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Indovina chi è andato a cena

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“Certe campagne, che si vorrebbero moralizzatrici, in realtà si rivelano nel loro fanatismo negatrici e distruttive della politica”. [Giorgio Napolitano, 8 aprile 2013] – Alla luce delle ultime dichiarazioni non penso che il presidente abbia cambiato idea, anzi, quindi secondo l’ottimo Napolitano tenersi in parlamento un corruttore concussore sfruttatore e la sua teppa, augurarsi la continuità di un governo composto anche da gente così renderebbe onore alla politica. Fare in modo di allontanarla, impedire che sia anche gente così a rappresentare il paese significherebbe danneggiare il buon nome della politica.

Sottotitolo: per chi pensa che la condanna di b. sia eccessiva.

Nemmeno per idea.

Chi non capisce che il ruolo politico obbliga a comportamenti moralmente, legalmente ed eticamente esatti e dovrebbe – anche se nei fatti poi non succede, non qui da noi almeno –   prevedere  pene maggiori per chi da politico commette dei reati forse non ha capito nulla di quello che è successo in Italia in questi due decenni, né ha capito la gravità di quello che ha commesso berlusconi nell’ambito dell’affaire Ruby e in generale nemmeno di chi è silvio berlusconi, considerati i suoi numerosi precedenti penali.

La concussione è un reato pesantissimo; bisognerebbe iniziare a togliersi dalla testa le mignotte, i festini, il bunga bunga e limitarsi a considerare l’abuso di un potere eccessivo [ecco perché bisognava fermarlo subito, prima, anzi, non bisognava proprio permettere che il suo potere aumentasse a dismisura offrendogli l’opportunità politica] come quello di silvio berlusconi. In un paese normale la carriera di berlusconi sarebbe terminata dopo il furto della Mondadori. Non sarebbe mai arrivata fino a qui. Il politico prima che giuridicamente va condannato moralmente, quello che qui non succede mai. Fra quelli che probabilmente verranno incriminati per falsa testimonianza c’è anche un viceministro di questo governo, e altri ministri facevano parte dell’orda dei barbari traditori che votarono “Ruby nipote di Mubarak”. berlusconi  ha una storia di ladrate, frequentazioni mafiose e corruzione che a una persona normale sarebbe costata l’emarginazione totale, mentre qui no. Si aspettano le sentenze per capire che un delinquente è effettivamente un delinquente, nel caso di specie non sono nemmeno sufficienti. Solo per questo il parlamento andrebbe chiuso per manifesta indegnità, altroché le fibrillazioni e la continuità di Napolitano.
Sette anni sono troppi? io gliene avrei dati come minimo il doppio.

***

Mi chiedevo in quale altro paese potrebbe succedere che un condannato a sette anni di galera la sera successiva alla sentenza venga invitato a cena dal presidente del consiglio, ufficialmente per parlare di politica, non a casa sua ma a Palazzo Chigi.

Ce li vedo Cameron, la Merkel, Hollande, aprire la porta principale dei loro palazzi per cenare con uno che avesse fatto solo un quarto delle porcherie di berlusconi.

berlusconi non è giustificato solo da chi guadagna qualcosa o molto dalla sua presenza in politica, praticamente i tre quarti dell’arco costituzionale,  ma anche da un’ampia parte della cosiddetta società civile; quella che sfoltisce, minimizza o, nella migliore delle ipotesi fa finta di ignorare la gravità di quello che ha fatto berlusconi.

 Vorrei capire come si fa a pensare e dire che uno così abbia il diritto di essere ancora considerato parte delle istituzioni,  oppure, come detto anche dal costituzionalista Onida le questioni giudiziarie, legate a reati gravi e pesanti che riguardano berlusconi devono restare separate dalla politica.

In quale paese democratico e civile sarebbe possibile che a 24 ore da una condanna  per concussione un presidente del consiglio possa pensare di convocare l’imputato a palazzo per discutere dei fatti che riguardano un paese.

***

Secondo l’esimio costituzionalista Onida, uno fra quelli che avevano dato ragione a Napolitano circa il conflitto di attribuzioni ma questo è solo un caso, siccome i reati di berlusconi sono stati contestati e giudicati solo adesso non è giusto che a farne le spese debba essere il pdl di adesso ma doveva essere il pdl di allora, dell’epoca dei fatti a suggerire, anzi “consigliare amichevolmente” a berlusconi di allontanarsi dalla politica. 

Mi piacerebbe sentire un parere di Zagrebelsky sullo stesso argomento, perché dubito che una faccenda così grave si possa liquidare in modo così semplice riducendola ad una questione di tempi. 
Da un costituzionalista, poi.
E mi piacerebbe sapere da che paese arriva il professor Onida, se ritiene possibile che silvio berlusconi avrebbe mai potuto accettare una proposta simile.
A me pare di sognare, perfino in Thailandia ci prendono per il culo.

***

Napolitano deve smetterla di entrare a gamba tesa nelle dinamiche del parlamento.
Non è compito di un presidente della repubblica suggerire, orientare, intimare e ancorché intimidire.

Questo governo così com’è non ha più niente da dire né da dare, semmai fosse davvero nelle intenzioni del progetto delle larghe intese risolvere le urgenze del paese.

A ben guardare sembra proprio di no. 

E, francamente, pensare che le decisioni di un governo così malmesso, fatto di persone che [a parte i fedelissimi di b] non hanno nulla in comune fra loro debbano avvalersi del prezioso contributo di un condannato per concussione e sfruttamento della prostituzione non ci mette proprio ai primi posti nel mondo per prestigio e credibilità.
Sono diciotto anni che l’Italia fa figure di merda a livello planetario per colpa di berlusconi, Napolitano invece di parlare di “fibrillazioni” e “continuità” perché non lo difende un po’ questo paese, in concreto? o è capace solo di commuoversi quando all’estero dicono e scrivono che l’Italia è un paese in balia dei buffoni?  meglio che lo sia di un farabutto seriale?

***

Il quarto mondo è qua. Ma guai a scontentare i capricci di Napolitano, il governo è suo e lo gestisce lui.

E io che mi ero pure spesa a favore della santanchè riconoscendole il diritto a non essere insultata in quanto donna così come dovrebbe essere, deve essere per tutte le donne.
Invece ho sbagliato, e non perché questo non sia un diritto ma perché è lei che lo rifiuta.
Una che accetta di prestare la sua immagine allo slogan “siamo tutti puttane” per sostenere la causa di un delinquente che delle donne ha un’idea rozza, una considerazione pari a meno dello zero, che pensa che basta pagare e che tutto si possa comprare un tot al chilo è solo un’istigatrice, una fomentatrice violenta che non merita alcun rispetto né tanto meno di essere difesa.
 Io non mi vergognerò mai per lei né per quelle e quelli come lei, mi disturba alquanto però l’idea di dover dividere con questi farabutti l’aria che respiro.
E chissà se si è sentita a suo agio in una manifestazione dove per esserci bisognava essere puttane al servizio dell’utilizzatore finale.

Centomila volte meglio, un milione di volte meglio le puttane vere, che non si vergognano di esserlo, non quelle che si spacciano per gran signore e poi il troiaio ce l’hanno in testa, che è molto peggio che avercelo fra le gambe.

 

***

Gli olgettini

Marco Travaglio, 26 giugno

Mentre tutta la stampa mondiale si fa beffe dell’Italia, ancora nelle mani dopo vent’anni di un vecchio puttaniere che ne ha combinate più di Bertoldo in Francia, nessun quotidiano italiano — a parte un paio di eccezioni — commenta la condanna di Berlusconi a partire dai fatti che l’hanno originata. Che un presidente del Consiglio abbia minacciato una Questura, abusando del suo potere, ordinandole di violare la legge per rilasciare una prostituta minorenne senza documenti né fissa dimora fermata per furto, e che l’abbia fatto perché la ragazza tenesse la bocca chiusa sul monumentale giro di prostituzione anche minorile che gravitava nelle sue residenze, sono fatti che tutti conoscono ma che quasi nessuno scrive. Sono comportamenti puniti dal Codice penale, addirittura in base a leggi — nel caso della prostituzione minorile — approvate dal suo stesso governo, ma quasi nessuno lo dice. Fiumi di parole e d’inchiostro per buttarla in politica e parlare d’altro, cioè del nulla. Pigi Pigi non lo sa. L’orecchiante del Corriere della Sera è affranto per “la condanna rigidissima, addirittura superiore alle richieste dell’accusa” (se invece i giudici avessero aderito alle richieste dell’accusa, Battista li avrebbe accusati di “appiattirsi sui pm” e chiesto la separazione delle carriere; in ogni caso la pena massima per la concussione è 12 anni e per la prostituzione minorile è 3 anni, e B. per il primo reato ha avuto 6 anni e 1 anno per il secondo, quasi il minimo delle pene). Ma soprattutto perché i giudici “considerano il capo di uno schieramento che compartecipa in modo determinante al governo del Paese” come “il vertice di una ramificata banda dedita a reati moralmente spregevoli” (ma se il capo dello schieramento commette reati spregevoli che devono fare i giudici? Assolverlo solo perché compartecipa in modo determinante?). Poi, col pilota automatico, il Ballista ripete la giaculatoria della “spaccatura che da vent’anni spezza in due l’opinione pubblica italiana”, ora “ancora più profonda e irriducibile, fra chi considera B. “come una figura losca da gettare nel precipizio della vergogna e della non rispettabilità” e chi lo difende come “vittima di un accanimento politico-giudiziario senza precedenti”. Il compito di un giornalista sarebbe appunto quello di spiegare ai suoi lettori che non c’è bisogno della sentenza Ruby per sapere che B. è una figura losca da gettare nel precipizio eccetera, visto che altre sentenze definitive hanno già accertato la corruzione della Guardia di Finanza, del teste Mills e del giudice Metta, i fondi occulti a Craxi, i falsi in bilancio per 1.500 miliardi di lire, la falsa testimonianza sulla P2 e così via. Ma Battista fa un altro mestiere, dunque dopo vent’anni è ancora lì a chiedersi se il suo ex editore (quand’era vicedirettore di Panorama ) sia una brava persona o un mascalzone. Siccome poi non sa nulla di ciò che scrive, aggiunge il suo stupore perché 30 testimoni pagati dall’imputato vengono denunciati per falsa testimonianza prezzolata, quasi che B. fosse “il capo di una banda” e di una “rete di complicità omertosa”, mettendo addirittura “in discussione la legittimità morale del capo di un partito”. Il fatto che i giudici abbiano capito ciò che tutti sanno, e cioè che il capo di un partito è anche il capo di una banda e di una rete omertosa, non lo sfiora neppure. Altrimenti dovrebbe scegliere fra le due categorie che lui da sempre mette sullo stesso piano: “I cantori di una ‘guerra civile fredda’ che hanno trovato nella demonizzazione o nella santificazione di B. l’unico parametro dei loro giudizi politici”. Insomma, alla sua età, dovrebbe mettersi a informare: e non vi è proprio portato.

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Una risposta »

  1. verrà il giorno in cui tutti dovranno riconoscere la funzione sociale svolta dalle lavoratrici ed oggi anche dai lavoratori di strada, da sempre denigrate, bistrattate, ricattate dai protettori e dai tutori dell’ordine, costrette all’evasione fiscale, accostate come paragone con personaggi turpi ed ignobili,
    perseguite financo nei domicili privati

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