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Idem, che in latino significa “lo stesso” [anche al femminile]

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Quello che si evince perfettamente dalla vicenda delle tasse non pagate da Josefa Idem, delle irregolarità che riguardano la palestra dove il ministro viveva a sua insaputa fino a qualche giorno fa è che se nessuno se ne fosse accorto tutto sarebbe rimasto com’era.

Quindi una signora che ha fatto l’atleta, che dovrebbe conoscere e applicare la lealtà,  la disciplina morale meglio e di più di tanta altra gente, quella che almeno non offre la sua immagine a improbabili spot anti evasione [ma magari paga le sue tasse sempre e tutte] può, una volta intrapresa la carriera politica, farsi beffe di quella lealtà e andare davanti a dei giornalisti dicendo che non si dimette perché è onesta, ha vinto delle medaglie, ha partorito due figli e avendo avuto modo di “ravvedersi” non c’è ragione perché si dovrebbe dimettere.

Mentre, e invece, l’unico modo, quello eticamente perfetto di chiedere scusa per un politico e generalmente per chi svolge un lavoro di responsabilità che ha a che fare con la gestione della cosa pubblica è proprio e solo quello di chiedere sì scusa e dimettersi cinque secondi dopo.

 

Josefa Idem: ‘Non lascio, io onesta
Ex collega: lei assessore? Era certo

 IL MISTERO DELLA CASA-PALESTRA

 

La politica in questo paese rende semplicemente casta, con buona pace di chi ancora maledice Rizzo e Stella perché senza di loro non saremmo mai arrivati fino a qui, dicono gli stolti che considerano una colpa aver scoperchiato in modo definitivo la pentola delle indecenze politiche italiane.

 Con le medaglie della Idem non ci si pagano le rate del mutuo, quelle dell’ICI né le bollette, e mentre lei era impegnata a vincerle  tanti italiani, padri e madri come lei erano impegnati in  ben altre sfide, ad esempio quella di cercare di sopravvivere in un paese ridotto ai minimi termini e che sta morendo per colpa della disonestà politica.

Assurdo poi che a Josefa Idem sia stato messo a disposizione niente meno che palazzo Chigi per convocare la sua conferenza stampa con tanto di avvocato al seguito. 
Fino ad oggi le conferenze stampa con avvocati annessi le aveva fatte solo silvio berlusconi, che dati i suoi noti problemi con la giustizia per stare più sereno ha portato i suoi avvocati  direttamente in parlamento.
Mai si era visto un ministro utilizzare un palazzo delle istituzioni come il salotto di casa sua.
In questo paese si è perso completamente il senso delle cose e della loro importanza.

La signora abitava in una palestra, suo marito da un’altra parte ma non lo sapeva,  in tutto questo tempo non le è mai capitato di dare un’occhiata a un documento: come ho scritto in altre occasioni anche alle prese per il culo dovrebbe esserci un limite.

Il virus della “scajolizzazione” si è esteso in maniera impressionante fra i politici italiani ma  nessuno ha la benché minima intenzione di vaccinarsi nell’unico modo possibile,  cioè tornarsene nell’oblio della sua vita privata così come si fa in tutti i paesi normalmente civili, anche in Germania, terra d’origine del ministro Idem, nonostante lei abbia in modo menzognero e  indecente affermato il contrario: il suo è il paese dove il presidente della repubblica si è dimesso per aver detto una stronzata e un ministro  per aver copiato una tesi  da internet, per dire.

 

 

 Josefa Imu

Marco Travaglio, 23 giugno

Siccome molto opportunamente e molto tardivamente la ministra delle Pari Opportunità, Josefa Idem (Pd), ha parlato alla stampa (senza domande, però) sugli scandali che la vedono coinvolta per tasse non pagate e una palestra abusiva, è giusto esaminare con cura le sue parole prima di trarne le conclusioni. “Ero un’atleta, non ho studiato da commercialista. Ho delegato le questioni fiscali ed edili dando indicazione di fare tutto a regola d’arte”. Ma nessun contribuente ha studiato da commercialista, a parte i commercialisti. Se tutti i non commercialisti non pagassero le tasse staremmo freschi, o meglio ancor più freschi di quanto già non stiamo. 

E comunque l’ignoranza delle leggi non può valere per scusare chi le viola: l’evasore a sua insaputa non ha né deve avere alcuna attenuante. “Ho vinto 30 medaglie per l’Italia, ho partecipato a 8 Olimpiadi, ho fatto 2 figli, mi sono data alla politica per promuovere i diritti delle donne e difendere lo sport”. 

Con tutto il rispetto, chi se ne frega. Altrimenti chiunque abbia successo nel lavoro potrebbe dire altrettanto. Le medaglie non sono detraibili dal 740. “Non è vero che il ministro non ha pagato Ici e Imu — dice il suo avvocato-: c’è stato un ravvedimento operoso con l’Agenzia delle Entrate. Dunque le accuse sono inconsistenti e non c’è reato”. Ma il ravvedimento operoso lo fa chi non ha pagato le tasse, dunque le accuse sono consistenti. Può darsi che non ci sia reato,ma solo perché in Italia gli evasori, per finire nel penale, devono superare soglie altissime, quasi insuperabili. “Nei lavori edili – dice la Idem – ci sono stati irregolarità e ritardi”. Ma il problema della palestra “Jajo Gym” di Ravenna non è solo di lavori edili (abusivi, altrimenti perché la sanatoria?): spacciata per luogo di allenamento privato, la struttura ha agito per anni senza agibilità, non era segnalata alle autorità, eppure era aperta al pubblico, gestita da un’associazione sportiva con dipendenti (pagati come?) che raccoglieva soci e quote d’iscrizione, citata nella lista degl’impianti comunali. “Me ne scuso pubblicamente e sanerò quello che c’è da sanare. Come qualunque cittadino. Non sono infallibile, ma sono onesta e non permetto a nessuno di dubitarne”. Dipende dal concetto di onestà, piuttosto elastico in Italia. 

Non basta non commettere reati per essere onesti, anche perché non tutte le leggi prevedono sanzioni penali per chi le viola. E non è vero che “tutti i cittadini” siano costretti a sanare ex post, quando vengono beccati, le irregolarità commesse: c’è anche chi non ha nulla da sanare o chi non ha bisogno di finire sui giornali per correggere gli errori. La Idem, poi, non è un qualunque cittadino: è ministro di un governo che parla ogni giorno di Imu e tasse. Con che faccia Letta & C. parleranno d’ora in poi di fisco, lotta all’evasione e all’abusivismo edilizio, avendo in squadra una signora che ha confessato di aver violato la legge? “Non voglio darla vinta a questa montatura mediatica”. Ma i fatti, come confermano la Idem e il suo legale, sono tutti veri. E non c’è stata alcuna montatura mediatica. 

A parte il Fatto e Libero , primi quotidiani nazionali a rivelare la notizia mercoledì, la stampa di destra e di sinistra che veglia sul governo-inciucio l’ha tenuta bassa o addirittura l’ha nascosta (la solita Unità). “In Germania nessuno si sarebbe dimesso per una cosa simile”. In Germania s’è dimesso il presidente della Repubblica per una gaffe sull’Afghanistan e un ministro per aver copiato dal web parte della tesi di dottorato: figurarsi un ministro pizzicato per tasse non pagate e lavori abusivi. 

Lasci stare la sua Germania, ministra Idem. In Germania un ministro che dice “mi scuso e mi assumo tutte le responsabilità” si dimette un istante dopo. In Italia, un istante dopo, aggiunge: “Resto per non tradire i miei elettori e per il bene dell’Italia”. Da tedesca che era, la Idem è diventata una perfetta italiana alla velocità della luce. Roba da record. Anzi da medaglia d’oro. La trentunesima.

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Una risposta »

  1. qualunque cittadino che si trova al di qua della barricata ed è possessore di un minimo di lucidità cervicale ha il diritto di difendere con le unghie i frutti del suo onesto e duro lavoro quando la tassazione supera un certo livello mediamente accettabile (lo disse Lui) per consentire il pagamento di laute prebende a perecottari che con le loro abilità dialettiche son solo capaci di circonvincere un bobbolo schiavo di droghe e trasmissioni televisive ed esssendo Loro in maggior parte laureati in giurisprudenza continuare a emanare leggi di poca comprensione ma capaci di perpretare all’infinito il furto.
    E’ chiaro che una volta effettuato il salto della barricata ed iniziato ad assopararne i vantaggi una personcina educata si mette subito a posto con la coscienza e con il rispetto della legge che è l’unica a guidare la convivenza nelle società civilmente evolute.
    Il poeta della legge

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