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Tana per silvio

Aldilà del ‘mi piace, non mi piace’ e dell’ipotesi delle contestazioni su commissione c’è un fatto che è impossibile non rilevare,  lo faccio ogni volta che qualcuno mette in discussione un’opportunità nel merito della satira politica che non deve esserci, in un paese normale e democratico;  anticamente il buffone era quello autorizzato a ridicolizzare il potere senza rischiare la decapitazione, era l’unico che poteva andare davanti al Re,  farlo ridere dei suoi difetti ed errori e lanciare così un avvertimento al popolo per dire che quel Re non stava facendo le cose giuste. 
Che era un Re cattivo.
Oggi, nel terzo millennio, in un paese a maggioranza di  telerincoglioniti c’è chi vuole lasciare il potere ai re cattivi e tagliare la testa ai buffoni.

E in ogni caso, non è colpa di nessuno se la destra non sa far nemmeno ridere, non ha mai fatto ridere. Anzi. Non esiste un satiro, un comico manifestamente di destra che sia stato capace di far divertire la gente sui difetti della politica di sinistra; pure questo devono fare i comici e i satiri di sinistra. Inutile quindi che s’incazzino i berlusconiani, i fascisti ex post e d’antan se si ripete da duemila anni che la cultura sta a sinistra. Invece di fascistizzarvi, farvi rappresentare da un disonesto impostore, dall’abusivo della politica per eccellenza e togliere tempo alla vostra vita per difendere uno così studiate, magari prendete pure una fava e due piccioni e capite anche il perché in Italia non si può essere fascisti. La cosa più comica di tutte è che solo in questo paese si discuta ancora sull’opportunità della satira, che in quanto tale non ne deve avere, perché come ha ben detto anni fa vauro: la satira è satira e fa quel cazzo che vuole. Ma in Italia e nel 2013 non l’hanno ancora capito tutti.

Sanremo 2013, Crozza contestato dal pubblico dopo la parodia di Berlusconi

Costretto a interrompere lo show (video)

Momenti di tensione sul palco dell’Ariston. Gli esponenti Pdl attaccano il comico e i vertici Rai

Nel pomeriggio, il Cavaliere aveva dato un avvertimento al comico: “Si tenga alla larga dal Papa”.

Sottotitolo: squadrismo a Sanremo

Innocente siparietto – Massimo Gramellini, La Stampa

Preambolo: L’Italia è una repubblica fondata sugl’innocenti siparietti. 

” E’ talmente vanesio che ai matrimoni vorrebbe essere la sposa e ai funerali il morto”, diceva Montanelli che lo conosceva bene, non foss’altro perché è stato una delle sue prime vittime illustri.

E lo è così tanto, vanesio, che non può sopportare che gli si neghi un palcoscenico, e ai suoi spettacoli guai se non si ride, lo si deve fare anche su “gentile” richiesta di disonesti dirigenti d’azienda pronti a licenziare una dipendente solo perché ha detto che lei certi spettacoli con lui protagonista non li trova per nulla divertenti e nemmeno io, anzi, mi  fanno proprio schifo, mentre su quelli dove recita gente pagata per far ridere vorrebbe imporre il silenzio per mezzo di una piccola e squallida claque mandata probabilmente  appositamente a fischiare e insultare in una serata in cui il buffone pagato per far ridere non era nemmeno al top della sua professionalità. Evidentemente le ispirazioni iniziano a scarseggiare e meno male. E siccome è già difficile, faticoso e fastidioso  sopportare da vent’anni un disco rotto che non fa che ripetere la stessa monotona canzone fateci il favore: risparmiateci almeno le cover.

Due persone, ma anche dieci o venti mandate apposta per disturbare un programma televisivo non devono spaventare nessuno, ma ugualmente non è un bel segnale, in un paese normale e civile non si zittisce nessuno, nemmeno se lo chiedesse, pagando, berlusconi o qualsiasi altro prepotente.

Di contro però c’è la questione più importante: berlusconi non fa ridere più nessuno, che sia l’originale nella sua prima e per fortuna unica persona o tutte le sue rivisitazioni in chiave umoristica.

E di questo penso che debbano iniziare a prenderne atto tutti.

Perché continuare a tentare di far ridere del buffone per mezzo dei buffoni di professione fa perdere di vista che berlusconi non è un personaggio simpatico che dice cose simpatiche sulle quali fare dell’ironia: berlusconi è un pericolo di cui questo paese si deve liberare.

Singolare poi, che alle imitazioni di Bersani e Ingroia nessuno si sia risentito nello stesso modo; non era propaganda “maligna” anche quella? 

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  1. Sai cosa penso di questo,il festival non é più la kermesse della canzone italiana ma ,un programma politico e sinceramente ho smesso di guardarlo, ma non smetto di leggere te. :)) ciao bella signora un bacino anche al tuo piccolo ometto. :))

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  2. in effetti è proprio dal bobbolo che guarda sanremo che viene la percentuale maggiore dei voti del nano e se mi dici che è successo questo il bobbolo ne sarà rimasto turbato.
    Quanto al nano so’ proprio contento, così in 20 anni di suo potere impara non dico a venderla la rai, che privatizzarla farebbe troppa concorrenza a mediaset, ma almeno licenziare tutti i comunisti che l’ahnno occupata

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