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Condivisione un cazzo

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 Gino Strada a “Che tempo che fa”: “io non sarei il presidente di tutti. Non sarei il presidente dei ladri, dei corrotti e della guerra, mi piacerebbe essere il presidente della cosa pubblica, dei diritti di tutti, non dei privilegi dei pochi”.

Ad esempio, quello che voleva dire Gino Strada è che [forse] non è così opportuno che un ex ministro condannato a quattro anni per corruzione, finanziamento illecito ai partiti e abuso d’ufficio venga invitato in televisione a discettare su cosa è meglio e cosa è peggio a proposito del governo che verrà e dell’elezione del presidente della repubblica. Così come non è [forse] normale che il capo – padrone dello stesso partito di quell’ex ministro, un pregiudicato, pluriprescritto, attualmente sotto processo anche per il reato di sfruttamento della prostituzione minorile debba avere voce in capitolo a proposito del governo che verrà e dell’elezione del presidente della repubblica.
Condivisione un cazzo, parlando con pardon.

Io coi mafiosi, i delinquenti, i ladri e i corrotti non ho e non voglio avere niente da spartire, e come me c’è un mucchio di altra gente che non si merita di dover condividere niente coi mafiosi, i corrotti, i ladri e i delinquenti, figuriamoci una cosa importante come il massimo rappresentante dello stato. Perché nei paesi normali non sono i mafiosi, i ladri, i corrotti e i delinquenti a contribuire alla scelta del capo dello stato, e nemmeno gli si dà la possibilità di poterlo pretendere sotto forma di ricatto come invece succede in Italia.

Ha ragione Gino Strada, è proprio la balla della condivisione che, alla fine rende tutti uguali. Ma una persona onesta non può mai essere uguale a chi non lo è, e, se i lorsignori democratici tanto per dire piuttosto che per fare permettono, l’onesto merita altre tutele e altre garanzie rispetto al delinquente.  Mentre qui da noi succede esattamente il contrario.

Ma per dire una cosa del genere ci vuole coraggio, e Gino il coraggio non se lo deve far prestare da nessuno.

E  ha ragione anche Marco Travaglio…’mmazza che terroristi quelli che hanno votato il MoVimento: ma come gli viene in mente dico io, di scegliere come probabili candidati alla presidenza della repubblica persone che non solo rispettano la Costituzione ma la conoscono pure tipo Zagrebelsky e Rodotà, invece di optare cheneso, per D’Alema e Amato? e come è possibile preferire Milena Gabanelli alla grande statista Finocchiaro: forse perché essere donne non significa niente se non si è anche persone migliori prima di tutto? può darsi.

E chissà come mai al posto dei vecchi tromboni e trombettieri di partito, della politica hanno scelto Dario Fo, Gino Strada ben sapendo che entrambi hanno cortesemente declinato l’invito, il primo molto intelligentemente per questioni di età e il secondo perché un lavoro ce l’ha e intende continuare a fare quello che sa fare, visto che lo fa bene?
E questi nemici dell’euro devono essersi impazziti tutti in una volta se nella lista hanno infilato anche Prodi, colui che traghettò l’Italia in quest’avventura disastrosa ma non certo per colpa di Romano Prodi: l’avranno forse scelto perché di fatto è stato l’unico a battere silvio berlusconi alle elezioni senza doversi inventare barzellette di giaguari da smacchiare? po’ esse.
Eppoi i giudici, Caselli, uno dei più perseguitati di tutti, un Magistrato che per anni ha fatto una vita da nomade per motivi di sicurezza; a quei tempi i giudici minacciati dalla mafia si proteggevano senza se e senza ma, non si aprivano provvedimenti disciplinari contro di loro come ha fatto il CSM nei confronti di Nino Di Matteo, per dire.
E Imposimato, un altro utopista che pensa che l’ineleggibilità di berlusconi non sia solo possibile ma proprio necessaria e che non manca mai di ricordare, per fortuna, in questo paese di smemorati chi fu l’artefice della costruzione del berlusconi politico, ovvero proprio D’Alema.
E infine anche fra le preferenze dei pentastellati c’è Emma Bonino, complice forse la gigantesca propaganda a suo favore che sta circolando da settimane nei media, ma, come nella migliore delle tradizioni e se i detti popolari hanno ancora un senso, nel conclave chi entra papa ne esce cardinale, speriamo che questo valga anche per lei, l’Italia non ha certo bisogno di farsi rappresentare da una signora che non ha le idee troppo chiare se è stata capace di dire che Gino Strada è un fiancheggiatore di terroristi talebani, lui che le guerre le schifa e non le avrebbe certamente sostenute se in tutti questi anni fosse stato nei parlamenti, italiano ed europeo, al posto di Emma Bonino come invece ha sempre fatto lei. 
Perché Gino Strada i torturati dalle guerre li cura, gli salva la vita se può, non contribuisce al loro massacro anche semplicemente con un voto in parlamento.

Quella pulita decina
Marco Travaglio, 14 aprile

Uno legge i dieci candidati preferiti dagli iscritti a M5S per il Quirinale e pensa che ci dev’essere un errore. Non negli esiti delle Quirinarie, ampiamente prevedibili da chi abbia una vaga idea del movimento. Ma nella rappresentazione mediatica che ne danno i cosiddetti esperti della cosiddetta informazione. I quali, tanto per cambiare, non han capito nulla. La stampa di destra dipinge i 5Stelle come un covo di black bloc, filoterroristi, teste calde e mezzi matti che vogliono sfasciare tutto. E allora perché molti votano Caselli, che ha combattuto il terrorismo e di recente i violenti infiltrati tra i NoTav? 
La stampa di sinistra li raffigura come un’orda di antieuropeisti (peccato che votino Prodi, uomo dell’euro ed ex presidente della Commissione europea, e pure la Bonino, ex commissario europeo); destroidi (infatti scelgono, oltre all’apolitico Grillo e a una giornalista indipendente come la Gabanelli, otto personalità di sinistra); criptoberlusconiani (ma curiosamente adorano Zagrebelsky, Fo e Rodotà, fautori dell’ineleggibilità di B.), antidemocratici (però stravedono per i migliori custodi della Costituzione). Un altro luogo comune molto trasversale è che i pentastellati siano un branco di spostati che credono a leggende metropolitane, tipo scie chimiche, complotti planetari e microchip sottopelle. O uno stormo di pappagalli teleguidati da Grillo e Casaleggio. Eppure, sebbene i due guru avessero escluso dai votabili chiunque abbia ricoperto cariche politiche o elettive, la base ha votato per un ex presidente della Consulta, un ex premier e altri tre ex parlamentari (Bonino, Rodotà e Imposimato). Chi poi cercasse, fra i vincitori delle Quirinarie, qualche esponente del “populismo plebiscitario” che contraddistinguerebbe eletti ed elettori M5S, resterebbe deluso: se c’è un comune denominatore per tutti e 10 (a parte la Bonino, che vuole eliminare le tutele costituzionali all’indipendenza dei magistrati) è, anzi, la fedeltà ai valori della Costituzione. Prima o poi i tromboni che pontificano su tutto senza muovere il culo dalla poltrona dovranno rassegnarsi: la realtà è opposta a quella che descrivono per i loro biechi interessi di bottega e di partito. E anche chi raccontava che Grillo e Casaleggio passano il loro tempo a cancellare le voci dissenzienti dal web (come svuotare il mare col cucchiaino) o a pilotare i consensi dovrà riconoscere che le Quirinarie possono prestarsi a molte critiche: il flop del primo tentativo, la platea ridotta. Ma non sono un videogame truccato dai due guru (in quel caso, un paio di nomi non sarebbero usciti). Sono, molto semplicemente, uno specchio che riflette il pensiero di un popolo vivace e variopinto, magari contraddittorio (chi vuole Strada non può volere la Bonino, che considera Strada un complice dei “torturatori” talebani e ha sostenuto tutte le guerre osteggiate dal medico di Emergency). Ma democratico, abituato a pensare e a dire quel che dovrebbe pensare e dire un centrosinistra degno di questo nome. E, siccome un centrosinistra degno di questo nome non c’è, hanno scelto Grillo. Per la protesta, ma anche per le proposte (alcune tutt’altro che folli). Ha dunque ragione da vendere Bersani, quando ripete che gli elettori del Pd vogliono il dialogo con 5Stelle e non col Pdl. Ma ha torto marcio quando avalla la sveltina bicamerale dei saggi napolitani e si accorda con B. in una stanza buia per mandare qualche cariatide sul Colle.
Anche perché, se qualcuno la interpellasse come ha fatto Grillo con la sua, la base del Pd sceglierebbe più o meno gli stessi dieci candidati. Ora Bersani ha un’occasione d’oro per dimostrare la sua sincerità. Da giovedì i 5Stelle voteranno compatti per il più eleggibile dei 10 (Zagrebelsky o Rodotà i più probabili). Se il Pd farà altrettanto, i suoi elettori saranno contenti, B. sarà fuori gioco e magari, con un premier diverso da Bersani, si aprirà qualche spiraglio per il “governo di cambiamento”.

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Una risposta »

  1. Purtroppo per Te, come stai constatando, vivi in un paese di cattolici e mafiosi
    NOI, del partito degli under 70.000 siamo per la militarizzazione dello stato e l’applicazione dei codici di guerra, fino a che non sarà liberato dai nemici che oggi ne hanno occupato il territorio e laicizzato in todo.
    Noi siamo per la sana rappresaglia di 10 delinquentii per ogni laico onesto ammazzato
    Anni ed anni di disinteresse e leggi disapplicate per i potenti hanno portato a questa diffusione di illegalità mascherata da buonismo cristiano

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