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Interdetto e condannato

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Sottotitolo: oggi più che mai non capisco che c’entrano i tanto vituperati italiani, quelli ad esempio che votano il centrosinistra e poi si ritrovano alleati con berlusconi o nella migliore delle ipotesi vittime dell’eterno inciucio sottobanco con berlusconi; questo discorso sugli italiani messi in mezzo sempre e a proposito di tutto non lo vorrei proprio più sentire. I responsabili del mantenimento in essere di silvio berlusconi nella scena politica e purtroppo sociale di questo paese hanno nomi e cognomi, non sono “gli” italiani.  Sono quelli che hanno legittimato l’abusivo impostore per legittimare le loro nefandezze in politica, per farle sembrare meno gravi, più accettabili solo perché berlusconi ha fatto il tutto e l’oltre. Sono quelli che tenendosi affianco berlusconi si sono garantiti la sopravvivenza politica in tutti questi anni.

In un altro paese nessuno avrebbe aperto il dibattito infinito sulle dimissioni di un ministro per gli stessi motivi per i quali si è dovuta dimettere Josefa Idem, non perché siano motivi gravissimi ma perché è assolutamente normale che un ministro si dimetta per quei motivi.

Solo, siccome qui c’è berlusconi allora se ne è dovuto parlare, si sono dovute confrontare le responsabilità di berlusconi con quelle dell’ex ministro, ci sono stati i ma e i però.
Ed è questo l’imperdonabile più grave di tanti italiani: il fatto che non abbiano ancora imparato la lezione.

RUBY, BERLUSCONI CONDANNATO
“SETTE ANNI DI RECLUSIONE”

SENTENZA A MILANO – AL CAVALIERE INTERDIZIONE PERPETUA DAI PUBBLICI UFFICI
Da Apicella a Iafrate, molti protagonisti del processo rischiano l’accusa di falsa testimonianza

Per berlusconi inaugurata l’aggravante della concussione, fino ad oggi non era mai stata applicata quella per costrizione.

E ai 314 traditori dello stato quelli che “Ruby è la nipote di Mubarak”, niente?   fra questi ci  sono i ministri Nunzia De Girolamo, Maurizio Lupi, Beatrice Lorenzin e Angelino Alfano: questa non è una cosa grave ma gravissima.

Niente a quelli della questura che hanno retto il gioco al concussore condannato, a maroni che insultò la pm Fiorillo colpevole di aver detto la verità da subito, niente?

E niente nemmeno al pd che non si è opposto con tutte le forze che aveva per rifiutare lo scempio di un’alleanza col partito di uno sfruttatore di ragazzine, di un corruttore, di un evasore fiscale già condannato, della sua pletora di ignobili e indegni che stanno dicendo la qualunque a proposito di una sentenza non giusta ma sacrosanta?

E niente nemmeno a Napolitano che si è intromesso in più di un’occasione per consentire all’interdetto condannato di “poter partecipare alla delicata fase politica?” [Napolitano: garantire partecipazione politica Berlusconi. Capo dello Stato invita il comitato di presidenza del Csm al Quirinale. Alfano: ‘Ottima iniziativa’. 13 marzo 2013]

Dai Letta, raccontaci ancora quella che “le sentenze di berlusconi non avranno ripercussioni sulla tenuta del governo”.

Sette anni sono una condanna da criminale abituale, e recidivo.
Appunto.

Quello che mi fa più rabbia è che in un paese normale berlusconi sarebbe stato già condannato ampiamente dalla storia: la sua, e invece nemmeno la politica, quella del cambiamento, del rinnovamento, quella che diceva di lavorare per un’Italia giusta, per il bene comune riesce a condannare e a prendere le opportune distanze da silvio berlusconi, per motivi che con la responsabilità verso il paese non c’entrano niente.

Sentenza Ruby, Berlusconi 7 anni e li dimostra – Marco Travaglio

Dunque, per il Tribunale di Milano, Silvio Berlusconi ha costretto la Questura di Milano a violare la legge per rilasciare Ruby prima che parlasse e ha avuto incontri ravvicinati di tipo sessuale a pagamento con una minorenne.

E, per salvarsi dalla condanna, ha pagato decine di testimoni (fra cui due deputati) per giurare il falso dinanzi ai giudici.

Chiunque conoscesse le carte lo sapeva anche prima che lo dicessero i giudici: restava solo da capire se i fatti, assolutamente certi, configurassero dei reati, e quali.

Ora tutti domandano ai berluscones se, dopo la condanna a 7 anni in primo grado, il governo rischia di cadere. Ma la domanda è sbagliata, o meglio è giusta ma rivolta alle persone sbagliate: bisognerebbe chiedere a Enrico Letta e al Pd che cosa ci facciano al governo con un alleato così.

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  1. Concussore, corruttore e anche un po’ balengo. Perché, se invece che direttamente alla Questura di Milano avesse telefonato al fido Maroni, ministro dell’interno, e gli avesse detto pensaci tu, oggi forse di tutta questa storia non sapremmo niente.

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  2. è qui er buon panelli ce l’avrebbe messa “…..condannato è si è se fa presto a dì condannato, ma poi..”
    in definitiva c’è tanta manovalanza tajana in carcere in attesa di giudizio

    Rispondi

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