Ancora su Angela Bruno

«Ne trarremo le conseguenze»

 
Si è appreso che le presunte dichiarazioni di giubilo della venditrice di Green Power pubblicamente molestata da berlusconi («Ne sono stata onorata») riportate oggi dai quotidiani erano in realtà frutto di un comunicato stampa della stessa azienda, appunto la Green Power.

In altre parole, la Green Power aveva pensato bene di mettere fine a ogni polemica sul siparietto bavoso di berlusconi facendo sapere che la dipendente ne era contenta.

Non si sa se alla signora sia stata chiesta l’autorizzazione o no, per questa esternazione.

Sta di fatto che Angela Bruno – vedendo i giornali, questa mattina – ha sostenuto che quanto scritto nel comunicato stampa era una gran balla: lei non era affatto onorata di essere stata indicata come pubblico oggetto sessuale da berlusconi.

A questo punto, l’azienda ha risposto con i toni minacciosi e padronali che ormai caratterizzano tanti imprenditori e manager italiani, tronfi del loro dominio sociale («Ne trarremo le conseguenze»).

Ecco, questa è la storia così come sono riuscito a ricostruirla finora. Di una tristezza infinita, appunto, perché alla molestia sessuale di un vecchio politico potente si aggiunge la molestia aziendale, anch’essa ovviamente firmata da un maschio, uno di quelli che infatti stavano lì a ridacchiare sul palco mentre berlusconi diceva le sue porcate. [Alessandro Gilioli]

Ora, di fronte ad un’azienda che minaccia di trarre le dovute conseguenze circa una dipendente che a quanto pare si è davvero DOVUTA prestare al simpatico siparietto col satrapo perché evidentemente i suoi superiori questo le avevano chiesto, ma quando si è resa conto che il giochino si stava facendo pericoloso per lei, per la sua serenità personale e familiare ha fatto l’unica cosa da fare e cioè dire la verità, che lei non si stava divertendo affatto come invece i suoi titolari avevano riferito alle agenzie, ma che, al contrario si è molto imbarazzata, se questo fosse un paese normale davanti casa sua ci dovrebbe essere la fila di gente disposta a offrirle un altro lavoro per permetterle di lasciare quel posto di merda, gestito da gente di merda [uno dei fondatori Green Power e candidato alla camera con Galan], che fa ricatti e intimidazioni di stampo mafioso al personale.

E penso che tutti dovremmo metterci di traverso, anche chi come me l’ha criticata.

Insieme ad altri stiamo mandando due righe di dissenso a  info@gruppogreenpower.com

“Dopo la patetica scena da ipodotati [culturali e mentali] che vi ha fatto tanto ridere [suppongo che ridiate tantissimo anche quando qualcuno dice “viva la figa”], leggo che i vostri vertici minacciano provvedimenti contro l’area manager che ha confessato il suo imbarazzo. 
E visto che tutta questa vicenda è degna del personaggio che vi siete onorati d’invitare a casa vostra permettendogli di assumere un atteggiamento – il solito peraltro – che non va più di moda nemmeno nelle caserme e nelle bettole di quart’ordine, vi auguro cordialmente di FALLIRE.”

4 thoughts on “Ancora su Angela Bruno

    • Non c’entra nulla.
      Vabbè un cazzo, parlando con pardon.
      Non è detto che tutti abbiamo questa idea di una collaborazione lavorativa.
      Altrimenti ammettiamo tutti, la mano al culo del capoufficio e l’avance del direttore.
      No, non funziona così ovunque e per tutti, per fortuna.

      • son contento per te
        io ho sempre lavorato in aziende private e pur trattando gli affari delle stesse meglio dei miei, non ho mai raggiunto la posizione di quadro. Per la carriera tecnica invece non ci sono problemi se sei bravo la termini in pochi anni, ma se devono schierarti al LORO fianco vogliono che tu sia disposto non dico a farti tua mamma, ma almeno qualsiasi collega che loro ti indicano e che per motivi a te ignoti è diventato antipatico alla dirigenza.
        E’ per questo che un misero testa di cazzo di quadro o capetto quatambia di più dello specialista al top della carriera tecnica e se avrà forze di ricatto od amicizie potrà poi accedere alla carriera manageriale

      • E infatti succede solo qui. Significa che anche questa è una faccenda che ha molto a che fare con una certa cultura, e che si può demolire solo attraverso nuove culture, non applicando la teoria che ‘così fan tutte e tutti’.

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