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Il ricatto

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Preambolo: in un paese con un così alto numero di politici delinquenti fra cui uno “naturalmente predisposto all’attivitá criminale” per sentenza di un giudice, un presidente della repubblica naturalmente predisposto contro i Magistrati crea la giusta atmosfera. Fa pendant, ecco.

Dai Giorgio, raccontaci un’altra volta quella sui populismi e sulle demagogie, sullo stranissimo fenomeno che si è verificato in Italia e che viene definito “antipolitica”.

Se la Costituzione rassomigliava all’Italia e ancora oggi è la più bella del mondo, è anche perché è stata fatta da poveri che stavano dalla parte dei poveri. [Raniero La Valle]


E, come spesso, quasi sempre accade tutto quello che viene fatto dai poveri viene poi sfruttato o disprezzato dai ricchi. 
Ad esempio da un anziano signore al quale la sua professione impone, non chiede per favore e proprio in virtù di quella Costituzione fatta dai poveri nel momento peggiore di questo paese e che lui per primo dovrebbe difendere, di proteggere e tutelare l’onestà, la buona reputazione, promuovere un’idea di paese bello davvero nel mondo dove ognuno ha il suo ruolo e lo svolge con professionalità, competenza e perché no, se avanza anche un po’ d’amore, dove la distinzione fra persone non la fanno il ceto e il censo e dove la differenza fra delinquenti e disonesti dovrebbe essere la ratio, l’unica motivazione da cui partire quando si deve osservare, giudicare e prendere decisioni nel merito dei comportamenti di chi disonesto lo è per natura e che dovrebbe essere considerato diversamente, se questo fosse un paese normale, da chi per ruolo e mestiere è invece preposto ad applicare la le legge e la giustizia, ovvero i Magistrati che troppo spesso invece, sono stati bacchettati da lui, il loro capo supremo, quello che dovrebbe tutelarli e sostenerli.
E invece liscia il pelo per chissà quali ragioni ad uno dei personaggi più disonesti, tristi e ambigui che sia mai appartenuto – purtroppo – a questo paese, ha ceduto e cede ai suoi ricatti, lo ha sempre trattato non come farebbe un bravo padre col figlio discolo per educarlo al rispetto degli altri e delle cose ma facendo l’esatto contrario; in tutti questi anni gli ha concesso tutto come se fosse possibile che un delinquente di quella portata, una persona che non ha il minimo senso dello stato, che lo ha sfruttato pro domo sua,  si possa in qualche modo ravvedere cedendo ripetutamente ai suoi “capricci”.
A pochi mesi, per fortuna, dalla scadenza del mandato di Napolitano e nel giorno che saluta per sempre Teresa Mattei, la Partigiana Chicchi, la “ragazza di Montecitorio” che contribuì alla stesura di quella Costituzione mi chiedevo cosa ricorderà la Storia italiana di un presidente della repubblica che troppo spesso non ha onorato come avrebbe dovuto l’istituzione che rappresenta, che forse non ha mai capito che non si difende un paese né si allentano tensioni prendendo le parti di un cittadino disonesto ma si produce l’esatto contrario: tutti gli altri, quelli che disonesti non sono, che vorrebbero un paese dove la legge sia davvero uguale per tutti come ORDINA quella Costituzione, vengono umiliati, offesi, denigrati.
Napolitano è ancora per poco il presidente di questa repubblica, ed è evidentemente in grado di sapere che le sue decisioni non possono mai essere frutto di opinioni sue o di richieste specifiche, tipo la grazia concessa ad un diffamatore seriale, che  quello che lui esprime nel merito di vicende che riguardano tutto il paese dovrebbe essere espresso sulla base prima di tutto delle regole costituzionali che non prevedono che chi viola le leggi abbia un trattamento diverso da quello che prevede il codice penale.


Ché concedere un bonus dietro il ricatto significa cedere a quel ricatto, vuol dire far subire le conseguenze di quel ricatto a tutti gli italiani e ai cittadini che Napolitano, essendo presidente di questo stato rappresenta.


E se permette, il presidente, in questo paese c’è un mucchio di gente non disponibile a cedere ai ricatti di silvio berlusconi e nemmeno disposta a vendere e svendere la propria dignità a vantaggio e beneficio di un pluripregiudicato a cui è stato concesso il tutto, il troppo e l’oltre. 

Per abitudine e perché non c’è motivo per farlo non scrivo né parlo mai di vergogna applicata a me stessa ma questa volta di umiliazione sì: ecco io oggi mi sento umiliata, mortificata e avvilita, perché non possono essere che queste le sensazioni che prova una persona quando viene tradita da chi, invece, avrebbe dovuto rispettarla

Stop processi, il Colle cede a Berlusconi
“Garantire sua partecipazione politica”

Napolitano: “Comprensibile preoccupazione” del Pdl che “il suo leader possa partecipare a questa 
fase politica” fino all’elezione del nuovo presidente. Cicchitto: “Quirinale veramente superpartes”
IL CAVALIERE AVVERTE: “IL PROSSIMO PRESIDENTE NON SIA DI CENTROSINISTRA”

Non si capisce  perché b. pretende[rebbe] che il prossimo capo di stato sia uno “non di sinistra”, visto che come lo ha garantito uno che per storia e tradizione [giusto quelle] lo era non avrebbe saputo farlo nessuno.
Vai a capire l’ingratitudine, a volte.

L’editto di Ponzio Pilato
Marco Travaglio, 13 marzo

L’estorsione del Pdl ha funzionato. Il presidente della Repubblica (ancora per poco) ha diramato ieri l’ennesimo monito (si spera l’ultimo) e ancora una volta (si spera l’ultima) ha posto sullo stesso piano i magistrati aggrediti e i politici aggressori. Come se indagini e processi fossero guerre per bande fra magistrati e imputati. Dopo aver ricevuto il presunto leader del Pdl a poche ore dalla radunata sediziosa al Tribunale di Milano anziché tenerlo fuori della porta, Napolitano ha pilatescamente espresso “rammarico per la manifestazione senza precedenti del Pdl”, ma subito dopo si è appellato “al comune senso di responsabilità”. Comune nel senso che anche i magistrati dovrebbero essere più “responsabili” per propiziare un “immediato cambiamento di clima”. Escludendo che ce l’abbia con i meteorologi o con le avverse condizioni climatiche, resta da capire come i magistrati potrebbero migliorare il clima col partito del leader più imputato della storia: evitando le visite fiscali per verificare i legittimi impedimenti di un tizio che da vent’anni fugge dalla giustizia? Evitando di condannarlo se lo ritengono colpevole? Evitando di indagarlo se compra senatori un tanto al chilo? Dopo l’incredibile udienza concessa al capomanipolo, il capo dello Stato gli ha offerto una sponda istituzionale convocando d’urgenza il Consiglio di presidenza del Csm, come se indagini e processi, avviati da anni o da mesi e sospesi per la campagna elettorale, fossero eventi inattesi o eccezionali tali da giustificare iniziative estreme. Non contento, al termine del summit, il Presidente ha emanato un supermonito cerchiobottista pieno di miele per la banda del buco. Un colpo al cerchio: “È comprensibile la preoccupazione dello schieramento che è risultato secondo nelle elezioni, di veder garantito che il suo leader possa partecipare alla complessa fase politico-istituzionale già in pieno svolgimento, che si proietterà fino alla seconda metà del prossimo mese di aprile…”. E uno alla botte: “…anche se non è da prendersi nemmeno in considerazione l’aberrante ipotesi di manovre tendenti a mettere fuori giuoco — ‘per via giudiziaria’ come con inammissibile sospetto si tende ad affermare — uno dei protagonisti del confronto democratico e parlamentare”. Dunque inquirenti e inquisiti, guardie e ladri, si mettano d’accordo: “evitare tensioni destabilizzanti per il sistema democratico”, “ristabilire un clima corretto e costruttivo nei rapporti tra giustizia e politica”, perché “i protagonisti e le istanze rappresentative della politica e della giustizia non possono percepirsi ed esprimersi come mondi ostili, guidati dal sospetto reciproco, anziché uniti in una comune responsabilità istituzionale”. Ecco: se l’ex senatore De Gregorio confessa di aver ricevuto da B. 3 milioni (di cui 2 in nero) per tradire i suoi elettori e passare da sinistra a destra, i magistrati non devono sospettare di B., ma anzi unirsi a lui nella “comune responsabilità istituzionale”, per non apparirgli “ostili” e instaurare con lui “un clima corretto e costruttivo”, evitando “tensioni destabilizzanti”, altrimenti il suo partito, che è “risultato secondo nelle elezioni” (fosse risultato terzo o quarto le cose cambierebbero), potrebbe nutrire la “comprensibile preoccupazione” che il leader venga escluso dalla “complessa fase politico-istituzionale” eccetera. C’è addirittura il rischio che un corruttore di senatori non possa diventare il prossimo presidente del Senato o della Repubblica. Il che, riconosciamolo, sarebbe una bella perdita.
Ps. Siccome “è comprensibile la preoccupazione dello schieramento che è risultato secondo nelle elezioni, di veder garantito che il suo leader possa partecipare alla complessa fase” eccetera, B. potrà inventarsi legittimi impedimenti a manetta di qui ad aprile per scampare alle sentenze. E i membri della giunta per le elezioni del Senato dovranno ben guardarsi dal dichiarare in eleggibile B. ai sensi della legge 361/1957, anche se è ineleggibile da sempre. Insomma, siamo in buone mani (ancora per poco).

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  1. Matteo Di Domenico

    Forse Napolitano potrebbe spiegarci perché berlusconi usufruisce ancora del legittimo impedimento

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