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Aspettando la sentenza della Consulta [come se ci volesse la Consulta a stabilire chi è silvio berlusconi]

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Sottotitolo: E se per caso – Massimo Rocca – Il Contropelo di Radio Capital

Questa volta nessuno potrà negare che si tratti di conflitto di interessi. Elevato a conflitto tra poteri dello stato. Era legittimo l’impedimento invocato da Berlusconi, la convocazione improvvisa di un consiglio dei ministri il primo marzo del 2010, data in cui si doveva svolgere a Milano una delle udienze del processo Mediaset che in seguito lo avrebbe visto prendere 4 anni di carcere sia in primo grado che in appello?  Oppure fecero bene i giudici a ritenerla un scusa, un espediente processuale, e a proseguire?  Ma ciò su cui deve decidere da oggi la Corte Costituzionale è, in realtà, la natura stessa dell’avventura politica di Berlusconi. L’episodio per il tutto. Immaginate le conseguenze di una sentenza che dica che il capo del governo subordinò la massima attività dell’esecutivo alle sue tattiche di difesa dal processo. Con che faccia i rappresentanti del centrosinistra potrebbero continuare a governare con un uomo così, a discutere con lui la riforma della costituzione. Saprebbero dargli addosso come hanno fatto sull’euro, nascondendosi dietro Draghi e la Merkel?  Saprebbero dirgli:  con te no, come hanno fatto con Grillo?

Preambolo: nella magnifica quanto incredibile eventualità che la sentenza della Consulta abbia un esito sfavorevole a b e quindi favorevole per l’Italia dovrebbero dimettersi tutti, anche quelli che per vent’anni hanno fatto finta di opporsi al più grande farabutto della storia di questa repubblica, che ancora oggi permettono che questo paese sia ostaggio dei suoi ricatti e delle sue minacce ammantando il tutto, non senza la consueta viva e vibrante soddisfazione, con la pomposa quanto menzognera definizione di “governo di necessità”.

Danilo Maramotti per l”Unità

Mediaset, la Consulta decide
Il pessimismo di Berlusconi

Il verdetto della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento.

[Fiorenza Sarzanini – Corriere della Sera]

Già: chissà se Napolitano ci ha pensato a questa conseguenza, lui sempre e da sempre in mezzo fra berlusconi e la Magistratura.

E se ci ha pensato quando ha voluto a tutti i costi questo bel governo dei larghi sottintesi.
Guai se un simile statista debba vedersi negata la possibilità di sedersi al tavolo delle decisioni.
E’ proprio la persona adatta con cui riformare nientemenoche la Costituzione.

L’impunità a b è stata sempre offerta sul classico piatto d’argento.
Nel corso della sua storia politica che inevitabilmente è andata di pari passo con le sue vicende giudiziarie perché è stata costruita appositamente per evitare che silvio berlusconi rispondesse davanti alla legge delle sue azioni, dei suoi reati, molti dei quali commessi prima della sua ormai tristemente famosa discesa in campo, della sua immoralità delinquenziale tutti, destra, centro, centrosinistra, si sono prodigati per mettere i bastoni fra le ruote ai Magistrati.

Mi chiedevo in quale paese sarebbe possibile organizzare addirittura un esercito per “proteggere” berlusconi dai giudici.

In quale paese si potrebbe dire impunemente che Ilda Boccassini dovrebbe essere indagata per diffamazione aggravata solo perché è un giudice che fa onestamente il suo lavoro.

E mi chiedevo in quale paese il presidente della repubblica, nonché capo supremo dei giudici anziché tutelare quei giudici da attacchi continui, di pretendere rispetto per un potere dello stato, avrebbe potuto fare invece sempre l’opposto permettendo che quei giudici fossero insultati, denigrati, avrebbe guardato in silenzio chi ha manifestato contro quei giudici da ministro e vicepresidente del consiglio: cose di una gravità inaudita e che non sarebbero permesse in nessun paese democratico davvero.

E mi chiedevo come si fa a sacrificare la civiltà democratica – ché nominare la parola dignità a proposito della politica è diventato ormai un esercizio inutile – di un paese per salvare dai suoi guai un delinquente abituale per sentenza.

Con un casellario giudiziario come quello di b, i suoi precedenti, le sue frequentazioni, il suo partito fondato da un condannato per mafia, il boss mafioso ospitato in casa, le mignotte, i papponi, la corruzione, in un paese normale sarebbe impossibile fare anche il più umile dei mestieri.
Figurarsi chi, oltre a Giorgio Napolitano, avrebbe dato la possibilità ad uno così di riformare leggi e Costituzione, di “poter partecipare alla delicata fase politica”.

berlusconi non ha più bisogno dell’assoluzione di un tribunale perché ha già ottenuto quella morale dalla politica, quella legittimazione per cui lo si considera ancora l’interlocutore col quale discutere, quello con tutti i titoli per decidere le sorti di questo paese.

  Una democrazia, la Costituzione, vanno protette anche da quello che sembra uno scherzetto innocente come l’esercito di silvio.

Non si lascia fare senza dire una parola. Quella è eversione in piena regola.

Ma se il primo sostenitore di berlusconi è il ministro dell’interno, quello chiamato a difendere il paese e non chi ne ha fatto strame, che speranza ha questo paese di potersi salvare? secondo me nessuna.

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  1. Ieri ho visto un promo, su un programma che andrà in onda tra qualche giorno in una rete del biscione. Una cosa simpatica sulla “guerra” (così la chiamano) tra al pappone e la magistratura. In quale altro paese sarebbe possibile? Meno male che è estate, già non la vedeva nessuno prima figuriamoci ora.

    Rispondi
    • Un’altra fiction sui processi del mafionano?
      Oh mamma…

      Rispondi
      • Il guaio è che tutto ciò, da parte di chi non è pro-berlu, passa come una cosa tutto sommato tollerabile. Dice: non lo guardo, che me ne frega. E invece è un problema che certe cose siano trasmesse, soprattutto dopo che lui ha detto di essere il nuovo Tortora

      • Esatto.
        E l’altro dramma è che se anche una cosa non la vedi per scelta poi te la ritrovi spalmata per settimane in Rete.E alla fine è come se l’avessi guardata.

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