numero due dello Ior. A Massimo Tulli dice con tono amicale: “Avrei bisogno, perché l’ho chiesto a Roberto ma evidentemente Roberto non aveva inteso, di due cose importanti… e magari vengo a prenderlo quando tu mi dici… un estratto conto di tutto l’anno, dall’inizio dell’anno, del fondo anziani, con tutti i movimenti e poi invece la mia posizione attuale, cioè il mio totale di tutto quello che io ho, con i vari investimenti!”. E Tulli risponde: “Va bene! Lo faccio preparare, adesso glielo dico a Roberto perchè non stò al posto mio… due minuti che lo contatto e lo faccio preparare”.

In un’altra intercettazione, Scarano e l’amico Massimiliano Marcianò dicono che Tulli ha paura.

Scarano: Sei stato da Tulli, no? Come è stato? Gentile? Sì? Vabbè.

Marcianò: Sì… solo che tiene una fifa… quello tiene proprio… tiene u’ peperoncino tiene.. c’ha il tremolio c’ha…

Scarano: ah sì? E va be’…. (incomprensibile) devo vedere… vabbe’, mo’ quando vieni ne parliamo.

Il 5 settembre del 2012, Tulli viene citato anche nell’operazione relativa ai soldi incassati dai libici e sui quali, secondo la Guardia di Finanza (ma lui nega) il dentista Roberto Letta non voleva pagare le tasse. Secondo la Finanza: “Inequivocabilmente la provvista di denaro contante complessivamente procurata dai sacerdoti Nunzio Scarano e Luigi Noli è stata destinata proprio al dentista Roberto Letta; di tale importo fanno parte anche 10 mila euro prelevati direttamente allo Ior da Massimiliano Marcianò, previi accordi diretti con Massimo Tulli”.

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  1. tutto quadra. F1 è stato messo lì per cambiare la chiesa. Dice comunque un sacco di banalità, io lo rilevo da ateo ma credo che anche qualche credente un po’ lucido possa accorgersene. Però è il papa, e deve dare la caramella alle tante pecorelle del suo gregge.

    Napolitano è stato ri-messo lì per non cambiare un tubo. Dice un sacco di banalità ma viene osannato da più parti. Tu hai ragione, la chiesa che è un’istituzione antica quasi come l’umanità, riesce a dare lezioni di innovamento proprio dalla sua massima guida

    Rispondi
    • Infatti.
      Hai capito perfettamente quello che volevo dire.
      In un mondo normale ognuno fa il suo, e il papa fa il papa, è la politica che in questo paese non fa la politica, a differenza di altri stati e paesi dove i diritti si estendono lo stesso nonostante quello che piacerebbe ai vescovi e al papa. Non è colpa del papa se l’Italia è ancora un paese sottosviluppato.
      E’ il potere politico che si fa sottomettere più che volentieri dal vaticano. Il dramma è che lo fa anche quella politica che dovrebbe impegnarsi per i diritti civili, basta pensare a Bersani e Vendola che come punti di riferimento durante il famoso confronto prima delle primarie hanno citato un papa e un cardinale.

      Rispondi
  2. sì, vabbè, però poi nella pace del confessionale
    speriamo si siano pentitti delle loro azioni
    malvagie
    che mi dispiacerebbe ritrovarmeli un domani all’inferno
    a fregarmi anche la compagnia delle più grandi puttane

    Rispondi

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