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La retata di San Valentino; come dare un senso ad una inutile giornata

Preambolo: per sapere che Sanremo fosse una bufala non ci volevano i risultati di ieri: Elio e le storie tese,  i migliori fin’ora, all’ottavo posto, Daniele Silvestri al nono e Max Gazzé al decimo. 
Per accontentare le case discografiche e far vincere chi deve vincere secondo le regole del mercato e non in base al valore dell’artista come dovrebbe essere  si blocca il paese per una settimana, si sprecano milioni di euro e si  truffano i cittadini col sistema del televoto.
Sanremo: uno spettacolo italiano, in tutti i sensi. 

Sottotitolo: raffica di arresti in tutta Italia. A Milano finiscono in manette l’ex direttore finanziario di Mps, Baldassarri e il finanziere d’assalto Proto. A Roma fermato il produttore Rizzoli. A Cagliari stessa sorte per il presidente della squadra di calcio Cellino e per il sindaco di Quartu. Minzolini assolto nello scandalo della carta di credito Rai. [Il Fatto Quotidiano]

‘Tangenti necessarie, l’ultima bufala di B
All’estero megamulte anticorruzione

IL NOSTRO CAPITALISMO FINISCE IN TRIBUNALE
IL CAVALIERE, IL PDL E L’ETERNA LOTTA PER L’ILLEGALITA’

CASO FINMECCANICA: BERLUSCONI IN TELEVISIONE FA L’ELOGIO DELLA MAZZETTA

Elezioni, Monti: “Berlusconi cialtrone. Italia nel ridicolo con il suo governo” 

 Se una persona può andare in giro per il mondo e in televisione a dire che la corruzione è una necessità inevitabile, noi potremmo fare lo stesso e promuovere l’idea cheneso? che ammazzare imprenditori disonesti, finanzieri corrotti e corruttori,  politici corrotti e corruttori  che fanno affari con le mafie, che si tengono boss assassini in casa a far da baby sitter ai figli piccoli  “affinché non facciano brutti incontri”, che sfruttano ragazzine minorenni per sfogare le loro pulsioni sessuali e che fanno assumere le maggiorenni in posti pubblici sempre per ripagarle delle stesse prestazioni, che comprano deputati maschi e femmine perché non facciano cadere un governo che doveva stare assolutamente in piedi altrimenti molti dei suoi componenti compreso il suo primo ministro avrebbero rischiato la galera, che rubano case editrici per mezzo di sentenze comprate un tanto al chilo da giudici corrotti e molto, troppo altro, sia un male sì, ma necessario per la sopravvivenza del bene così come pagare tangenti è necessario per la sopravvivenza dell’economia? perché è proprio la stessa cosa. 

 Un comune cittadino viene costretto dalle forze dell’ordine a rilasciare i documenti, farsi identificare per una semplice infrazione stradale, proviamo noi a dire sulla pubblica piazza la metà delle porcate che si è permesso di dire berlusconi:  istigazioni continue e continuate alla violenza, alla delinquenza; vediamo che succede.  Ieri mezzo mondo è saltato dalla sedia leggendo quel che aveva detto berlusconi, qui invece, nel paese dei diretti interessati [in tutti i sensi] non è successo niente, non è arrivato neanche un sospiro di Napolitano, qui c’è un signore con diversi e svariati precedenti penali, con dei processi che lo vedono protagonista come imputato e per reati gravi tipo lo sfruttamento della prostituzione minorile e al quale si consente ancora di partecipare alla politica come se fosse una persona perbene, che può andare tranquillamente a dire in una trasmissione della tv pubblica che delinquere è necessario e nessuno si risente; si considera il fatto al pari dell’ennesima boutade, delle barzellette sconce che racconta quando partecipa agl’innocenti siparietti dove si offendono le signore.

La corruzione è un crimine, un reato come l’omicidio, anche se in Italia non sembra: un reato grave perché colpisce, a cascata, tutti.

Ma chi ha avuto per amici personcine ammodo come Putin, Gheddafi, Mubarak, Lukashenko, che li considera punti di riferimento, che non trova niente di strano nel ruolo del dittatore ma anzi gli piacerebbe tanto impersonarlo, che nel suo governo ha avuto per ministro chi pensava che con la mafia si dovesse convivere, che da un amico più che in odor di mafia si è fatto fare il partito col quale gli è stata consentita la leggendaria discesa in campo e sappiamo anche grazie a chi, uno che, come dice Travaglio delinque al ritmo del suo respiro, è normale che pensa e dice [e non succede niente!] che la corruzione sia una scienza da applicare e non, invece, uno dei reati più odiosi e dannosi  perché va a colpire tutti ed ecco perché nei paesi civili, dunque non Italia, non viene considerata un incidente di percorso da perdonare con leggi per abolire non solo il  dolo ma direttamente il reato e indulti appositi ma un crimine da punire con estrema severità, e a chi tocca tocca.
Anche se si chiamasse silvio berlusconi.

Finmeccanica era stata soprannominata la mecca delle tangenti.
Quindi significa che sapevano in molti dell’esistenza di un certo trend.
Ora mi chiedo, perché a Guarguaglini sono stati dati cinque milioni di buona uscita trasformandolo nell’ennesimo premiato dallo stato per aver contribuito in solido al fallimento dell’azienda? 
Perché a Cimoli, dopo le ferrovie dello stato è stata messa in mano anche Alitalia e anche lui è stato superpagato per l’ottimo lavoro svolto? perché Scaroni, nonostante i suoi precedenti è stato ritenuto degno del posto che occupa? possibile che non ci sia nessuno migliore di un indagato e in precedenza, di persone comunque sospette anche e solo per manifesta incapacità da mettere a capo delle aziende finanziate coi soldi dei cittadini? è lecito pensare che se si scelgono persone così è perché lo stato, e dunque i governi, la politica di destra, di centro e di centrosinistra hanno tutto l’interesse a tenercele, a mandarcele e rimandarcele?
C’è sempre un premio per chi dilapida i soldi dei contribuenti facendo fallire le aziende che poi sempre i cittadini saranno costretti a rifinanziare come è già successo per Alitalia?
Non sono solo le tangenti, l’anomalia.
In qualsiasi paese normale Cimoli e qualsiasi altro dirigente grande e piccolo che avesse fatto la metà dei suoi danni sarebbero in galera, non certo a godersi le loro liquidazioni faraoniche.
E a fargli compagnia anche quei politici che sapevano ma hanno taciuto, complici di un ladrocinio che sembra non abbia mai fine.

Chi in tutti questi anni ha pensato detto e scritto [qualcuno ha il coraggio di farlo ancora adesso] che la Magistratura ha ostacolato “il normale decorso della democrazia” [a trovarla] è stato ed è COMPLICE di questi criminali mascherati da imprenditori, dirigenti d’azienda, finanzieri, presidenti di regione ed ex presidenti del consiglio.
La stessa cosa vale per chi, specialmente in questo ultimo anno, ci ha raccontato la balla sesquipedale del paese che non cresce per colpa dell’articolo 18 e dei nostri figli choosy che pretendono, dopo essersi fatto il culo sui libri di trovare un lavoro adeguato anche se non si chiamano Ichino e Deaglio.
Idem per chi accusava di giustizialismo chi ha l’idea strampalata che in un paese normale i delinquenti stanno dentro e gli onesti fuori, a differenza di quel che succede in questo sciagurato paese dove non si riesce a organizzare nemmeno un festival di canzonette e una partita di calcio senza la combine preventiva e figuriamoci quindi le cose più serie.
La cronaca giudiziaria di questo ultimo periodo ci ha raccontato molto bene e nel dettaglio perché il paese non è cresciuto e non cresce e la colpa – purtroppo – non è stata dello scontrino del caffè.

Credevo fosse un ladro

Marco Travaglio, 15 febbraioOscar Pistorius, arrestato per aver abbattuto la fidanzata a pistolettate, ha confessato: “L’ho uccisa perché credevo fosse un ladro”. Peggio per lui. Se avesse preso ripetizioni da un politico italiano a caso, gli sarebbe uscito un alibi migliore. Tipo: “È vero, ho sparato, ma a mia insaputa: come ogni notte, stavo pulendo il revolver e mi è partito un colpo”. “Era buio e mi sono confuso: credevo fosse la pistola a salve dello starter, invece era la calibro 9”. “Sono sonnambulo”. “Pensavo si potesse, lo fanno tutti”. “Sono stato provocato: lei mi cazziava continuamente perché non mettevo mai le pattine e le rigavo il parquet, alla fine non ci ho più visto, quando ci vuole ci vuole”. Insomma gli sarebbe bastato pescare dall’inesauribile scusario italiota per salvare le chiappe, o almeno la faccia, sempreché esista una differenza. Prendete Pollari, lo condannano per il sequestro Abu Omar e lui commenta: “Sono una vittima, come Enzo Tortora”. Che notoriamente sequestrava imam egiziani. O Formigoni: secondo la Procura, sono anni che campa a spese nostre. Non tanto per il lauto stipendio di governatore che gli passiamo da 18 anni, quanto per gli extra: la sua Regione favoriva uno stuolo di faccendieri della sanità, i quali si sdebitavano con lui facendogli da bancomat. Vacanze, yacht, ville, pranzi, cene, colazioni, merende, contanti per l’argent de poche.


Con quel che costa la vita ai Caraibi. Il totale, mal contato, sarebbe di 8 milioni solo dall’amico Daccò, che a sua volta ne avrebbe asportati un’ottantina dal San Raffaele e dalla Maugeri. Come si difende il Celeste sempre più marron? “È una manovra dei pm per coprire lo scandalo Montepaschi”. Purtroppo ieri i pm hanno fermato il manager di Mps Baldassarri. 
Il quale ora potrà sostenere che l’han fatto per coprire lo scandalo Formigoni. Poi c’è Fitto, che non si dà pace della condanna a 4 anni per corruzione insieme al corruttore Angelucci. Condanna ingiusta per due motivi.1) “I giudici sono entrati a piedi uniti in campagna elettorale con una scelta politica precisa”. Quindi, se un politico è condannato per corruzione prima delle elezioni, non è colpa di chi l’ha candidato sapendolo imputato, ma dei giudici che condannano un innocente perché votano contro. 2)”Non ho preso alcuna tangente del cazzo: ho ricevuto un contributo regolare messo in bilancio dal mio partito e pagato con un bonifico”. Quindi, se un imprenditore paga mazzette a un politico via bonifico in cambio di favori, basta dichiararle a bilancio e si chiamano “tangenti del cazzo” e non sono reato.

Come chiamare una merda fumante “Sacher Torte” e farci l’aerosol. Se poi, come in Finmeccanica, le tangenti vanno a un governo estero per vincere un appalto, non è corruzione internazionale: basta chiamarle, come fa B., “meccanismi da attivare” e “fenomeni che esistono in condizione di necessità”, e diventano pura acqua di fonte.

Lui del resto parla per esperienza. Angelo Rizzoli invece perché l’hanno arrestato? Per coprire l’arresto di Cellino, o di Proto. O magari viceversa: bisogna armarsi di cronometro e vedere, in questi arresti a orologeria, quale manetta scatta prima. Poi c’è Minzolini, assolto non per non aver commesso il fatto (dalla carta di credito Rai mancano all’appello 68 mila euro, che infatti lui si precipitò a restituire all’azienda); ma perché il fatto non costituisce reato. La Rai la possono derubare tutti, allegria. Ma come spiegare l’assoluzione nell’ottica della guerra delle toghe rosse al povero B.? Semplice: i giudici han voluto mettere Minzo in cattiva luce agli occhi di B. che, sapendolo indagato per peculato, l’aveva subito candidato come capolista in Liguria.
E ora chi glielo dice che era innocente? E come lo spiegherà agli elettori, che ormai ci avevano fatto la bocca?

Semplice: copiando da Pistorius. “L’ho candidato perché credevo fosse un ladro”.

 

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  1. Non mi piace, di solito, l’ironia sui casi di cronaca nera però l’ultima battuta di Travaglio in questo contesto è straordinaria

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  2. urca, se continua così ci toccherà costruire carceri con doppi servizi e vista sul mare
    per quanto riguarda le mazzette o provvigioni, a me risulta che tra le multinazionali alcune fanno firmare ai loro manager dei codici di comportamento nel trattar gli affari e poi tutti alla guerre comme alla guerre, con provviggioni in base alla tipologia di prodotti venduti.
    Poi è strano che quando si becca qualcuno, va in galera il direttore generale, in genere ci sono i manager che son pagati per questo e che hanno firmato il codice di comportamento
    Siamo in mani di incompetenti, mo’ ce toccherà mette in cassa integrazione qualche altro migliaio di operai per colpa dei soliti pierini, mentre per i manager ammanicati ci saranno un sacco di offerte dalle compagnie concorrenti estere

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