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La contrapposizione

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Sottotitolo: ”Povero Paese dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia…) al Quirinale il giorno dopo”.

Chi l’ha detto?

A) Benedetto l’Emerito dal suo ritiro spirituale sinceramente preoccupato per la situazione politica italiana.
B) Pier Luigi Bersani, in qualità di prossimo venturo eventuale presdelcons sinceramente preoccupato per l’emergenza democratica che dura in questo paese da diciotto anni.
C) Beppe Grillo, noto agitatore di masse, populista, qualunquista, demagogo, nazista, fascista, protetto dai poteri forti della Casaleggio [da non confondersi con cosa nostra].

Sono diciotto anni che si porta avanti questa teoria ignobile  della contrapposizione fra Magistratura e politica col favoreggiamento vivo & vibrante di parte delle istituzioni, di certa stampa e giornalismo e parte  di quell’opinionismo ‘eccellente’ sempre presente in tivvù.

Mentre invece si tratta semplicemente della contrapposizione legittima e legale della giustizia contro ladri e malfattori di stato.
Chissà come mai quando condannano e arrestano ladri, assassini e stupratori non si parla mai di contrapposizione fra giustizia e criminalità violenta ma semplicemente e come è giusto che sia  di applicazione della legge?
E chissà come mai la gggente sempre così severa verso i ladri semplici, gli assassini, gli stupratori e i criminali in genere non impara ad esserlo anche per quel che riguarda gli altri e ‘alti’ criminali che ben più danni producono all’intera collettività?

La Magistratura agisce laddove c’è un reato e un imputato colpevole di quel reato. E la politica di quel che fa la Magistratura si deve DISINTERESSARE IN TOTO, questa è l’unica separazione dei poteri da mettere in pratica nei fatti.

Se  la politica non vuole essere disturbata dai giudici basterebbe che i suoi referenti e rappresentanti non commettessero reati penali, che non fosse connivente con mafie e criminalità come invece è capitato e capita troppo spesso qui da noi.

E che evitasse poi  di parlare di persecuzione giudiziaria, soprattutto, visto il degrado in cui versa la moralità e l’onestà di buona parte di una classe politica indecente che da diciotto anni occupa inopinatamente il parlamento grazie ad una legge definita porcata dal suo stesso creatore, calderoli, lega nord.

In nessun paese normale sarebbe mai potuto succedere che le istituzioni, nella persona del presidente della repubblica e la politica proteggessero in modo così sfacciato un delinquente  che la legge l’ha violata ripetutamente,  individuando il nemico in chi la delinquenza la combatte tutti i giorni, ovvero la Magistratura che altro non fa che rispettare le leggi che fa la politica stessa, perché se ad esempio  la legge dice che lo stupratore dopo quindici giorni può andare ai domiciliari che c’entra il giudice che comunque lo ha condannato? il gap nella giustizia è altrove ed è in quell’altrove che andrebbero operate delle serie riforme, non nel Magistrato che processa il politico che viola la legge e tradisce lo stato che rappresenta.

.

Destabilizzante – Rita Pani

Va da sé, signor Presidente, che non la rimpiangerà nessuno. Oh che fortuna la vostra! Avere noi come cittadini da governare. Capaci di affidare il destino delle proprie esistenze a un marchio registrato, il potere decisionale ad una azienda a conduzione familiare, che quando andrà a congresso sarà come una rimpatriata tra amici di Facebook.

La nostra stanchezza è la vostra fortuna. L’ignoranza dei giovani la vostra salvezza. La devastazione della scuola, il vostro futuro.

Siamo tutti qua oggi a dire che Napolitano non è il nostro presidente, come se lo fosse stato davvero anche un solo giorno, o come se il fatto di non essere il “nostro” le impedisca di esserlo. Ma noi ci accontentiamo, per fortuna vostra. Troviamo sempre qualcosa o qualcuno su cui riporre la nostra speranza, una società di marketing un marchio registrato, uno zio, un nipote, un commercialista, un giudice, un pupazzo rosso della televisione, un imbecille che va in giro vestito da coglione fingendo di essere un super eroe … Ci accontentiamo, o facciamo finta di accontentarci nella speranza che prima o poi salti fuori “la botta di culo” che ci possa mettere al riparo.

L’ho già scritto qualche tempo fa, ma mi piace ribadirlo: ormai siete così avanti rispetto alla massa, che non avete nemmeno più bisogno di prenderci in giro. Devo ammettere che ci ha provato, almeno, con quel funambolico suo discorso, con quella “vibrante preoccupazione per le tensioni destabilizzanti”. Perché per sua fortuna, ormai son rimasti in pochi a saper far di sconto, capaci di scindere l’acqua dall’olio. In pochi, ormai, cogliamo quanto destabilizzante possa essere il suo discorsetto pragmatico e occorrente.

Siete riusciti nell’impossibile, quando siete riusciti ad impedire che almeno due generazioni sapessero di poter esigere i propri diritti. Ci son giovani che non sanno cos’è un TFR, per esempio, che non sanno di avere diritto allo sciopero, che non sanno di avere diritto di accedere all’istruzione, di poter esigere la casa, il lavoro retribuito. Ci son giovani che attendono fiduciosi di essere impiegati come schiavi, ed anche meno giovani che si accontentano. Poi ci sono quelli come noi, che hanno fatto in tempo a lottare perché i diritti e i doveri continuassero ad esistere congiuntamente, per non sentirsi “destabilizzati”, e che oggi si pongono ancora domande. E son brutte le risposte, fa persino paura darsele.

Che brutto momento quello in cui un cittadino deve ricordare al presidente della Repubblica che abbiamo una Costituzione, e il suo articolo 111. Un articolo che poteva essere “garanzia anti destabilizzazione”, se lo squilibrato a cui si è dato agio, non lo avesse aggirato con le sue regole sulla prescrizione, con i suoi cavillosi articoli su legittimi impedimenti. Se non si fosse permesso all’interesse privato di andare a governare l’interesse pubblico.

Ma son solo chiacchiere … io intanto da tre mesi attendo un documento fondamentale per la mia esistenza. Che fa signor Presidente, scrive lei al tribunale civile di Cagliari, annunciando la sua vibrante preoccupazione? Perché sa, inizio a pensare che se trovassi i danari per affrontare il viaggio (con una botta di culo) potrei andare io a esigerlo. Con un forcone in mano.

Rita Pani (APOLIDE)

 

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Una risposta »

  1. tristi quei bobboli che hanno sempre bisogno della discesa in campo di qualche eroe che li possa salvare.
    Il vivere civile di un bobbolo dovrebbe scorrere automaticamente senza interventi miracolistici
    Questa volta il bobbolo aveva avuto l’opportunità perlomeno di affossare i suoi caporioni, ma pare che per la maggioranza di esso le cose vadano bene accussì, specialmente in campania e lombardia

    Rispondi

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