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Napolitaliano

Ultim’ora: 

Berlusconi indagato per corruzione
“De Gregorio pagato per passare al Pdl”

Secondo la Procura di Napoli, il senatore eletto nel 2006 con l’Idv avrebbe ricevuto tre milioni
per passare immediatamente al centrodestra. L’ex premier accusato anche di finanziamento illegale.

Lettera sull’Imu, Berlusconi indagato

La procura di Reggio Emilia apre un fascicolo sull’ex premier.

Vediamo se D’Alema ripeterà anche oggi che è meglio l’alleanza col pdl, non so, che dovrà fare berlusconi per non essere più considerato dalla politica e votato dalla gente; strangolare qualcuno in diretta televisiva, magari durante uno dei suoi leggendari videomessaggi stile Ra’is?

Sottotitolo [off topic ma mica tanto]: la Lazio – già deferita per la quarta volta in questa stagione – dovrà giocare i prossimi due turni in Europa a porte chiuse perché qualche centinaio dei suoi “tifosi”, i soliti addestrati e mandati dal Picone di turno, anziché fare quello che si dovrebbe fare quando si va a guardare una partita di calcio e cioè il tifo [“tifo = tifosi, saluto romano = testadicazzismo epidemico e diffuso purtroppo in tutta Italia]” – fanno tutt’altro fra cui un gesto che altrove, a differenza del nostro bel paese,  non viene considerato simpatico, goliardia da so’ ragazzi, e nemmeno folklore facente parte degli usi e costumi italiani ma un reato passibile di denuncia e anche di arresto.
Immediata, che lo dico a fare, la richiesta di ricorso da parte di Lotito.
Ho sempre pensato che la richiesta di ricorso per attenuare e in qualche caso cancellare le sanzioni che vengono comminate alle squadre di calcio per colpa dei loro tifosi razzisti, fascisti e violenti sia profondamente diseducativa; in questo paese non si imparerà mai il semplicissimo concetto che chi si pone fuori dalle regole non è uguale a chi non lo fa e che non è giusto liquidare col perdono nemmeno una multa per divieto di sosta visto che c’è chi l’automobile la parcheggia in modo regolare; per non parlare poi di chi delinque a getto continuo perché ha la certezza di farla franca grazie a mille e più cavilli e aiutini che glielo hanno permesso e glielo permettono: uno a caso, silvio berlusconi.
La cultura, il cambiamento finalizzato a migliorare la società in tutti i suoi ambiti e dunque anche quello sportivo, passano anche accettando con rispetto le giuste punizioni, i presidenti delle squadre di calcio dovrebbero lavorare nella stessa direzione, non opporsi alle decisioni degli organi preposti al controllo per arginare la violenza che avviene sistematicamente negli stadi di quasi tutta Italia.
Se vogliamo che l’Italia venga rispettata fuori dai nostri confini, dovremmo anche meritarcelo. E sono tante piccole cose messe insieme che costruiscono poi quelle grandi che contribuiscono a fare di un paese che si distingue purtroppo quasi sempre in negativo, in uno un po’ più serio, normale e vivibile per tutti, anche per chi va allo stadio per guardarsi una partita.  Le società di calcio devono pagare nel concreto la responsabilità di portarsi dietro in Italia e nel mondo masnade di fascisti violenti di cui si sa tutto, nomi e cognomi compresi. Perché i costi dell’irresponsabilità poi li paghiamo tutti, anche chi allo stadio non ci va. Li paghiamo in termini economici quando sfasciano, quando migliaia di poliziotti sono sottratti al controllo di città e cittadini perché devono stare a guardare ‘sti mentecatti delinquenti  fuori e dentro lo stadio e paghiamo in termini di ridicolizzazione internazionale esattamente come accade per la politica, dove a sbagliare sono molti ma a pagare quasi nessuno.

Preambolo: ho criticato spesso Napolitano per i suoi errori ma stavolta sono con lui. 
E dovremmo capire tutti la difficoltà di quest’uomo che sta mettendo la sua faccia di fronte al mondo anche per noi, e non potrebbe comportarsi diversamente da come sta facendo e come ha fatto, rifiutando l’incontro con chi affermando che in Italia sono stati eletti due pagliacci ha offeso tutti quanti noi.  Che doveva dire Napolitano, che hanno ragione i tedeschi che democraticamente hanno eletto hitler, altroché i buffoni di casa nostra?
Possibile che non si capisca che lui non poteva dire nient’altro, anche se in cuor suo pensa esattamente quell’altro?

Chi pensa che Napolitano stia difendendo Grillo e b, non ha capito niente.

Steinbrueck: “In Italia eletti due clown”
Napolitano annulla l’incontro a Berlino

 D’Alema preferisce l’apertura a b piuttosto che a Grillo che all’estero è bollato come un “pericoloso populista”, invece la reputazione di berlusconi fuori dagl’italici confini, lo sappiamo tutti, è ottima. Anche la Germania dopo aver perso il treno per i Monti auspica una grosse koalition fra PD e PDL, cosa che piacerebbe molto anche al Tayllerand delle cippe, il grande statista al quale il PD ancora si affida per farsi dare idee, suggerimenti, talvolta ordini da eseguire e basta. Ragione di più per pensare che all’Italia non serve questa ulteriore barbarie di un’alleanza il cui unico risultato sarebbe la definitiva e totale distruzione di un centrosinistra che non si regge in piedi nemmeno senza.
Se D’Alema fosse uno statista che lavora per il bene del paese non direbbe mai che un’eventuale alleanza con b “tranquillizzerebbe maggiormente i mercati e gli interlocutori stranieri”, sapendo cosa pensano all’estero del pregiudicato berlusconi ma si impegnerebbe per fare da tramite col pericoloso populista che è sempre meglio del pericoloso delinquente. 
Quando poi si dice che la miglior ancora di salvezza a berlusconi è stata sempre offerta dai grandi leader de’ sinistra, soprattutto da uno non è un luogo comune né dietrologia: è solo e soltanto la pura verità.
Ha ragione il giudice Imposimato quando scrive che ci libereremo di berlusconi solo quando sparirà anche D’Alema. E se non sparisce lui, sparirà tutto il centrosinistra. 

Non è l’Italia ad essere ingovernabile, sono le persone che si apprestano a farlo che sono inadeguate perché loro per prime non rispettano la prima regola che dovrebbe essere quella dettata dal buon senso. Bersani come Prodi che non fece l’unica cosa che avrebbe dovuto fare e cioè rinunciare ad un mandato impossibile perché ottenuto sulla base di pochi voti di scarto e che quindi DA UOMO DI STATO avrebbe dovuto prevedere che non sarebbe stato per nulla semplice governare bene un paese in quella situazione. E i risultati di quel governo sciagurato li abbiamo visti tutti nella persona di mastella, altroché i comunisti che fecero cadere il governo perché non votavano le leggi anticostituzionali tipo i finanziamenti alle guerre; il governo Prodi l’ha distrutto lo statista di Ceppaloni, non i comunisti.

Ed ora è ingiusto e profondamente scorretto usare sempre gli stessi argomenti, quelli sulla gente, su chi è entrato in parlamento senza fare un colpo di stato ma perché eletto, che piaccia o meno, democraticamente. Da questa situazione tutti dovrebbero imparare qualcosa, i cittadini a votare in modo consapevole, e non per dispetto o convenienza, fosse anche la balla della restituzione di poche centinaia di euro e i politici a prendersi le loro responsabilità in modo responsabile, anche quando questo significa dover ammettere le proprie sconfitte. E, tanto per chiarire io considero Bersani una brava persona, un onest’uomo di sani valori e principi, e mi dispiace che ‘sta palla sia toccata ad uno come lui che non ha, perché non gli appartiene per natura, quella scaltrezza per potersi districare in una situazione così complicata. Per questa politica ci vuole qualcuno che sappia anche scendere di livello e sporcarsi un po’ di polvere se occorre. Bisogna sapersi adeguare a certi linguaggi e rispondere a tono, il savoir faire non è il metodo più giusto, purtroppo ci sono circostanze in cui al contrario di quel che si dice spesso, chi urla più forte si fa capire meglio.

Gli ingrillati
Marco Travaglio, 28 febbraio

L’elettorato, come soggetto autonomo, non esiste: è un insieme di milioni di elettori, ciascuno dei quali vota con modalità, finalità e aspirazioni diverse da quelle degli altri. Per questo giudicare “gli italiani” tutti insieme secondo il soliti stereotipi è insensato e ridicolo. Eppure ogni tanto, per strana congiunzione astrale o scherzo del destino, la somma di tutte quelle modalità, finalità e aspirazioni sortisce un effetto che pare concepito da un’unica mente. Nel nostro caso, diabolica. Chi, andando alle urne domenica e lunedì, voleva punire i vecchi partiti per la loro autoreferenzialità castale, la loro supponenza impunita, la loro incapacità di rappresentare e interpretare alcunché e soprattutto per le loro drammatiche responsabilità nello sfascio del Paese, non poteva inventarsi risultato migliore. Ieri il Fatto ha mostrato i volti dei 54 deputati e dei 108 senatori del Movimento 5 Stelle che stanno per entrare alla Camera e al Senato: al netto di qualche mattoide e potenziale trasformista pronto a trasmigrare col migliore offerente (sono pur sempre italiani), si tratta di 162 cittadini giovani, incensurati, di buona istruzione, magari ingenui e inesperti, eletti senza un euro di denaro pubblico, animati da entusiasmo e speranza di cambiare le cose. Basta guardarli in faccia per comprendere che, per quanto si sforzino, non riusciranno mai a eguagliare i danni dei professionisti della politica. Per i quali la prima vera punizione sarà la coabitazione forzata con quelle facce e quelle storie che, da vecchi che sono, li renderanno decrepiti e putrefatti. Basterà una telecamera puntata sul nuovo Parlamento per evidenziare l’impietoso contrasto. Da una parte quei volti freschi e sorridenti. Dall’altra un carrello di bolliti carichi di rimborsi pubblici, indennità, diarie, gettoni di presenza e assenza, prebende, pennacchi, cavalierati, scorte, autoblu, portaborse, sottopancia, raccomandati, postulanti, servi, giornalisti di riferimento, consorterie, lobby, banche, aziende, amici degli amici, pappagorge, bargigli, ascelle, parrucchini, tinture e ceroni colanti, dentiere, forfore, alitosi, flatulenze, prostate gonfie, cinti erniari, plantari, callifughi, cateteri e pannoloni.
L’idea che tutto si possa sistemare con una telefonata a Grillo o un invito da Fortunato al Pantheon per convincerlo davanti a una coda alla vaccinara a votare la fiducia a chi fino all’altroieri gli dava del fascista, nazista, brigatista, razzista, populista, golpista, fa abbastanza ridere. Se n’è reso conto uno dei pochi esseri viventi rimasti nel Pd, Michele Emiliano, che invita Bersani ad alzare bandiera bianca: se vuol evitare le elezioni è inutile che prepari un governo di minoranza; ammetta di aver perso le elezioni (la “non vittoria” è anche peggio di “smacchiamo il giaguaro”), si ritiri in buon ordine (magari chiedendo all’ex Papa una celletta a Castelgandolfo), e indichi Grillo o chi sceglie lui come capo del governo. E poi, se il programma lo convince, l’appoggi. Sarebbe, per il Pd, la mossa del cavallo. E, per Grillo, un bel problema: M5S è pronto per l’opposizione, non per ilgoverno. Ma la fortuna di Grillo, ancora una volta, sono i suoi sedicenti avversari, che da anni lavorano indefessamente per lui. I retroscena dal Quirinale e dagli altri sacri palazzi non lasciano spazio a dubbi: già si scaldano a bordocampo per il nuovo governissimo (pardon, “governo di scopo”) vecchie muffe come Giuliano Amnato, che era già anzianotto ai tempi di Craxi e di cui non si contano i ritiri “irrevocabili” dalla politica. Per i partiti è la nemesi perfetta uscita dalle urne (funerarie): se rifanno l’ammucchiata regalano altri milioni di voti a Grillo; se ci rimandano al voto, invece, pure. In Sicilia si chiama incaprettamento, ma ora potremmo ribattezzarlo ingrillamento: il cappio al collo e la corda annodata alle mani e ai piedi della vittima che, appena si muove per liberarsi, si strozza da sè.

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  1. è vero, questa volta Napolitano ha detto quello che doveva dire

    Rispondi
  2. supponendo una vita lavorativa (in buona salute) di 40 anni e dividendo i 3 millions per 40 ne viene una cifra over 70.000 a conferma della possanza del mio partito che invece raccoglie tutti gli under
    ma questa è una cosa difficile da far digerire alla fantasia del nostro amato bobbolo

    Rispondi

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