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Di italiche immoralità

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Il segretario del COISP: “Non sapevamo che la mamma  lavorasse lì, poi “il sindaco è una persona squallida”.
Oggi è la giornata nazionale delle toppe peggiori dei buchi.

Però quando lo stesso segretario ha parlato di vendetta applicata alla sentenza perché “in carcere non ci mandano mafiosi e assassini” lo sapeva o no di chi stava parlando? una sentenza ridicola che non solo è stata abbondantemente decurtata grazie all’indulto per i poveri ma che non verrà mai applicata nei fatti? 
Quanto, onestamente si può pensare, ministro Cancellieri, che in questo paese si possano ancora tollerare i danni, le beffe e gli oltraggi perpetrati dallo stato per mezzo di suoi funzionari alti e bassi a cittadini incolpevoli costretti anche a rispondere davanti ad un giudice di diffamazione dopo una tragedia non casuale, malgrado per l’occasione sia stato confezionato un reato apposito, che non c’era, come quella capitata alla famiglia Aldrovandi?
E queste sarebbero le istituzioni di cui gli italiani devono imparare ad innamorarsi, signora Boldrini?

Aldrovandi, sit-in polizia sotto ufficio
della madre. Lei: “Non ho parole”

 
 

Gli agenti del Coisp a Ferrara per il congresso regionale sostano provocatoriamente sotto la finestra dove lavora Patrizia Moretti. Il sindaco Tagliani prova a farli spostare e viene allontanato. Poi la donna scende e mostra la foto del figlio morto.

 

Sottotitolo: in Italia per poter essere condannati, farsi cacciare dal posto di lavoro bisogna offendere il comune senso del pudore, turbare la morale doppia e tripla dei cattolici finti progressisti, ammazzare no, si può ancora fare senza rischiare una condanna almeno morale visto che agli assassini di Federico sono state garantite tutte le tutele di stato affinché non debbano sopportare nemmeno l’onta di quei miseri sei mesi di carcere che sono avanzati dall’indulto e a fine pena che non ci sarà mai torneranno ad indossare una divisa da funzionari dello stato ma  per la maggior parte della pubblica opinione questo non è poi così insopportabile, scandaloso, quanto una parola fuori posto che, fino a prova contraria, non ha mai ammazzato nessuno.

Diciamo la verità, ma quant’è bello questo paese? non si fa in tempo a finire di discutere una cazzata detta e fatta da qualcuno che subito ne arriva un’altra più grave fatta da qualcun altro; nella fattispecie alcuni poliziotti appartenenti al COISP che sono andati ad OLTRAGGIARE la memoria di un ragazzino e ad insultare sua madre organizzando un presidio di solidarietà pro assassini davanti al posto di lavoro della madre  di Federico.

Il COISP è lo stesso sindacato il cui segretario disse il 30 gennaio scorso che la sentenza di Federico Aldrovandi, morto ammazzato di calci, di botte e di stato, era stata “funzionale al bisogno di vendetta” perché “spesso in carcere non ci vanno mafiosi e criminali”. 
Il virgolettato non è uno scherzo ma proprio la dichiarazione di Franco Maccari, il segretario.
Ovviamente nel paese dei balocchi un “troia” dal sen fuggito fa molto più scalpore nell’opinione pubblica, offende molto di più il comune senso del pudore se quattro assassini non fanno un giorno di galera né perdono il posto di lavoro ma un assessore esuberante viene cacciato dopo meno di 24 ore dalla gaffe.

Questo può succedere perché  se illustri referenti di sinistra anziché inserire nei loro pantheon gente non dico come Che Guevara ma almeno come Pertini, Berlinguer, un qualsiasi politico che abbia agito sulla spinta si un sentire laico e di sinistra si tengono nel portafoglio la fotina di papi e cardinali, è praticamente impossibile risolvere una querelle a proposito dell’uscita infelice di Battiato di ieri al parlamento europeo  senza il colpo di scena che faccia capire ai piani alti, anche dove risiede un presidente della Camera che non vede l’ora di riportare in parlamento il papa, chi è che comanda in Italia e che purtroppo continuerà a dettare la sua legge fatta di ipocrisia, bigottismo, morali doppie e triple e che pretenderà – come ha sempre fatto – di avere voce in capitolo in quelli che dovrebbero essere i luoghi laici per eccellenza e cioè i palazzi delle istituzioni.

Se questo è il cambiamento, aridatece Fanfani.

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