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Dai, raccontateci ancora la storiella del voto utile…

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…com’era, che me la so’ scordata?

E raccontateci un po’ pure quella che il piddì è democratico e i 5S no.
Ho dimenticato pure quella, in mezzo a tutto ‘sto casino.
Perché loro fanno le primarie, si scelgono il LIDER, sono sempre alla ricerca del LIDER.
Ne trovassero uno, almeno, sarebbe già mezza penitenza.

Meno male che posso sempre contare sul mio provvidenziale disincanto. Lo applico alla vita e figuriamoci alla politica.

Servi, tutti servi dello stesso padrone, chi vuole salvarsi deve scappare da quello schifo di partito.

Sono almeno quindici anni che penso dico e scrivo che la sinistra prima e il centrosinistra adesso sono stati e sono il miglior alleato di berlusconi.

Di questo i referenti politici di centrosinistra  risponderanno purtroppo solo  davanti alla Storia, perché non esiste un tribunale adatto a giudicare un simile scempio di civiltà e democrazia studiato, progettato e realizzato fin nei minimi particolari  per motivi che nessuno deve sapere.

In nessun paese al mondo potrebbe succedere una cosa del genere.

La mia solidarietà a chi ha votato Il Pd+Marini perché “l’imperativo è sconfiggere Berlusconi”. Cercatevi un analista. Bravo. Parecchio.

Ricordatevi (per sempre) queste facce. Questi nomi. La faccia dei Boccia, usciti dalla riunione-guerriglia di stasera (quella in cui è morto il Pd e forse anche il paese) con l’espressione arrogante e tronfia dei fedeli-alla-linea che hanno appena avallato una scelta abominevole. La faccia delle Chiarageloni, quella del “Lo smacchiamo, lo smacchiamo!” (le vostre sinapsi, maybe), che twittava frasi meravigliose («Marini uno di noi», «sarà un grande successo politico»). La faccia dei Fassina, secondo cui «Franco è in grado di ricostruire una connessione sentimentale con il paese» (aiutatelo: ne ha tanto bisogno). E le facce dei tanti, troppi piddini che “è tutta colpa di Grillo e di chi l’ha votato”. Ricordatevele. Sono le facce del peggiore centrosinistra del mondo. Le facce di burocrati senza talento, di polli di allevamento supponenti e imperdonabili. Le facce di mediani correi che hanno contribuito ad ammazzare un paese. Provo simpatia umana, e solidarietà profonda, per chi ha votato Pd in buona fede (ho detto “Pd” e non “Sel”: i secondi li capivo e capisco, ora più di prima). Ma mi sarei anche un po’ rotto i coglioni di tutti questi “buonafede” che da 20 anni si ostinano a credere che Babbo Natale esiste (ed è pure di sinistra). E’ ora di svegliarvi, compagne (de che?) e compagni (di cosa?). Di abbassare la cresta. E di capire che, come in Ecce Bombo, avete aspettato l’alba invano.

[Andrea Scanzi]

Bersani candida Marini. E il Pd esplode

L’assemblea del PD ha votato sulla proposta, avanzata dal segretario Bersani, di votare Franco Marini come presidente della Repubblica: 221 favorevoli, 90 contrari, 30 astenuti. 
I 221 a favore li considero traditori dello stato tanto quanto i 314 che “Ruby è la nipote di Mubarak”. In altri tempi li avrebbero processati.

Ci vorrebbe un’altra Norimberga per questi.

Dunque il candidato forte sarebbe Marini?
Non basta nemmeno la metafora della montagna che ha partorito il topolino, per una simile schifezza.
Dico ma…chi vi credete di essere? I compromessi nella politica ci stanno, ci sono pure fra marito e moglie, figuriamoci, ma non così, il compromesso va bene quando serve al raggiungimento di un obiettivo comune, positivo, quando interrompe tensioni che danneggiano una relazione, un rapporto.

Qui no, questo non è un compromesso ma il tentativo disperato di fare ANCORA dei favori a berlusconi, tutelarlo più di quanto non sia stato fatto fino ad ora.
E allora no, non può essere: non si può fare.
Non più.

La parte buona del pd  si dovrebbe organizzare per fare un partito non dico di sinistra ma di un centrosinistra che non sia l’ennesima vergogna nazionale di una politica che ha dimostrato di non aver capito nulla e pure meno, di non saper rinunciare alla tattica del magheggio, dell’accordo occulto col “nemico”.

Amedeo Nazzari è morto – Marco Travaglio, 18 aprile

In una delle sue gag più memorabili, Corrado Guzzanti impersona Veltroni che passa in rassegna con Livia Turco i candidati da mandare a perdere le elezioni del2001. “Raul Bova ha rifiutato: teme di perdere pubblico. Paola e Chiara hanno la tournée. I Fichi d’India – lo dico per tutti i compagni della mozione “Fichi d’india” – hanno il film: avevamo anche pensato di rinviare le elezioni, ma dopo fanno Fazio… E pazienza, è andata così… Batistuta? Non ha il passaporto italiano, non facciamo a tempo… DiCaprio – lo dico perché so che esiste una corrente DiCaprio contro di me – ha rifiutato: dice che dopo Titanic non vuole fossilizzarsi nella parte di quello che affonda. Amedeo Nazzari – lo dico a tutti i compagni della mozione “A. Nazzari” – è morto! E porca miseria, era perfetto, ma è morto: ho pensato di candidarlo anche da morto, ma non è possibile, bisognava fare una riforma… C’era pure Heidi, ma il nonno vota a destra. Topo Gigio? Ci ha i diritti Mediaset, non ce lo danno. L’unico era Napo Orso Capo…”. Lo sketch s’interrompeva qui, perché Corrado scoppiava a ridere. Ieri la scena s’è ripetuta nella sede del Pd, dove Bersani e gli altri strateghi del nulla sfornavano un nome per il Quirinale ogni mezz’ora. Ma a nessuno, purtroppo, è scappato da ridere. Sfumata la Finocchiaro, portata via su un carrello Ikea, sembrava fatta per Amato (ex Psi). Poi è ricicciato D’Alema (ex Pci). Poi è sbucato Marini (ex Dc, clan Andreotti). Poi s’è parlato di Ignazio Visco (Bankitalia). Poi è saltata fuori Fernanda Contri (ex Psi). Poi hanno riesumato Mattarella (ex Dc, corrente De Mita). Senza dimenticare il similnapolitano Sabino Cassese (ex Lottomatica, Autostrade, Generali, Cassa di Risparmio calabro-lucana, Banco di Sicilia, Consulta, Quirinale). Più che una rosa, un crisantemo. Più che una dirigenza, un ossario. Parlare di “corsa al Quirinale” pare eccessivo: se questi riescono a camminare è già un miracolo, essendo seduti sulle poltrone da un’eternità, con l’unico sforzo di muoversi ogni tanto per balzare da una cadrega all’altra senza mai toccare terra. Infatti non si esclude il Napolitano- bis, previ trattamenti di imbalsamazione, ibernazione e impagliatura, per un paio d’anni. Il problema non è l’età anagrafica, ma quella castale. Mai come ora i cittadini chiedono un Presidente estraneo alla banda larga che soffoca il Paese da tempo immemorabile. Perciò Milena Gabanelli, a prescindere dalla sua nobile rinuncia (“la frase “faccio la giornalista” è bellissima), non poteva passare. E nemmeno Gino Strada. E neppure Stefano Rodotà. Perché non sono controllabili né ricattabili. A un uomo libero come Rodotà non basta neppure aver fatto quattro volte il deputato nella sinistra e il presidente Pds per piacere al Pd. O meglio, alle care salme che ne sequestrano i vertici, senz’alcun rapporto con gli elettori (che invece Rodotà lo voterebbero al volo, e cantando per la gioia). Basti pensare che non vogliono neppure Prodi, che ha il grave torto di aver battuto due volte B., mentre gli altri hanno perso tutte le elezioni, infatti sono ancora lì. Ora Bersani si accinge all’ultimo capolavoro: se davvero oggi i suoi voteranno Marini o un’altra mummia insieme a Pdl e Monti, priverà l’Italia del miglior Presidente dai tempi di Pertini. Taglierà i ponti con i 5Stelle in vista del nuovo governo. Confesserà che il dialogo con loro era una truffa per giustificare l’inciucio deciso fin dall’inizio. Sfascerà il partito e il centrosinistra, visto che Renzi e Vendola non vogliono neppure vedere Marini e simili. E si consegnerà un’altra volta nelle grinfie del Caimano che, dopo essersi scelto il capo dello Stato, detterà legge di qui alle elezioni e naturalmente le vincerà a mani basse. A meno che stanotte gli elettori sommergano il Pd di mail, sms, fax, tweet e segnali di fumo anti-inciucio. A meno che oggi, a Montecitorio, vinca il Franco giusto: non Marini, ma Tiratore.

Oltre il giardino – Il contropelo di Radio Capital – Massimo Rocca

Allora adesso lo sappiamo. Politicamente parlando Bersani, come direbbe Flaiano, è un cretino con lampi di imbecillità. Ripescare dalla casa di riposo dove lo hanno inviato gli elettori il trombato delle elezioni presidenziali del 1999, per realizzare un accordo mortale con Berlusconi, dando ragione contemporaneamente a Grillo, perchè davvero da oggi è giusto chiamarlo pdmenoelle, e a Renzi. Perchè sembra proprio il candidato di Origene, Marini. Uno dei due che il sindaco di Firenze aveva esplicitamente bocciato. Ah si mo ti faccio vedere chi ha le palle in questo partito qui. e Zac eccole servite sul piatto, belle trifolate per esser cucinate dal cuoco Michele. E mentre Bersani contempla soddisfatto il piatto in cottura, la sua coalizione si sfascia, il suo partito si sbriciola, i suoi elettori si disperano. E trionfa la terza legge di Carlo Cipolla “Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno”.

E’ morto di stupidità – Alessandro Gilioli – Piovono rane

Il Pd, almeno questo Pd, è morto stanotte in un teatro a due passi da Montecitorio da cui Bersani non è apparentemente mai uscito – e se lo ha fatto, è stato da una porta posteriore.

E’ morto di stupidità, soprattutto, più ancora che di linea politica: e infatti Renzi, che forse è moderato ma non sciocco, non ne ha avallato l’eutanasia.

E’ morto con le facce irridenti e perfino spavalde di quelli che uscivano dal Capranica – i Boccia, i Misiani – che probabilmente neppure capivano la follia che avevano appena commesso e quanto questa – fra non molto – impatterà sulla loro ‘ditta’.

E’ morto con Chiara Geloni, la pupilla del segretario, che twittava frasi surreali tipo «Marini uno di noi» o «sarà un grande successo politico».

E’ morto con Stefano Fassina – sì, quello che lì dentro faceva la parte del poliziotto buono – che si schierava con Marini perché «mia cognata che lavora alla posta e mio cognato che fa l’elettrauto non sanno chi è Rodotà», mentre «Franco è in grado di ricostruire una connessione sentimentale con il paese». Sentimentale, capito?

E’ morto in modo goffo, soprattutto: goffo Bersani un mese fa nelle sue profferte al M5S, ancora più goffi oggi lui e i suoi 222 nell’arroccarsi su un emblema del più chiuso establishment, sperando di autoperpetuarsi ancora un po’ e chissenfrega degli elettori, del Quirinale, del Paese.

E’ morto di stupidita, dopo una vita nemmeno tanto lunga né gloriosa. Dispiace per quelli che ci hanno creduto, non per quelli che l’hanno posseduto.

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  1. ricordo ancora le lagrime dei vecchi socialisti quando dovettero convincersi che graxzi arrubbava peggio dei DC.
    Oggi non è successo niente, molti in caso di debacle si ricircoleranno nell’altro schieramento, chè il cav è magnanimo ed aperto al perdono degli intellettuali, perchè non sanno quello che fanno (non avendo mai lavorato di muscoli in vita loro).
    In quanto a te, mi sembri ormai matura per farti un partito tuo, di cui mi aspetto l’annuncio al più presto ed un minimo di programma

    Rispondi

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