Costituzione ad orologeria

Sottotitolo: tra i molti nefasti effetti della proposta Finocchiaro-Zanda c’è che ora, nella marmellata mediatica, vengono messi sullo stesso piano la applicazione di una legge del 1957 a un individuo che l’ha da sempre violata e la creazione di una legge del tutto nuova che impedirebbe la rappresentanza a interi movimenti che non hanno mai violato niente.

In pratica, si mettono sullo stesso piano un atto giuridico dovuto ma ignorato per interesse politico e una proposta politica inedita e al limite della costituzionalità.

Probabilmente l’obiettivo è confondere tutti per poi fare “pari e patta” tra due cose che non c’entrano nulla tra loro: e quindi, semplicemente, non applicare una legge dello Stato, di nuovo.

Un po’ come se si proponesse di aumentare le tasse agli idraulici, ad esempio, per poi dire: va beh, non aumentiamo le tasse agli idraulici, ma in cambio non applichiamo la legge al signor Sempronio. Che non fa l’idraulico, però le tasse le evade da vent’anni.  Nel giro di due mesi il Pd è passato dall’ipotesi di votare per l’ineleggibilità di Berlusconi a quella di stabilire l’ineleggibilità del M5S. Prossimo passo: una legge sul conflitto d’interessi di Grillo, tipo vietare le forze politiche create da comici. [Alessandro Gilioli]

Il Pd presenta una legge anti 5 stelle

Grillo: “Se passa noi ritireremo le liste”

Il testo di Zanda e Finocchiaro prevede lo stop a movimenti senza uno statuto pubblicato in Gazzetta
Ufficiale. La replica: “Avranno responsabilità delle conseguenze. Non diventeremo mai un partito”.

Il tempismo col quale solo adesso si pensa alla regolamentazione della democrazia interna ai partiti fa pensare. 
E il fatto che lo chieda il pd insospettisce, sembra quasi che lo faccia per trarne un vantaggio nel suo momento peggiore.
E ancora di più fa pensare il fatto che altre leggi costituzionali siano state invece furbescamente ignorate per quasi vent’anni, quelle non erano urgenti, non servivano evidentemente a ripristinare non solo la democrazia interna ai partiti ma proprio la democrazia interna a tutto il paese.
Le regole sono belle, ma chi solo oggi ne chiede il rispetto e l’applicazione le avrebbe dovute rispettare per primo; così no, non sono credibili.

Sull’ineleggibilità di b nemmeno due parole a titolo di parere personale, il segretario traghettatore Epifani ci fa sapere che “non è una questione di sì o no”,  ché non sia mai qualcuno s’incazzasse e alzasse la voce com’è successo due giorni fa; sul conflitto d’interessi silenzio tombale per diciotto anni, ché toccare gli interessi di b significherebbe dover mettere le mani e la legge anche su quelli di altri.
La priorità del pd che, voglio ricordare, fa parte del governo di responsabilità, di quelle larghe intese necessarie a risolvere il momento drammatico del paese, per decisione degl’insigni e raffinati costituzionalisti Zanda e Finocchiaro è tentare di togliere la rappresentanza politica in parlamento a chi  è stato scelto da nove milioni di persone.
Di rispettare e mettere in pratica almeno gli articoli 1, 3, 54 e 111 manco a parlarne.
Il pd potrebbe, tanto per dare prova di essere al di sopra di ogni sospetto,  spiegare il perché  dei 2399 immobili ereditati dai ds e affidati a fondazioni private come ci ha raccontato Report domenica sera.  La politica costa, dicono tutti, i soldi servono perché altrimenti fare politica diventa un’esclusiva d’élite riservata a chi ha i soldi [come se negli ultimi vent’anni l’avessero fatta i diseredati del paese].

 2399 immobili servono a sostenere i costi della politica? chiedo.
Poi parliamo di trasparenza, ché la Gabanelli non è mica brava solo se cazzia i 5s.

La sinistra prima e il centrosinistra poi non hanno mai avuto l’ossessione per berlusconi quanta invece dimostrano di averne per i 5s.

Ed è questo il punto da cui partire per fare ogni tipo di riflessione.
Se non si fa questa considerazione non si è completamente onesti intellettualmente.

Hanno avuto diciotto anni di tempo per studiare una strategia di contrasto facilissima da applicare semplicemente rispettando le leggi che c’erano, con buona pace del direttore della fu Unità che oggi si schermisce dicendo che sì, va bene, però la gente ha votato berlusconi e oggi sarebbe disdicevole dire a tutta quella gente che per diciotto anni ha votato per un impostore, un abusivo, e, least but not last uno a cui piace infrangere la legge e non rispondere delle sue azioni. Che poi è l’unico motivo per cui è dovuto scendere in campo per il bene del paese e cioè il suo.

E sarebbe ancora più complicato spiegare che se l’impostore abusivo è lì è perché qualcuno nella politica ha voluto che ci fosse ignorando, appunto e di proposito, la legge che glielo impediva.

E una politica seria, onesta, che avesse agito nel rispetto di quella Costituzione dove tutto era già scritto avrebbe fatto quello che si doveva fare prima, molto prima.
La Finocchiaro e Zanda che solo oggi si ricordano della Costituzione a proposito di Grillo e non di berlusconi non sono solo politicamente disonesti ma anche un bel po’ patetici.

L’Epifania
di Marco Travaglio, 21 maggio

Domani la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera deve votare pro o contro l’immunità-impunità per B. in quattro processi, uno penale e tre civili, nati da altrettante denunce presentate da persone da lui infangate nella scorsa legislatura, quand’era ancora deputato. E la prossima settimana si riunirà finalmente la giunta per le elezioni del Senato per decidere sulla eleggibilità o meno di decine di neosenatori sui quali gravano diversi profili di incompatibilità, fra cui B., titolare con Mediaset delle concessioni televisive pubbliche e dunque ineleggibile in base alla legge 361/1957. In tutte le votazioni il Pd è decisivo: alla Camera, perché con Sel ha la maggioranza assoluta grazie al premio-Porcellum; al Senato, perché è il gruppo più rappresentato e, pur non arrivando alla maggioranza, può ampiamente superarla con i 5Stelle, che han già annunciato il loro voto per l’ineleggibilità di B. Dunque, entro una decina di giorni, se il Pd farà ciò che si aspettano i suoi elettori, il Parlamento darà il via libera ad altri quattro processi a B. e lo caccerà dal Parlamento dove siede abusivamente da vent’anni. Non si tratta di atti ostili o eversivi, ma semplicemente di applicare le leggi dello Stato: l’insindacabilità parlamentare vale per i voti dati e le opinioni espresse nell’esercizio delle funzioni, non per gli insulti e le diffamazioni sparsi in giro per l’Italia (la Consulta l’ha stabilito un’infinità di volte); e l’ineleggibilità non è un’opinione, ma una condizione oggettiva fissata da una legge di 56 anni fa, quando B. andava all’università (e studiava legge!). Eppure si apprende dai giornali che, nell’un caso e nell’altro, il Pd potrebbe votare a favore di B. e contro la legge. Urge un chiarimento netto dal neosegretario Epifani, ma anche dal premier Letta a proposito degli “accordi di governo” evocati a ogni pie’ sospinto dal Pdl e ignoti agli elettori. Sarebbe ben strano se vi fossero comprese questioni di legalità e democrazia, di esclusiva competenza parlamentare. Ma se qualcuno, confondendo i ruoli, ha preso impegni in tal senso farebbe bene a mettere tutte le carte in tavola. Onde evitare che gli elettori ne scoprano via via una al giorno: oggi l’impegno a votare l’imputato Formigoni a presidente della commissione Agricoltura; ora la promessa di mandare Nitto Palma al vertice della commissione Giustizia (con la furbata di chiedere a Monti di votarlo insieme al Pdl, per potersi astenere e fingere dinanzi agli elettori di aver fatto di tutto per impedirlo). Il Pd ha promesso a B. di bloccare i suoi processi per diffamazione e le sue cause civili per danni? Il Pd ha promesso di dichiararlo eleggibile anche se tutti sanno e dicono (D’Alema, Bersani, Zanda e Migliavacca) che non lo è? Se sì, lo dica e spieghi perché. Gli elettori se ne faranno una ragione e decideranno di conseguenza alle prossime elezioni. Ciò che è intollerabile è il balletto delle bugie e delle ipocrisie. Zanda che ribadisce l’ineleggibilità di B., ma “a titolo personale” (è capogruppo al Senato!), anche perché “io in giunta non ci sono”. Il tartufo Fioroni che filosofeggia: “L’ineleggibilità non è nel programma approvato dalle Camere” (già: da quelle Camere formate anche da eletti ineleggibili, visto che la giunta per le elezioni è bloccata da tre mesi; e poi che c’entra il governo col voto del Parlamento sulla legalità della sua composizione?). Il direttore dell’Unità Claudio Sardo che scrive, restando serio: “Restiamo convinti che la legge 361/1957 escluda l’eleggibilità del proprietario di un’azienda concessionaria dello Stato. Ma è evidente che una maggioranza politica non potrebbe oggi, senza esercitare violenza ai danni di tanti elettori, ribaltare il giudizio già espresso in sei legislature consecutive”. Come dire che, siccome un serial killer ha ucciso sei persone e l’ha fatta franca, se ne ammazza una settima non si può arrestarlo: sarebbe una violenza ai danni dei suoi complici.

4 thoughts on “Costituzione ad orologeria

  1. Sono sempre più schifato. E sempre più fiero di aver aderito al MoVimento 5 Stelle dopo l’elezione del Presidente della Repubblica…. E alla fine chi se ne frega delle diarie. Loro hanno già dato l’esempio, restituendo tutto quello che non spendono.

  2. oramai è questione de pagnotta, anche se a ben guardare c’è rimasto ben poco da rosicare per accresce er bottino personale e la fama del partito
    non so’ più i bei tempi dei fiorito, dei socialisti.
    Eppoi pe’ i morti de fame come noi che continuiamo a comprare auto estere, una volta fallita pure la fiat ce toccherà de scannacce tra de noi e blindacce in casa, che tanto loro vanno in giro scortati

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